02 ago 2011

In Europa una mobilitazione importante per il Sud e il Mezzogiorno

scritto da Raffaele Lombardo Lascia un commento
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Rispetto alla questione del cosiddetto corridoi 1 c’è, quantomeno, una mobilitazione importante e credo che possiamo vantare il fatto di esserci accorti e aver sollevato il problema per primi.
I nostri deputati siciliani non si erano accorti di questo piccolo dettaglio, lo dico tra virgolette, cioè del fatto che venivamo tagliati fuori dal corridoio, che deviava su Bari, e l’estremo lembo sud dell’Europa, cioè Malta, si sarebbe dovuto raggiungere via mare.
Che Bari abbia diritto ad un treno ad alta velocità che la colleghi con Napoli sarebbe normale in un paese unito. Questa Italia invece, che in questo anniversario dell’unità sta celebrando la sua divisione, fa passare come una grande conquista l’alta capacità ferroviaria per collegare una regione importante come la Puglia quando, per accorciare di un quarto d’ora il tempo per andare da Milano a Roma, si spendono miliardi di euro.
Ma è una illusione anche quella di Bari perché chissà quando avrà una velocità decente, almeno con questo assetto politico di partiti nazionali e gruppi economici che penalizzano e saccheggiano sistematicamente il sud da 150 anni.
Tanti parlamentari europei italiani, da Mauro a Pittella, si sono accorti che era uno scempio e si sono impegnati a battersi perché venisse ripristinato il corridoio 1. Io non posso far altro che ringraziarli per l’attenzione e per la sensibilità che hanno dimostrato.
Dobbiamo muoverci insieme agli altri presidenti del sud perché queste opere, a partire dal Ponte sullo Stretto, rientrino in una strategia per cui ci possiamo sentire parte importante dell’Italia e dell’Europa.
Un piccolo particolare: i deputati europei della Sicilia non hanno sottoscritto nulla, non se ne sono curati, non se ne sono accorti e non sono intervenuti, non so se per distrazione o per gelosia. Mi auguro che nei prossimi giorni possano aggiungere la loro voce, seppure flebile, a quella dei loro colleghi che si sono impegnati a favore del sud, della Sicilia, della Calabria, e quindi di una Italia che, almeno in Europa, venga riconosciuta come un paese unito.

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