La Sicilia al centro dello sviluppo e della pace nel Mediterraneo
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Oggi, per il secondo anno del Forum del Mediterraneo, abbiamo registrato molte presenze non degli stati o dei governi, ma delle citta, dei sindaci, degli esponenti del mondo della cultura, dei rettori delle università, di qualche ministro come il nuovo ministro della cultura tunisino un grande archeologo.
E poi i presidenti delle regioni, gli ambasciatori di alcuni stati e i rappresentanti di tutte le regioni del Mediterraneo, dalla Francia alla Spagna, al Marocco, la Libia, la Tunisia, l’Algeria, l’Egitto, la Palestina e Israele, Libano, Siria, Giordania, Turchia, Grecia, Slovenia.
E la Sicilia e Palermo, naturalmente. Che rilancia il suo ruolo di capitale del Mediterraneo. Non più un’Europa che guarda a est e a ovest ma il Mediterraneo che si riappropria delle proprie risorse e della propria capacità di collaborazione e di dialogo piuttosto che farsi sfruttare dai paesi del nord che, in una logica neocoloniale, condannano all’emigrazione e alla miseria questi popoli.
Bisogna acquisire questa consapeviolezza. Una grande svolta che cammina di pari passo con l’affermazione e il rafforzamento della nostra autonomia. Se siamo più autonomi possiamo guardare più liberamente, anziché a Milano o Strasburgo, a Tunisi e a Tripoli.
Collaborando tra noi e mettendo insieme le nostre esperienze anche amministrative e politiche ed esaltando i premiati del premi Al Idrissi, il geografo che venne alla corte di Federico II nel 1100, possiamo consolidare questo ruolo e ritrovare nel Mediterraneo gli strumenti per uno sviluppo centrato attorno alla Sicilia, motore dello sviluppo e della pace nel Mediterraneo.


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Si da il caso, però, che se i giordani volessero bagnarsi nel Mediterraneo, dovrebbero prima chiedere agli israeliani il permesso di poter attraversare il loro territorio…..
E poi ancora con questa fissazione della centralità della Sicilia, bla, bla, bla….
Le altre Nazioni (e non solo regioni, come la nostra) hanno risorse da mettere in campo per ambire a questo ruolo: noi di cosa disponiamo?
Forse solo la Grecia e l’Albania stanno come noi o peggio, escludendo naturalmente la Libia che, com’è noto, per ora ha qualche “problema internazionale”: e comunque ha il petrolio e il gas.
Noi abbiamo solo gli occhi per piangere.
E, per favore, da italiano prima ancora che da siciliano, vorrei che qualcuno finalmente, nelle sedi internazionali opportune, assumesse iniziative concrete finalizzate ad ottenere, da parte di Slovenia e Croazia, una dichiarazione ufficiale di condanna e relativo cordoglio per le centinaia di vittime innocenti italiane nelle foibe istriane.
Ma qua non si parla di mettere a comune le risorse. E poi non si campa solo di petrolio e gas cose di cui se si parla di produzione di energia, proprio la Sicilia ed il Mediterraneo potrebbe fare a meno date che possiamo usufruire delle fonti rinnovabili. Si parla piuttosto di restituire al Mediterraneo la centralità che aveva in passato, smettendo di essere la dimenticata ” terra confine ” dell’Europa. In questo la Sicilia può essere la regione che porta avanti il progetto proprio perchè nel Mediterraneo ci stiamo al centro. I popoli del Mediterraneo siamo accomunati non solo dalla storia ma anche dalle usanze, che scavalcano le barriere della religione. Io personalmente mi trovo meglio con un tunisino che con un tedesco. E non parlo per luogo comune ma per esperienza fatta. E’ vero ci sono tanti problemi internazionali nei Paesi mediterranei, ma non sarebbero un ostacolo, anzi, nuovamente per la nostra centralità potremo essere i promotori della pace.
E poi basta co’ ‘sto pessimismo. Finalmente ci capita un presidente con idee e tutti ad andargli addosso, nessuno che lo appoggia, tutti bloccati con il loro immobilismo meridionale, tutti spaventati dal nuovo.
Forza Lombardo!
La storia ci dimostra che la Sicilia è sempre stata una grande e a volte unica protagonista del Mediterraneo e non è un caso che tale ruolo ci è stato strappato a poco a poco con l’unità d’Italia. La Sicilia e i siciliani sono stati sfruttati dal Nord, il quale ha usato le nostre risorse per arricchirsi mentre oggi dichiara solamente che la causa della crisi economica dell’Italia è il sottosviluppo della Sicilia (ci accusano quotidianamente nei giornali). Presidente potrà mai avere il merito di portare la Sicilia, come dice, ad essere Terra di ricchezza e di sviluppo? se riuscirà nel suo intento darà inizio ad un nuovo capitolo della storia della Sicilia.
a proposito della centraità della Sicilia nel Mediterraneo – vorremmo avere notizie del collegamento ferroviario sottomarino tra mazara del vallo e la Tunisia che dovrebbe essere aperto contemporaneamente al Ponte di Messina e al completamento della TAV Messina/Mazzara del Vallo
ma anche la TAV Mazzara/Gela/Siracusa/Messina