28 feb 2011

Prendera’ il via domani alle ore 12 a Palazzo d’Orleans sede della Presidenza della Regione siciliana, l’ultimo incontro per giungere alla definizione del patto sociale per lo sviluppo ed il lavoro. All’incontro sono state invitate tutte le sigle che in queste settimane hanno partecipato, con un consistente contributo di idee, alla predisposizione del medesimo patto. Si tratta di Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confsal, Associazione Generale delle Cooperative, Confcooperative, Legacoop, Unione Nazionale Cooperative, Unicoop, Confindustria, Confapi, Piccole Imprese, Confartigianato, Casartigiani, Confederazioni Libere Associazioni Artigiani, Conferedazione Nazionale Artigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cia, Confagricoltura, Coldiretti e Ance.

28 feb 2011

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo,ha espresso soddisfazione per l’intesa sottoscritta oggi pomeriggio tra l’assessorato per l’Istruzione e Formazione professionale e il Consiglio nazionale delle ricerche. Lombardo ha sottolineato “la disponibilita’ del governo della Regione a valorizzare iniziative finalizzate a progetti di ricerca nei vari settori, dai rifiuti alla pesca, all’energia, fino all’ambiente e alla formazione”.

28 feb 2011

Favorevole all’introduzione del digitale terrestre ma a condizione che vengano difese e tutelate le professionalita’ e gli investimenti effettuati nel tempo dalle emittenti siciliane. Non e’ utile, dunque, anticipare i tempi per lo switch off in Sicilia, cosi’ come ipotizzato dagli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico. E’ questa la posizione del governo siciliano alla vigilia dell’incontro del Comitato nazionale Italia Digitale che si riunisce domani a Roma.

“Sono convinto che il patrimonio rappresentato dalla realta’, complessa e composita, delle televisioni locali e regionali vada difeso e tutelato – spiega il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo – non fosse altro perche’ e’ quello piu’ strettamente legato alla complessita’ del territorio su cui insiste e ne puo’ interpretare esigenze, istanze e proposte”.

“Il passaggio al digitale – afferma il presidente – rappresenta una chance unica per il rilancio anche economico del sistema radiotelevisivo regionale. Questo e’ un tema che si lega strettamente all’esigenza della pluralita’ dell’informazione e alla liberta’ della concorrenza economica nel nostro paese”.

Ma perche’ questo si avveri va tenuto presente il reale scenario: non esistono piu’ frequenze televisive nazionali disponibili. Un editore o un produttore di contenuti che volesse trasmettere a livello nazionale, potrebbe appoggiarsi alle televisioni locali e regionali per affittare quelle frequenze in grado di trasmettere sull’intero territorio, con un risparmio economico rilevante.

Proprio sotto questo aspetto, per il governo regionale, la posizione dell’Agcom appare contraddittoria. Infatti, e’ stato emanato un regolamento che di fatto vieta questo meccanismo non consentendo a nessun altro soggetto, oltre quelli gia’ esistenti ed operanti, di trasmettere sull’intero territorio nazionale.

“Cosi’ facendo – conclude Lombardo – si rischia di soffocare sul piano economico le tante piccole, medie realta’ imprenditoriali televisive presenti nel territorio italiano e siciliano in particolare”.

28 feb 2011

Potenziare la capacita’ di ricerca scientifica a livello regionale attraverso il reclutamento di giovani ricercatori, promuovere interventi di formazione professionale ed alta formazione, valorizzare le competenze del personale in organico, sviluppare infrastrutture di ricerca di livello europeo anche consorziando realta’ di ricerca gia’ presenti sul territorio. Favorire poi l’internazionalizzazione delle attivita’ di ricerca e innovazione degli istituti siciliani del Consiglio nazionale delle ricerche attraverso azioni mirate nell’ambito di accordi quadro: scambi di ricercatori, progetti bilaterali, stage di ricercatori stranieri presso gli organi di ricerca del Cnr in Sicilia, stage e tirocini formativi di personale Cnr presso organismi di eccellenza esteri. Sono alcune tra le tipologie di azioni previste nell’accordo quadro sottoscritto oggi tra assessorato per l’Istruzione e la Formazione professionale del la Regione siciliana, e Consiglio Nazionale delle Ricerche.

L’intesa intende rafforzare ed estendere le collaborazioni in atto,e si inserisce nella piu’ ampia cornice programmatica della Strategia regionale per la Ricerca e l’Innovazione, in linea con il PO FES Sicilia 2007/2013, PO FESR Sicilia 2007/2013 e con il PON 2007/2013 Ricerca e competitivita’.

“L’incontro che si realizza oggi- ha detto l’assessore Mario Centorrino – per iniziativa dell’assessorato all’Istruzione ed alla Formazione professionale, tra Regione siciliana e Cnr, rappresentato dal suo presidente, Luciano Maiani, vuole gettare le basi per un rapporto di collaborazione istituzionale che permetta alla Regione Siciliana di arricchire il suo capitale di conoscenza, annoverando il Cnr tra i soggetti che finalizzano al territorio parte della loro ricerca”.

“Al Cnr – prosegue Centorrino -e’ data la possibilita’ di essere inserito in tutte le iniziative progettuali della Regione Siciliana sul settore della ricerca.

Cosi’ da permettere la valorizzazione di tanti giovani che lavorano nei centri di ricerca dell’isola attraverso il loro inserimento in attivita’ di consulenza e di affiancamento all’elaborazione programmatica di politiche per la crescita del capitale sociale della Regione”.

Tra le azioni finalizzate a favorire la collaborazione del Cnr con enti, agenzie e soggetti della rete regionale, la promozione di attivita’ di formazione professionale di esperti specializzati nei settori di interesse dell’industria siciliana, con il reclutamento di giovani laureati e diplomati su progetti svolti congiuntamente tra le imprese e gli Istituti CNR siciliani con periodi di permanenza nei laboratori CNR e stage in azienda.

L’accordo quadro avra’ una durata di tre anni.

“In Sicilia il Consiglio Nazionale delle Ricerche svolge attivita’ scientifica di primario livello – ha spiegato il presidente del Cnr, Luciano Maiani – e, grazie alla propria struttura, e’ in grado di trasferire sul territorio regionale le competenze dislocate nel resto del territorio nazionale. Il maggior ente di ricerca italiano e’ dunque una ricchezza per le istituzioni e le imprese regionali, oltre che per la societa’, e vuole rappresentare in misura crescente quel motore di sviluppo e conoscenza indispensabile al rilancio del Mezzogiorno e a trattenere i migliori cervelli”.

Sul territorio siciliano insistono tre distretti tecnologici – dedicati ai trasporti navali commerciali e da diporto, ai micro e nanosistemi e all’agro-bio e alla pesca ecocompatibile – che, uniti al resto di istituti e sedi distaccate, “costituiscono un riferimento importante per la Regione, oltre che un concentrato di competenze ad altissima qualificazione. Sono certo che la collaborazione tra Cnr e Regione siciliana – ha concluso Maiani – potra’ contribuire a creare nuove opportunita’ di sviluppo per tutti i siciliani”.

28 feb 2011

In attesa del 21 marzo, data in cui sui avviera’ il Credito d’Imposta, un altro protocollo e’ stato firmato oggi tra l’assessorato regionale per l’Economia e l’Unci (Unione Nazionale Cooperative Italiane della Sicilia). La stipula e’ avvenuta tra l’assessore regionale, Gaetano Armao, e il presidente regionale della centrale cooperativa,Pasquale Amico.

“Stiamo completando proprio in questi giorni – ha commentato l’assessore – gli ultimi adempimenti burocratici che consentiranno di giungere con tutte le carte in regola al ‘clic day’ del 21 marzo, giorno in cui il credito d’imposta sara’ operativo e qualunque azienda potra’ farvi ricorso attivando le procedure on line predisposte dall’assessorato. Il protocollo firmato oggi con l’Unci contribuisce a creare sinergie col il vasto mondo della cooperazione che attende da questo strumento risposte certe e concrete”.

Con questo accordo l’assessorato per l’Economia rendera’ disponibile all’Unci la documentazione ed i supporti conoscitivi, anche informatici, relativi al credito d’imposta, impegnandosi a promuovere iniziative congiunte su tutto il territorio regionale, per garantire la piu’ ampia e diffusa conoscenza delle misure economiche previste.

L’Unci si impegna a concorrere operativamente ed a facilitare la diffusione all’accesso da parte delle cooperative alle informazioni concernenti le agevolazioni in materia, assicurando l’informazione sugli adempimenti necessari per le procedure.

E’ anche prevista la costituzione di un gruppo di contatto costituito pariteticamente da dirigenti dell’assessorato e da rappresentanti dell’Unci.

26 feb 2011

“Le puntuali osservazioni della Corte dei Conti disegnano con chiarezza alcune delle disastrose situazioni che abbiamo ereditato dalla precedente gestione: una precisa fotografia di sprechi, malaffare e disorganizzazione, finalizzati al mantenimento di un sistema clientelare, assistenziale e affaristico che ha provocato un deficit mostruoso e gravi inefficienze del sistema sanitario”.

Lo ha detto l’assessore regionale per la Salute, Massimo Russo, dopo la relazione del procuratore della Corte dei Conti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

“Sono molto contento – ha aggiunto Russo – che nella relazione del procuratore Carlino ci sia proprio un esplicito richiamo agli sforzi messi in atto da questa amministrazione, con riferimento alle ‘gare di bacino’ previste dalla legge, necessarie per garantire trasparenza, efficienza ed economicita’ degli acquisti”.

I siciliani, che sono certamente piu’ attenti e piu’ intelligenti di quanto creda qualcuno, comprenderanno meglio le difficolta’ che abbiamo incontrato e che stiamo ancora incontrando per cambiare il sistema, puntando sulla programmazione e sull’organizzazione, nel rispetto delle regole e attraverso la valorizzazione del merito”.

26 feb 2011

“Definire, entro brevissimo termine, il trasferimento alla Regione e agli enti locali dei beni confiscati alla mafia. In Sicilia, infatti, e’ allocato il 45 per cento circa dei beni immobili confiscati alla mafia e analoga proporzione riguarda i beni in denaro e titoli provenienti dall’Isola. Non possiamo continuare a pagare quasi quattro milioni di affitti per immobili che ospitano assessorati e uffici a societa’ ormai di proprieta’ dello Stato”.

Lo ha affermato l’assessore regionale per l’Economia, Gaetano Armao, intervenendo al convegno ‘Colletti bianchi, zona grigia e mafie’, svoltosi a Palermo, nella sala Gialla di palazzo dei Normanni.

“Ho proposto alla Commissione europea, in sede di rimodulazione dei fondi comunitari – ha continuato Armao – di utilizzare risorse per la loro rifunzionalizzazione in favore di enti locali e associazioni di volontariato. Con il prefetto Morcone, nei prossimi giorni, definiremo tempi e modi per il trasferimento di questi e altri beni alla Regione e agli enti locali”.

L’assessore si e’ anche soffermato sul denaro confiscato ai mafiosi – in gran parte proviene dal pizzo pagato dai cittadini siciliani – chiedendo che venga destinato dal Fondo unico per la Giustizia, nel quale confluisce, ai tribunali siciliani e all’azione di repressione delle forze dell’ordine impegnate sul territorio isolano.

“Nella prevenzione del crimine – ha aggiunto Armao – la Regione ha cominciato a fare la sua parte. Ricordo in particolare l’adozione del Codice Vigna su antimafia e anticorruzione per l’amministrazione, esteso adesso anche agli amministratori delle societa’ partecipate e l’introduzione di concrete misure antiracket nelle procedure per la concessione del credito d’imposta. Ma occorre rafforzare, come precisato questa mattina dal presidente della Corte dei conti, i meccanismi di controllo interno sull’attivita’ amministrativa”.

“L’amministrazione in Sicilia e’ troppo vischiosa – ha continuato l’assessore Armao – ci sono molti funzionari corretti, ma anche molti corrotti, che utilizzano le inerzie burocratiche, di cui si lamentano giustamente gli imprenditori che vogliono investire nell’Isola, per ottenere benefici e profitti illeciti. Il rimedio e’ la semplificazione della pubblica amministrazione, l’informatizzazione e la digitalizzazione dei procedimenti. Nelle procedure informatizzate, infatti, non c’e’ bisogno di incontrare i funzionari o di conoscerli, di ottenere autorizzazioni, visti o firme da sollecitare”.

“All’Assemblea regionale siciliana, nei prossimi giorni – ha concluso l’assessore – c’e’ un appuntamento fondamentale: l’esame della legge sulla semplificazione amministrativa. Per combattere mafia e corruzione in Sicilia questa riforma e’ uno strumento indispensabile e non piu’ differibile, e i parlamentari di tutte le forze politiche possono dare, responsabilmente, una risposta tempestiva alle attese di cittadini e imprese”.

25 feb 2011

Immigrati: l’Europa ci deve aiutare

scritto da Raffaele Lombardo 12 commenti
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La mia esperienza da parlamentare europeo è che, in situazioni di quel tipo, le comunicazioni sono estremamente complesse e problematiche. Non escludo che ci siano siciliani o italiani che lavorano in Libia, credo che siamo il più grosso partner della Libia e quindi è naturale che lì ci siano lavoratori italiani.

Quello che abbiamo sentito è inaudito, crudele e intollerabile.

Non si può stare ad aspettare una ondata di immigrazione come quella di cui si discute. L’Europa deve intervenire subito con uomini e mezzi per assistere lì questa popolazione, per difenderla dai massacri e per assicurare loro condizioni di vita dignitose.

Nessun popolo è ospitale come il nostro avendo sperimentato le difficoltà dell’emigrazione. Da noi lavorano nordafricani nel settore della pesca o dell’agricoltura. Ma qui si tratta di milioni di persone. E’ bene che si intervenga prevenendo.

Ne parleremo anche con il ministro Maroni lunedì a Catania. Apriamo gli occhi e muoviamoci subito, noi siamo pronti a fare la nostra parte, per quelli che sono i nostri mezzi. Intendiamo muoverci nel contesto della politica nazionale assicurando la massima disponibilità che, mi auguro, venga anche da tutte le altre regioni.

Ci vuole solidarietà, intelligenza e capacità di prevenire questo fenomeno. Lo sollecito anche attraverso un invito che ho fatto a riunire il Consiglio dei ministri con il presidente della Regione siciliana, regione di frontiera, insieme alle altre regioni, perché si adottino misure immediate che dopo potrebbero non avere effetto perché in ritardo.