06 apr 2011

Sui pedaggi autostradali pronti a scendere in piazza

scritto da Raffaele Lombardo 7 commenti
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La smettano con questa storia dei pedaggi perché è vergognosa. Il pedaggio si dovrà pagare quando ci saranno le condizioni socio economiche come le altre regioni dove si paga il pedaggio e dove ci sono strade degne di questo nome.

La Messina-Palermo è una strada dove la gente muore come le mosche perché non ci sono le condizioni di sicurezza. Sulla Palermo-Catania all’altezza di Caltanissetta ci sono lavori in corso da almeno 15 anni e si viaggia ad una sola corsia. E queste sarebbero strade in cui far pagare il pedaggio?

Vogliono che blocchiamo le autostrade con un corteo di 100 mila persone per spiegare a questo governo che la deve smettere di saccheggiare la Sicilia? Vogliono togliere dal portafoglio della gente qualche pezzo da 100 euro al mese per andare da una città all’altra?

Sulla questione poi della Catania-Ragusa farò una nota con la mia firma autenticata in modo che nessun cosiddetto politico possa specularci.

Ci sono 217 milioni nel Fas, ci dicono i signori ministri che sono utilizzabili? Bene. Li impieghino per un finanziamento regionale per la realizzazione dell’opera. Finiamola con le polemiche. Il resto devono metterlo i privati e lo stato. Non vorrei che non abbiano loro i soldi.

La facciano questa gara. E dico ai cittadini ragusani che pretendano dagli uomini delle loro istituzioni che diano una occhiata a questo piano industriale perché non vorrei che il pedaggio sarà pagato caro e per molti anni per fare arricchire colui il quale dovesse aggiudicarsi questa gara e sul quale ho fatto una previsione che sta scritta sulle carte.

Lettera al Presidente Antoci sull’autostrada CT-RG

7 Commenti a “Sui pedaggi autostradali pronti a scendere in piazza”

  1. Salvatore23 scrive:

    ARTICOLO 32
    1. I beni di demanio dello Stato, comprese le acque pubbliche esistenti nella
    Regione, sono assegnati alla Regione, eccetto quelli che interessano la difesa dello Stato o servizi di carattere nazionale.

    Questo è l’articolo del nostro statuto che ci fa venire qualche dubbio circa la legittimità della presenza di anas e ferrovie in Sicilia. Infatti,visto e considerato, e dimostrato, che lo stato italiano non ha nessun interesse per le strade e le ferrovie della Regione Sicilia, qual’è il motivo per cui dobbiamo, ancora oggi, sopportare lo status di demanio statale per le strade “statali” (che in Sicilia non dovrebbero esistere) e per i corridoi ferroviari ?
    Cosa aspettiamo ad applicare la piena autonomia sulle infrastrutture ? Sono sicuro che sarebbe molto difficile peggiorare lo stato attuale. Infine, perchè la Regione Sicilia, liberandosi degli inetti incapaci figli della clientela, non mette in atto la normativa che ci consente di realizzare tutto in project financing ? solo in quel caso i pedaggi sarebbero giustificati.

  2. nellostradone scrive:

    Presidente Lombardo visto e considerato dalle sue dichiarazioni che siamo pronti a scendere in campo con più di 100.000 persone per chiedere quello che è un nostro diritto allora le dico fermamente convinto di farlo subito senza che c’è lo chiedano “loro” pretendento immediatamente il ripristino e l’applicazione dello statuto della regione Siciliana in tutti i suoi 43 articoli, solo così può essere debellato questo cancro che ci impongono di avere da 65 aani (tralasciando i 135 anni passati). Lo faccia presidente Lombardo i Siciliani aspettano questo non abbia paura di esporsi per il bene di tutti i Siciliani sennò, in alternativa… andremo avanti in questa missione anche senza di lei, mi permetta di chiudere dicendo: W la Sicilia W i Siciliani onesti che amano la propria terra dove sono nati e dove vogliono morire con dignità, quella dignità che ci hanno tolto, continuando nel loro programma di mortificazione totale !!!!!!!!

  3. Salvatore23 scrive:

    30 Aprile – Manifestazione a Catania: APPELLO PER L’ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA

    Al Presidente della Regione siciliana
    APPELLO PER L’ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA
    Con la presente il Comitato di cittadini siciliani “ La Sicilia e i Siciliani per lo Statuto”, dopo aver chiesto a gran voce il 30 ottobre u.s. con una manifestazione spontanea di circa mille persone, svoltasi dal centro di Palermo sino al Palazzo Reale, e rivolta a tutta la rappresentanza politica siciliana e in particolare al Presidente del Parlamento siciliano affinché adottassero ogni iniziativa volta ad ottenere finalmente quell’ampia forma di autogoverno prevista dal nostro Statuto dopo un’indecente attesa di circa 65 anni, avendo ottenuto come risposta: il silenzio dei “media” ufficiali, che di siciliano evidentemente hanno ben poco, sempre proni a raccontare l’ultimo gossip del palazzo, ma pronti ad ignorare ogni spinta che viene dal basso,il silenzio totale da parte di quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti istituzionali e che invece, evidentemente, si considerano “padroni” di un consenso elettorale tutto da dimostrare, reitera oggi la richiesta al massimo rappresentante delle istituzioni siciliane nella forma che segue. Come è noto la Sicilia versa da 65 anni in una situazione di incredibile illegalità costituzionale nonostante la “formale” concessione di Autonomia. Lo Statuto è ancora operante solo in minima parte, e talvolta anche distorta, grazie ad un illegittimo sistema non conforme agli accordi che la Sicilia aveva preso con il patto unitario del 1946 e volto sostanzialmente ad impedire per via giurisprudenziale ogni forma di legittimo autogoverno della Sicilia prevista dalla nostra fondamentale “Carta” regionale. Come è noto, inoltre, questa Carta non è un “incidente” della storia, ma intanto una precisa riparazione contro le tante violazioni costituzionali che avevano contrassegnato in precedenza la storia siciliana, e poi un ordinamento che disponeva per il futuro, in uno spirito di cooperazione tra concittadini della Sicilia e del resto del Paese, in modo da evitare che si ripetessero i saccheggi, gli sfruttamenti indiscriminati, le forme di vero colonialismo interno, che avevano caratterizzato il recente passato. Questa promessa, vero patto tra Sicilia e Italia, è stata unilateralmente tradita o stravolta dallo Stato italiano, dai suoi poteri forti, in molti modi e, purtroppo, anche da larghi strati della sua classe politica e dirigente. Senza il rispetto dei diritti costituzionali della Sicilia non ci sarà uscita dal sottosviluppo, non ci sarà liberazione possibile dalla mafia e da ogni altra illegalità, non ci sarà una propulsione autonoma che possa condurre a vere condizioni di cittadinanza, ma sempre e solo assistenzialismo e subalternità. Senza l’applicazione dello Statuto saremo sempre sudditi, piegati alla richiesta del “favore” al posto di ciò che è invece un “diritto”. Non c’è traccia dell’Alta Corte, né di autonomia tributaria, né di perequazione infrastrutturale, né di reale devoluzione amministrativa, né di quasi qualunque altro degli istituti originariamente previsti dallo Statuto speciale della Regione Siciliana! Per questo oggi noi non ci limitiamo a chiedere una generica “applicazione dello Statuto” stante la sua sostanziale e apparentemente definitiva paralisi. Noi chiediamo al nostro Presidente in modo esplicito che: – sul piano politico dichiari pubblicamente quali iniziative intende intraprendere per porre il problema del ripristino dell’Alta Corte, fulcro e baluardo della Nostra Autonomia, e quindi dell’attuazione dello Statuto nell’agenda politica “nazionale” e che dichiari, parimenti, che tutti i partiti, compreso il suo, debbano darsi nel territorio della Sicilia struttura autonoma e federativa perché non rispondano alle “centrali” nazionali o esterne all’Isola ma solamente ai cittadini siciliani; – sul piano giuridico ed economico incarichi una Commissione di giuristi ed economisti che a titolo gratuito studino la “road map” più opportuna, giuridicamente piú praticabile, piú efficiente, piú economicamente sostenibile, meno rischiosa per le sorti dell’Autonomia che possa condurre ad avere i nostri diritti nonostante le sentenze avverse della Corte Costituzionale e nonostante le poche e vecchie norme “attuative” sin qui deliberate le quali, anziché “attuare”, deliberano un disposto spesso completamente diverso dal tenore letterale di quanto scritto nello Statuto; – sul piano culturale si impegni pubblicamente ad istituire un sistema radiotelevisivo pubblico siciliano che colleghi direttamente la nostra cittadinanza alle proprie istituzioni autonome, affinché la “Regione” venga sentita non come un arido ente amministrativo ma la propria polis viva, e che ivi vengano adeguatamente denunciati i continui abusi del potere centrale e si impegni parimenti a rendere obbligatorio lo studio dello Statuto commentato nelle scuole siciliane per creare quella coscienza civica insostituibile che costituisce la migliore tutela per i nostri diritti. In una parola vogliamo sentire dal Presidente quale strategia intende porre in essere per ridare ai Siciliani quello che vergognosamente è negato loro praticamente da sempre. Vogliamo sentirgli dire che la giustizia europea ed internazionale saranno investite delle inadempienze interne dello Stato italiano visto che queste confliggono apertamente con il rispetto delle minoranze, delle regioni insulari e periferiche e dello stato diritto. W la Sicilia!

  4. lele scrive:

    Presidente, cos’è questa storia di un progetto di fiscalità di vantaggio per la città di milano, voluta da tremonti? Ma che ci prendono per i fondelli?

  5. [...] pedaggi. A cominciare dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che scrive sul suo blog: “Vogliono che blocchiamo le autostrade con un corteo di 100 mila persone per spiegare a [...]

  6. emanuele_ scrive:

    Non dobbiamo pagare nessun pedaggio, fino a quanto non sarò libero di scegliere il mezzo di strasporto che più mi piace per sopstarmi da CT a PA, o da CT a ME.

    Voglio mettere i pedaggi perchè in Se vuoi raggiungere Palermo da Catania in meno di 3 ore devi andarci in macchina altrimenti 8 ore…..

    PRONTI A DISTRUGGERE I CASELLI SE MAI LI METTERANNO.

  7. mario64 scrive:

    @ emanuele. Non dire corbellerie. Queste cose non si dicono. Distruggere non può entrare nel vocabolario della gente per simili sciocchezze. Poi, da quello che ne sò, non ci saranno dei veri caselli. Comunque, ormai si stà esagerando col pagare di tutto. Se non prima si cuce lo strappo nella tasca, si possono inserire tutti i soldi che si vogliono, scivolano giù che è un piacere.

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