“L’equilibrio di bilancio e la stabilita’ della finanza pubblica sono elementi essenziali e ineludibili per assicurare lo sviluppo economico della Sicilia.
Solo una regione con i conti e le carte in regola puo’ pretendere un federalismo fiscale equo e solidale. Sulla scelta di risanamento delle finanze regionali occorre fissare un punto di non ritorno e su questo si gioca la credibilita’ di tutta la politica siciliana”.
Lo dichiara l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao.
“Il bilancio e la finanziaria all’esame della Commissione Bilancio dell’Ars – prosegue – e’ un documento di risanamento e di investimenti a favore delle imprese e delle Autonomie locali e risente della transizione nei rapporti finanziari con lo Stato connessi al Federalismo fiscale. Ho informato la Commissione Bilancio che il ministero dell’Economia ci ha comunicato di avere terminato l’istruttoria sul riassetto delle relazioni finanziarie tra lo Stato e Regione relativi al Federalismo fiscale”.
La prossima settimana il tavolo politico tra Stato e Regione “potra’ entrare nel merito delle nuove risorse da riconoscere alla Regione in attuazione dello Statuto, per troppo tempo rimasto disatteso. Il risanamento che stiamo portando avanti si connota – aggiunge – per un deciso contenimento dei costi ed un impianto veritiero delle entrate. La riduzione dei trasferimenti e’ stata contenuta al minimo indispensabile per le autonomie locali, le scuole, le universita’, le istituzioni culturali, l’assistenza con contenimenti che vanno dal 5 al 15 per cento”.
Nel corso del confronto in commissione Bilancio Armao ha ribadito che “solo una regione con i conti e le carte in regola puo’ pretendere un federalismo fiscale equo e solidale. Sulla compartecipazione regionale al finanziamento al sistema ministeriale sanitario si e’ ritenuto di procedere all’applicazione della normativa nazionale che consente l’utilizzo dei FAS e su tale soluzione abbiamo ottenuto positivi riscontri dalla Conferenza delle Regioni e a livello ministeriale. Si tratta di una soluzione obbligata, in considerazione della mancata retrocessione da parte dello Stato delle accise sui prodotti petroliferi di competenza della Sicilia”.
Alla Commissione Bilancio e’ stata altresi’ illustrato il raccordo che deve instaurarsi tra i documenti finanziari regionali, quelli nazionali e quelli europei.
“Le scelte finanziarie dovranno, d’ora in avanti, essere fortemente connesse alle decisioni di finanza pubblica europee e nazionali. Se il programma nazionale di riforma – dice l’assessore – appena approvato dal Consiglio dei Ministri individua il Mezzogiorno tra le priorita’ di Sviluppo del paese, occorre tuttavia, che questi impegni vengano tradotti in adeguate misure finanziarie di perequazione infrastrutturale i cui livelli ad oggi sono del tutto insoddisfacenti. Sulla scelta di risanamento delle finanze regionali – conclude – occorre fissare un punto di non ritorno e su questo si gioca la credibilita’ di tutta la politica siciliana”.


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