27 mar 2011

Lampedusa non diventi l’isola dei deportati

scritto da Raffaele Lombardo 4 commenti

Da questa mattina sono a Lampedusa. Ho fatto un primo giro sull’isola, incontrando le autorità, i lampedusani e gli immigrati, i quali mi hanno detto che vogliono andar via da qui. L’isola è letteralmente invasa da tunisini e sembra quasi di non essere più in territorio italiano.

I migranti sono tutti in giro alla ricerca di un po’ di cibo, di acqua, sigarette e altri beni di prima necessità. Non hanno servizi igienici e qualunque strada, vicolo e angolo dell’isola è destinato a trasformarsi in luogo dove bivaccare o dormire alla meno peggio.

Una realtà che non può più essere tollerata e che non può reggere. Occorre trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile, per far tornare Lampedusa alle condizioni originarie. L’isola deve ricominciare a vivere e i migranti che può permettersi di accogliere sono gli 800-900 che possono essere ospitati al centro immigrati. Per tutti gli altri va trovata una soluzione immediata.

Sono convinto, l’ho detto e lo ribadisco, che l’unica soluzione è quella di inviare navi che intercettino i migranti in mare, li accolgano, li rifocillino e poi, dalle navi stesse, li mandino alle destinazioni finali che non siano Lampedusa.

Credo che il governo ancora non abbia chiaro dove intende mandarli. Si prevedono altri 10 o 20 mila arrivi. Quelli che sono giunti qui in questi giorni erano ampiamente previsti e annunciati ma il governo nazionale non è stato capace di approntare un piano e darsi una migliore organizzazione.

La Regione siciliana sta facendo tutto quanto in suo potere per fronteggiare la situazione: abbiamo portato l’acqua potabile, facciamo pulizie straordinarie, abbiamo attivato presidi sanitari, porteremo cucine da campo.

E non ci stancheremo di ringraziare per lo sforzo che stanno facendo le forze dell’ordine, le Ong, la Caritas, che insieme ai cittadini di Lampedusa e nonostante le enormi difficoltà, stanno svolgendo un lavoro eccellente.

Ma questo è un compito che tocca, in primo luogo, allo Stato. Pare che il  Commissario abbia la disponibilità di un milione di euro: quanto basta per qualche giorno, non di più.

Non si può continuare a lasciare l’isola abbandonata a se stessa e in ginocchio a meno che a qualcuno, incoscientemente e proditoriamente, non sia balenata la terribile idea di riportare Lampedusa, come era ai tempi del fascismo e prima ancora, colonia penale per deportati e confinati.

4 Commenti a “Lampedusa non diventi l’isola dei deportati”

  1. mario64 scrive:

    C’è gente brava a parlare, a cercare di convincere le persone delle proprie capacità di politico e di amministratore. Quando le si richiede di agire concretamente, allora vengono fuori le sue lacune. Come dicevano giustamente gli antichi greci ” a logoi” ed “a nomoi”. Infatti, “i logoi” senza l’azione concreta, servono solo a difendersi dalla propria incapacità.

  2. Cico scrive:

    Presidio permanente del governo regionale a Lampedusa?
    Cosa vuol dire? Trasferte strapagate per qualche funzionario che faccia “atto di presenza” sull’isola?
    E quanto costerà ai contribuenti siciliani questa bella, quanto inutile, iniziativa?
    Non credo che ci sia bisogno di questo: presidente Lombardo, dica ai suoi consulenti ed esperti di spremere un pò di più le meningi….

  3. gigi scrive:

    Presidente, continui così, a fare pressione al governo italiano e tiri sempre in ballo l’Europa…nonbastano i bombardamenti ed i respingimenti. Al consiglio dei ministri di mercoledì proponga un summit internazionale in Sicilia per un nuovo sviluppo del mediterraneo…….

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