23 mar 2011

Faremo muro perché lo scempio di Lampedusa, di Birgi e della Sicilia venga interrotto

scritto da Raffaele Lombardo 13 commenti
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Non so se si tratta di sottovalutazione del problema o di premeditata scelta politica.

Vorrei capire come mai un governo che parla di esodo biblico e prevede 100mila persone già ai primi 15mila ha consentito che si massacrasse un’isola. Lampedusa è ormai una propaggine della Tunisia, a tutti gli effetti un’isola non italiana ma tunisina. I tunisini hanno superato in numero gli abitanti.

L’isola non ha perduto abitanti in questi anni. E’ chiaro che questa politica farà scappare i lampedusani. Già oggi rispetto a 5000 isolani, di cui gli uomini attivi e in condizione di operare saranno 2000, i tunisini sono 6000. Stanno dovunque senza servizi igienici, con pericoli di epidemie, e con un sistema che non funziona perché la gente sbarca e poi si accampa.

Ci vogliono delle navi civili o militari non solo per il trasporto ma anche per ospitare provvisoriamente questa gente e un ponte aereo per trasportarli nelle destinazioni finali, a cominciare dalla Sicilia ma anche in Lombardia e Veneto.

Non vorrei che il piano di distribuzione di cui ha parlato ieri il ministro degli interni esonerasse le regioni del nord perché veramente questo non lo consentiremo. Così come non consentiamo che si uccida un altro pezzo di Sicilia che faticosamente attraverso l’aeroporto di Birgi ha portato 1,8 milioni di persone all’anno da quelle parti di cui molti turisti.

C’è Sigonella, ne abbiamo due di basi. Si usi la base militare e non si chiuda l’aeroporto civile.

Oggi noi decidiamo di istituire un presidio stabile del governo regionale a Lampedusa. Andrà un lampedusano, l’assessore Sparma, e poi andranno tutti gli altri nostri assessori. Andremo lì a tutelare fisicamente l’isola e gli isolani che sono un pezzo di Sicilia oggi in difficoltà. E la stessa cosa faremo a Birgi nelle prossime ore.

Tutte le questioni della guerra, la no fly zone ecc. le lasciamo al governo nazionale che ha i propri problemi. Non faremo mancare la nostra solidarietà e la nostra attenzione, non cerchiamo divisioni e ci allineiamo alla politica del governo.

Ma che tutto questo non venga pagato dalla Sicilia che è in ginocchio perché i fondi Fas vengono spesi al nord, perché non si realizzano infrastrutture ecc. In ginocchio un’isola che sta facendo ordine in casa propria, eliminando malaffare, porcherie e spechi e si trova di fronte un governo insensibile e lontano.

Faremo muro fisicamente, oltre che politicamente e moralmente, perché questo scempio venga interrotto.

13 Commenti a “Faremo muro perché lo scempio di Lampedusa, di Birgi e della Sicilia venga interrotto”

  1. amicopaolo scrive:

    Sono daccordo con quanto denunciato da Lombardo, soprattutto per la decisione di fare muro contro le decisioni di questa Patria matrigna.
    E’indecente, oltre che connota la nostra condizione coloniale, che un Governo Nazionale prenda decisioni sulla pelle dei siciliani senza che venga interpellato e chiamato a collaborare il Presidente della nostra “Regione Siciliana”.

    Detto ciò, ann’allargamu.

  2. ggraceffa scrive:

    Presidente proponga la candidatura di Lampedusa per il premio Nobel per la Pace.

    http://giovannigraceffa.splinder.com/post/24349092

  3. mareazzurro scrive:

    OLIVERI 23-03-2011
    Caro Presidente Lombardo,
    Le scrivo in nome del grido disperato di un popolo, quello Siciliano, stanco di accollarsi esclusivamente i problemi del nostro Paese; stanco di sopportare le continue beffe e i ricorrenti scherni di un’Italia spaccata in due; le scrivo in nome della logorante indignazione di un popolo, quello Siciliano, esausto di dover essere governato da autorità politiche incapaci e probabilmente, anzi volutamente, non all’altezza del ruolo che ricoprono. Le scrivo perché in questi giorni più che mai si fa sentire l’enorme sdegno di tanti suoi e miei conterranei. Uno sdegno dovuto all’incompetenza e, in particolar modo, all’indifferenza di coloro, come lei, che dovrebbero governare questa terra per obbligo istituzionale ma, soprattutto difenderla per etica morale. Io, infatti, e tanti altri come me, fatichiamo a pensare di dover ancora subire le calunnie dei nostri connazionali e specialmente di dover ancora fronteggiare catastrofi e tormenti da soli, senza neanche l’appoggio di chi, per primo lei, dovrebbe sostenerci. Fatico a credere che lei si lavi le mani di fronte ad una situazione nazionale ed internazionale così tragica; una situazione che vede la nostra regione, assediata ed invasa da flotte, orde di clandestini. Fatico a credere che lei, nuovamente, permetta che si sputi sulla terra, sulla nostra terra che ancora una volta, in questi giorni, si trova a dover combattere contro un modo di fare politica, quale il suo, che amministra, per modo di dire, con l’indifferenza ed il menefreghismo. Ma ancor di più fatico a credere, non riesco a capire come lei, di fronte a tutto ciò, sia totalmente latitante, sia totalmente assente. Ciò che però, caro Lombardo, alimenta nel mio cuore una rabbia che poco a poco aumenta a causa del suo operato, è il dover questa volta dare pienamente ragione a quella parte d’Italia che critica i Meridionali; poiché non posso certo contestare quelle parole che dipingono una Sicilia incapace e ignorante. Non posso, perché queste parole corrispondono solo e soltanto alla verità. Perché, caro presidente, la storia, maestra di vita, ci insegna che un popolo, governato da incapaci e incompetenti, è destinato a trascinarsi nel tempo un’etichetta tutt’altro che positiva. E il governo attuale, il suo, in questi anni altro non ha dimostrato se non di essere l’esempio più calzante di un’ amministrazione pubblica che di fatto non merita tale nome. Lei, infatti, ha avuto certo tanti meriti: quello di sperperare milioni non certamente per esclusivo interesse pubblico; quello di lasciare a distanza di ormai troppo tempo tanti alluvionati disastrati senza aiuti; e per ultimo, il merito di lasciare, come se nulla fosse, che la nostra terra venisse invasa da profughi che arrivano a più non posso. Insomma, sarà tradizione costante ma, a quanto pare, la sua amministrazione nel tempo tutto ha fatto tranne che amministrare. Un’amministrazione a cui non è mai importato ascoltare le urla di tanti, troppi cittadini esasperati da quest’effettiva forma di anarchia in cui versa la nostra terra. Di tanti, troppi cittadini che sono ormai esausti dalle ipocrisie e dalle falsità. Stanchi di vivere su parole, promesse e speranze. Parole, promesse, speranze che echeggiano continuamente tra le disgrazie e i disastri causati dall’inefficienza di una politica fondata sulla menzogna e sulla noncuranza. Stanchi di un’Italia che vive in parte sui sacrifici di una Sicilia massacrata e calpestata, e annullata ancor di più dal silenzio di chi può agire ma tace. Dal silenzio rumoroso di troppe promesse mai mantenute. Una Sicilia che si inginocchia sottomessa senza che nessuno apra bocca. Una Sicilia fatta di gente delusa ed affranta. Gente che non dimentica ciò che è accaduto a Giampilleri, a San Fratello ciò che sta accadendo a Lampedusa. Gente che non dimentica di essere già stata dimenticata e tradita da un Paese fatto di razzismo e divisioni; gente che non dimentica soprattutto di essere stata dimenticata da coloro che mai dovrebbero dimenticare; da coloro che non hanno dimenticato ma piuttosto fingono di farlo. Gente quella di Giampillieri, di San Fratello, di Lampedusa ecc.. che ha visto e vede il frutto di tanto lavoro distrutto. Che ha visto e sta vedendo, il suo completo disinteresse. Che vede, tuttavia, però; e così inizia a fare confronti ed apre gli occhi su una cruda realtà. Una realtà fatta di un Nord ed un Sud. Dell’Aquila che rivive, e di una Giampillieri o un San Fratello che muoiono; di un’Italia che ci soffoca e di un’amministrazione regionale che volutamente ignora e tace; che volutamente non proferisce parola sulla drammatica situazione di una Lampedusa vergognosamente abbandonata. Un focolaio, la nostra terra, dove oggi più che mai ardono la rabbia e il disgusto. Dove si contrappongono due mondi completamente diversi. Dove un Nord schernisce meschinamente un Sud affranto. Dove un Nord professa il rispetto per gli immigrati ma di fatto non vuole farsene carico, a dispetto di un Sud che invece, prodigo di solidarietà cristiana, li ospita e se ne prende cura. Dove i governi di un’Italia settentrionale si attivano e agiscono per il benessere dei cittadini e dove, al contrario, i governi dell’Italia Meridionale si attivano e agiscono sempre e solo per il benessere di non si sa chi. Un focolaio però, dove arde, glielo assicuro, anche il sempre vivo spirito patriottico di un popolo che mi auguro un giorno si possa unire compatto per ribellarsi ad un governo di Pupi Siciliani che si muovono manovrati dall’ipocrisia, da una scandalosa slealtà mista ad una pericolosa passività. Mi auguro dunque, per il bene della nostra Sicilia, che lei invece di dormire e adagiarsi sulle solite promesse non mantenute, apra finalmente bocca per difendere i diritti di una terra annientata e soppressa non solo dalla discriminazione alimentata dal pregiudizio, ma soprattutto, e prima di tutto, dalla parole taciute e dalle azioni assolutamente riprovevoli di un governo che agisce solo per motivi di convenienza. Spero vivamente che lei prenda in mano la triste situazione in cui si trovano Lampedusa e i paesi vittime già da tempo di terribili calamità naturali. Perché ritengo che non si possa più vivere di illusioni, di miraggi. Perché se l’onorevole Maroni parla di risarcimenti ai Lampedusani non si può attendere, probabilmente invano, che arrivino. Perché quando il governo Italiano già in passato ha garantito risarcimenti agli alluvionati, troppo si è attesa tale promessa che, tuttavia non si è mai concretizzata. Perché si possa mettere fine alla disonorevole situazione di anarchia e menefreghismo di un governo che non può, non deve più permettersi di sbagliare. Auspicandomi tutto ciò la prego di prendere in considerazione questa lettera, che reclama una Sicilia, quella Sicilia forte e capace di fronteggiare ogni possibile problema. Una Sicilia che può, che deve diventare più forte con la guida consapevole e capace di un governo che voglia e sia in grado di far sentire la sua voce per ricominciare a costruire una terra che possa poggiare su quelle solide fondamenta che ne fanno un luogo, il luogo di cui bisogna essere fieri. La prego di riflettere su ciò che ho scritto perché la patria mia e sua non venga più oppressa da quell’immagine che nel tempo si è venuta a creare anche e soprattutto a causa di un modo di fare politica oggettivamente colpevole. La prego di riflettere, perché troppa gente ha sofferto e sta soffrendo per la negligenza di un governo che deve cominciare a cambiare la strada della convenienza per imboccarne una decisamente migliore, quella che nonostante tutto ci rende fieri di essere nati in questa nostra Sicilia. Quella che lei per primo dovrebbe seguire perché da Siciliano possa veramente camminare a testa alta in mezzo a noi che ci sentiamo e sempre ci sentiremo onorati di essere Siciliani.

    CON OSSERVANZA
    IL BABY SINDACO DI OLIVERI(ME)
    RIZZO PAOLA

  4. mario64 scrive:

    La vicenda di Lampedusa è poco chiara. Gran parte degli arrivati non sono profughi ma immigrati clandestini. fare una cernita non è proprio impossibile. Mi chiedo e vi chiedo chi alimenta in Italia il business degli immigrati clandestini? Non parlo di chi si occupa di portarlo a compimento materialmente. Perchè l’Italia è presa di mira dagli sbarchi, mentre Malta no? Questa gente, ha pagato fior di quattrini per arrivare in Italia. Quindi, non è gente priva di mezzi. Certo che in questo scarica barile generale, è proprio Lampedusa a farne le spese. L’Europa, scarica sull’Italia;l’Italia scarica sulla Sicilia e la Sicilia inghiotte. Uso il termine “inghiottire per usare un eufemismo diciamo “pulito”. Che il caro presidente faccia presente che la Sicilia si deve fare carico di questa emergenza, rispolverando sempre i soliti discorsi dei Fas e di quant’altro non avuto, mi fare tendenzioso. Queste cose ci spettano a priori. E nessuno, dico nessuno, si permetta di trattare un baratto dell’ultim’ora. Anzicchè andare a Lampedusa, il governo regionale vada a Roma. Non dentro i palazzi , ma fuori dai palazzi del potere a protestare e guidare i cittadini siciliani verso una protesta concreta. Penso che diversi Comuni la seguiranno.

  5. zetan scrive:

    La misura è colma e non da adesso caro presidente, dunque io non le do fiducia quando alla denuncia segue la adesione formale a questa nazione che a partire da Lampedusa non viene riconosciuta.

    Vada oltre la prego, comprendo le difficoltà di raccogliere le istanze di quanti come me riconoscono nella Sicilia l’unica patria possibile, lo capisco meno quando le provocazioni assumono queste dimensioni.

    Non si e ci lasci ingerire da una Italia senza presente, vada oltre, è il momento di andare oltre il politicamente corretto, è questo il momento che ci gioca la faccia, mi creda non c’è solo la sua ma quella di tutti quelli pronti a difendere la nostra patria oltre ogni limite immaginabile.

    Non sprechi tutto il lavoro fatto, non lasci che il sudore versato si asciughi senza lasciare traccia, la traccia del sale sulla pelle che simboleggia la stabilità interiore che lei ha dimostrato.

    Lasci perdere Pino Aprile, lasci perdere le rimembranze democristiane non le appartengono più, non abbia paura di questa nuova identità, abbandoni la difesa di questa fantomatica patria unità col veleno. Lei e tutti noi siciliani siamo ad un bivio, a Lei è toccato vivere questo difficile quanto elettrizzante momento, non permetta che si concluda senza raggiungere l’effetto che la storia le ha donato, avvii profondamente la liberazione della nostra terra.

    Lo faccia Presidente, non ci sono alternative lo sa bene anche lei.

  6. amicopaolo scrive:

    Ciao Zetan,
    “Lei e tutti noi siciliani siamo ad un bivio, a Lei è toccato vivere questo difficile quanto elettrizzante momento, non permetta che si concluda senza raggiungere l’effetto che la storia le ha donato, avvii profondamente la liberazione della nostra terra.”

    Non aspettarti qualche ruggito come risposta politica, già è tanto se accenna a qualche demagogico miagolio.

    “Lo faccia Presidente, non ci sono alternative lo sa bene anche lei.”

    Infatti, Lombardo sa e capisce anche meglio degli altri quello che tu gli dici, ma, la natura è quella che è.

  7. amicopaolo scrive:

    Se portasse una buona parte degli abitanti di Lampedusa a fare una tendopoli a Monte Citorio, certo, sarebbe un buon inizio per far vedere che sa ruggire.

  8. mario64 scrive:

    Il vero nocciolo della questione è uno solo. lombardo raffaele, non è migliore di coloro che giudica ascari. E’ un vecchio democristiano (nel significato peggiore del termine). Non è lui l’uomo che potrà portare avanti un progetto autentico. Era ed è rimasto l’uomo di sempre. Meglio che si allontanasse dalla scena politica per godersi il frutto della sua lunga e tortuosa attività politica, volta al bene dei siciliani (naturalmente, bene dei siciliani, si fa per dire…). La Storia lo ricorderà come uno dei peggiori (per non dire “il”) presidenti della Regione Sicilia di tutti i tempi. Naturalmente, lui non si renderà mai conto di questo, ma è naturale…

  9. zetan scrive:

    Ciao Amicopaolo ho piacere di scambiare con te, tra indipendenti spesso si raggiungono livelli di intesa straordinari, tanto che anche senza conoscersi fisicamente, ci si intende con rara intensità.

    Vedi io non mi aspetto nulla da Lombardo, egli ha dato dei messaggi chiari, il suo compito in sicilia è terminato, quindi cosa vuoi che mi aspetto da lui?

    Mi rendo conto che ciò che ha espresso vista la sua tradizione e provenienza è tantissimo e dunque lo rispetto a prescindere; e allora questa supplica mi ridai a chi la fai? Parlo a nuora perché suocera intenda, la suocera siamo noi siciliani, che ancora opponiamo resistenza a liberare l’unico sentimento patriottico che dimora dentro di noi, quel sentimento che appena stimolato riaffiora integro, l’appartenenza alla nostra terra è un sentimento fortissimo indissolubile.

    E allora cos’è che lo opprime? cosa non gli permette la naturale esplosione? ci sarebbe da indagare seriamente. Comunque ritengo che per buona parte la responsabilità sia connessa mancanza di fiducia che anni di colonizzazione hanno prodotto.

    Vedi Amicopalo in questo blog questo sentimento dovrebbe respirarsi intero, ed invece noto che i vari commentatori spesso sono disorientati esprimono il loro disappunto su molti aspetti ma, poche volte ci si lancia al centro sull’asse del nostro essere tutti siciliani tutti con il medesimo legame. Si ha paura di essere considerati degli stolti assume un ruolo preminente a me questa tara non mi scalfisce e dunque non mi lascio condizionare onde evitare che la responsabilità di esprime il legame di tutti i figli di questa splendida terra rimanga latente.

    Per concludere se Lombardo fosse investito da questo zunami non avrebbe altre possibilità che seguirne l’onda.

    Per concludere tu dici “Se portasse una buona parte degli abitanti di Lampedusa a fare una tendopoli a Monte Citorio, certo, sarebbe un buon inizio per far vedere che sa ruggire”, per me Monte Citorio non è un interlocutore, non ho nulla da chiedergli, l’unica cosa che chiedo è che i miei fratelli si lascino andare verso l’unico vero sentimento che ci accomuna tutti.

    Un abbraccio.

  10. filomenoa scrive:

    Raffaele Lombardo incolpa il governo centrale.
    Intende fare ignorare le Sue responsabilità di presidente della regione siciliana.
    Perchè non si dimette e prova a farsi eleggere con la Sua nuova coalizione?
    Penso che non sarebbe possibile, per l’ attuale governo regionale presentarsi coalizzato alle elezioni.
    L’ unica cosa certa è che Lombardo continua a fare il presidente regionale senza tenere conto del risultato elettorale.
    Come pure non tiene conto che lo statuto regionale prevede poteri di polizia, per il presidente della regione siciliana.
    Inoltre a proposito di statuto evidenzio che non ha fatto alcun ricorso giudiziario, per ogni volta che non è stato convocato a partecipare al consiglio dei ministri che decide per la Sicilia.

  11. Santo Trovato scrive:

    Ma, insomma…qua siamo arrivati al ridicolo e ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Leggo in un comunicato ANSA di oggi, ore 11:25, “Lampedusa:l’acqua non basta piu’- Nessuna copertura economica da Difesa, su isola 11 mila persone”.

    (ANSA) – LAMPEDUSA, 24 MAR – A Lampedusa manca l’acqua. La richiesta di fornitura straordinaria di acqua era stata gia’ presentata un mese fa dal Comune. Ma – si legge in una nota – finora non c’e’ stata alcuna copertura economica da parte del ministero della Difesa. ‘La popolazione di Lampedusa, oggi composta di 5.500 isolani, piu’ 5 mila profughi e 400 esponenti delle forze dell’ordine – dice il Comune – ha anche il problema dell’approvvigionamento idrico. Carenza complica ulteriormente la situazione sull’isola.

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/03/24/visualizza_new.html_1532131360.html

    SIG. PRESIDENTE, A QUESTO PUNTO LEI DEVE NECESSARIAMENTE PRENDERE IN MANO LA SITUAZIONE CHE FINO AD ORA E’ STATA GESTITA DA INCOMPETENTI, INCAPACI, INETTI, PASTICCIONI, ARUFFONI E CIALTRONI (e non lo dico io, lo dicono i fatti!).

    E’ arrivato il momento di fare valere i poteri che la costituzione della Repubblica Italiana attribuisce al Presidente della Regione Siciliana, essendo ancora fino a questo momento (alla faccia del federalismo fiscale)lo Statuto d’Autonomia della Regione Siciliana LEGGE COSTITUZIONALE!

    “STATUTO D’AUTONOMIA DELLA REGIONE SICILIANA
    TITOLO IV
    POLIZIA

    ARTICOLO 31
    1. Al mantenimento dell’ordine pubblico provvede il Presidente della Regione a mezzo della polizia dello Stato, la quale nella Regione dipende disciplinarmente, per l’impiego e l’utilizzazione, dal Governo regionale. Il Presidente della Regione può chiedere l’impiego delle forze armate dello Stato.
    2. Tuttavia il Governo dello Stato potrà assumere la direzione dei servizi di pubblica sicurezza, a richiesta del Governo regionale congiuntamente al Presidente dell’Assemblea e, in casi eccezionali, di propria iniziativa, quando siano compromessi l’interesse generale dello Stato e la sua sicurezza.
    3. Il Presidente ha anche il diritto di proporre, con richiesta motivata al Governo centrale, la rimozione o il trasferimento fuori dell’Isola dei funzionari di polizia.
    4. Il Governo regionale può organizzare corpi speciali di polizia amministrativa per la tutela di particolari servizi ed interessi.”

    L’ORDINE PUBBLICO A LAMPEDUSA E’ GRAVEMENTE COMPROMESSO!!!

  12. mario64 scrive:

    Caro Sig. Santo trovato,
    di esercitare questo ruolo non gli interessa a nessuno. Quello che conta è che arrivino “i picciuli” da Roma. Questo aspettano. magari, se arrivassero il FAS , sarebbero contenti. Come se una qualunque cifra potesse ripagare tutto. Purtroppo, da noi, i momenti di crisi sono occasione per ….. E’ vero! La Sicilia è in ginocchio!!! Ma anche e soprattutto per colpa di un presidente che dice una cosa e poi ne fa un’altra. E’, ne più e ne meno che un politico, come lo sono quelli di Roma, siciliani e non. La casta, si fa la guerra a parole, ma nei fatti tutta uguale è. L’appartenenza alla casta fa la differenza!!! Il resto è solo teatrino verbale e incapacità di amministrare …… E qualcuno in questo campo, ha dimostrato di essere bravissimo.

  13. Marcella55 scrive:

    Presidente, hai nelle tue mani un potere assoluto che non vuoi usare. Questa nostra terra è nelle mani di ascari che continuano a violentarla nonostante gli abbia dato i natali ,Prendi in mano gli attributi che non ti mancano e vai ai fatti,i cittadini libici tunisini e altro non sono in stato di arresto vero è che circolano liberamente a Lampedusa a Mineo a catania eccetera bene mettili sugli aerei della nostra conpagnia aerea e falli atterrare a Bergamo, Milano, Roma e in tutte le città italiane perchè per il mondo intero è l’italia che li accoglie ma in realtà siamo solo noi a subire ed affrontare questo tsunami e la felice padania che ce la duro lo usa sulle nostre terga solo perchè Bossi ha dato al tuo movimento centomila euro non puoi rimanere e farci rimanere proni adesso devi dire basta falli preoccupare requisisci navi aerei e fai il tuo dovere questo è quello che ti chiede chi ti ha votato anzi lo pretende non ti hanno neanche consultato per Mineo e per altre cose inportanti ti hanno trattato come una pezza e tu continui a porgere l’altra guangia sei un ministro la tua poltrona è all’interno della sala del consiglio dei ministri ogni cosa che riguarda la tua regione deve essere vidimata da te altrimenti non è attuabile in sicilia non ti fanno neppure entrare ma sei sicuro di poter fare il mio presidente? Di al tuo popolo cosa fare e sarà con te se non parli vai via.

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