22 mar 2011

Lampedusa e Brigi non vengano abbandonate dal governo nazionale

scritto da Raffaele Lombardo Lascia un commento

L’emergenza Lampedusa ci ha visto partecipi oggi a un incontro promosso dal ministro Maroni con tutte le regioni.

Si prevedono 50mila profughi piuttosto che i 15mila che sono transitati. Ma quei 15mila che sono arrivati sono passati da Lampedusa e quindi lì è una emergenza nell’emergenza che non può essere affrontata con la tendopoli, alla quale abbiamo detto di no, così come ha detto di no il sindaco, l‘amministrazione e la cittadinanza di Lampedusa a cui esprimiamo la nostra vicinanza e disponibilità. Lo abbiamo fatto con un contributo straordinario che abbiamo concesso 15 giorni fa, lo facciamo momento per momento dicendo al governo che così Lampedusa scoppierà e che non si risolve il problema con una tendopoli perché questa ne potrà ospitare, anziché i mille del centro di accoglienza, al massimo 5000. E dopo?

Allora tanto vale, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, fare una sorta di cordone di grandi navi militari o civili che ospitino quest’onda di immigrati per poi imbarcarli sugli aerei, purché si sappia dove portarli.

Abbiamo la sensazione che il governo non sia attrezzato a fronteggiare questo esodo e non vorrei che stia pensando che, intanto, restino tutti a Lampedusa: l’isola è già in ginocchio, la gente non può andare a pescare, il turismo è finito né ci sono altre attività. Non vorrei che la gente fosse costretta a lasciare un’isola che non ha perso popolazione solo perché è gente tenace che fa il proprio mestiere e che vive del proprio lavoro.

Oltre che Lampedusa questa emergenza rischia di compromettere seriamente anche la situazione economica circostante Birgi. Lì c’è un’area che è cresciuta intorno all’aeroporto e che fa registrare circa un milione e ottocentomila arrivi annui, risultato frutto di scelte intelligenti della Provincia e dei Comuni. Noi abbiamo interesse a che questo tipo di sviluppo non muoia e non si interrompa. Usarlo soltanto come aeroporto militare, addirittura come punta avanzata rispetto alla Libia per le missioni su quel paese è impensabile.

Birgi chiuso al traffico civile e dedicato soltanto al traffico militare vuol dire che la gente disdirà le prenotazioni fatte, che i passeggeri si ridurrano al lumicino, che la stagione turistica salta e una volta che si cambia destinazione piuttosto che andare a Trapani si andrà a Corfù, a Cipro o a San Pietroburgo e per ricostruire quei livelli di numero di passeggeri e di sviluppo turistico ci vorranno altri dieci anni.

Diverso è il caso di Sigonella. Quella è una base militare che dista cinque minuti da Birgi e credo che, se proprio si deve scegliere, sarebbe preferibile usare quella e restituire Birgi al traffico civile.

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