La naturale evoluzione. Un partito radicato in tutto il sud con una leadership al di sopra della politica
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Da quando è iniziata la nostra esperienza del Movimento per l’Autonomia, lo scenario nazionale e internazionale è profondamente cambiato.
Il federalismo è diventato realtà, c’è il decreto attuativo del federalismo municipale che costerà caro ai cittadini dei comuni meridionali mentre, per garantire lo stesso livello di servizi, Milano e i milanesi ne saranno avvantaggiati.
Il Mediterraneo è in fiamme e spero che non siamo al disastro nucleare ma in materia di risorse energetiche bisognerà dire no al nucleare e rivedere le nostre politiche.
Avevamo un patto per il sud con il Pdl che è stato ampiamente violato.
Davanti a questi mutamenti epocali non possiamo non adeguare il nostro movimento. Non rinneghiamo niente di questa esperienza ma dobbiamo aprire una fase di rifondazione e costituente che si avvarrà anche della piazza virtuale di internet per consentire a quanti ci vogliono stare di ritrovarcisi e a quelli che ci sono di rinnovare le ragioni della loro partecipazione e del loro impegno.
Abbiamo festeggiato l’unità d’Italia ma non siamo mai stati così distanti sul piano economico e sociale il sud dal nord del paese. Viviamo una fase di grande recessione. In Italia la Fiat non va via solo da Termini ma anche da Torino, i fondi Fas vengono impegnati per le quote latte degli allevatori del nord o per pagare gli armotizzatori sociali. Così il sud sarebbe condannato a finire peggio della Tunisia e delle Libia.
Il governo nazionale è debolissimo sul piano interno perché nelle mani della Lega e sul piano internazionale ha perso ogni credibilità tanto che pur essendo i principali alleati della Libia siamo lì a muoverci al traino di altri mentre il nostro paese anche in questo tema della politica estera e dell’immigrazione tratta Lampedusa, pur avendo previsto la venuta di tante migliaia di profughi, come se fosse una colonia. Non preveniene, non organizza e pensa di attendarli in un’isola dalla quale fuggiranno anche i lampedusani perché lì non si potrà più vivere. E addio al turismo cioè a quella prospettiva di guadagno attraverso cui i lampedusani lavoravano tre o quattro mesi per poter campare tutto l’anno.
Di fronte a questo quadro il Cavaliere ha pensato bene di farsi il suo piccolo partito del sud. Ha messo insieme una serie di soggetti ai quali ha raccomandato di non disturbare la Lega e li ha incontrati sotto l’egida del segretario campano Nicola Cosentino. Se questo è il partito del sud, il sud è fritto.
C’è bisogno invece di una grande forza meridionale che, anche alla luce della nostra esperienza, riesca ad aprirsi alla società e a perdere il suo connotato di partito siciliano, in questo molto dipende anche dal ruolo che vi avrò io che non potrà essere di leadership perché un leader che è anche il presidente della Regione siciliana non può che caratterizzarlo come partito siciliano.
Non può essere un partito diviso per correnti e fatto di ricattatori, fondato sullo scambio tra favori, appartenenze, adesioni e consenso. Non può consentire lotte e divisioni all’interno degli stessi comuni tra gente che sta in maggioranza e gente che sta all’opposizione.
Dovrà ritrovare lo spirito ideale che gli fece muovere i primi passi e recuperare una grande credibilità rispetto a chi sta fuori dal movimento a cominciare dai giovani e poi ai docenti, agli agricoltori ecc., cioè a gente disposta ad impegnarsi in un partoto che abbia un manifesto di punti programmatici essenziali.
Risollevare le sorti del popolo meridionale, iniziare una vera ricostruzione dell’Italia unita, sottrarre il sud ad un destino coloniale di terra in cui si raffina la benzina perché inquinante o domani si mette il nucleare. Un destino di gente destinata ad investire la pensione o lo stipnedio per comprare beni la cui grande distribuzione è in mano del nord o di stranieri.
E poi proporre un modello di sviluppo virtuoso: tagliare gli sprechi, assumersi la responsabilità di quello che si fa, non assumere più gente nella pubblica amministrazione ed investire per lo sviluppo che produce lavoro e benessere.
In Sicilia questo processo abbiamo inziato con la sanità, con i rifiuti, con la formazione, con le politiche energetiche, con il rilancio delle produzionei agricole e delle produzioni turistiche.
Questa è l’unica strada che noi possiamo seguire per pretendere poi che il paese recuperi quel molto che non ha fatto in questi 150 anni a partire dalle infrastrutture e dalla fiscalità di vantaggio che riteniamo indispensabile per il nostro sviluppo in uno con la lotta al malaffare e alla criminalità.
Alcune battaglie per scendere in campo.
Il no al nucleare senza se e senza ma. Il governo fino a venti giorni fa, prima della tragedia giapponese, aveva definanziato il fotovoltaico perché intendeva puntare sul nucleare individuando in Sicilia alcuni siti. Bisogna scendere in piazza per farglielo scordare. Battersi perché l’acqua venga gestita e vissuta come un bene comune, di tutti. E poi che il decentramento dalla Regione ai Comuni passi anche per il taglio di enti inutili come le Provincie e su questo c’è da tornare a mobilitarsi senza esitazione.
Bisogna aprire il movimento anche a uomini di pensiero che sappiano fare elaborazione di carattere culturale e programmatico meglio degli altri, ai giovani, alle donne, a pezzi di classe politica che magari vivono con disagio la loro presenza nel partito post-comunista o nel partito liberal-populista di Berlusconi. Parlando con molta chiarezza e dicendo: sediamoci attorno ad un tavolo e costruiamolo insieme questo partito, con onori e oneri che ciò comporta.
Dovremo darci regole essenziali e fondamentali al nostro interno, unità e non divisione, armonia all’interno del partito, generosità e una sorta di acquisizione di meriti. Chi fa più proseliti, chi fa comizi ecc. ma non per se stessi ma per il movimento, avrà guadagnato i titoli per poter rappresentare il partito anche al parlamento nazionale e non più il mio amico o il raccomandato di turno.
Un partito che per essere radicato in tutto il sud non potrà che avere una leadership al di sopra della politica. Ecco perché parlo di un intellettuale, che dia il senso della novità ma anche della neutralità rispetto agli interessi dei politici come me, come il politico della Calabria e della Puglia.
Comunicazione essenziale e formazione continua attraverso internet.
Come chiamarlo questo nuovo soggetto? Dipende da quello che nell’arco di questo mese, attraverso il nostro sito, riusciremo a raccogliere. Io credo che il termine “meridionali” dovrebbe esserci perché indica le persone del sud dovunque si trovino da Milano a New York che possono dare una mano in tutti i sensi, politicamente ed elettoralmente.
Rispetto alle alleanze, abbiamo trovato un ostacolo insormontabile sulla via delle riforme da parte della attuale classe dirigente del Pdl anche se uomini come Tremonti ci convincono quando sostiene che senza lo sviluppo del sud l’Italia non cresce e che lo sviluppo del sud si può realizzare ottenendo deroghe anche in sede europea come quelle relative alla fiscalità di vantaggio.
La Lega fa il suo lavoro e porta veramente alla divisione in due dell’Italia. Ma sono convinto che se un partito forte, anche conflittuale quando serve, riesce ad impostare un modello di sviluppo virtuoso al sud e fare assumere le proprie responsabilità al popolo meridionale non potrà poi che confrontarsi.
Anche a sinistra bisogna guardare con attenzione. Abbiamo avuto nel Pd un interlocutore forte per la spinat riformista che si è riuscita ad imprimere alla regione. Ma anche lì ci sono minoranze che pur non incidendo più di tanto sul piano né qualitativo né quantitativo, tengono in pugno i partiti pretendendo referendum o altro.
Con certa gente come Fava o Orlando non vogliamo avere niente a che fare, perché perseguono la sconfitta perché nella nicchia della sconfitta coltivano lo spazio e la rendita di posizione che gli consente di alzare la voce ma di non risolvere mai nulla perché di fronte ai problemi delle persone non saprebbero che cosa fare.
Una attenzione nei confronti del polo nuovo e dell’Udc e agli altri partiti alleati nel polo nuovo. Uno spazio nel quale non ci si consegna alla logica né del centrodestra né del centrosinistra. Se un partito autonomista o meridionalista fosse legato ad uno dei due poli non ne potrebbe contestare le impostazioni. Noi siamo stati alleati con il Pdl ma dopo la violazione del patto per il sud, un sud massacrato ad esempio dalle scelte dell’ultimo Cipe con 22 miliardi assegnati tutti o quasi al nord.
Come si può stare in una alleanza nella quale la Lega persegue i propri interessi e quelli del nord e il resto dell’Italia non esiste? Né si può stare legati stabilmente a questo a quell’altro se non attorno a patti, piani, progetti ed impegni che però poi devono essere attuati.
Attorno a questi temi apriamo una fase costituente di rifondazione e poi lavoriamo ognuno di noi contattando, invitando, collaborando e dibattendo con quanti ci stanno.


di Sicilia Fiat: attesa per incontro Lombardo -Dr Motor, presidio Regione Sicilia LiberoQuotidiano.it (Adnkronos) - C'e' attesa a Termini Imerese (Palermo) per l'incontro che s […]
Importante discorso, condivisibile in pieno.
Mi sembra un ritorno alle origini del movimento, prima dell’esperienza di governo.
Il potere logora, ma è meglio non perderlo vero?
Purtroppo in materia di governo si è predicato bene ma razzolato male. Tuttavia la speranza è l’ultima a morire, io spero sempre in un serio partito meridionale.
Condivido la teoria del presidente Lombardo, speriamo che i prossimi passi meridionalisti siano migliori dei precedenti.
Il primo mattone é stato posato,e ora,da questa base,con le solide fondamenta autonomistiche,si costruirà un soggetto politico che al centro abbia il SUD come riferimento,e non la poltrona a Roma da garantire,per la successiva rielezione.
Le persone siciliane si stanno svegliando,e facendo l’esempio del nucleare,che dopo tutti gli scempi fatti in Sicilia,si aggiungeva il colpo di grazia del nucleare a questa stupenda e incontaminata isola perla del mediterraneo,portando alla distruzione definitiva del turismo dopo i colpi mortali alle industrie che stanno andando via.
Le persone intelligenti capiranno e si uniranno a questo nuovo movimento,e personalmente,sono MOLTO FIDUCIOSO
Il nuovo partito si potrebbe chiamare forza meridionale, se le piace e in più vorrei sapere tramite blog quando si possono fare le iscrizioni al partito.Spero che possa andare il nome forza meridionale,la saluto Salvo.
Grazie Presidente siamo orgogliosi di volere un nuovo Sud una nuova Italia uniti possiamo farcela qui a Bagheria io e i miei sostenitori continuiamo a incontrarci con la voglia di fare di esserci
anche io vorrei avere informazioni circa il tesseramento. Grazie, e che sia la volta buona!
Il discorso del Presidente è molto bello e, come sempre, analizza lucidamente la situazione politica attuale, specie con riferimento ai rapporti Nord/Sud.
Anche questa volta, come sei anni fa, il nostro Presidente promette di aprire le porte agli uomini di pensiero e di chiuderle ai ricattatori: niente correnti, via i cattivi e largo ai giovani. Il contenitore dovrebbe essere nuovo e, però, il contenuto non sembra essere cambiato: cambia il palco, ma sul nuovo palco abbiamo visto i soliti noti, i buoni e i cattivi di sempre, gli amici sinceri (e temiamo siano pochi) e quelli falsi che inseguono il sogno del posto al sole (e temiamo siano ben più numerosi). Non sono stati chiamati a partecipare alla fase costituente (e, per la verità, nemmeno avvisati dell’iniziativa) i veri sicilianisti, quelli che in questi sei anni, dopo avere dato inizialmente il migliore dei contributi – ideologia, fedeltà e lealtà – senza mai chiedere nulla, sono stati relegati in un angolo del cuore del Presidente…ma tenuti lontani dal palco e dalle postazioni di dirigenza del Movimento per l’Autonomia. Questo, invero, ci lascia perplessi e ci preoccupa. Come può crearsi un nuovo soggetto politico meridionalista lasciando fuori coloro che hanno da decenni tenuto viva la fiammella del sicilianismo autonomista? Vorremmo che il Presidente, in una maniera o nell’altra, ci desse una chiave di lettura chiarificatrice e rasserenante.
Penso che, se l’intento principale di questa iniziativa sia di creare nuovi proseliti, l’insuccesso sia fatalmente prevedibile.
Troppi sono stati finora, signor presidente, i suoi tentativi di “cambiamento”, purtroppo tutti precocemente naufragati.
Come si fa a darle ancora credito?
Ritiene che la sua figura sia diventata troppo “ingombrante”, tanto da compromettere l’esistenza stessa di un qualunque movimento autonomista?
Bene, si faccia da parte, allora.
Oppure, lasci che siano altri a costituire il soggetto politico “nuovo”, che lei stesso invece oggi vuole contribuire a fondare.
Guardi che nessuno le impedisce (se non forse lei stesso…) di mettere in pratica i “nuovi” propositi di cui parla nell’attuale MPA che, spero non voglia negarlo, è diventato ciò che è anche per colpa (…o merito?…) sua.
Davvero notevole il periodo in cui si dice:Dovremo darci regole essenziali e fondamentali al nostro interno, unità e non divisione, armonia all’interno del partito, generosità e una sorta di acquisizione di meriti. Chi fa più proseliti, chi fa comizi ecc. ma non per se stessi ma per il movimento, avrà guadagnato i titoli per poter rappresentare il partito anche al parlamento nazionale e non più il mio amico o il raccomandato di turno. Dove stà la novità? Non è sempre stato così? Chi ha più voti conta di più! Questo è proprio quello che distrugge la politica. Perchè? Perchè riporta sempre il solito gico del controllo elettorale. Se si trattasse di voti di opinione, allora varrebbe la pena, ma siamo sempre legati allo stesso modo di fare politica. Ne sono conferma le sempre affollate segreterie politiche. Luoghi questi ultimi, dove i bisogni delle persone (a volte situazioni drammatiche) vengono trattati secondo “il merito” politico (credo di essere stato chiaro). Comunque, chi non vuol vedere non veda e non comprenda. Preferibilmente, almeno, parli di meno…… o taccia.
Sono un manniniano, dopo gli ultimi avvenimenti nel PID guardo con attenzione e simpatia al nuovo partito che si va a costituire. Come giornalista mi sta bene il nome “I Meridionali”, suona meglio dell’altro, che non ha un impatto altrettanto efficace. Un sincero in bocca al lupo!
Pippo La Barba
Buon discorso. Buoni propositi.
Ciò che conta alla fine sono i comportanti, le idee, le azioni di ogni giorno.
Dal più piccolo impegno per far chiudere il museo Lombroso di Torino e togliere dalla toponomastica nazionale quel nome (in Sicilia esiste la via Lombroso, credo, solo a Catania), al più grande che consiste nele realizzare le grandi infrastrutture nel sud, all’irrinunciabile che la vera autonomia regioanale.
Riguardo il nome perchè no: Meridione Per l’Autonomia che suonerebbe ancora MPA?
Si può obiettare che che ci stiamo avviando verso il federalismo. La mia opinione è che, in realtà, è stato avviato un processo autonomistico tutto da costruire.
Finalmente si muove qualcosa! Ora occorre che i Siciliani, i meridionali ci svegliamo dal sonno in cui l’ipnosi berlusconiana ci aveva gettati. E’ finita l’era dei falsi profeti che nelle stanze dei bottoni curano i loro sporchi interessi, abbindolando con il loro perbenismo di facciata la povera gente, che muore di fame. Per troppo tempo siamo stati vittime di questi carnefici, che come vampiri ci hanno succhiato il sangue, spolpato le ossa e succhiato il midollo. Ora basta!!!! Riprendiamoci la nostra sovranità; sputtaniamoli nelle piazze, nelle strade, nei quartieri più periferici delle nostre città, laddove il mito della crescita economica e del benessere per tutti, sbandierato ai quattro venti dal simpaticone amico Sivio, grazie alla sua potenza mediatica (cfr le sue tv), ha fatto sempre breccia nei cuori dei poveri illusi, catturati dalle sue parole convincenti.
Sì, amici, capovolgiamo la nostra Italia (vedi manifesto della convention di sabato scorso) perchè il Sud si riposizioni là dov’era, prima di essere depredata, depauperata, dalle regioni che ora vorrebbero dividere l’Italia. Hanno forse dimenticato che erano dei pastori e che si sono arricchiti rubando? Chiediamo con determinazione e veemenza ciò che ci spetta, ma senza mezzi termini, senza baratti o compromessi. Mettiamoci insieme, intellettuali, agricoltori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, donne e giovani che sperano ancora di non dover lasciare la loro amata terra in cerca di lavoro; solo così ci riprenderemo la nostra sovranità di popolo del meridione; sì, noi i meridionali, così maltrattati da questo governo fatto anche di meridionali che hanno dimenticato le loro origini, la loro appartenenza e si sono vestiti di berlusconismo solo per i loro schifosi affari ed interessi, per garantirsi un posto al sole. Sono certa che però, vincerà la parola con la P maiuscola, che dice: “Chi semina vento, raccoglierà tempesta” e arriveranno i tempi di burrasca per costoro, solo quando tutti insieme ci decideremo a dire NO, NO e ancora NO ai traditori della loro terra e li faremo esiliare per sempre!!!!!!!
Ci tengo a ribadire un caposaldo fisso e incontrovertibile: Nessun collegamento con i partiti italiani ne con partiti Siciliani collegati ad essi.
Se così non fosse non ha senso imboccare questa strada. Obbiettivo primo è quello di togliere consenso e voti ai suddetti.
Presidente tenga presente che nella nostra amata Sicilia ci sono movimenti già esercitanti con le caratteristiche da lei auspicate. Lanci un invito formale affinchè questi movimenti decidano se partecipare o no alla creazione di questo soggetto Politico.
Io direi di lasciar perdere la parola Meridionali e dire la parola che meglio di qualunque altra ci identifica a 360°: SICILIA o SICILIANI. La parola Meridionali non fa per noi, esprime una idea troppo generalizzante. La Sicilia e i Siciliani meritiamo a fronte della nostra millenaria storia un percorso distinto dal resto d’Italia.
MOVIMENTO PER la SICILIA o MOVIMENTO SICILIANO non può che essere la denominazione giusta.
Raffaele Lombardo si gioca bene le Sue carte con un discorso ampio che al solito cerca di coinvolgere, per un motivo o un altro un pò tutti.
Appare anche critico con taluni dirigenti del Suo partito senza farne nomi perchè ovviamente è solo una tattica, per fare sembrare che intende cambiare, evitare di sbagliare, aprire le porte al prossimo, etc.
Oramai lo conosciamo e sappiamo che fondamentalmente mente, nei propositi buoni in particolare.
E’ quello che è, non molla e nulla si potrà fare, per convincere i vari gruppi che aderiranno al Suo partito di non farlo.
Auspico che le singole persone aprano bene gli occhi e la smettano di permettergli di soggiocarle o di illuderle.
Lasciamo che lo voti chi ha avuto e chi non ha avuto non lo voti direttamente o semmai gli lasci credere che lo voterà, per ricambiarlo con la Sua stessa moneta e ciò valga sia per chi ha atteso direttamente che per chi ha atteso indirettamente.
Lombardo azzera il Mpa e fonda un nuovo “partito”….. entro un mese
DOPO AVERE AZZERATO TRE GOVERNI LOMBARDO ADESSO AZZERA IL MpA
Il presidente della Regione Siciliana e leader del Mpa Raffaele Lombardo nel corso della presentazione del nuovo soggetto politico meridionale e meridionalista, che ha come obiettivo quello di riformare il suo movimento.
“Oggi siamo qui per porre una questione ai miei amici dell’Mpa con cui per sei anni abbiamo condotto una esaltante ma anche difficilissima esperienza, credo che per come si sono evolute le cose ci sia bisogno di una naturale evoluzione sulla base delle esperienze che abbiamo fatto e innestare forze fresche e nuove per una sfida molto piu’ difficile ed impegnativa, con un nuovo manifesto programmatico e nuove regole di apertura verso il mezzogiorno..il popolo meridionale rischia dopo 150 anni di unità di essere penalizzato da un divario irrecuperabile e per impedirlo investiremo tutti i nostri talenti in una forza politica democratica che creda nel riscatto del Sud e riviva il gusto della lotta e dell’impegno.
Il tema fondamentale delle alleanze Lombardo lo affronta così: “Nessuna alleanza è scontata, né col Nuovo polo, né col Pd”. Un riposizionamento al centro, dunque, di quello che non sarà più un movimento ma un partito, con una linea di dialogo aperta verso l’Udc e Fli.
Sarà comunque una fase lunga, questo fa capire Lombardo: “Ritengo non si concluderà prima della fine di aprile”.
“Ad Arcore si mettono insieme partiti per il Sud – stiletta Lombardo- sotto l’occhio vigile di Cosentino e a condizione che non si disturbi la Lega”.
E senza nominare Gianfranco Miccichè e il suo nuovo partito ‘Forza del Sud’, Raffaele Lombardo attacca il sottosegretario criticando la nascita del nuovo partito. Ma Forza del Sud continua a raccogliere consensi fuori dalla Sicilia, anche tra gli ex alleati del Mpa.
La sfida extra siciliana, in verità, Lombardo l’ha persa molte volte, forse per mancanza di appeal, ma anche per una comunicazione inadeguata, e per non avere messo in campo il marketing strategico di cui ha bisogno ogni prodotto-idea che deve essere lanciato sul mercato, ma in un mese di tempo c’è n’è, e modo e spazio per poter fare, pensare, correggere, sempreché si abbandonino i soliti riti vetusto-democristiani cui ci ha abituato. Tenere la barra dritta senza nessuna incertezza e titubanza, il gioco è già stato scoperto.
Forze nuove in campo, ma, forze nuove di qualità che bisognerebbe reclutare tra gli ignoti o valutare anche tra gli amici noti finora tenuti lontano dalla stanza dei bottoni. Non solo intercettori del consenso ma portatori di idee, e per queste ultime occorre avere la testa da opinion makers.
Se lo schema, però, sarà il medesimo, quello già visto, che riteniamo vetusto, non andrà da nessuna parte.
Noi gli riconosciamo grande acume politico, seppur vero è che ha creato dal nulla un movimento che senza varcare lo stretto, in Sicilia ha dettato legge, ma come nei giochi di carte, dove non servono solo quelle, i bluff ripetuti fanno inesorabilmente una brutta fine, e Berlusconi e i suoi amici lo sanno, come lo sanno i neocomunisti, per questo non crediamo che questo nuovo soggetto politico sia un nuovo contenitore per amici in fuga dai propri partiti, sarebbe deludente.
Seguiremo in questo mese rifondativo l’evoluzione dal di dentro.
PUBBLICATO DA ADOMEX
PARTITO MERIDIO MAGNO
Brand a parte, a lavoro si comincia, uniti alla conquista di Roma!
in bocca al lupo a tutti noi. Un Abbraccio al Presidente e un Grazie per tutte le energie che spende per la nobile idea della Rispetto del Meridione.
@ giovanni. Magari un PARTITO poco MERIDIO e molto MAGNO……….
Un partito sicilianista non lo vedo proprio: sarebbe un grave errore storico. L’ascarismo, che purtroppo ancora esiste, si combatte mettendo all’ordine del giorno la questione meridionale, di tutto il Meridione.
Ho criticato il presidente Lombardo quando pensava che fosse possibile una conversine del berlusconismo ad una politica di riscatto del Sud. Ora che il berlusconissmo sta per esaurirsi,si aprono spazi enormi per un soggetto politico che identifichi la propria “ragione sociale” in un progetto di riequilibrio economico e sociale dell’Italia.
Pippo La Barba
Per quanto mi riguarda mi sono stufato di ripetere sempre le stesse cose in un blog dove “noi” c’e la cantiamo e c’e la suoniamo solo ed esclusivamente sugli slogan demagogici di Lombardo.
Per me(come dicono a Roma) è una sola.
Vada a ricostituire la Commissione per L’attuazione del nostro Statuto e lotti per riformare L’Alta Corte invece di nominare sempre ricorsi alla Consulta.
Crei le basi imprenditoriali per costituire una banca siciliana (anche a partecipazione regionale).
Regionalizzi lo stabilimento di Termini Imerese puntando e scommettendo sulle nostre capacità (se ci crede e gli interessa il riscatto del nostro popolo).
Ecc… ecc… ecc… .
PS
Le contrapposizioni e le guerre intestine di alcuni poteri siciliani e della partitocrazia italiota hanno creato le condizioni favorevoli a lei per riuscire a fare quattro Governi. Governi che (nella confusione dello scontro di alcuni poteri) hanno permesso a lei di regnare e non governare. Tuttavia, caro Presidente, in questa confusione lei ha creato un Regno di interessi e poteri contrapposti che sono forti finché gli altri poteri non ritroveranno un loro equilibrio, invece, se lei avesse creato (nei fatti) dei poteri poltici diversi (come quelli citati da me) sotto il profilo economico e di ideali sicilianisti, oggi, lei sarebbe un’icona per il nostro popolo.
Tutto il resto sono chiacchiere.
Pippolabarba,
“Un partito sicilianista non lo vedo proprio: sarebbe un grave errore storico. L’ascarismo, che purtroppo ancora esiste, si combatte mettendo all’ordine del giorno la questione meridionale, di tutto il Meridione.”
Non capisco con quale logica riesci a fare un commento del genere. Innanzitutto un partito sicilianista, al di là dell’ideale, ha fondamenta nella Costituzione della Repubblica italiana.
L’atavica “questione meridionale” è un problema che può riguardare anche noi se riuscissimo ad avere una classe dirigente che sapesse riscattare i nostri diritti e, di conseguenza, le sorti del nostro popolo.
Allora saremmo e potremmo essere un esempio politico e di classe dirigente capace per occuparci della questione meridionale, invece, noi ci accodiamo alla “questione meridionale” perché non siamo buoni nemmeno a casa nostra pur avendo, noi stessi, la possibilità reale per riscattarci.
La tattica usata dagli schiavisti era quella di mettere gli schiavi stessi uno contro l’ altro, dividerli per evitare che un unico sentimento di libertà potesse diventare comune tra gli schiavi.
Dai commenti letti qua mi sembra che questa situazione in Sicilia ci sia tutta.
Se si vuole raggiungere un obbiettivo da qualche parte bisogna pur partire; con i se non si arriva da nessuna parte. Se c’ è qualcuno che ha in mente qualche altro progetto che possa raggruppare più Siciliani possibili sotto un unico progetto che lo esponga anzichè recriminare e piangersi addosso come purtroppo sanno fare bene molti Siciliani.
Diego L.,
condivido il tuo pensiero poiché è anche il mio. Tuttavia, le critiche incazzate sono una cosa e il voto è un’altra cosa, nel senso che, alla fine, per quello che mi riguarda, sosterrò comunque un partito sicilianista a prescindere.
Premesso ciò, non posso non incazzarmi su fatti che io ritengo abberranti da parte di un leader politico che si dichiara autonomista, sicilianista e meridionalista e che perde tempo a criticare il federalismo fiscale, quando, invece, dovrebbe anteporsi dicendo tutte le cose che non vanno in questa legge federalista e, nel mentre, dire che la Sicilia, comunque ha già la sua fiscalità autonoma è farà del tutto per attuarla viste le condizioni capestre adottate da un Governo a trazione leghista.
Rispondo ad amicopaolo.
Io non ho sostenuto che un partito sicilianista sarebbe contro la Costituzione, ma semplicemente che non mi sembra utile politicamente. Siamo in un mondo globalizzato: vogliamo ancora attardarci con i localismi? Ben diversa è la questione meridionale. In diverse altre realtà europee esistono aree geografiche svantaggiate, e il problema è stato affrontato e avviato a soluzione. Se facciamo solo rivendicazioni per la Sicilia, mettiamo in moto una guerra tra poveri che non giova a nessuno. Solo unendo le forze possiamo contare qualcosa. E’ così strano il mio ragionamento? Può essere magari banale, ma la realtà è questa.
Pippo La Barba
Una cortesia: Vi chiedo per piacere di non usare più il termine “sicilianista”. Per me, Siciliano fino al midollo, è offensivo se non denigratorio. Chi non è sicilianista cos’è italianista o lombardista o campanista?
Detto questo io il da farsi lo vedo semplicissimo: Primo creare il soggetto politico in oggetto per togliere consenso e voti ai partiti italiani e Siciliani collegati ad essi.
Secondo con un potere contrattuale forte si potrà battere il pugno per la piena attuazione dello Statuto così come lo concepirono i padri costituenti Siciliani.
Il da farsi a dirlo è semplice ma sò che realizzarlo è un pò più cmplicato.
Sono Petrini Giulio di Pescara. Sono iscritto all’mpa come segretario cittadino.
Ho avuto il piacere di incontrare il Sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture Giuseppe Reina.
Caro presidente Lombardo, aspettavo questo momento per rilanciare il movimento a cui credo molto, è il momento giusto per ripartire alla grande, però bisogna coinvolgere tutta la nazione, iniziando dal sud che è la più penalizzata. Sono sicuro che questo movimento raggiungerà l’obiettivo…mettiamocela tutta!
Per il nuovo logo dell’MPA, suggerisco:
F.S.N Forza Sud Nazionalista
Saluti
….”un Cuore da investire in politica…” Raffaele Lombardo ha colto nel segno!
Premetto che sono convinta che, se c’è oggi un politico in grado di fare qualcosa per la Sicilia, quello è Raffaele Lombardo. Detto questo, preciso:
1. La “questione meridionale” è tuttora aperta e riguarda anche e soprattutto la Sicilia. C’è comunque una vera e propria “questione siciliana” che è altrettanto attuale ed aperta e deve essere risolta.
2. Sarebbe bello organizzare un movimento meridionalista e, invero, dopo il Congresso di Bari, Lombardo ci ha già provato portando il Movimento per le Autonomie in tutta Italia: egli deve però prendere atto che gli è andata male e quel tentativo è fallito; vuoi perchè si è fidato di persone sbagliate (Scotti, Sardelli, etc.); vuoi perchè, fuori dalla Sicilia, non ha trovato grande collaborazione nè da parte dei suoi fidi (siciliani) nè da parte dei politici delle varie altre regioni (comprese quelle del Sud). I successi MpA, invero, sono stati tanti ed indiscutibili, ma Lombardo li ha conseguiti tutti in Sicilia. Sarebbe bene che, adesso, Lombardo ne prendesse atto e spendesse d’ora in avanti le sue energie innanzitutto in Sicilia e per la Sicilia, fermo restando poi il suo appoggio ad una eventuale Lega Sud organizzata da (o con) altri movimenti nati ed operanti in altre regioni del Sud.
3. I movimenti nati in Sicilia, ad iniziativa di “Siciliani fino al midollo” e per tutelare gli interessi della Sicilia e dei Siciliani, siano essi autonomisti, indipendentisti o separatisti, da decenni vengono indicati come “sicilianisti”…e non certo in maniera dispregiativa nè a scopo denigratorio od offensivo.
4. Il nostro più grande difetto, purtroppo, è l’individualismo. Non riusciamo ad unirci attorno ad un ideale e ad un solo leader. Raffaele Lombardo è certamente, come tutti noi siciliani, un individualista… ma è anche un leader di grande spessore. Se solo i numerosi movimenti, gruppi e gruppuscoli ancora oggi presenti nell’Isola si riunissero sotto un’unica bandiera (che potrebbe essere quella del MpA o quella di un nuovo soggetto politico) e sotto la guida di Lombardo sarebbe già un successo ed un ottimo punto di partenza. Ma sarebbe comunque indispensabile che i vari capi e capetti dei vari gruppi facessero un passo indietro e, con grande umiltà, si stringessero presto attorno all’incontestato “Leader dell’Autonomia”; e, peraltro, un bel bagno di umiltà dovrebbero farlo anche gli attuali “colonnelli” del generale “Lombardo”, quelli che lo hanno adulato e ancora lo osannano … ma, dietro le quinte, tentano costantemente di prendere il suo posto! Da questo punto di vista, Raffaele Lombardo è veramente solo! 5. Sarebbe auspicabile, poi, che una buona parte dei politici siciliani succubi (proconsoli ed ascari) delle segreterie dei partiti nazionali si convertissero e si dedicassero veramente, e non solo a parole, alla difesa degli interessi della Sicilia sia quando siedono in Parlamento a Roma sia a Palermo sia a Bruxelles. Se amassero veramente la Sicilia, non andrebbero contro i suoi interessi solo per assecondare quelli dei partiti nazionali e, di conseguenza, spesso anche quelli del Nord Italia.
6. Raffaele Lombardo, dal canto suo, dovrebbe smettere di privilegiare i “portatori di voti” e dovrebbe veramente, e non solo a parole, circondarsi di intelligenze vivaci ed oneste, di tecnici seri e capaci, di uomini e donne incorruttibili ed affidabili: do ragione, sotto questo aspetto, a chi lo invita a mettere in risalto persone che notoriamente hanno dedicato la propria vita alla Sicilia e che, con la propria presenza nel Movimento, potrebbero testimoniare la qualità eccellente e le grandi potenzialità del Movimento stesso.
7. Occorre, infine, un progetto politico semplice, chiaro ed accessibile a tutti. Al primo punto, andrebbe messa la formazione di un nuovo modello di cittadino siciliano, consapevole ed orgoglioso delle tradizioni e della storia della Sicilia, orgoglioso della propria identità: una “identità siciliana” che va riesumata, rivitalizzata e valorizzata fin dalla più tenera età (dalla scuola materna) e poi nell’età scolare, inserendo nei programmi scolatici la storia della Sicilia e lo studio della “lingua siciliana”; inserendo negli istituti tecnici e nelle scuole professionali i corsi formativi di arti e mestieri che vanno scomparendo e che costituiscono il meglio dell’artigianato isolano; stimolando nei giovani l’amore per la propria terra e per le sue bellezze naturali; incentivando in loro il desiderio di rendersi utili alla propria terra in ogni modo, se del caso, anche acquisendo esperienze culturali e lavorative in altri Paesi ma solo al fine di riportarle in Sicilia per valorizzarne le risorse e renderla migliore; creando una nuova classe dirigente, intellettualmente onesta e capace di amministrare la cosa pubblica nell’interesse dei cittadini e non di se stessi (in questa direzione, si potrebbero anche istituire corsi di formazione politica).
Mi fermo qui, ma auspico interventi concreti (e non sterilmente polemici) finalizzati ad arricchire il progetto culturale e politico che, a mio sommesso avviso, Raffaele Lombardo potrebbe certamente arricchire, migliorare e, soprattutto, realizzare.
Sono contento che il livello del dibattito si sia alzato. Questo dimostra che i blog non sempre sono strumenti frivoli, come sostiene Umberto Eco; ma, se utilizzati bene, possono costituire dei forum di approfondimento.
Le polemiche sul sicilianismo in effetti rischiano di diventare sterili perchè il termine si presta a interpretazioni non univoche.
Resta il fatto che quello di Lombardo è un progetto di notevole spessore culturale e politico. Questo progetto, anche se esiste una specifica questione siciliana, va comunque inserito a mio parere in un contesto più ampio, che è appunto quello della questione meridionale.
Rendiamoci conto che in Italia siamo a una svolta epocale. Il berlusconismo, che certo non ha avvantaggiato il Sud, sta per esaurirsi. Non sappiamo come verrà sostituito, ma è venuto il momento di lavorare perchè il nuovo soggetto politico,o i nuovi soggetti che si collocheranno nell’area di centro si intestino una politica di riequilibrio economico e sociale tra Nord e Sud d’Italia.
Pippo La Barba
Sono onorato di aver da sempre appoggiato e sostenuto l’azione di Raffaele, anche quando non venivano capite certe scelte, scambiate, come sovente accade oggi, come opportunismo politico.
Il punto è che Raffaele Lombardo è un politico di razza come pochi.
Si saputo adeguare con successo agli scenari della politica locale regionale e nazionale, ottenendo risultati, grazie alla sua intelligenza e alla fede e ai collaboratori e amici che lo sostengono.
La scelta di oggi è importante non solo perchè guarda al futuro….,,ma perchè apre una nuova stagione di rinascita civile, prima che politica ed economica.
Appoggerò con tutte le mie forze…un progetto che guarda all’impegno civile, alla rinascita di una società, dove chi studia e lavora…venga valorizzato per i propri meriti più che per la propria appartenenza.
Appoggerò con impegno le scelte che porteranno la Sicilia e i siciliani ad essere considerati cittadini italiani in tutti i sensi.
Appoggerò un partito o movimento qualsivoglia che tende ad affermare la legalità e dia la possibilità ai meno abbienti di riscattare la propria dignità…evitando di finire nella rete della malavita organizzata per poter campare moglie e figli.
Appoggerò un’azione di cambiamento che porti alla scomparsa della sub-cultura mafiosa che investe l’atteggiamento di molti siciliani…siano essi politici, professionisti, dirigenti pubblici, impiegati, docenti, ecc…..che come in una giungla di sovente acquisiscono atteggiamenti mafiosi solo per trasmettere agli altri che loro hanno potere o sapere….
In una società civile il potere o il sapere…si manifesta con educazione e dignità…non con soprusi e svilimenti del prossimo…poichè questo impoverisce tutta la società.
DOBBIAMO INIZIARE A PENSARE CHE IL SUCCESSO NOSTRO E DELLA SOCIETA’ IN GENERE NON DISCENDE DALLA DISTRUZIONE DEGLI ALTRI O DELLE SOCIETà LIMITROFE.
VAI RAFFAELE….TI SAREMO VICINI IN QUESTA ENNESIMA AVVENTURA.
Il blog è quanto di più democratico possa esserci.
Nel senso che, con educazione e rispettando il pensiero di tutti, ognuno può scrivere ciò che vuole, possibilmente non divagando dal tema proposto…
Eres50, Pippo La Barba, non ricordo di avervi letto prima d’ora: dov’eravate quando a frequentare questo lido eravamo in 4-5?
Il “livello del dibattito” si sarebbe alzato grazie ai vostri interventi? Può darsi, e allora ve ne siamo molto grati.
Oppure sono le argomentazioni di Lombardo ad essere cambiate?
Ma se, come novelli pellegrini, siete spuntati solo ora sull’onda dell’entusiasmo della nuova idea di “rinnovamento” di Lombardo, sforzatevi di capire anche chi, come me, dubita fortemente delle reali e sincere intenzioni del presidente.
Non basta un nuovo simbolo e mettere sottosopra una cartina geografica per far credere che tutto possa cambiare…..
“L’Autonomia speciale della Sicilia
o il federalismo iniquo del governo centrale?”
Relatore: Prof. Massimo Costa, Economista (Università di Palermo) autore del libro: (LO STATUTO SPECIALE DELLA REGIONE SICILIANA: UN’AUTONOMIA TRADITA?)
Organizza: “La Sicilia e i siciliani per lo Statuto”
Moderatore: Tony Troja
mercoledì 23 marzo 2011 alle ore 17,00 al Centro Culturale Biotos di Palermo in Via XII Gennaio, 2
Alcuni link sull’argomento:
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cultura/43123/statuto-speciale-della-regione-siciliana-unautonomia-tradita-ecco-saggio-massimo-costa.htm (recensione sul libro di Massimo Costa)
http://www.qds.it/index.php?id=250 (Quell’imbroglio sull’Alta Corte – QdS)
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/85270/opinioni-sentenza-della-consulta-sulle-accise-alla-sicilia-semplicemente-scandalosa.htm (La sentenza della Consulta sulle accise alla Sicilia “Semplicemente scandalosa” – articolo di Massimo Costa)
http://www.blogsicilia.it/blog/lo-statuto-speciale-e-la-faccia-di-bronzo-della-corte-costituzionale/11601/ (breve filmato)
Ma semttetela, smettetela! Siete seduti su di un vulcano che sta per esplodere ed usate ancora una prosa vecchia di cinquant’anni!
“La nostra amata Sicilia”, “Il primo mattone è stato posato”…Ma state scherzando, o dite sul serio?
Mentre tutta una popolazione vive il dramma della quotidianeità, senza lavoro e senza prospettive di trovarlo, con una guerra alle porte ed il rischio di subire un federalismo di cui dovremmo essere esempio, voi che fate? Date fiato solo per sistemarvi meglio, lì dove siete seduti.
Alleanze, orgoglio, rinnovamento, dibattito, futuro.
Per dirla con Albanese “Bello, bello, ma cinque minuti.Poi rompe il cazzo”.
Quanto avete speso per mettere l’Italia sotto sopra?
Chi è quel genio della comunicazione che l’ha pensata, sta’ porcata?
Ma quanto credete che possa durare la pazienza dei cittadini?
Se volete affrontare la questione del meridione, METTETEVI A LAVORARE, invece di andare per convegni su come fottere la gente. O dovrei scrivere “chiedere consenso”?
Non parlate di passione, perchè non ne avete idea, di cosa sia.
Non spiegateci cosa stanno facendo il nord e Roma.
Lo sappiamo benissimo. Vi hanno reputato incapaci ed hanno mandato un commissario per gestire qualche faccenda.
Maroni non è proprio mister simpatia, però può snocciolare numeri di gestione di tutto riguardo.
E’ chiaro che aver mandato un commissario leghista, e per di più…donna! Avrà provocato un “firrione di stomaco” al sibilante lombardo…che già nel nome…sa di fuori posto…
Così al danno la beffa! Che non è per me, cittadino, piuttosto per voi incapaci, che date fiato invece di lavorare.
Tutti medicinali.
andreapisciotta
Un suggerimento per il web-master
perchè non metti “sottosopra” i commenti?
Buon senso vorrebbe che si seguisse la linea temporale dell’aggiornamento.
Eviteremmo di avere i primi post occupati dagli scherani ed il commento sarebbe più agile e pertinente. “scrollare dal commento all’articolo, specie se i commenti sono molti, non aiuta la coerenza del post.
E’ chiaro che non ne farà niente, di questo suggerimento, non sia mai che…
Il discorso costituente di Lombardo è molto interessante e, per certi aspetti, pone alcune riflessioni. All’inizio il Movimento di Lombardo suscitò molte speranze e grandi aspettative nei Siciliani e nei pochi veri Sicilianisti e io, fra questi, credetti in un cambiamento radicale del modo di fare politica in Sicilia e speravo fortemente dentro di me, che finalmente era arrivato l’uomo giusto che potesse guidare il riscatto della nostra terra e liberare la Sicilia dal servilismo imposto dagli Ascari del governo nazionale in questi decenni.
Purtroppo non è stato così facile, anche se molto è stato fatto dal governo Lombardo,dobbiamo constatare che è molto difficile estirpare il malaffare, la corruzione e gli sprechi a tutti i livelli. Apprezzo Lombardo per il coraggio e la tenacia che ha avuto in questi anni,
ma ora viene la fase due e credo che, con altrettanto coraggio, deve mirare al nuovo soggetto politico che sia aperto ai giovani, alle donne, ai lavoratori, agli artigiani ,ai commercianti, ai docenti, ai professionisti, per creare un grande partito meridionale capace di avviare un reale sviluppo del Sud e contemporaneamente condizionare le scelte economiche del Governo centrale. Pertanto la proposta del nuovo Partito deve coinvolgere tutto il Meridione e i Meridionali ovunque si trovino e deve nascere dal basso, dall’aggregazione dei territori e non calata dall’alto. Per quanto riguarda la denominazione userei: “Partito di Alleanza dei Meridionali” P.A.M o qualcosa di simile. In bocca al lupo!
Pippolabarba,
“In diverse altre realtà europee esistono aree geografiche svantaggiate, e il problema è stato affrontato e avviato a soluzione.”
Innanzitutto le raltà europee a cui ti rifrisci erano realtà divise da ragioni politiche e ideologiche che, in occidente, non esistono più (forse), infatti, con la caduta del muro di Berlino, la Germania, grande Paese evoluto e sviluppato, ha fatto le scelte politiche giuste per sollevare le sorti dei propri fratelli. Purtroppo quì, in Italia, le cose sono diverse sia nella realtà storica (mistificata dai vincitori per come hanno dato vita a questa Nazione), sia per le politiche coloniali con il quale è stato governato il meridione fino ad oggi.
“Se facciamo solo rivendicazioni per la Sicilia, mettiamo in moto una guerra tra poveri che non giova a nessuno. Solo unendo le forze possiamo contare qualcosa. E’ così strano il mio ragionamento? Può essere magari banale, ma la realtà è questa.”
Be! permettimi, è banale e questa non è la realtà ma una tua visione delle cose.
Caro Cico,
“Eres50, Pippo La Barba, non ricordo di avervi letto prima d’ora: dov’eravate quando a frequentare questo lido eravamo in 4-5?
Il “livello del dibattito” si sarebbe alzato grazie ai vostri interventi? Può darsi, e allora ve ne siamo molto grati.”
ti consiglio di rileggere i commenti che si alternavano nei primi mesi della nascita di questo blog e vedrai che i contenuti erano ancora più costruttivi, poi, il tempo passa, le delusioni aumentano, è il risultato è questo.
Cara Eres50,
hai l’entusiasmo che noi tutti avevamo quando nacque l’MPA ed il leader Lombardo, ma, voglio dirti una cosa che se la leggesse anche Lombardo, forse, sarebbe oggetto per una sua riflessione e potrebbe dargli la chiave di lettura per non fare un’altro errore grave: non siamo noi che siamo cambiati e che non capiamo, ma è lui che non si fa capire ed è cambiato tante volte.
@ amicopaolo. Hai fatto una serie di interventi formidabili. Sarebbe bello se il grande faraone scendesse dal suo trono e venisse a dialogare con i commentatori. Vuole che la gente si avvicini a lui, mentre sarebbe più giusto il contrario. Ma a lui, della gente non gliene è mai fregato molto……
@Amicopaolo:
Forse non sono stato sufficientemente chiaro, ma il mio precedente commento voleva essere ironico….
@ amicopaolo:
puoi risparmiarti il sarcasmo: il mio voleva essere un sincero compiacimento per una discussione seria che si sta facendo. Figurati quanto me ne può importare del mio contributo. Mi ha stimolato ad intromettermi il bell’intervento di eres 50, che con passione ed entusiasmo crede in questo progetto. Tutti abbiamo insicurezze in un momento storico così sfuggente. Il vecchio Turati diceva che nei tempi oscuri ha torto chi pretende di vedere chiaro. Oggi, più che di maestri abbiamo bisogno di testimoni.
Pippo La Barba
Scusami, Cico, ma con l’avvento di questi neo Lombardoboys ho perso la licidità e non avevo ben compreso la tua ironia. Tuttavia, spero, e soprattutto per i nostri figli, che Lombardo trasmetti il suo smalto iniziale a soggetti più validi per affrontare le nuove sfide politiche che determineranno il futuro del popolo siciliano. Spero che la nuova classe dirigente di questo movimento sia più capace nel relazionarsi con la gente comune, ma, purtroppo, se penso che, come dichiara Lombardo, sarà un’ intellettuale il nuovo leader che dirigerà il neo movimento dell’MPA, mi viene da ridere per me e per i miei figli.
PS.
Massimo Costa è, secondo me, l’unico che può dare credibilità alla trasformazione di questa MPA
Da quanto ho capito è in corso una consultazione sul nome del partito e sul leader.
Io voto come nome per “I MERIDIONALI”
Consiglio del Partito composto da 15 persone: 5 extra politica, (ne ipotizzo 3 da brividi: Saviano, Camilleri, Pino Aprile..); 5 politici navigati (ne ipotizzo 2: Lombardo, Loiero); 5 giovani sotto i 35 eletti durante convegni.
Pippolabarba,
“puoi risparmiarti il sarcasmo: il mio voleva essere un sincero compiacimento per una discussione seria che si sta facendo.”
Non capisco come fai a vedere del sarcasmo nei miei commenti, i miei ragionamenti, sono soltanto valutazioni personali su tre anni di Governo Lombardo. Se io avessi fatto riferimenti ad un fantomatico “buon Governo” Lombardo, allora sarei sarcastico.
“Figurati quanto me ne può importare del mio contributo.”
Perché dici questo? Io sono convinto che il tuo contributo è importante per tutti i frequentatori di questo blog, ciò, è ovvio che ti espone ad un confronto di opinioni.
“Il vecchio Turati diceva che nei tempi oscuri ha torto chi pretende di vedere chiaro. Oggi, più che di maestri abbiamo bisogno di testimoni. ”
Concordo in pieno, infatti quì nessuno vede chiaro, ma, in molti (dopo tre anni) abbiamo difficoltà a riconoscere “il” testimone.
Tuttavia, caro Pippola barba, quì, come ovunque, nessuno ha la verità in tasca ed ogni contributo è importante per arricchirci vicendevolmente.
voglio solo dare qualche suggerimento nel mio esclusivo interesse di siciliano non essendo mai appartenuto a questa area politica.
considerata la sollecitazione con cui il presidente lombardo vuole richiamare le forze sensibili disponibili gli suggerirei una strategia, come peraltro ho gia scritto in questo blog, di una selezione basata in primis sulla qualità delle idee. le persone sulle cui gambe queste idee devono camminare si potranno vedere oltre che per la qualità di quello che vanno a proporre anche per l’impegno che sono in grado e/o disposti a mettere in campo.
quindi a questo punto il nome del movimento, pro-tempore, perche le cose cambiano rapidamente, in questa fase potrebbe essere PROGRAMMA SICILIA proprio
per dare l’idea della concretezza e del progetto che si vuole portare avanti.
che poi questo PROGRAMMA per la SICILIA debba essere stringato conciso ….e “convincentemente” operativo, ….su questo ci sta quella capacita di cui si riconoscono le doti a lombardo e anche la qualita dello staff politico di cui sara capace di circondarsi.
Visto che tutti contribuiscono a trovare il nome a questo nuovo soggetto politico, vorrei contribuire anch’io. Non sono persona che si ferma al nome , ma vado avanti verso segnali più concreti e testimonianze più credibili. Comunque, AZIONE MERIDIONALE, sarebbe un nome significativo.
x mario64; AZIONE MERIDIONALE rende bene, mi piace.
Perchè AZIONE SICILIANA non vi piace?
Noi non siamo Meridionali siamo Siciliani.
Scusate la bassezza del pensiero anche se ho il sospetto che Lombardo e il suo enturage hanno già scelto la denominazione.
Per Diego L.; Credo sia preferibile puntare su una serie di alleanze che vanno dal partito del sud di De Santis prevalente in Campania, al movimento di Loiero calabrese, al movimento dei pastori sardi. Per lottare tutti insieme per il meridione. Ancorarci al soggetto solo Siciliano non permetterebbe di essere competitivi quantitativamente. Si oscillerebbe dallo 0,7-1,3 NAzionale che non permetterebbe grandi opportunità di cambiamento. Poi, punti di vista.
“Popolo del mezzogiorno” potrebbe essere il nome di questo movimento che vuole proporre un nuovo modo di fare politica perchè la Sicilia e i siciliani hanno bisogno di attuare quel cambiamento culturale e morale di cui parla il nostro Presidente da un pò di tempo.
Per siculobar
Le alleanze si possono fare anche mantenendo la tua identità di Siciliano nella denominazione di questo ipotetico soggetto politico.
E poi non mettere limiti alla provvidenza ti ricordo che quello Siciliano è un bacino di voti di una certa consistenza. Bisogna lavorare per educare l ‘opinione pubblica Siciliana a non votare per i partiti italiani e per i partiti di ascari Siciliani collegati ad essi. E’ di questi che ci dobbiamo liberare. Partiti come l’udc non esisterebbero nemmeno senza i voti Siciliani.
Per Diego L.
Con il 51 % dei consensi in Sicilia andrebbe circa al 3,5 % nazionale. Sarebbe un ottimo risultato sul territorio. Ma la forza politica che negli ultimi dieci anni incide sul governo Nazionale ha il 10 %, mi riferisco alla Lega Nord. La lega Nord lavora nel contesto settentrionale dall’89. Nonostante questo nelle zone dove ha maggiori consensi non supera il 35 %. Anche io vanto l’orgoglio di essere Siciliano e vorrei evitare di mescolare le nostre problematiche con quelle di altre Regioni. Ma la gente ha bisogno di qualcosa di chiaro e semplice da capire ed in fondo le problematiche nostre sono molto simili a quelle di altre regioni che come noi sono poco considerate dalla politica attuale.
Siculobar,
“Con il 51 % dei consensi in Sicilia andrebbe circa al 3,5 % nazionale.”
Intanto se noi avessimo un partito sicilianista con i consensi che dici non c’e ne fregherebbe niente del peso politico Nazionale perché potremmo attuare il nostro Statuto Speciale.
Statuto Speciale che ci identifica come “Regione Siciliana” intesa come “soggetto” confederato alla Nazione Italiana.
La “Regione Siciliana” ha l’”Autonomia” (inserita nella Costituzione Italiana) per autogestirsi, oltre che fiscalmente ed economicamente anche con una propria banca e con una propria borsa valori se volessimo fare una Zecca per coniare anche una nostra valuta siciliana.
Insomma, leggetevi il nostro Statuto e vi renderete conto che i nostri Padri hanno lottato e perso la vita per farci ereditare una Sicilia che (da figli indegni) non meritiamo.
Egregio siculobar l’ amicopaolo mi ha preceduto nel darti una risposta e io lo ribadisco. Prendete lo Statuto e leggetevelo per conoscerlo meglio anche se gli articoli più determinanti (21-23-24-25-26-27-30) sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi dalla Corte Costituzionale italiana con sentenze costituzionali molto ma molto discutibili.
Questo nel recente passato mentre ultimamente hanno pensato di dare una bottarella anche all’ articolo 37 che è il seguente:
1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del
territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento
dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed
impianti medesimi.
2. L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli
organi di riscossione della medesima.
Amicopaolo e Diego L.
I vostri discorsi non fanno una grinza, sono giustissimi e condivisibili.
Quando ho parlato del 51 % era un esempio per dire che neanche la lega Nord che opera sul territorio da 22 anni riesce a cogliere consensi superiori al 35 %.
L’esperienza Mpa è fallità perchè troppo ancorata alla Sicilia ed in particolare alla figura del suo Leader. Riprovare sulla stessa tipologia di soggetto sarebbe ancora più rischioso alla luce delle nuove corazzate che il Berlusca sta volutamente creando per creare ulteriore confusione nella popolazione.