Rapporti internazionali e centralità del Mediterraneo per lo sviluppo della Sicilia
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Della Sicilia i cinesi si stanno occupando ormai da tempo. Abbiamo avuto una serie di incontri con l’ambasciatore e con le autorità cinesi. Siamo stati presenti alla esposizione internazionale di Shanghai con un padiglione dei nostri beni culturali e abbiamo avviato incontri con gruppi di imprenditori con i quali si è parlato, tra l’altro, di aeroporti e di infrastrutture.
Oggi siamo in una fase in cui potremmo avviare una interlocuzione per farli impegnare perché la Sicilia diventi, per la Cina, uno snodo per i rapporti commerciali, culturali, politici, istituzionali nel Mediterraneo.
Questo richiede grandi investimenti per un aeroporto intercontinentale, per un grande porto, per completare il Ponte sullo Stretto. Si cerca un partner privato e, da questo punto di vista, i cinesi di denaro da investire ne hanno. Queste opere, insieme alle altre infrastrutture, potrebbero far parte di un pacchetto complessivo che li vedrebbe impegnati in questa operazione, tenendone noi in mano, chiaramente, le chiavi di casa.
La nostra vocazione internazionale è molto importante. Abbiamo incontrato qualche giorno fa una delegazione di una regione della Russia, Uljanovsk, una delle più industrializzate, ed è previsto, per ottobre, l’arrivo di una importante rappresentanza di imprenditori russi. Un rapporto, quindi, con una economia forte che produce energia, dal gas al petrolio. E noi siamo già collegati perché la Wind Jet collega Palermo e Catania con alcune città russe e già parecchi russi cominciano ad arrivare qui da noi in vacanza acquistando, spesso, beni nell’isola.
Accanto a tali relazioni internazionali, ci sono poi gli importantissimi rapporti con le regioni mediterranee dove è necessario rafforzare il nostro ruolo di capitale del Mediterraneo perché così dice la storia, la geografia e la cultura dei popoli che vi si affacciano.
A tal proposito, io dovrei andare, i primi di settembre, a Cipro, una delle regioni della Commissione intermediterranea della CRPM (Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa) di cui sono stato eletto presidente. Rapporti che dovranno dare frutti dal punto di vista economico oltre che politico.
A Montpellier, un’altra delle regioni della Commissione intermediterranea, nel corso di un altro importante incontro, sarà presente Gorbaciov che dovrebbe venire il prossimo anno da noi in occasione del premio Al Idrissi. Gorbaciov, premio nobel per la pace e protagonista del cambiamento e del rinnovamento del sistema sovietico, potrebbe partecipare stabilmente e svolgere un ruolo determinante per l’affermazione delle regioni che si affacciano sul Mediterraneo.


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Per carità se attacchiamo anche con quelli con il ponte finisce male anche questa volta con i trasporti siciliani. Ormai è come una specie di maledizione! Quelli i soldi li hanno perchè fanno cose serie e non si occupano di plastici e di trenini. Hanno le più grandi portacontainer del mondo, hanno altri criteri di tasporto, è il mare siciliano aperto in tutte le direzioni del Mediterraneo che interessa loro. Piuttosto perchè non bisbigliare loro che convincere il governo italiano ad attuare finalmente lo Statuto, potrebbe rendere le cose più facili anche per loro?
C’è solo da ridere. Se soffiamo via tutto il funo(e vi posso assicurare che è tantissimo..), ci accorgeremo che di arrosto ce ne è veramente poco. Questa gente ha i soldi. Vero!!! Vuole investirli, vero!!! Ma non viene qua a creare lavoro……Sono loro che hanno preso il nostro lavoro!!!! Divertentissimo il discorso sul ponte…!!! Mi fa pensare a qualcuno che in un film voleva vendere la fontana di Trevi. Quella lì, perlomeno non era una “ciofeca”……. Tra venti e sismi, il ponte è a rischio continuo. Intensifichiamo il traffico marittimo e rendiamolo tale da poter ovviare in modo rapido al ponte.
Caro Mario, il problema del ponte è che si tratta di un ponte sperimentale (da tesi universitarie insomma) e lì sopra, basta informarsi un poco, in ogni caso, i treni non ci possono passare,quanto meno in condizioni di ordinaria sicurezza, figuriamoci quelli ad alta velocità. Il problema dei cinesi è diverso. Arrivano da Suez,con prodotti non assemblati, con le loro grandi portacontainer, il cui pescaggio è così fondo che non tutti i porti risultano adeguati per il loro ormeggio, ma Augusta si. Si assembla in loco (dunque lavoro) e si riparte con aerei, navi di minore pescaggio con prodotti finiti, ma via mare, da Catania,o tramite collegamenti ferroviari ad alta capacità (non TAV, preciso, non occorre per le distanze in questione) da Termini Imerese, diretti per Marsiglia, per esempio, dunque già mittel Europa, o per ovunque data la centralità del mare siciliano. Il mare è stata e sarà sempre una grande via di comunicazione, non per nulla tutte le grandi potenze si sono battute e si battono (compresa oggi la Cina)soprattutto per un punto di riferimento, per uno sbocco, ma sul mare. Immagina cosa gliene frega ai cinesi, ammesso e non concesso che funzioni, di stare attaccati a Villa San Giovanni, tanto vale andare sino a Gioia Tauro, che ha pure pescaggi adeguati, per questo, secondo me, bisogna finirla di coglionare con il ponte.
Caro Nino, veramente, ho sempre pensato che i prodotti di provenienza cinese fossero già assemblati. Prodotti finiti. La loro grande forza è la manodopera! Per quanto,in Italia la clpanon è tanto del costo del lavoro, quanto del carovita che obbliga i lavoratori ad avere salari adeguati alla realtà locale. Non concepisco come un prodotto a basso costo di manodopera, arrivi danoi e venga venduto a prezzo di mercato locale. Grande abbuffata per le industrie italiane. Di contro, perdita di lavoro per la popolazione italiana. Il settore più ricco di manodopera è e sarà sempre quello della produzione. Il settore terziario, in qualunque modo venga strtturato, non coprirà mai il buco occupazionale venutosi a creare a seguito di questo “spostamento” dei luoghi di produzione. Ai nostri politiic non interessa molto. “la casta” vive alle nostre spalle e ci succhia il sangue senza nulla restituire.
cari Mario46 e Nino, non so chi vi da queste notizie circa il Ponte sullo stretto ma dubito vivamente che voi possiate portare dimostrazioni delle vostre affermazioni. Circa i Terremoti, è progettato per resistere a terremoti di gran lunga superiori a quello del 1908 di messina. Circa i venti, il problema può essere solo acustico perchè il vento scorrerebbe lungo i cavi creando un fruscio. Il fatto che sia un’opera “teorica” da “tesi” è semplicemente perchè opere cosi non ne sono mai state realizzate. Presidente, se dovesse decidere di mollare la lotta per il Ponte sullo Stretto perderebbe molta credibilità, cosi come l’ha persa Miccichè in una sua recente intervista al riguardo. Ad Majora
Caro Siculobar; Sei sicuro di essere ben documentato? Hai sentito tutte e due le campane? Vorrei dirti che anche il Titanic era considerata la nave più sicura del mondo, eppure che fine ha fato lo sappiamo entrambi. Hai detto bene “progettato”, quindi frutto di studi teorici.Dice bene Nino. Non sono contrario alla costruzione del ponte. Ritengo che potrebbe durare anche pochissimo lasua esistenza.
Credo che il progetto sia ottimo per quanto concerne soprattutto la costruzione di un aeroporto intercontinentale sulla piana di Catania in provincia di Enna. Da quando è venuta una delegazione cinese a valutare questa ipotesi, ho seguito con interesse questa soluzione poiché la ritengo strategica soprattutto in questo momento. Oggi non possiamo presumere di rientrare in qualunque progetto di respiro internazionale ponendoci come ponte del Mediterraneo solo a parole. Per assurdo al momento è Malta che si propone come porto ed aeroporto intercontinentale con una propria compagnia di bandiera ad essere collegamento strategico per il nord e centro Europa il Mediterraneo, il nord Africa, il Medio Oriente. Inutile continuare ad illudersi ed a crogiolarsi con la storia o l’importanza della nostra isola nel Mediterraneo (qualcuno magari si vanta pure del fatto di essere noti per la mafia …) quando a strutture siamo pari ad un paese del terzo mondo. I due aeroporti internazionali soffrono di grossi limiti, Catania per l’Etna, la lunghezza della pista, l’impossibilità di espandersi per la vicinanza alla città, Palermo invece troppo ad Ovest e con un sistema di collegamenti non consono alle esigenze dell’intera isola oltre ai soliti limiti di espansione. Un buon aeroporto intercontinentale avrà un senso se ben collegato con un sistema ferroviario a raggiera in grado di raggiungere le principali città siciliane in poco tempo. Oggi i collegamenti devono considerare non tanto i Km ma i tempi di percorrenza. Milano c’è riuscita con il Malpelnsa Express che copre 80 KM in mezz’ora da Cadorna. I due aeroporti di Palermo e Catania potrebbero continuare la loro attività con voli domestici, charters e voli low costs. Sull’aeroporto intercontinentale potrebbero finalmente giungere quelle compagnie che ci sogneremo mai di avere direttamente nel nostro territorio (vedi India, Cina, Giappone, Qatar e tutti gli altri paesi arabi, nonché tutte le compagnie di un’Africa sempre più emergente.
Un porto (bisognerà scegliere strategicamente quale valorizzare) sarà fondamentale per i trasporti a lungo raggio mentre continuo a nutrire sempre (sin dall’inizio) i dubbi sul ponte che spero non esalti più di tanto i nostri amministratori.
Pertanto, caro Presidente, cerchi in questa fase competenza e professionalità per realizzare quanto scritto, sarebbe la vera svolta di un’isola ancora troppo chiusa a quanto sta avvenendo nel mondo e soprattutto nell’area mediterranea. Un vero e proprio trampolino per determinare la nostra presenza anche dal punto di vista culturale, storico, religioso, non dimentichiamo che potremmo essere punto di riferimento di una fratellanza tra le religioni che hanno convissuto ad oggi con armonia per secoli con iniziative (vedi l’esempio di Randazzo)intraprese centinaia di anni or sono che oggi rappresenterebbero un vero esempio di convivenza religiosa.
Un caro saluto
MAX
Mario64, quando si parla di Ponte sullo stretto non si fa riferimento solamente ai due piloni e all’impalcato. E’ tutto un sistema che prevede l’alta velocità, quindi investimenti delle ferrovie, sistemazione della salerno reggio calabria. Tutto un sistema che deve essere sviluppato contestualmente al Ponte. Come dire: con il Ponte è obbligatorio fare il resto, senza il Ponte si potrebbe dire, come si è fatto fino ad oggi, che senso ha fare il resto. Circa le campane ho ascoltato fin troppe, anche le teorie sulle migrazioni degli animali, sullo smaltimento degli inerti, sullo spostamento annuo di due mm delle due coste e tanto altro. Il Ponte, se si vuole realizzare, può essere fatto ed anche in modo relativamente sicuro. Ovviamente se dovesse arrivare un terremoto del 9° grado della Richter è improbabile che resista. Ma parliam di terremoti che non han tempi di ritorno simili a quelli con cui si ragiona in italia. Circa il Titanic, qualsiasi cosa non utilizzata secondo i criteri di progetto può essere pericolosa.
Come al solito, Mario guarda al dito e non alla luna! Un classico! Se non fosse che sappiamo che vi è qualcuno che lo muove, il mario 64 intendo, penserei che ancora una volta, noi sicilini, abbiamo nell’animo il disfattismo! ed invece, come dice anche Carmen Consoli, “i cosi stannu pi canciari”, ribadisco, che Mario64 è “servo”ed ascaro di qualche uomo, nemico di Lombardo!
Parliamo ora di cose serie: la presidenza del CIM, ad un uomo, come Lombardo, è una cosa importantissima! Un Presidente, autonomista, scangiato dai poteri forti dell’italia, può governare quel cambiamento e riportare la Sicilia, ad essere la terra dove la gente s’incontra, dove la gente, si anima per portare benefici alla Collettività! Sono certo che essendo il centro del mediterraneo, la ns isola, potrà avviare rapporti commerciali con i paesi che si stanno liberando dei dittatori, consentendo alle ns aziende siciliane, di avviare, proficui scambi con i popoli del mediterraneo. Penso alla imprese di costruzioni, o ai produttori di componenti per il fotoltaico, per esempio. E poi, il turismo! una grande aeroporto internazionale, farebbe giungere in Sicilia, visitatori da tutto il mondo, senza passare da MIlano e Roma.
Mario64, l’assemblaggio dovrebbe avvenire dopo il trasporto nel grande hub di smistamento che dovrebbe essere la Sicilia, per ragioni economiche di maggiore possibilità di stoccaggio di materiali e per ridurre il rischio di deterioramento di oggetti già assemblati durante il viaggio. Il vero problema, come intuisci bene, sta nel vedere chi assemblerà i pezzi. Cinesi importati o lavoratori locali ed a quali condizioni? Qui confidiamo nell’ormai leggendaria furbizia del nostro Presidente. In ogni caso, si dovrebbe creare un certo giro attorno alle aree interportuali e la Sicilia dovrebbe acquistare, di per sè, una sua centralità nel giro dei commerci.Quanto alla vecchia romanticheria del ponte basta segnalare, tra il tanto che si potrebbe andare a spulciare: 1) il ponte con campata più lunga, oggi al mondo, è l’ Akashi Kaikyō (1991 m. contro i 3300 del ponte sullo stretto. Su quel ponte i giapponesi volevano farci pasare il treno, ma poi gli ingegneri decisero che non era prudente. Da allora ad oggi non si registrano particolari, rivoluzionari, sperimentati balzi in avanti delle teconolgie, se Siculobar vuol fare da cavia, si accomodi pure; 2) a parte le questioni di certa e sicura fattibilità si pone l’ulteriore problema delle condizioni di percorribilità del ponte.Già perchè di solito si pensa al ponte come ad un qualsiasi viadotto su autostrada, ma non è così. Riporto, tra virgolette, una descrizione del previsto, fatta a due mani da un illustre cattedratico e un ingegnre: “L’arrivo del treno alla stazione di Messina.
Poiché il ponte scorre a una quota superiore ai 70 m s.l.m. e la stazione di Messina è situata al livello del mare è necessario annullare questo dislivello di quote in un tratto molto limitato con pendenze compatibili con quelle richieste dalle esigenze della strada ferrata. Questa esigenza impone di realizzare, dopo l’arrivo in Sicilia sulla terra ferma, una galleria a spirale di 15 km di lunghezza. C’è da chiedersi se sia del tutto agevole un viaggio che termina con un tragitto di 3,3 km sul mare aperto a 70 m s.l.m. in condizioni di velocità controllata (in relazione alla velocità del vento del giorno) e con un successivo percorso all’interno di una galleria di 15 km che si avvolge su se stessa; sembra più un percorso da luna-park che un tranquillo viaggio” Questo per quanto riguarda un normale convoglio, se la immagina Siculobar la freccia rossa sul ponte? C’è da rischiare l’infarto, anche a passarci a piedi!; 3) a riprova di tutto quanto, solo il 13 luglio scorso l’ITALFER, la divisione del gruppo Fs che si occupa della regia tecnica delle opere e infrastrutture ferroviarie,ha dichiarato testualmente, bello chiaro e tondo: “…l’avvio delle opere ferroviarie legate al ponte sono ferme all’anno zero”. Siculobar se vuoi ancora segnalazioni non hai che da farlo sapere. I cinesi di sicuro non verrebbero in Sicilia per questa cazzata. Speriamo piuttosto di non appizzare tutto con questa fissazione. Siculobar sei poi straordiario, allorchè dici tu stesso “in modo relativamente sicuro”? Ma si realizza un’opera pubblica, che è già costata e che si prevede costerà l’ira di Dio, già da principio, sulla carta, “relativamente sicura”?
Caro Rostom, al solito dai i numeri…. Non sai fare altro…!!! Sai solo fare apprezzamenti su Lombardo. Niente di più. Sarai mica un “Fede” del web? le tue affermazioni pesano la tua personalità. Nessuno si permetterbbe di fare delel affermazioni così drastiche e inconsistenti. Si vede che questa è la caratteristica fondamentale del tuo essere. Ti invito a riflettere su una celebre frase di un filosofo greco. Diceva: Scio nihil scire ( ti ho risparmiato la versione originale in greco antico). Ecco, fai una bella riflessione e smetti di fare affermazioni offensive e nel contempo insignificanti. Sei fuori strada e di molto. E poi, da buon siciliano, dovresti andare sino in fondo e dire il nome di questo fantomatico istigatore. Nella ormai famosa classificazione esplicitata nella commedia “il giorno della civetta ” chissà a quale tipo di uomo ti potresti immedesimare. Di certo non agli “uomini veri”. La parola “servo”, oltre che essere offensiva (personalmente un giudizio espresso da te non mi tange), mal si accosta al mio modo d’essere. Sono stato sempre un ribelle con mio padre, vedi se divento servo di qualcuno, poi, un politico..!!!
fai un favore, a tutti, vai a scrivere da altra parte………di ascari la sicilia ne ha già abbastanza! sopratutto a roma.! ma anche qui, leggendo i commenti dei soliti accoliti……………….
Nino, hai argomentato abbastanza bene le motivazioni. Sono molto interessanti. 1) il “galloping” è un problema che realmente esiste,. Qualora il Ponte dovesse essere realizzato esisteranno oscillazioni e l’impalcato si muoverà parecchio, l’importante è che non collassi. Se serve, non ho problema a far da “cavia” il giorno del collaudo. Al mio paese si dice: “chiu scuru da menzanotti”. Circa la galleria a spirale di 15 km ed il rallentamento del treno mi è nuova. Mi risulta che la stazione di messina Verrà spostata rispetto a quella attuale forse diminuendo il dislivello. (attualmente in effetti si trova a 0m s.l.m. Circa le opere ferroviarie collegate al Ponte sono a 0 perchè anche loro, come molti di noi, non credono se non vedono. Quando e se dovessero incominciare i lavori penso che anche le opere ferroviare connesse incomincerebbero. Circa il mio “relativamente sicuro”, e qui non tollero il tuo essere avvoltoio, è inteso come “nessuna opera civile può essere immune da catastrofi naturali estremi”.
x Nino, hai inserito questo articolo: “L’arrivo del treno alla stazione di Messina.
Poiché il ponte scorre a una quota superiore ai 70 m s.l.m. e la stazione di Messina è situata al livello del mare è necessario annullare questo dislivello di quote in un tratto molto limitato con pendenze compatibili con quelle richieste dalle esigenze della strada ferrata. Questa esigenza impone di realizzare, dopo l’arrivo in Sicilia sulla terra ferma, una galleria a spirale di 15 km di lunghezza. C’è da chiedersi se sia del tutto agevole un viaggio che termina con un tragitto di 3,3 km sul mare aperto a 70 m s.l.m. in condizioni di velocità controllata (in relazione alla velocità del vento del giorno) e con un successivo percorso all’interno di una galleria di 15 km che si avvolge su se stessa; sembra più un percorso da luna-park che un tranquillo viaggio”.
Domanda: io so (posso sbagliarmi)che le linee ferrate han pendenze tra l’1 e il 4 %. 70 metri di dislivello con una pendenza del 2% si superano in 3,5 km o sbaglio? Chiunque conosca messina sa che solo ganzirri – annunziata sono 8 km.. insomma.. qualcosa nn mi torna. Ma è qualcosa che ti han suggerito quindi non pretendo delucidazioni da te. Magari, perchè no, da chi ha scritto quelle note.
Una vola “coniato” il termine “ascaro” , tutti a scimmiottare Lombardo. Pare proprio che l’unica persona intelligente sia lui…. Fine.
di certo, non tu!
Siculobar, se le regole del blog lo consentono, allego il link, che riporta un articolo apparso sulla rivista “l’architetto italiano” da cui è tratto il mio pezzo sull’arrivo a Messina,come vedrai c’è anche ben altro, ma è inutile addentrarsi nei dettagli tecnici. Ti allego anche un altro link che riguarda il ponte giapponese da me citato, solo perchè ci si possa rendere un po’ conto di cosa possa significare mai la problematica relativa alla mera posa in opera e alla manutenzione (e suoi costi) del, ben più lungo, ponte sullo stretto.
http://www.adrianobasile.net/articles.asp?id=8&page=4
http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_di_Akashi_Kaiky%C5%8D
Non ho affatto parlato di galopping, quello è un altro problema di recente sollevato dal prof. Remo Calzona, che si è occupato personalmente del ponte. Come dire i problemi del ponte sono infiniti e nascono ad ogni piè sospinto. Sino ad ora il ponte ha tenuto in ostaggio tutto il progetto di trasporto siciliano; le ferrovie devono pagare una specie di tassa ed intanto dismettono l’attraversamento dello Stretto, con il “tanto si farà il ponte”, mentre, contemporanemente, dichiarano che progetti ferroviari di attraversamento tramite ponte non ci sono nemmeno in mente Dei. E’ ora di finirla veramente con questa presa per il c… del ponte. Solo uno Stato folle come il nostro può continuare a spremere soldi dalle tasche (ormai vuote) dei cittadini, per fantasie di questo tipo. Certi tempi sono finiti, bisogna pensare realmente in maniera diversa. La stessa internet ha rivoluzionato i meccanismi dell’informazione e certe amenità, che appaiono ancora su certi quotidiani siciliani, oggi fanno solo sorridere ed hanno solo il valore di confermare l’assoluto vuoto di realtà che c’è attorno al ponte. Per il resto, sono schierato con il Presidente e plaudo alle sue iniziative e alla sua politica. Il mio voto ed il mio impegno per procurarglieni lo avrà.
Secondo il mio punto di vista,personalmente non vedo male i Cinesi,già sono realtà lavorativa in varie regioni d’Italia,dando lavoro a molte persone italiane,e allora,perchè non provare a fare accordi di lavoro con loro,con contratti scritti e chiari,una volta che le imprese scappano dall’Italia(vedi ad esempio FIAT),lasciando noi giovani senza lavoro.
Facciamo accordi e contratti,mettendo al primo posto gli italiani del posto che vogliono lavorare.
Perche no ?
siculobar, il blog ha le sue regole per quanto riguarda la segnalazione delle fonti e come ospite bisogna prenderne atto e rispettarle. D’altra parte, credo che il nodo importante del pensiero del Presidente fosse altro e quindi si è forse divagato. Quello che non ti permetto assolutamente, sul piano personale, di fare sono delle insinuazioni di pessimo gusto, per non dire altro … Non ho suggeritori, io! Il passo che ti ho citato, tra virgolette, è tratto da un articolo, squisitamente tecnico, fatto non da due dilettanti sprovveduti, apparso su di una autorevolissima rivista specializzata (lo staff lo sa). Non è con questi vecchi metodi che vincerai la causa del tuo ponte, anzi ne sottolinei ancora la indifendibilità. Gira su internet. Internet ha rivoluzionato i meccanismi dell’informazione. Il popolo di internet sarà fatto da un 10% della popolazione? Chissa! In ogni caso si tratta di gente che naviga, legge di tutto, non solo quello che appare su certi fogli, parla con gli altri, si confronta, porta una sua opinione e crea dibattiti nuovi. Aggiornati, internet è un grande strumento, ma è quello che è, nel bene e nel male. I tuoi sistemi sono fuori uso, o agli sgoccioli, ti assicuro.
Grazie Nino. Mi hai aperto gli occhi. Calatrava ti fa un baffo. Mi sa che sei alterato dal fatto che la società Stretto di Messina ha appena approvato (3 ore fa) il progetto definitivo passandolo al Cipe.
siculobar, ma lo sai che sei veramente un bravo soldatino, proprio uno di quelli da prima linea. Ma mettiti su riposo, stai tranquillo, io non voglio fare guerre, a me le guerre non piacciono, nemmeno quelle che si combattono per portare la pace e la democrazia. Anzi, per dimostrartelo, ti dirò una cosa di quelle che si declamano per animare la truppa. Sai da quando riceve approvazioni e finanziamenti il tuo ponte delle meraviglie o dei miracoli (come ti piace sentirlo chiamare di più, mentre lo sogni in mezzo al vento, sospeso tra cielo e mare, con la freccia rossa che vi vola sopra a 300 Km. orari)? E’ dal 1971. E’ così bello che fin anche questo governo che ha soffocato il Sud e la Sicilia in particolare, negandogli tutto, a lui non ha lesinato nulla, nè approvazioni, nè finanzimenti, per quelli che ora sono possibili, a stringere proprio la cinghia. E poichè sono convinto che anche i soldatini hanno un cuore, ti farò anche una confessione, ma bisbigliata piano piano, di modo che la senta solo tu, nemmeno lo staff: qund’ero piccino piccino anche a me piaceva tanto giocare con i plastici ed i trenini … Purtoppo ora mi sono fatto grande, ho tanti pensieri e ti devo lasciare.
Nino, mi sa che giocavi con i soldatini di piombo perchè sei più esperto di loro che di plastici e trenini. Comunque, per rispetto per l’età e per il nome (il più grande esperto di Ponti di Messina e Provincia ha il tuo nome)che porti ti auguro il meglio. Torno a sognare. Io che ancora ne ho la forza e forse l’ingenuità.