02 mar 2011

Un nuovo movimento che lavori per superare il divario tra nord e sud

scritto da Raffaele Lombardo 14 commenti

Pochi partiti, a parte la Lega, sono rimasti fermi in questi ultimi anni. La Lega ha una sua configurazione e una organizzazione stabile nel territorio eppure strettamente legate alla figura di Bossi. Questa insostituibilità della figura del leader credo sia un fattore di debolezza.

Noi dell’Mpa, nel nostro piccolo, dobbiamo evitare di correre il rischio della identificazione con una sola persona.

Quale evoluzione dare alla nostra esperienza politica? Bisogna evitare la coincidenza tra il ruolo di governo e quello di capo di un partito perché le due cose interferiscono tra di loro e spesso non giovano l’una all’altra. E’ inevitabile che un ragionamento politico si porti poi sul piano dell’azione di governo e ciò nuoce all’azione di governo e indebolisce l’azione politica.

La costituente che apriremo non potrà che innestarsi sul tronco solido e robusto di questi cinque anni di esperienza e sugli uomini che ci hanno creduto liberamente e onestamente. Però c’è bisogno di un innesto perché forze nuove possano portare il loro contributo per il rilancio di questa formazione politica.

Quando dico che l’ideale sarebbe avere un intellettuale a dirigere questa nuova forza politica voglio dire che è bene che sia un uomo mille miglia lontano, anche se so che non sarà possibile e bisognerà trovare una via di mezzo, dalla politica militante, da quella che giorno per giorno si nutre di se stessa.

Qualcuno che interpreti le istanze della società civile, dei giovani, di quanti oggi sono protagonisti di tante rivoluzioni. Nessuno si era accorto di quanto covava sotto la cenere in paesi come l’Egitto, la Tunisia o la Libia. Nuove generazioni che attraverso internet dialogano e si scambiano valutazioni e informazioni e che nella politica non trovano ospitalità.

Mi auguro che in questa fase, breve, di costituzione di questo nuovo soggetto, insieme ai militanti, si possano trovare nuovi protagonisti di un impegno politico che sarà più rispondente alle domande di rappresentanza della nostra società.

Non sono certo io che devo fare nomi. E’ bene che i nomi vengano dal dibattito, dalla discussione e dal confronto libero che partirà dalla Sicilia, dove ci sono le nostre radici, ma che dovrà coinvolgere anche altre parti del Paese, in particolare del Sud.

Mi auguro che dopo il 17 marzo possa partire uno spunto in più perché dopo i 150 anni di unità politica, istituzionale e geografica si cominci a lavora all’unità vera. Quella che riguarda le persone, la loro vita, l’economia, la società e si cominci a lavorare per superare il divario indegno che divide in due il nostro Paese.

14 Commenti a “Un nuovo movimento che lavori per superare il divario tra nord e sud”

  1. Salvatore23 scrive:

    Il divario tra nord e sud è incolmabile. Ormai quello che fatto è fatto. Se noi iniziamo oggi a programmare, progettare, realizzare infrastrutture, che al nord sono già presenti, le regioni settentrionali non staranno certo ferme ad aspettare noi. Saranno sempre più avanti.
    Bisogna ripartire da noi stessi guardando al resto dell’Italia come soggetto in competizione nei nostri confronti riguardo a qualsiasi aspetto della vita economica e sociale. Dobbiamo cominciare a fare gesti eclatanti come ad esempio attuare sgravi fiscali senza il consenso degli organi di controllo dello stato italiano, che preferirà sempre creare carne da emigrazione piuttosto che cercare di creare lavoro e occupazione per fare finalmente partire lo sviluppo anche in Sicilia. Penso che gli attuali politicanti non permetteranno mai tutto questo e probabilmente il nostro presidente è uno di loro.

  2. Caro Raffaele,credo di aver capito che cerchi una figura simile a quella del Prof. Miglio della Lega. La nostra realtà è certamente diversa ma la Lega ha vinto al Nord proprio perchè il progetto politico era supportato da un modello culturale, storico e sociale ben definito. Credo che bisogna spiegare bene alla gente cosa significhi autonomia e riscatto del Sud e per fare questo non possono bastare le facce nuove della politica (che certamente ci vogliono)ma ci vuole una penetrazione culturale nella nostra società a tutti livelli.Come ti dicevo, prima della vittoria politica della Lega c’è stato un progetto culturale ben definito(Miglio)che ha anticipato,alcuni anni prima, la nascita del partito leghista.

  3. Caro Presidente,credo di aver capito che cerchi una figura simile a quella del Prof. Miglio della Lega. La nostra realtà è certamente diversa ma la Lega ha vinto al Nord proprio perchè il progetto politico era supportato da un modello culturale, storico e sociale ben definito.Bisogna spiegare bene alla gente cosa significhi autonomia e riscatto del Sud e per fare questo non possono bastare le facce nuove della politica (che certamente ci vogliono)ma ci vuole una penetrazione culturale nella nostra società a tutti livelli.Come già accennato, prima della vittoria politica della Lega c’è stato un progetto culturale ben definito(Miglio)che ha anticipato,alcuni anni prima, la nascita del partito leghista

  4. tony scrive:

    No,il problema non è la figura di Bossi insostituibile o non insostituibile,oppure della sua figura di leader MPA,secondo me fondamentale sig.Presidente !
    Bisogna capire Prima le priorità che servono per sviluppare la Sicilia,al punto di farla diventare una forza economica rilevante,potenziando infrastrutture,sgravi fiscali,crediti d’imposta,sviluppo dell’agricoltura ecc….,un giorno non basta per parlarne,rendendo la Sicilia APPETIBILE PER CHI VUOLE INVESTIRE QUI !
    Occorre unire le forze,maggioranza e opposizione,e non litigare su cose stupide.
    Le persone che lavorano,pagano le tasse,i commercialisti,cartelle, scadenze,montepaschi serit e agenzia delle entrate,sono stufi di sentir parlare delle solite storie e liti tra maggioranza e opposizione,e lottano con burocrazia lenta e leggi che vanno contro la sviluppo delle proprie aziende siciliane,con imposizioni assurde,dalla UE,ecc…
    Possiamo farcela,se vogliamo,TUTTI INSIEME individuando cosa fare per far DECOLLARE LA SICILIA

  5. n36volpe scrive:

    Salve presidente Lombardo mi chiamo Salvatore e sono d’accordo,con lei per la creazione di un nuovo partito.Pero questo partito deve essere Siciliano dove si occupi della Sicilia e dei suoi problemi.Presidente se mi posso per mettere alcuni consigli.Il problema informatizzazione se la Sicilia usava il Sistema operativo Ubuntu che e gratis e de molto più efficiente del sistema windows e che a bisogno di pochissima manutenzione.Secondo le infrastrutture ponti strade e cosi via ,terzo le ferrovie siciliane sono una vergogna per il popolo Siciliano.Quarto sfruttare il turismo,valorizzare il nostro territorio la nostra,cucina le nostre tradizione.Ma la cosa più importante e attirare le industrie facendo pagare meno tasse per poter produrre in Sicilia e assicurare lavoro.Perché non sfruttare nuove tecnologie tipo l’idrogeno,costruire macchine a idrogeno aerei e cosi via.cosi Eliminiamo il petrolio che inquina e i petrolchimici vedi Siracusa quante persone muoiono ogni anno per malattie.Quindi presidente la Sicilia deve diventare indipendente solo cosi il popolo Siciliano si risolleverà.Veda il caso lega nord appena sarà a provato il federalismo,la seconda cosa che farà la lega nord e la secessione morbida come la chiamano loro.Quindi presidente se nel suo nuovo partito ci sarà tutto questo allora potrà diventerà un grande partito.Il sottoscritto che a scritto questo messaggio e un ragazzo di 37 anni che vorrebbe lavorare nella sua terra ma,purtroppo a malincuore e costretto a dover lasciare la sua terra per motivi di lavoro.Mi auguro che lei possa leggere il mio commento spero che lei possa riscrive la storia della Sicilia.le porgo i miei Saluti

  6. settimanu scrive:

    Mi sembra ottima l’idea del Presidente di pensare ad una figura intellettuale distante dai partiti ma vicina ai bisogni dei siciliani e sensibile alle problematiche che affliggono, ormai da molto tempo, la nostra Regione. Purtroppo condivido anche la sua difficoltà ad individuare la persona che riesca a ricoprire questo ruolo soprattutto dopo aver avuto contatti con tutti i politici che gravitano attorno al sistema. In bocca a lupo.

  7. filomenoa scrive:

    La realtà è differente da quanto espone Lombardo nel post in commento e ce lo insegna proprio Lui che di sicuro è un luminare della politica nei miei confronti.
    Tuttavia è uno di quei luminari politici che fa immaginare uno scenario completamente differente da quello che è veramente.
    In realtà usa il potere, per fare favori di scambio di vario genere.
    Troverà sempre qualcuno in buona fede che lo appoggerà come vi sono quelli in mala fede che fingono come Lui.
    Credo che anche il PDL, come pure la Lega ed anche IDV, è rimasto nella posizione relativa al risultato elettorale.
    Sono d’ accordo con chi sostiene di uscire dalla logica di essere di centro destra o di centro sinistra.
    Però ritengo serio mantenere la posizione assunta alle elezioni sopratutto quando questa ha portato seggi e quindi di conseguenza è serio il rispetto del risultato elettorale.
    E’ una fatto indiscutibile che Lombardo non rispetta alcun risultato elettorale e solo ed esclusivamente, per mantenersi la Sua poltrona.

  8. giovix81 scrive:

    Un vero leader non è colui che riesce ad identificare i propri interessi personali con il partito ma è colui che costruisce dei valori insieme alle persone e su questi valori fonda un programma politico. Io da siciliano ho creduto in Lei e nel suo partito perchè avevo percepito questa capacità di leader però, con il passare del tempo, ho notato che dentro il suo partito ci sono elementi che hanno destabilizzato i suoi principi. Quindi Presidente è arrivato il momento di nuove relazioni, di nuovi valori e di nuove persone.

  9. fabiocn scrive:

    Bisogna partire dal dibattito politico, dalla gente, dai problemi della Sicilia perchè, ad oggi, neanche Lei ha saputo rappresentare i siciliani come aveva promesso. Questo sicuramente non è lo spazio giusto per identificare le cause che hanno impedito Lei e il suo partito di mettere in pratica il programma politico ma credo che il “suo invito” di rilanciare una nuova stagione voglia trasmettere ai siciliani che Lei è pronto anche a mettere in discussione se stesso per il bene della Sicilia.

  10. davide67 scrive:

    E’corretto Presidente che in questa fase critica non solo della sua coalizione e di conseguenza del governo ma della Sicilia e dell’Italia diffonda un messaggio di questo tipo in cui mette in evidenza che bisogna cambiare approccio e mentalità in modo tale da poter affrontare il presente e le relative problematiche non facendo gli stessi errori del passato.Buon lavoro.

  11. Diego L. scrive:

    Egregio Presidente ho letto con interesse il suo, chiamiamolo, proponimento.
    La figura a cui lei accenna io la identifico con il maestro Andrea Camilleri. Ma credo che per motivi, non solo anagrafici, non può essere scelto. Altri intellettuali con questi requisiti non me ne viene in mente nessuno. E allora?
    Di Siciliani con i requisiti da lei auspicati ce ne in abbondanza solo che non godono di popolarità ma sono, siamo semplici cittadini con a cuore la nostra Sicilia e il futuro dei nostri figli.
    Si potrebbe iniziare con il dare al nascente soggetto politico una identità fortemente e marcatamente Siciliana tale da rendere superflua la presenza di un intellettuale lontano mille miglia da questa falsa politica; si perchè di cittadini Siciliani distanti un milione di miglia da questa falsa politica che vogliono fare politica vera e genuina che mira alla tutela degli interessi collettivi ce nè. Bisogna stabilire un punto fisso e inviolabile cioè che qualsiasi movimento o persona che entrerebbe a far parte di tale soggetto politico non abbia ne avrà mai legami con nessun partito italiano ovvero il corpo morto che ci tiene inchiodati al fondo da 150 anni.
    E’ auspicabile un suo invito ufficiale a tutti quei partiti e movimenti Siciliani senza legami con i partiti nazionali alla costituente del soggetto politico in gestazione.
    Cordiali saluti Diego Livoti
    Gela

  12. pinesio scrive:

    L’ideologo?
    Trovato!!Zamparini

  13. nono scrive:

    la questione dello Statuto della Sicilia; dell’opportunismo politico, delle scelte ideologiche; non delle coalizioni partitiche;
    la questione di una visione archittetonica di una economia integrata;
    il rinnovo sono gli uomoni stessi e le organizzazioni non la social-democrazia di partito

  14. RSSMOSIF scrive:

    Per sei anni, sei lunghi anni, caro Presidente, ho sperato che il Movimento per l’Autonomia riuscisse a dare concreta realizzazione al progetto autonomista che, come Ella sa bene, da oltre venticinque anni sostengo sia il solo idoneo a dare una svolta decisiva alla politica siciliana ed a consentire il rilancio culturale, sociale ed economico dell’Isola.
    Purtroppo però, di recente, ho dovuto prendere atto che quel progetto il Movimento per l’Autonomia non è riuscito a realizzarlo. E tuttavia, la spiacevole delusione (che ovviamente ho provato) è stata in qualche modo lenita allorché ho appreso dalla stampa e dal Suo blog che Ella, pur nella consapevolezza che il Movimento non è riuscito a condurre in porto il progetto, non si è affatto arreso ed è anzi determinato a ritentare.
    Il progetto, Ella afferma nel Suo blog, era e rimane ancora quello di dare vita ad un movimento trasversale, libero dalla logica dell’appartenenza preconcetta agli schieramenti che da sempre hanno diviso e dividono la politica partitica tradizionale; un movimento che, nato in Sicilia, fondato e guidato da Siciliani legati tra loro solo ed esclusivamente da un sincero amore per la Sicilia e da un forte desiderio di vederla crescere culturalmente e economicamente, deve in poco tempo diventare la più tangibile espressione di quella “identità siciliana” che caratterizza i tradizionali valori del popolo siciliano; insomma, un grande movimento di giovani, di donne, di agricoltori, di lavoratori, di professionisti, di artigiani, di pensionati, tutti orgogliosi di essere Siciliani perché consapevoli della valenza delle tradizioni storiche e culturali dell’Isola e delle potenzialità che essa può esprimere in tutti i campi.
    Ella afferma dunque, oggi, di volere dare vita ad un “soggetto politico nuovo” con una altrettanto nuova classe dirigente che, per un verso, faccia tesoro delle esperienze migliori del passato e, per l’altro, venga arricchita da energie e sinergie provenienti dalla società civile e non dalla politica tradizionale: una classe dirigente composta da uomini e donne, giovani e meno giovani, prestati alla politica e non politici per professione; persone che, magari, hanno fin qui osservato la politica dal di fuori, spesso con diffidenza o addirittura criticando gli errori che la politica commetteva.
    E così, stando a quanto Ella afferma nel suo blog, sarebbe venuto il tempo, di “aprire le porte e affidare la guida di questo processo nuovo” a persone che con la politica non hanno avuto niente a che vedere e che tuttavia hanno capito di dovere mettere, con generosità e passione, le proprie energie e la propria intelligenza al servizio del popolo siciliano, non solo per tutelarne gli interessi ma anche per vincere quella diffidenza e quella disaffezione che la gente oggi nutre verso chi la politica e che, peraltro, non giovano né alla società né a chi la governa.
    Che dire? Il progetto è apprezzabilissimo. Anzi, è quanto di meglio si possa oggi elaborare in politica. Ma, caro Presidente, non è in fondo lo stesso progetto che sei anni fa, al Cinema Golden, Ella illustrò con grande e convincente entusiasmo? Anche allora, invero, Ella si appellò alla società civile ed ai Siciliani che avevano a cuore il futuro della Sicilia, primi fra tutti i sicilianisti. Poi, però, dovette mettere da canto i buoni propositi, prescindere dalla qualità degli aderenti e preoccuparsi di fare numeri che dessero consistenza al Movimento: ed i numeri, ahimè, si sono rivelati sempre più spesso incompatibili con la qualità.
    La spasmodica ricerca dei voti, si sa, è sempre stata la tragica realtà della politica italiana e, più ancora, di quella siciliana. La classe dirigente, purtroppo, finisce per essere selezionata in base al numero dei voti e non sempre i politici migliori sono i più votati. D’altra parte chi prepara la lista elettorale non cerca affatto i candidati migliori ma cerca coloro che hanno in passato conseguito un cospicuo numero di voti: ed ecco che, nella fase della preparazione delle liste elettorali, si finisce per assistere ad una selezione che prescinde dalla qualità dei candidati per privilegiare, invece, il numero dei voti che ciascun candidato rappresenta. Spesso, quindi, chi ha la responsabilità della selezione finisce per rimanere ostaggio del criterio quantitativo ed è costretto a preferire i candidati che nelle precedenti competizioni elettorali hanno conseguito grosse quantità di voti e che spesso, per accettare di candidarsi, pretendono precisi impegni di partito (assessorati, posti di governo, cariche di sottogoverno, etc.). La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: chi non si è mai cimentato tende a non scommettersi, mentre chi ha ottenuto i grandi numeri si concede al migliore offerente. Da qui, il sempre più sconfortante degrado della classe politica.
    Le chiedo, caro Presidente: cosa è cambiato? Cosa cambierà? Ritiene di potere garantire ai Siciliani che la direzione del nuovo soggetto politico che Ella intende mettere in campo potrà essere veramente affidato a persone nuove e non compromesse? Che per realizzare il progetto autonomista o sicilianista Ella potrà finalmente servirsi di persone veramente fidate ed intellettualmente oneste che non perseguiranno scopi personali ma lavoreranno solo per assicurare un futuro alla Sicilia ed ai Siciliani? Potremo finalmente vedere sul palco, accanto a Lei, e tra i dirigenti del nuovo movimento(o partito), dei veri sicilianisti?
    Come sei anni fa, caro Presidente, ci siamo fidati della Sua parola, anche stavolta faremo lo stesso. Ci consenta tuttavia di auspicare per il bene dei Siciliani, e in particolare delle giovani generazioni: a) che i buoni propositi da Lei espressi nel blob non rimangano chiusi nel libro dei sogni; b) che le Sue parole si tramutino al più presto in fatti concreti; c) che i fondatori del nuovo soggetto politico (partito o movimento che sia) abbiano la capacità e la forza di mettere da parte gli speculatori ed i falsi autonomisti per mettersi al fianco, finalmente, gente disinteressata ed intellettualmente onesta che lavori, in primis, per rilanciare la Sicilia e, in secundis tempo, per contribuire alla crescita dell’intero Meridione d’Italia; d) che il leader del nuovo movimento (che speriamo sia Lei e non lo scrittore cui Ella si riferisce), fin dal primo momento, abbia la forza ed il coraggio di dire “no” ai portatori di voti che pretendessero, in cambio del loro apporto, incarichi di partito e cariche di governo e di sottogoverno, minacciando di lasciare il partito in caso contrario; e) che i Siciliani, a loro volta, imparino al più presto a reclamare diritti invece di chiedere favori e, di conseguenza, trovino la forza di non votare per chi promette loro, in cambio, un qualsiasi favore, ma per i candidati seri ed onesti che abbiano presentato programmi concreti e trasparenti, chiaramente finalizzati a fare crescere la Sicilia e a dare futuro, benessere e sicurezza ai Siciliani.
    Di una cosa, in ogni caso, rimango sempre più convinto: ogni popolo è il vero artefice del proprio futuro. E, oggi più che mai, ritengo che il futuro della nostra Sicilia e quello dei nostri figli dipende esclusivamente dalla nostra capacità di operare, in occasione delle prossime competizioni elettorali, scelte libere dal preconcetto e dal bisogno. Ecco perché, nello scegliere la nuova classe dirigente, dovremo necessariamente superare, una volta per tutte, la logica dell’appartenenza partitica (peraltro fortemente condizionata dal centralismo, ottuso e pericoloso, delle segreterie politiche tradizionali) ed uscire dagli altrettanto pericolosi schemi disegnati dalla vecchia tricotimia ideologica “DESTRA – SINISTRA – CENTRO” per privilegiare, invece, la difesa del territorio e la tutela degli interessi del popolo siciliano. Tutti noi dovremo valutare con la massima attenzione, al momento del voto, la qualità della nuova classe dirigente: una classe dirigente che, in ogni caso e comunque, non dovrà mai dimenticare, né a Palermo né a Roma né a Bruxelles, di rappresentare la Sicilia e di essere stata eletta dal popolo siciliano con il preciso compito di tutelarne in ogni sede gli interessi.
    R.S.S.

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