26 gennaio 2011 Federalismo municipale: Armao, non può danneggiare la Sicilia

“Il federalismo fiscale municipale continua a cambiare connotati nei testi proposti dal governo nazionale, ma mantiene il pregiudizio per le Regioni a statuto speciale. Per queste, ed in particolare per la Sicilia, cosi’ non si va avanti! L’esecutivo centrale sta collezionando in conferenza Stato-Regioni il diniego alle intese sulla gran parte dei decreti attuativi della legge 42/2009. Ma si puo’ approdare al Federalismo contro Regioni, Province e Comuni? Per questo abbiamo ritenuto necessario scrivere una lettera al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Vasco Errani, perche’ quanto accaduto la scorsa settimana nel dibattito sul decreto legislativo sul federalismo fiscale municipale rischia di avere gravi conseguenza sulle entrate della Sicilia e genera un danno sostanziale al principio di collaborazione fra i diversi livelli di governo”

Cosi’ commenta l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao, l’iter procedurale del federalismo fiscale municipale.

Infatti, sull’onda delle pressioni che da piu’ parti si sono levate per chiedere la sostanziale modifica del testo originariamente esitato negativamente dalla Conferenza Unificata, il governo nazionale ha inviato alla Commissione bicamerale una versione nuova e non discussa preventivamente che, se tiene parzialmente conto delle richieste pervenute dai Comuni, ha escluso la Conferenza delle Regioni dall’esprimere il proprio parere e danneggia in particolare la Sicilia”.

Armao chiede, pertanto, al presidente Errani, di assumere “ogni utile iniziativa tesa a riaffermare il ruolo della Conferenza ed il rispetto delle garanzie previste dalla legge sul Federalismo fiscale”.

La questione, nel merito, si presenta molto delicata per la Sicilia perche’ il nuovo testo elaborato dal governo per la Bicamerale prevede una pesante riduzione delle risorse per le Regioni che vengono sottratte per essere devolute ai Comuni, senza essere compensate dallo Stato, con il solo fine di compensare i minori trasferimenti statali agli enti locali. Ne consegue, complessivamente, una perdita secca per il sistema regionale.

L’assessore chiede al presidente Errani una decisa modifica del testo, finalizzata a supplire alla drastica riduzione dei trasferimenti statali, attribuendo ai Comuni la compartecipazione ai tributi erariali di totale competenza statale, quali le accise, l’imposta sui tabacchi, o le entrate derivanti dal lotto e dalle lotterie. “Una misura – si legge nella lettera – che assicuri alla Sicilia, la compartecipazione ai tributi erariali in misura corrispondente al gettito attribuito ai Comuni”.

Si garantira’, in tal modo, che la perdita derivante dalle mancate entrate sia compensata con tributi di carattere statale, in grado, quindi, di non penalizzare ulteriormente le entrate delle Regioni.

“Mentre la Commissione paritetica – conclude l’assessore – ha avviato il confronto tra Regione siciliana e Stato sulla piattaforma per il federalismo fiscale che abbiamo presentato, non si possono cambiare le carte in danno delle entrare della Regione.

Senza perequazione fiscale ed infrastrutturale il federalismo che propone il governo nazionale non e’ ne’ equo ne’ solidale, ma una mannaia per la Sicilia”.

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