30 apr 2011

“Quella appena approvata e’ una legge finanziaria che torna ad assumere la sua funzione propria abbandonando la consolidata ed annosa abitudine di trasformala in una norma che ospita ogni sorta di provvedimento legislativo, spesso improprio”

E’ il commento a caldo del Presidente della Regione Raffaele Lombardo subito dopo l’approvazione definitiva del bilancio di previsione 2011, del pluriennale 2011-2013 e della legge finanziaria della Regione siciliana.

“Certamente si sperava – ha continuato Lombardo – che in questa occasione potessero trovare spazio tante importanti riforme che avrebbero conferito un peso diverso a questa finanziaria nell’interesse della Sicilia e dei siciliani. Questo non e’ stato possibile. Per questo motivo condivido il rammarico e la delusione che ho visto serpeggiare per l’aula e che ho ascoltato in molti interventi”

“Devo, pero’ – ha aggiunto il Presidente della Regione – sottolineare che e’ stato raggiunto l’obiettivo principale che ci eravamo posti in questa sede sempre nell’interesse della Sicilia: il mantenimento di una finanziaria di rigore. Un obiettivo che e’ stato raggiunto grazie ai quasi 200 milioni di minori spese complessive”.

“Nonostante il mantenimento di questo rigore siamo riusciti a portare a compimento risultati importanti come la norma sulla rinaturalizzazione della Regione e a garanzia dell’attivita’ degli operatori del settore”

“Certamente – ha concluso Lombardo – non ci fermiamo qua.

Proseguiremo nel nostro impegno sulla strada delle riforme riportando in aula quanto non si e’ potuto affrontare in questa sede. Lo faremo sotto forma di leggi di settore a cominciare dalla riforma dei contratti pubblici. C’e’ tutta l’intenzione e la determinazione di proseguire lungo la strada irta di difficolta’ che porta alle riforme e del buon governo”.

30 apr 2011

“C’e’ molta amarezza in me e la scelta piu’ facile sarebbe quella delle dimissioni. Non ho mai fatto scelte facili. Per il rispetto che devo a tutte le associazioni di categoria, dei datori di lavoro e dei sindacati che hanno speso tempo, passione e lavoro nel sogno di una Sicilia normale, continuero’ al loro fianco”.

Sono le parole di Piercarmelo Russo, assessore alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici in Sicilia, per commentare la decisione di stralciare dalla Legge finanziaria, in discussione a Sala d’Ercole, la norma relativa al recepimento del Codice dei contratti. Per Russo, “la decisione sorge dalla ritenuta estraneita’ della materia a quella propria della finanziaria. Se questa legge finanziaria e’, o dovrebbe essere, una legge di sviluppo, non vi e’ allora dubbio alcuno che la riforma degli appalti avrebbe li’ trovato la sua sede naturale.”

“Infatti – continua Russo – a differenza di altre riforme, pure importanti che erano state proposte, quella sugli appalti era l’unica che incideva su quello che, purtroppo, ancora oggi, e’ l’elemento di maggiore ostacolo a qualsiasi progresso della nostra Sicilia, vale a dire l’infiltrazione della criminalita’ organizzata nel settore degli appalti pubblici, il primo per numero di occupati e valore economico. La proposta di legge sugli appalti, oltre a recepire il Codice dei contratti, conteneva infatti misure volte a impedire l’eccesso di ribasso che altro non significa se non progetti sbagliati e opere incompiute; sabbia al posto del cemento; lavoro in nero e sicurezza azzerata nei cantieri; riciclaggio di cosa nostra. Chi, fra le opposizioni – conclude l’assessore – ha posto quale condizione per la prosecuzione dei lavori di esame della finanziaria che la riforma degli appalti fosse accantonata e’, per dabb enaggine o per scelta, garante della prosecuzione di un sistema malato. Ed e’ veramente orribile che sia stato fatto alla vigilia del mese in cui si commemora l’eccidio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e nel giorno in cui si ricorda Pio La Torre”.

29 apr 2011

“Si e’ costruita una strumentalizzazione politica e mediatica per un provvedimento amministrativo che fa parte di una precisa logica di sistema, adottato nell’interesse esclusivo degli utenti, che non favorisce in alcun modo le cliniche private e che e’ il frutto di approfondite riunioni e di concertazioni sindacali con tanto di verbali pubblici che chiunque puo’ consultare. Ed e’ grave che a sostegno di certe tesi vengano pubblicati dati palesemente falsi che travisano la realta’”.

L’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, che ha deciso di sospendere in autotutela l’efficacia del decreto con il quale viene assegnato il budget 2011 alle case di cura convenzionate, spiega le motivazioni che stanno alla base del provvedimento con il quale viene prevista per le case di cura la facolta’ di svolgere attivita’ ambulatoriale per garantire agli utenti la continuita’ assistenziale senza che questo possa comportare in alcun modo un aumento del budget fissato.

“E’ necessario innanzitutto smentire i dati che sono stati pubblicati sul quotidiano “La Repubblica” – afferma Russo -. Le case di cura convenzionate nel corso degli ultimi 5 anni hanno avuto una riduzione del budget complessiva di 38 milioni di euro, pari al 7%. Si e’ passati, infatti, dai 499 milioni di euro del 2006 ai 461 del 2011. Nel 2008, in particolare, il taglio e’ stato di ben 55 milioni perche’ si e’ dovuto recuperare il taglio non operato nel 2007 dal precedente governo; nel 2009 il taglio e’ stato di 56,5 milioni di euro e nel 2010, grazie agli ottimi risultati economico – finanziari conseguiti con il Piano di Rientro, ci sono stati i primi incrementi del budget che hanno riguardato tutto il comparto privato, dalle case di cura alla specialistica convenzionata. Voglio ricordare che si e’ trattato delle decurtazioni imposte dal Piano di Rientro e che sono anche stati tagliati gli extrabudget che venivano generosamente concessi dai precedenti Governi regionali. E’ ovvi o che gli aumenti all’aggregato di spesa riguarderanno per il 2011 anche i convenzionati esterni, alcuni dei quali hanno adombrato il sospetto che quest’assessorato voglia fare favoritismi: anche i convenzionati esterni, parallelamente, hanno subito nell’ultimo triennio i pesanti tagli imposti dal Piano di rientro ed e’ giusto che adesso possano vedere riconosciuti i propri sacrifici: il relativo decreto sara’ pronto nei prossimi giorni e probabilmente, se i due decreti fossero stati emanati contemporaneamente, non ci sarebbe stata nessuna sorpresa e nessun sospetto”.

“L’aumento delle tariffe delle prestazioni per le case di cura su cui e’ montata un’altra incomprensibile strumentalizzazione – spiega ancora Russo – e’ stato concesso “una tantum”, d’accordo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori, per consentire il pagamento ai dipendenti delle case di cura dei benefici economici contrattuali del periodo economico 2006 – 2010 che oltretutto gravano sulla Regione solo per il 40% mentre il restante 60% e’ a carico degli stessi lavoratori (20%) e delle case di cura (40%).

Il provvedimento e’ analogo a quello gia’ adottato da numerose regioni italiane”.

“Quanto alla facolta’ concessa alle cliniche di svolgere attivita’ ambulatoriale e’ appena il caso di aggiungere – continua Russo – che gia’ 26 case di cura erano state accreditate, in passato, per svolgere questo tipo di attivita’ e che al decreto deve fare seguito un successivo provvedimento con il quale si disciplina l’attivita’. Tutti i provvedimenti sono perfettibili ma non accetto l’accusa che stia lavorando per garantire gli interessi di una o dell’altra categoria e i risultati ottenuti, insieme alla credibilita’ nazionale che la Sicilia ha saputo conquistarsi, sono la migliore testimonianza di come abbiamo saputo riscattare l’immagine compromessa della nostra terra. La logica che ha ispirato il sistema e’ quella di garantire al paziente la continuita’ assistenziale ed evitare che sia costretto a pagare di tasca propria le visite specialistiche che precedono e spesso seguono i ricoveri nelle case di cur a private: in questo modo si accorceranno i tempi di ricovero, si ridurranno le inappropriatezze dei ricoveri, sara’ ampliata l’offerta al cittadino e contestualmente si ridurranno i tempi delle liste d’attesa”.

“E’ sorprendente – dice ancora Russo – che qualcuno si permetta di dire che il provvedimento e’ stato adottato in gran segreto. I tavoli di confronto sono andati avanti per parecchie settimane, sono certificati da verbali pubblici controfirmati dai partecipanti, e hanno visto – come e’ corretto che sia – la partecipazione delle delegazioni sindacali”.

“All’amico e presidente della VI Commissione dell’Ars Giuseppe Laccoto – conclude Russo – dico che certi toni, pur spiegabili con una situazione politica stressante per il duro lavoro d’aula imposto dall’esame di Bilancio e Finanziaria, non sono consoni e sembrano semmai indirizzati a ben altri obiettivi che poco hanno a che fare con il sistema sanitario. I miei uffici hanno ritenuto che questo decreto fosse di pertinenza assessoriale perche’ non riguarda logiche di programmazione e pertanto non era obbligatorio l’esame della commissione assembleare. Pur tuttavia, per il rispetto nei confronti delle istituzioni parlamentari che ho sempre avuto, e per favorire un ulteriore approfondimento e una auspicata condivisione del provvedimento, adottato – lo ripeto – nell’interesse generale e per favorire la crescita del sistema sanitario, ho deciso di sospenderne l’efficacia in autotutela”.

29 apr 2011

“La sentenza della Corte Costituzionale corrobora le prerogative del nostro Statuto, rinforza e rinsalda i principi dell’Autonomia. Le parole degli “ermellini” chiariscono senza alcun dubbio quali siano gli ambiti di intervento dei principi autonomistici, ricordando allo Stato quanto sia importante e non alienabile, in termini “oggettivi”, la nostra competenza anche in una materia cosi’ delicata come e’ quella di determinare i vertici operativi dell’amministrazione”.

Lo dice il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, che commenta cosi’ il pronunciamento della Corte Costituzionale che ha ritenuto infondato e ha quindi bocciato il ricorso avanzato dal Consiglio dei Ministri contro la nomina dei direttori generali esterni della Regione.

28 apr 2011

Si sono tenuti oggi a Palermo i lavori del Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo FESR Sicilia 2007-2013. Nel corso della seduta e’ stato ottenuto l’importante risultato dell’approvazione della proposta di rimodulazione del programma. Nella stessa giornata e’ stato illustrato lo stato di attuazione del Programma e approvato il Rapporto Annuale di Esecuzione per il 2010.

La rimodulazione mira ad ottimizzare il percorso di attuazione del Programma in una logica di maggiore aderenza al mutato quadro economico e sociale scaturito in Sicilia dalla crisi del 2008, piu’ che mai persistente nei suoi effetti, di concentrazione e rimodulazione delle risorse e di sterilizzazione di linee di intervento inattive o deludenti in termini di performance. La rimodulazione viene, pertanto, orientata in direzione di una migliore qualificazione della spesa, soprattutto nei seguenti ambiti di intervento: obiettivi di servizio; infrastrutture; parco progetti delle coalizioni territoriali all’interno di PIST (Piani Integrati di Sviluppo Territoriale) e PISU (Piani Integrati di Sviluppo Urbano); sostegno ai processi di riconoscimento dei distretti produttivi; assetto idrogeologico; efficienza energetica ed energie rinnovabili per l’edilizia residenziale pubblica; sviluppo del territorio messinese colpito dalle calamita’ naturali 2009/2010; sostegno a favore di aree di cr isi industriale e progetti di Cooperazione interregionale.

Relativamente allo stato di avanzamento finanziario del programma, i dati, certificati al 28 febbraio 2011, mostrano impegni per 914 milioni di euro circa e pagamenti pagamenti per 511 milioni circa.

Nel corso della riunione e’ stato comunicato l’incremento del numero dei Grandi Progetti nel PO, a seguito dell’invio a Bruxelles della relativa “Scheda Grandi Progetti”. Nel dettaglio, si confermano i seguenti interventi: interporto di Termini Imerese; velocizzazione ferroviaria della tratta Palermo-Agrigento; autostrada Siracusa-Gela; ferrovia Circumetnea; anello, passante ferroviario e sistema tranviario di Palermo.

Vengono inseriti nei nuovi Grandi Progetti il potenziamento della banda larga, l’adeguamento a 4 corsie della strada statale 640 Caltanissetta-Agrigento, il Centro di eccellenza di Adroterapia oncologica a Catania.

Infine, si fara’ ricorso a due PON come Organismi intermedi (PON “Ricerca e competitivita’” e PON “Ambienti per l’apprendimento”), con la possibilita’ di aumentare impegni e spesa nel 2011 per il PO attingendo a progetti gia’ selezionati e individuati nel territorio siciliano.

Nell’ambito del PON “Ricerca e Competitivita’” e’ stato pubblicato un bando per la selezione di interventi per il sostegno della ricerca industriale mentre per il PON “Ambienti per l’apprendimento” il Programma potrebbe offrire supporto ai Programmi Operativi con due tipologie di interventi: la prima per l’acquisto di attrezzature e tecnologie per le scuole, la seconda per piccoli progetti infrastrutturali. Entrambi i PON presentano un elevato numero di progetti validi presentati anche in Sicilia per un totale di risorse richieste di gran lunga inferiore alle disponibilita’ dei programmi.

“I dati sullo stato di attuazione mostrano una situazione in divenire – dice Felice Bonanno, dirigente generale del Dipartimento Programmazione della Regione Siciliana – che rispetto ai dati certificati registra un incremento del trend di spesa nell’ultimo periodo. Vi sono diverse spese gia’ realizzate ma non ancora rendicontate (circa 150 milioni) e impegni ad oggi per oltre 1300 milioni. Questo sforzo ci consentira’, entro la fine dell’anno, di fronteggiare meglio il rischio di disimpegno automatico della risorse”.

28 apr 2011

“Esprimo a nome mio e della Giunta di Governo, solidarieta’ al senatore Carlo Vizzini per le minacce di cui e’ stato vittima. Sono episodi da non sottovalutare ed auspico che in tempi brevi si faccia luce sull’accaduto”. Lo dichiara il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in relazione alle minacce ricevute dal senatore del Pdl, Carlo Vizzini.

28 apr 2011

“Stamattina ho visto una preside in lacrime davanti allo sfacelo di una parte di scuola data alle fiamme dai vandali. Mi chiedo con quale forza d’animo lei e i docenti potranno fare lezione, domani, come se nulla fosse successo”. Lo ha detto stamattina l’assessore regionale per l’Istruzione e la Formazione professionale, Mario Centorrino, durante la sua visita alla scuola Gregorio Russo di Borgo Nuovo, a Palermo, oggetto di numerose irruzioni nell’arco delle ultime ore.

Secondo Centorrino, la continuita’ di queste aggressioni “e’ il segno evidente che la scuola esercita una funzione ‘contro’ che preoccupa studenti e famiglie, alcune delle quali sanno bene chi sono gli autori dei vandalismi. L’aspetto fortemente negativo di queste situazioni- ha sottolineato l’assessore – sta nell’effetto demoralizzante su docenti, personale amministrativo e studenti onesti,e nell’atmosfera di sfiducia che tentano di creare”.

“Questi gravi episodi che hanno colpito anche altre scuole – ha concluso Centorrino – devono essere fronteggiati con risposte di sistema, cosi’ come si fa per le organizzazioni di criminalita’ comune. L’assessorato provera’ a sensibilizzare tutti i soggetti che hanno potere di intervento su questo tema, nella piena convinzione che la lotta alla mafia, in questo momento, e’ anche lotta severa e repressione senza attenuanti del vandalismo scolastico”.

27 apr 2011

“L’intimidazione ai danni del presidente dell’Associazione nazionale costruttori di Palermo, Giuseppe Di Giovanna e’ l’ennesimo atto violento contro chi e’ impegnato, giorno dopo giorno, sul fronte della legalita’, come dimostra a chiare lettere il codice etico che la stessa Ance si e’ data per arginare le infiltrazioni criminali in un settore di sviluppo cosi’ importante come quello edile”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che manifesta al presidente di Ance Palermo la sua piena solidarieta’.