Accorciare la filiera per espellere le intermediazioni del malaffare
3 commentiPiù che contestabile l’appello a non comprare il pomodoro di Pachino. Vorrebbe dire far chiudere qualche migliaio di imprese e decine di migliaia di lavoratori si troverebbero in mezzo ad una strada costretti a cercare di vivere più o meno illecitamente, quindi stiamo attenti.
Come evitare le mille mafie che lucrano, ingrassano e campano sulle cento intermediazioni che ci sono tra produttori e consumatori e nelle quali si nasconde la malavita, il malaffare, cosa nostra e la speculazione che al tempo stesso spenna il consumatore e mette in ginocchio il produttore, perché il produttore vende ad un prezzo inferiore ai costi di produzione e il consumatore trova il prezzo alle stelle?
Bisogna accorciare la filiera, organizzarsi ed evitare le intermediazioni. E lo dobbiamo fare. Abbiamo un’agricoltura massacrata da politiche agricole criminali fatte da parte di gente incompetente.
Si comincia a voltar pagina. La grande distribuzione deve garantirci una concorrenza leale non abbassando di punto in bianco i prezzi per far fuori il nostro prodotto.
La legge ci può consentire che la grande distribuzione, piuttosto che far danno, sia un alleato del nostro prodotto. Bisogna rendere remunerativo l’allevamento così come la produzione dell’uva da mosto, dell’olio o del grano. E puntare sulla qualità e il controllo.
La politica agricola dell’assessore D’Antrassi, esperto di produzione e di commercializzazione, è questa. E la legge che faremo dovrà servire anche a questo.
Se il produttore che si spacca la schiena a produrre pomodorino, attraverso il mercato agroalimentare o l’associazione con gli altri produttori e senza far passare il prodotto per dieci mani diverse, porta il prodotto direttamente al mercato allora non ci sarà più margine e spazio per le organizzazioni criminali che lucrano, lo tengono in ginocchio, lo sfruttano e lo distruggono anche sul piano dell’immagine e della credibilità sua e della nostra meravigliosa Sicilia.


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La strada maestra è quella che ogni agricoltore oltre a produrre,venda nei mercati del contadino della propria zona il proprio prodotto,a kilometro zero,intascando senza intermediazioni il guadagno del proprio lavoro,e il compratore conoscendo il venditore e la provenienza del prodotto,sà cosa mangia.
Il dibattito diventa molto lungo,ma le soluzioni ci sono,bisogna solo che ci sia la disponibilità a realizzare un sistema di vendita di prodotti agricoli direttamente dai produttori,a chilometro zero !
Abbiamo un’agricoltura massacrata da politiche agricole criminali fatte da parte di gente incompetente.
Mi meraviglia quello che lei ha scritto, ma lei negli ultimi 30 anni, dov’è stato?
smooth
Hai ragione Tony, ma bisognerebbe importare un pò di coraggio da altre regioni, bisognerebbe insegnare ai nostri corregionali l’utilità dei consorzi, vedere come fanno gli altri agricoltori in altre regioni, penso, ad esempio, ai trentini, ai tirolesi, agli emiliani ed a quant’altri hanno fatto esperienza con questo strumento, o altri.
Però mi permetto di scrivere, che forse e sottolineo il “forse”, ci manca una classe politica adeguata e non sottomessa a poteri strani.
PS.Ringrazio l’onorevole Lombardo per questo spazio politico.