25 giugno 2011 Pubblica amministrazione: Armao, “Definito in tempi brevi piano per la digitalizzazione”

L’assessorato per l’Economia ha esitato il “Piano per l’innovazione tecnologica della Regione” (P.I.T.RE) elaborato con la collaborazione di un gruppo di esperti provenienti dall’universita’, dalle professioni, dal mondo dell’informatica svolto gratuitamente e rispettando i tempi previsti dalla legge sulla riforma dell’amministrazione (60 giorni dalla pubblicazione).

Il Piano consentira’ di riorganizzare ed ammodernare tutto il sistema dell’amministrazione regionale, centrale e periferica, secondo principi di trasparenza, efficienza e semplificazione.

Il documento sara’ esaminato adesso dalla commissione Bilancio e Finanze dell’Ars che esprimera’ il proprio parere: successivamente sara’ emanato il decreto dal Presidente della Regione.

“Pitre” e’ l’acronimo che simbolicamente intende collegare l’innovazione con l’identita’ siciliana, nel presupposto che la Sicilia puo’ costruire una nuova frontiera partendo dalle proprie radici: richiama la figura del grande studioso, Giuseppe Pitre’, che cento anni fa avvio’ all’Universita’ di Palermo il primo insegnamento al mondo di Storia delle tradizioni popolari ed apri’ il museo in quattro stanze di un ex convento in via Maqueda che ospitava la Scuola dell’Assunta.

Il “Pitre” e’ previsto della legge regionale 5/2011 ed ha come obiettivo la trasparenza, la semplificazione, l’efficienza, l’informatizzazione della pubblica amministrazione e l’agevolazione delle iniziative economiche, oltre che il contrasto alla corruzione e alle pressioni della criminalita’ organizzata di stampo mafioso. Proprio l’art. 3 dispone l’attuazione del Cad (Codice per l’amministrazione digitale) e del “Pitre”.

La Sicilia e’ la prima Regione italiana che ha recepito il Cad nell’ambito di una riforma amministrativa che la pone all’avanguardia nel sistema amministrativo del nostro Paese.

Attraverso procedure digitali ed informatizzate, infatti, si puo’ verificare in ogni momento lo stato di avanzamento dei procedimenti amministrativi, la cronologia dei movimenti e della presentazione di istanze e documenti, la veridicita’ delle attestazioni. Tutto cio’ diviene uno straordinario strumento di contrasto alla corruzione ed alla pressione mafiosa sull’amministrazione.

Il “Pitre” ha lo scopo di mettere a disposizione dell’amministrazione, dei suoi dipendenti, nonche’ dei cittadini e delle imprese, strumenti per incrementare l’efficienza, l’efficacia e la trasparenza dell’intero sistema pubblico regionale, evitando cosi’ che strutture obsolete, procedure interminabili o interessi particolari continuino a gravare sul sistema regionale e che adempimenti poco chiari o contrastanti scoraggino l’afflusso di investimenti con pregiudizio per la Sicilia e le sue prospettive di sviluppo.

Il piano si struttura in obiettivi strategici, che sono al contempo macro-azioni.Il raggiungimento degli obiettivi strategici e’ articolato in Fasi logiche, autonome sotto il profilo della tempistica e dei costi di realizzazione.

All’interno di ogni Fase sono individuate piu’ Azioni finalizzate al conseguimento di obiettivi specifici che, nel complesso, consentiranno il raggiungimento degli obiettivi strategici del piano. Ogni Azione sara’ trasformata in un piano operativo specifico, anche di natura regolamentare.

Gli obiettivi strategici del “Pitre” sono cosi’ sintetizzabili: digitalizzare l’azione amministrativa, semplificando i procedimenti, e assicurando la gestione della informazione amministrativa; garantire la governance del piano attraverso l’istituzione di un organismo che ne assicuri la attuazione e il controllo; avviare e sostenere un processo di standardizzazione dell’architettura tecnica, sia delle infrastrutture hardware che dei servizi applicativi; avviare un approccio sistemico che renda interoperabili le informazioni fra le diverse aree di governo e le altre Pubbliche Amministrazioni; avviare e promuovere servizi on-line, applicazioni e contenuti sicuri, basati su un’infrastruttura a banda larga ampiamente disponibile sul territorio della Regione; provvedere ad una capillare formazione di tutti gli utilizzatori dei servizi resi disponibili on line; avviare e sostenere nell’azione amministrativa e di go verno processi inclusivi dei destinatari dei servizi avvantaggiando l’Amministrazione della conoscenza collettiva; implementare i principi della trasparenza delle amministrazioni pubbliche in termini di “total disclosure”; divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo i principi dell’ “open government” e “open data”; utilizzare il processo di dematerializzazione dell’azione e dell’informazione amministrativa per attuare un percorso di valorizzazione e utilizzazione del personale regionale impiegato nelle strutture periferiche in modo da avviare e sostenere un modello di cooperazione anche interdipartimentale basato sul reciproco “avvalimento” delle professionalita’ disponibili.

Le fasi su cui si articolera’ il piano sono: l’avvio (che e’ l’unica fase a carico del bilancio della Regione che utilizzera’ quanto gia’ previsto e disponibile per la stessa attivita’ svolta finora da Sicilia & servizi); il datacenter; la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione regionale; le componenti applicative e di sistema; il sistema di connettivita’ a banda larga; il monitoraggio e il controllo del Piano; le regole e le norme.

“Attraverso la digitalizzazione – ha detto l’assessore Armao – si potra’ modernizzare l’amministrazione siciliana contrastando l’inefficienza, la corruzione e la pressione mafiosa e permettendo a cittadini ed imprese di verificare lo stato di attuazione delle procedure, il rispetto della cronologia nell’esame dei documenti.

Riteniamo tutto cio’ condizione essenziale per l’attuazione del federalismo, insieme a quegli strumenti perequativi indispensabili perche’ il federalismo che stiamo costruendo sia corretto, rispettoso delle realta’ locali e in grado di unificare su basi nuove il Paese”.

“Un aspetto particolarmente significativo – ha aggiunto Armao – riguarda la possibilita’ di trasferire il lavoro dove vi e’ piu’ disponibilita’ di dipendenti. Mi riferisco all’amministrazione regionale che ha molte sedi decentrate sul vasto territorio della regione a fronte di un sovraccarico di lavoro per i dipendenti degli assessorati ubicati a Palermo: in tal modo ottimizzeremo risultati senza chiedere sacrifici di trasferimenti ai dipendenti e rispondendo alle attese di efficienza dei cittadini e delle imprese”.

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