“Ringrazio i giudici delle sezioni unite della Corte dei Conti per il loro prezioso lavoro, per la serieta’ con cui e’ stata condotta l’analisi sui conti della Regione e per i suggerimenti, contenuti nella relazione di parifica, di cui terremo conto per il futuro”.
Lo dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, dopo il giudizio di parifica della Corte dei Conti a sezioni riunite.
“Stupiscono invece – continua il presidente – le dichiarazioni rese alla stampa dal procuratore Coppola che, travalicando le prerogative istituzionali, ha dato pesanti giudizi sulla qualita’ della nostra sanita’. Questa e’ una chiara violazione della correttezza dei rapporti tra la Regione e la Corte dei Conti”.
Per il presidente Lombardo “sostenere che i siciliani ritengano ancora l’aeroporto la migliore soluzione per le cure e’ una frase che avrei accettato a malincuore dall’uomo della strada, ma non certo da un procuratore nell’ambito delle proprie funzioni. Il procuratore Coppola parla della sanita’ siciliana senza cognizione di causa: il numero dei ricoveri fuori Sicilia si e’ ridotto del 4% circa e nel giudizio di parifica si precisa che la mobilita’ passiva mostra un trend di progressiva riduzione. E’ evidente la gravita’ di queste affermazioni che offendono la professionalita’ degli operatori sanitari, confondono le idee dei cittadini, minano quel rapporto di fiducia tra medici e cittadini che stiamo faticosamente ricostruendo. Sono affermazioni che non trovano nessun riscontro nelle carte o nel giudizio di parifica. Perfino i rigorosi tavoli ministeriali hanno confermato il miglioramento di tutti gli indici di qualita’ e di appropriatezza della sanita’ siciliana”.
“Non e’ la prima volta – sottolinea Lombardo – che il procuratore Coppola si esercita in questo tipo di esternazioni.
Ricordo a tutti come abbia gia’ affidato al Tg1 di Augusto Minzolini i suoi giudizi, affermando che abbiamo assunto 140 mila persone. La realta’ e’ ben diversa: questo governo ha fatto delibere e leggi per non assumere piu’. Sono inesattezze che si possono anche concedere agli avversari animati da rancore politico, ma non certo a un giudice contabile”.





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