20 mag 2011

Oggi in giunta impegni per Agrigento e per le isole Egadi

scritto da Raffaele Lombardo Lascia un commento

Nel corso dei lavori della giunta che si è riunita questa mattina sono state affrontate diverse importanti questioni.

Grazie all’impegno e alla tenacia dell’On. Ruggirello e del presidente del consiglio comunale di Favignana Galuppo che hanno insistito perché si facesse questo investimento, abbiamo acquistato per 900 mila euro, e prima che diventi francese, un immenso fondo nelle isole Egadi appartenuto alla Parmatour.

Nelle prossime settimane andrò sull’isola per rendermi conto personalmente delle risorse disponibili e per verificare quanto c’è da fare e quali siano i passi da compiere. Si tratta di una immensa area che salvaguarderemo e sottrarremo a qualunque tipo di speculazione e che riusciremo a forestare in modo che diventi patrimonio ambientale e naturalistico dell’intera Sicilia e di quanti potranno liberamente fruirne piuttosto che consentire che si trasformi, magari devastando l’ambiente, in luogo a vantaggio soltanto di chi se lo può permettere.

Sul caso Agrigento sono stati deliberati interventi seri e solidi. Solleciteremo al governo l’ordinanza di protezione civile che ci consenta poteri straordinari. Le risorse che verranno impegnate proverranno tra l’altro dalle misure del Po-Fesr per quanto riguarda soprattutto l’area della frana.

Insieme all’assessore Sparma abbiamo deliberato in giunta di dare priorità all’intervento sulla collina dove c’è la cattedrale di Agrigento. Stamattina i tecnici della protezione civile e dell’assessorato Territorio e ambiente hanno fatto un sopralluogo. Si può intervenire, questa è la novità. Quindi la cattedrale è possibile salvarla. Le risorse provengono in parte dalla misura Po-Fesr e ammontano a circa 20 milioni.

Respingiamo al mittente il decreto attuativo del federalismo che tocca l’articolo 16. Ieri, al solito, il governo nazionale, a proposito di misure per attenuare lo squilibrio tra i territori, ha destinato illusioni e fumo nei confronti del sud. Noi ci opporremo, dovessimo arrivare alla Corte costituzionale. Anche perché il governo sa che, per i decreti attuativi, la legge sul federalismo lo costringe a rapportarsi direttamente con ciascuna regione a statuto speciale.

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