30 mar 2011

Grazie al nostro intervento prendiamo atto che per la prima volta il presidente del Consiglio viene a Lampedusa a rendersi conto in prima persona della sofferenza e delle difficoltà che l’isola e i lampedusani stanno affrontando giorno per giorno.

La visita di Berlusconi è un fatto positivo per l’isola e per la Sicilia. Gli impegni assunti oggi dal presidente del Consiglio vanno nella giusta direzione, quella che noi avevamo per primi indicata.

Il trasferimento, entro 60 ore, di tutti i migranti presenti; la moratoria fiscale e il gasolio a metà prezzo per i pescherecci, in accordo con l’Eni; una nave sempre pronta per il trasferimento di eventuali nuovi arrivi di migranti; un piano di comunicazione per il rilancio dell’immagine dell’isola; interventi di manutenzione straordinari.

Abbiamo mosso le acque nello stagno ma voglio rassicurare i siciliani e gli abitanti di Lampedusa che sulla realizzazione concreta dell’impegno solenne assunto da Berlusconi di fronte ad una popolazione stremata e provata da quanto accaduto in queste settimane, il mio governo ed io vigileremo con attenzione in modo che le promesse fatte vengano mantenute e rispettate integralmente affinché Lampedusa e la sua popolazione possano ritornare alla normalità.

28 mar 2011

Riporteremo la normalità a Lampedusa

scritto da Raffaele Lombardo 19 commenti

Leggiamo con soddisfazione che mercoledi pomeriggio, facendo ricorso a 6 navi che imbarcheranno tutti i migranti, l’isola sarà liberata e i lampedusani potranno incominciare a recuperare la normalità. Siamo pronti a collaborare perché si individui, anche in Sicilia, un altro approdo.

La mobilitazione dei lampedusani e dei siciliani sembra avere avuto successo ma in ogni caso terremo alta l’attenzione affinché gli impegni presi dal governo vengano mantenuti e perché non ci siano altri recuperi ed altri sbarchi sull’isola.

Nota redazionale: il presidente Lombardo interverrà su queste tematiche stasera alle 23 in diretta da Palermo su Sky tg 24 e su Linea Notte dopo il tg della notte di Rai3

27 mar 2011

Da questa mattina sono a Lampedusa. Ho fatto un primo giro sull’isola, incontrando le autorità, i lampedusani e gli immigrati, i quali mi hanno detto che vogliono andar via da qui. L’isola è letteralmente invasa da tunisini e sembra quasi di non essere più in territorio italiano.

I migranti sono tutti in giro alla ricerca di un po’ di cibo, di acqua, sigarette e altri beni di prima necessità. Non hanno servizi igienici e qualunque strada, vicolo e angolo dell’isola è destinato a trasformarsi in luogo dove bivaccare o dormire alla meno peggio.

Una realtà che non può più essere tollerata e che non può reggere. Occorre trovare una soluzione, nel più breve tempo possibile, per far tornare Lampedusa alle condizioni originarie. L’isola deve ricominciare a vivere e i migranti che può permettersi di accogliere sono gli 800-900 che possono essere ospitati al centro immigrati. Per tutti gli altri va trovata una soluzione immediata.

Sono convinto, l’ho detto e lo ribadisco, che l’unica soluzione è quella di inviare navi che intercettino i migranti in mare, li accolgano, li rifocillino e poi, dalle navi stesse, li mandino alle destinazioni finali che non siano Lampedusa.

Credo che il governo ancora non abbia chiaro dove intende mandarli. Si prevedono altri 10 o 20 mila arrivi. Quelli che sono giunti qui in questi giorni erano ampiamente previsti e annunciati ma il governo nazionale non è stato capace di approntare un piano e darsi una migliore organizzazione.

La Regione siciliana sta facendo tutto quanto in suo potere per fronteggiare la situazione: abbiamo portato l’acqua potabile, facciamo pulizie straordinarie, abbiamo attivato presidi sanitari, porteremo cucine da campo.

E non ci stancheremo di ringraziare per lo sforzo che stanno facendo le forze dell’ordine, le Ong, la Caritas, che insieme ai cittadini di Lampedusa e nonostante le enormi difficoltà, stanno svolgendo un lavoro eccellente.

Ma questo è un compito che tocca, in primo luogo, allo Stato. Pare che il  Commissario abbia la disponibilità di un milione di euro: quanto basta per qualche giorno, non di più.

Non si può continuare a lasciare l’isola abbandonata a se stessa e in ginocchio a meno che a qualcuno, incoscientemente e proditoriamente, non sia balenata la terribile idea di riportare Lampedusa, come era ai tempi del fascismo e prima ancora, colonia penale per deportati e confinati.

26 mar 2011
Immagine anteprima YouTube

La Sicilia rivedrà la luce, riprenderà la via dello sviluppo e saprà far valere lo Statuto e le sue grandi e straordinarie opportunità, soprattutto nell’era del federalismo, solo se avrà un partito del territorio che la governerà, un partito autonomista e di maggioranza.

Per far ciò ci vogliono migliaia di persone. Il partito non è mio e io probabilmente non aderirò neppure. Deve essere un partito dei siciliani.

Chi mi ascolta e chi mi legge, a partire dagli uomini dell’Mpa ma non solo loro, si facciano promotori di costituenti locali per il nuovo partito, anche nei piccoli comuni, in modo che uomini e donne, soprattutto giovani, possano aderire ad un manifesto minimo che contenga ideali, programmi e regole minime di convivenza interna.

Lavoriamo perché finalmente nasca questo grande partito che si metta in contatto con altri partiti del sud, autonomisti, del territorio e dell’identità locale, in modo da dar vita ad una grande forza che possa fronteggiare ed equilibrare la Lega del nord che è padrona del governo, compresa la politica dell’immigrazione.

Solo così potremo equilibrare le cose e finalmente l’italia potrà cominciare a recuperare il senso della sua unità vera. In caso contrario, l’Italia spaccata è e divisa resterà.

La discussione prosegue anche su La naturale evoluzione

25 mar 2011
Immagine anteprima YouTube

Che la Sicilia si sia dotata di due leggi fondamentali quali quella elettorale e quella della semplificazione burocratica è  un ottimo risultato.

Sulla legge elettorale, devo dire che poteva essere migliore e contenere più norme. Tutto è migliorabile e su questo argomento è opportuno che si rifletta e si ritorni perché sulle regole elettorali si può essere d’accordo e comunque si può ragionare senza polemiche e senza ostruzionismi.

Sono contrario al fatto che si sia bocciata la seconda preferenza di genere che non è la quota rosa, una specie di riserva indiana, ma la possibilità per i cittadini di esprimere una seconda preferenza per una donna. Questo per determinare una percentuale maggiore di eletti tra le donne nei consigli comunali. Non capisco l’ostilità che si è venuta a determinare su questa norma e mi auguro che ci si possa tornare sopra.

Per il resto, la legge elettorale contiene alcune norme molto positive, a partire dal voto confermativo per i sindaci. Ciò vuol dire che i sindaci non saranno eletti per effetto di trascinamento dalle liste. Ciò favorirà i Comuni e i cittadini perché spingerà i partiti a migliorare la qualità dei loro candidati.

Anche la norma che prevede l’elezione diretta del presidente del quartiere è una ottima scelta. Sui quartieri bisogna poi intervenire per quanto riguarda i poteri, le risorse, il personale ecc. La funzione deve essere remunerata ma la funzione bisogna esercitarla: piccole competenze nell’ambito del quartiere per soddisfare le esigenze più immediate dei cittadini.

Sulla legge di semplificazione burocratica, credo che adesso siamo la Regione più avanzata d’Italia e mi sarei aspettato un boato di applauso su queste norme.

Oggi per un procedimento amministrativo c’è un termine massimo di trenta giorni salvo deroghe per i procedimenti più complicati che dovrei firmare io e ci starò più che attento.

Con le nuove norme basta fare una certificazione di inizio di attività per cominciarla subito. Salvo che poi non si sia violata la legge e quindi chi sbaglia paga. Ma se chi opera rispetta la legge parte subito senza bisogno di autorizzazione.

Abbiamo poi previsto il Suap, il soggetto unico burocratico a cui rivolgersi, la digitalizzazione, la valutazione effettiva dei meriti dei dirigenti e, soprattutto, c’è il senso del dovere dei dirigenti che devono fare il loro dovere e costringere chi non lo fa a fare altrettanto.

I cittadini leggano la legge che è molto breve e molto semplice e ne facciano valere gli articoli: chi sbaglia, chi non la attua, chi la viola, chi la calpesta, paga.

25 mar 2011
Immagine anteprima YouTube

Lampedusa è un dramma e il governo se ne è fregato. Avrebbe dovuto prevenire quello che sta capitando non eleggendo Lampedusa a isola per tutti gli approdi ma portando gli approdi oltre Lampedusa, su delle navi in cui ospitare i profughi, identificarli e poi imbarcarli sugli aerei e portarli laddove, mi auguro, si sappia di doverli portare. Credo che il governo ancora non abbia idea perché le regioni dicono sì, noi la nostra parte ce la carichiamo, ma le altre?
A Lampedusa ci sono più tunisini che isolani, le condizioni igieniche sono allo stremo. Noi abbiamo mandato approvvigionamenti idrici, una squadra speciale per le pulizie, potenziata la sanità con un secondo elicottero, un presidio di protezione civile. Manderemo tutto ciò che serve nonostante l’ordinanza del presidente del consiglio sia rivolta ad un commissario e la Regione ad oggi non è stata chiamata a collaborare. E’ stato statalizzato il problema, la Regione fa tutto ciò che deve fare anche se nessuno ce lo chiede. Abbiamo a Lampedusa un nostro assessore che ci informa e attiva le misure di intervento necessarie.
La devono smettere. Io andrò a Lampedusa e ci starò fino a quando il governo non risolve il problema. Mi sono rivolto al capo dello Stato, garante dell’unità nazionale, il quale non potrà non farsi sentire per chiedere che il governo intervenga e non consideri Lampedusa, la Sicilia e il sud un territorio a perdere.

24 mar 2011

Quello che temevo sul Villaggio degli Aranci di Mineo si sta verificando. C’è stata grande superficialità a dire di sì senza le necessarie garanzie per quello che poteva accadere.

Lì si stanno ammassando persone, si sta creando una sorta di grande lager nel quale si stanno facendo convergere richiedenti asilo, e forse anche profughi, che non so quale livello di compatibilità potranno realizzare tra di loro.

Sinora erano ospitati in dieci centri diversi dove stavano raggruppati per provenienza, nazionalità, fede religiosa, cultura e appartenenza politica. I primi 60 pare siano arrivati il primo giorno e si trattava di afghani e pakistani, cioè oppositori del governo dell’Afghanistan. E, ad esempio, gli oppositori di quel governo sono i talebani. Questi magari non lo saranno, ma di certo la situazione è complicata.

Il problema più grave è però un altro. Queste persone sono libere di uscire e infatti decine di loro si aggirano per le campagne. Visto che il 75% di queste persone ottiene l’asilo, l’obiettivo sarebbe l’integrazione. Nella buona sostanza il governo a questa gente ha dato la prospettiva di trovarsi un lavoro. Ma dove? In una delle aree più depresse dal punto di vista sociale, economico, dell’occupazione e del reddito pro capite in Italia, si vanno a piazzare 2000 persone che alla fine cercheranno un lavoro. E già lo cercano aggirandosi per le campagne. Alcuni di loro non sono tornati alla base già dalla prima sera.

Le cronache che leggiamo ci dicono che arrivano a Mineo, a Palagonia e in tanti altri comuni dove già la nostra gente non ha lavoro. Li hanno portati via forse dalla Lombardia o dal Veneto dove avrebbero avuto la possibilità di integrarsi e li hanno portati da noi intanto per liberare gli altri centri, e vorrei capire il perché, e poi per togliere problemi alle altre regioni dove stavano e dove, integrandosi, avrebbero privato del lavoro i calabresi, i lombardi, i veneti o i piemontesi.

E’ veramente incredibile. So che i sindaci si stanno organizzando in maniera determinata perché, con tutto il rispetto per queste persone, gli si restituisca la possibilità di tornare dov’erano e di tornare in territori nei quali, se siamo tenuti, come lo siamo, per ragioni umanitarie e di diritto internazionale a dargli l’asilo e assicurargli l’integrazione, questa integrazione gli possa esser data.

Mi dispiace che con molta superficialità, e non disinteressatamente, qualcuno abbia detto di sì e abbia mediato questa operazione che va riportata nei suoi termini originari. Lasciamo il Villaggio degli Aranci com’era e liberiamo da questo ennesimo problema i nostri cittadini e i nostri amministratori.

24 mar 2011
Immagine anteprima YouTube

I partiti nazionali sono governati da logiche del nord. Magari non saranno i politici ma tutti i gruppi di pressione, dalla comunicazione alla finanza all’industria che ormai hanno definito un ruolo per il sud: un mercato di consumo per la grande distribuzione.

Questo non è possibile. E si deve rispondere con la politica, con una forza autonomista che raccolga uomini e donne di tante regioni del sud, a cominciare dalla Sicilia, e che da sola possa consentirci una crescita così come è avvenuto, grazie alle forze autonomiste che hanno governato ininterrottamente da 50 anni, in Val d’Aosta e in Trentino.

Come mai esiste questa differenza tra quelle regioni e la Sicilia e la Sardegna, tutte regioni a statuto speciale? Perché in quelle realtà c’è stata una forza autonomista maggioritaria in cui i cittadini si sono ritrovati, cosa che da noi è sempre mancata.

Dobbiamo reagire in maniera intelligente, civilmente e politicamente, dando vita a una forza del genere. Io, l’ho detto, possibilmente non aderisco neppure e non voglio alcun ruolo, perché sia veramente una forza non di politici ma di tutta la società siciliana e meridionale.

Ecco perché è importante che la gente ci creda e si lasci andare senza fare calcoli di convenienza. Perché a furia di calcoli siamo in mezzo ai guai ed è arrivato il momento di dire basta.

Intanto noto con piacere che sul sito La naturale evoluzione (www.lanaturalevoluzione.com) sono cominciate ad arrivare le prime proposte per il nome da dare al nostro movimento. Vi esorto quindi a dare i vostri contributi.