31 gen 2011

L’assessore regionale della Famiglia, Politiche Sociali e del Lavoro, Andrea Piraino ha incontrato, oggi a Palermo, il presidente della Consulta regionale dei consulenti del lavoro di Sicilia, Vincenzo Messina ed una delegazione dei rappresentanti aderenti a Rete Imprese Italia, guidata da Julo Cosentino. All’incontro, che si e’ svolto nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro ha preso parte anche Alessandra Russo, dirigente generale del Dipartimento.

“L’incontro – spiega Piraino – e’ servito a fare chiarezza sulla certezza delle risorse, (pari per la programmazione complessiva,a 170 milioni di euro), destinate all’avviso pubblicato lo scorso 18 gennaio, relativo agli aiuti alle imprese, previsti da due leggi regionali. Le preoccupazioni manifestate dai presenti risultano superate. Per venire incontro alle richieste di chiarimenti, e’ stato predisposto un tavolo tecnico, per la soluzione dei dubbi interpretativi.Per queste ragioni ci incontreremo periodicamente con i rappresentanti della Consulta degli Ordini provinciali dei consulenti del lavoro e le associazioni di categoria”. La prima riunione del Tavolo tecnico si terra’ il prossimo 7 febbraio.

31 gen 2011

Il Governo della Regione siciliana ha formalmente condiviso la posizione dell’Assessore regionale al Territorio e Ambiente, Gianmaria Sparma contraria all’installazione di parchi eolici off-shore nei tratti di mare prospicienti le coste della Sicilia.

“Negli ultimi mesi – ha spiegato Sparma – abbiamo ricevuto numerose richieste di parere ambientale per impianti eolici nei mari siciliani, domande che hanno tutte ricevuto parere negativo.

Molte delle aree interessate infatti fanno parte della Rete Natura 2000, ovvero rientrano in quei siti ecologici comunitari per la protezione e la conservazione degli habitat naturali. Questo comporta per la Regione – continua l’assessore – l’obbligo alla tutela e al mantenimento di queste zone. L’installazione di parchi eolici off-shore invece, dato il loro forte impatto ambientale, comporterebbe seri rischi per l’ecosistema del Canale con pesanti conseguenze anche in altri settori strategici come la pesca, il turismo e la stessa navigazione. Parere contrario e’ giunto, infatti anche dai territori. Per questo motivo – conclude Sparma – il Presidente Lombardo e la giunta hanno condiviso questa valutazione”.

Nei prossimi giorni la deliberazione della giunta verra’ quindi trasmessa al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a quello dell’Ambiente, al MISE e a tutte le amministrazioni competenti al rilascio di pareri, nulla osta, permessi, autorizzazioni per i progetti eolici off-shore.

31 gen 2011

Verso una modifica delle norme di aggiudicazione degli appalti in Sicilia. L’assessore regionale per le Infrastrutture e la mobilita’, Pier Carmelo Russo, domani alle 10,30 incontrera’ la stampa per illustrare l’accordo raggiunto con le organizzazioni di categoria, imprenditoriali, sindacali e professionali in materia di lavori pubblici per affrontare i problemi connessi agli appalti ed ai meccanismi di aggiudicazione delle opere.

Nel corso dell’incontro sara’ presentato l’atto di indirizzo che, nel rispetto dei principi gia’ affermati dalla Corte Costituzionale in tema di appalti pubblici, guidi la Pubblica Amministrazione in Sicilia verso modalita’ di affidamento che garantiscano il piu’ possibile dai rischi di infiltrazione mafiosa, riducendo, ove possibile, il ricorso al sistema del massimo ribasso.

Nel documento redatto dall’assessore e oggetto di vari incontri avvenuti nell’arco degli ultimi 20 giorni, sono confluite anche le osservazioni delle associazioni di categoria.

Gli incontri sono stati utili anche a concordare l’avvio di un processo condiviso per la stesura di un idoneo disegno di legge di riforma del settore.

31 gen 2011

Comincia oggi, con il quinto forum sulla coesione, una nuova stagione per la politica europea destinata allo sviluppo delle regioni.

Il documento programmatico che ispirera’ – a partire dal 2014 e fino al 2020 – tutte le iniziative comunitarie e’ stato ufficializzato nello scorso mese di novembre. E da quel momento i governi, le regioni, i territori, hanno avuto la possibilita’ di esprimere – al proprio livello di governo e di responsabilita’ – valutazioni e proposte.

Il forum che ha richiamato a Bruxelles oltre ottocento rappresentanti della “governance multilivello”: ministri, rappresentanti del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, amministratori regionali e locali, rappresentanti delle universita’ e delle organizzazioni sociali, vedra’ la partecipazione del commissario alle politiche regionali Johannes Hahn e di quello agli affari sociali Laszlo Andor.

Nel corso dei lavori saranno illustrati i risultati della consultazione pubblica e saranno definite le linee guida sulle politiche di coesione per la prossima stagione comunitaria, in coerenza con la cosiddetta strategia 2020, che guida l’intera macchina comunitaria.

Nel periodo 2014 – 2020, le istituzioni europee continueranno a farsi carico – proprio attraverso le politiche di coesione – dello sviluppo equilibrato dei territori europei. Ma il rilancio della politica di sviluppo passera’ attraverso un sistema di incentivi destinati alle regioni capaci di impiegare i fondi in maniera piu’ efficiente.

La Regione Siciliana, a cui e’ affidato il coordinamento delle politiche comunitarie della Conferenza delle Regioni italiane, ha seguito la fase di consultazione pubblica, che ha caratterizzato in questi mesi l’attivita’ del Comitato delle Regioni, a Bruxelles.

Il ruolo della Sicilia si rafforza anche nel contesto della Conferenza delle regioni periferiche e marittime d’Europa – CRPM – che rappresenta la sede in cui 160 regioni d’Europa definiscono le proposte utili allo sviluppo dei territori geograficamente lontani dal “cuore” delle istituzioni europee.

Nelle ore immediatamente precedenti all’apertura del Forum, il segretario generale della CRPM – Eleni Marianou – e’ stata in visita alla sede della Regione a Bruxelles, per incontrare il dirigente generale Francesco Attaguile.

L’attivita’ della Regione – che ha attivato il primo GECT delle isole del Mediterraneo – aumenta la visibilita’ politica della Sicilia, che nella Conferenza delle regioni periferiche e marittime ha gia’ la vice presidenza della commissione “isole” e fa attivamente parte della commissione intermediterranea.

Il GECT – gruppo europeo di cooperazione territoriale – e’ infatti uno degli strumenti piu’ innovativi della politica di coesione: serve a superare gli ostacoli alla cooperazione transfrontaliera nei progetti di cooperazione economica.

Mentre se ne discute ancora in tutta Europa, la Sicilia ha gia’ avviato il GECT Archimed, che permettera’ alle maggiori isole del Mediterraneo: da Cipro alle Baleari, dalla Corsica a Malta, passando naturalmente per la Sicilia, di sviluppare progetti comuni in materia di pesca, turismo, energie rinnovabili.

E’ questa la strada indicata dalle istituzioni europee e che sara’ ufficializzata dal Forum: finanziamenti a un numero minore di progetti, ma con un maggiore impatto sulla crescita locale e – soprattutto, basati sul coinvolgimento dei capitali privati attraverso lo strumento del partenariato.

Nella direzione della qualificazione della spesa va gia’, del resto, la politica sui fondi comunitari espressa dal governo regionale.

In sincronia con la pubblicazione delle linee guida della nuova politica di coesione, il 23 novembre scorso, la giunta regionale siciliana ha infatti deciso di avviare una corposa rimodulazione del programma operativo 2007-2013, ridefinendo o integrando le priorita’ operative.

La nota metodologica approvata dalla giunta prevede di destinare risorse al rafforzamento delle azioni gia’ previste per il settore dei rifiuti, la depurazione delle acque, le azioni infrastrutturali per le scuole, il sistema di accesso alle cure domiciliari.

Maggior attenzione sara’ destinata anche ai progetti di infrastrutture corredate da un cronoprogramma che ne assicuri la realizzazione entro i tempi previsti. Il governo assicura attenzione ai progetti dei 26 contesti territoriali che mirano allo sviluppo urbano sostenibile; alle attivita’ collegate alla realizzazione dei distretti produttivi; alla concentrazione degli interventi per la salvaguardia dell’assetto idrogeologico.

Nella rimodulazione – predisposta dal Dipartimento della programmazione guidato da Felice Bonanno – si fa riferimento anche a nuove aree tematiche. Risorse saranno destinate infatti a iniziative che puntino all’efficienza energetica e all’utilizzo di energie rinnovabili per l’edilizia residenziale pubblica; allo sviluppo del territorio delle aree della provincia di Messina colpite dalle calamita’ naturali tra il 2009 e il 2010; alle aree di crisi industriale; alla cooperazione interregionale e al coordinamento delle politiche territoriali.

30 gen 2011

Reinserire i detenuti nel mondo del lavoro utilizzando le opere d’arte siciliane custodite nei magazzini e non mostrate al pubblico. L’idea e’ dell’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identita’ siciliana, Sebastiano Missineo, che ha intenzione di avviare una collaborazione con il Louvre per sfruttare l’iniziativa sperimentata dal museo parigino con i responsabili del carcere di Poissy.

“In questi giorni – dice Missineo – dalla Francia arriva una notizia che sta incuriosendo tutto il mondo. A Poissy, in un carcere vicino a Parigi, hanno esposto nel cortile delle riproduzioni dei quadri di Mantegna e Gericault e di altri dipinti del Louvre. Una partnership tra il celebre museo e questa prigione dove sono rinchiuse 230 persone che hanno lunghe pene da scontare (l’80% addirittura ha condanne che vanno oltre i venti anni).

Questa interessante iniziativa mi ha convinto e mi ha spinto a cercare di fare di piu’ in un paese dove solo in pochi si ricordano che esiste un problema di carceri e reinserimento nella societa’ di chi ha espiato la sua condanna. Per questo ho deciso di inviare un lettera ai responsabili del carcere di Poissy per avviare una proficua collaborazione con scambio di dati, informazioni, consigli allo scopo di realizzare anche in Sicilia un analogo progetto. Quante opere di ogni genere giacciono abbandonate o quantomeno inutilizzate nei magazzini dei nostri musei? Vorrei dare la possibilita’ – continua l’assessore – anche a chi sconta in carcere la sua pena di vedere da vicino un’opera d’arte, di sfiorarla, di respirarla sino a sentir quel fascino che ha stregato per millenni centinaia di generazioni trasformando cosi’ due categorie di esclusi in due categorie di privilegiati.

Da una parte l’arte scoperta ritornerebbe al suo ruolo: comunicare valori e parlare ai sentimenti. Dall’altra potremmo rendere meno grigie le giornate di chi sta scontando la sua pena in carcere, rivalutare ed in alcuni casi restituire all’umanita’ un’arte ingiustamente relegata nelle carceri-magazzino dei musei. Qualcosa piu’, dunque, di un’ora d’aria, un lavoro di espiazione, perche’ persone e opere tornino a respirare e raccontare le loro storie”.

La proposta dell’assessore Missineo giunge dopo le critiche rivolte alla Regione, agli inizi di gennaio, da “El Pais”, uno dei principali quotidiani internazionali, con un articolo dal titolo “Ieri assassini, oggi guardie al museo”. Nel testo si condannava l’integrazione di un gruppo di custodi del museo di Palazzo Abatellis con sei ex detenuti con un passato nella criminalita’.

“Allora come oggi – conclude Missineo – difesi quella scelta che rivendicai con convinzione, bollando quelle critiche come uno strumentale caso di snobismo culturale. Contro quanti stereotipi e luoghi comuni dobbiamo combattere ogni giorno noi siciliani. La mafia e’ la nostra battaglia numero uno, che dobbiamo combattere in modo inflessibile, senza tregua. Nessuno ne deve dubitare, neanche in Spagna”.

28 gen 2011

A Todi si respira un clima di serenità e dialogo.

Si lavora per immaginare un futuro possibile, tenendo a mente solo il bene del nostro Paese. La due giorni di Todi è iniziata così, con l’incontro di oltre cento tra parlamentari e senatori del centro, che hanno l’ambizione di disegnare sulla scena politica italiana un percorso virtuoso utile a superare quel bipolarismo che paralizza l’Italia e ne frena lo sviluppo. Proprio questo tema sarà oggetto della giornata di domani, quando verrà presentato un documento di azione comune.

Il Sud è stato al centro dei dibattiti di questa giornata di lavoro, che ha preso il via con la relazione di Ferdinando Adornato, per poi dare spazio agli interventi di Linda Lanzillotta e Mario Baldassari. Di Sud s’è parlato, mettendo l’accento sull’ormai insostenibile gap infrastrutturale con il resto del Paese, dalla cronica carenza delle reti stradali e autostradali alla quasi totale inefficienza del sistema ferroviario.

28 gen 2011
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La Bit è uno sperpero di denaro ed è un modo come un altro per far arricchire di più il Comune di Milano e l’economia della Lombardia.

Ci sono stato tante volte. Si va lì e si monta un grande stand che costa cifre altissime e chi lo monta sono gli artigiani locali. Ci sono poi gli stand dei Comuni e delle Provincie che spendono cifre enormi sottratte ai loro magri bilanci per avere uno stand e il massimo risultato che ottengono è la fotografia del presidente del consiglio comunale o della provincia insieme al sindaco o all’amministratore che sta là.

Stuoli di amministratori partono e stanno tre giorni  per farsi una passeggiata nella Galleria, mangiare fuori, andare a fare shopping. Perché sperperare tanto denaro, se poi quando si fa la conferenza stampa ci sono i giornalisti nostri, gli amministratori nostri e viene magari il presidente della fiera o qualche altra personalità?

Apriamo gli occhi, utilizziamo questo contenitore splendido che è l’Albergo delle Povere in questa meravigliosa città di Palermo in cui si vive meglio e dove ci sono alberghi accoglienti e ottimi ristoranti.

Spendiamo il denaro come Regione per fare i nostri stand e soprattutto per promuovere qui la venuta di grandi tour operator che vengano a conoscere quanto è importante la Sicilia portandoli magari a fare una puntata a Enna, a Siracusa, a Messina a Taormina e a Catania.

28 gen 2011

La giunta di governo ha dato il via libera alla strategia di politica energetica individuata dall’assessore Giosue’ Marino nel regolamento di attuazione del Piano energetico regionale (Pears), che disciplina il settore dell’energia da fonti rinnovabili in Sicilia. La Regione concedera’ maggiori privilegi al fotovoltaico rispetto all’eolico e dedichera’ particolare attenzione alle imprese agricole e allo snellimento delle procedure per ottenere le autorizzazioni a realizzare gli impianti: sono questi i cardini dell’impianto del documento apprezzato dal governo regionale.

Con questo provvedimento,la Sicilia si adegua alle direttive comunitarie, promuovendo lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, nel rispetto della salute, dell’ambiente, della vocazione turistica, agricola e del patrimonio artistico-culturale del territorio. Senza trascurare le ricadute occupazionali.

“Il regolamento – ha detto Marino – permette all’autonomia regionale di determinare un sistema che concilia le politiche di tutela ambientale con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili attraverso interventi mirati. Che sono gli obiettivi assegnati alle Regioni”.

Il documento introduce procedure semplificate e trasparenti, come l’informatizzazione dell’iter autorizzativo e la disponibilita’ on line di tutte le informazioni necessarie, a cominciare dalla modulistica per la presentazione delle relative domande. Sono tutti accorgimenti e criteri che consentiranno, finalmente, di dare risposte veloci agli imprenditori che intendono investire nel settore.

“Questo sistema – spiega l’assessore all’Energia – garantira’ parita’ di condizioni a tutti i soggetti che richiedono l’autorizzazione e scongiurera’ il rischio di eventuali discriminazioni”.

Le nuove procedure prevedono anche il decentramento, su base provinciale, delle autorizzazioni di piccoli impianti, di potenza fino a 1 MW, agli uffici del Genio civile. E, per quelli di minore potenza, specie se collocati sui tetti di edifici esistenti, viene introdotta la Dia, cioe’ la denuncia di inizio attivita’.

L’assessorato, che coordina l’intero procedimento, avra’ anche il compito di assistere chi lo richiede, per gli aspetti tecnici.

Il regolamento promuove la realizzazione di impianti fotovoltaici legati alle attivita’ agricole per assicurare la conservazione dell’uso agricolo dei terreni, evitare lo spopolamento delle campagne e il rischio di desertificazione.

Inoltre, in sintonia con le linee guida nazionali, vengono individuati i criteri per valutare le “aree non idonee” alla realizzazione di impianti: sara’ costituita un’apposita commissione interdipartimentale (Energia, Ambiente, Beni Culturali, Turismo, Agricoltura), per conciliare le politiche di tutela ambientale, lo sviluppo e la valorizzazione delle energie rinnovabili nel territorio.

Una parte del provvedimento viene dedicata all’efficienza energetica: vengono definiti i compiti dei “Responsabili per l’uso razionale dell’energia” nelle amministrazioni pubbliche. Sono stabiliti parametri di progettazione di edifici e impianti destinati all’integrazione delle fonti rinnovabili e alla promozione dell’efficienza, inclusa la diagnosi e la certificazione energetica.

Particolare rilievo viene dato al sistema dei controlli, per verificare se gli impianti autorizzati vengono realizzati e sono funzionanti. “Saranno controlli rigorosi – sottolinea Marino – per evitare infiltrazioni mafiose. E’ noto che nel business delle energie prodotte da fonti alternative la criminalita’ mafiosa trova particolare capacita’ di inserimento. Per arginare il fenomeno, il regolamento prevede l’acquisizione delle informazioni antimafia dei prefetti prima del rilascio delle autorizzazioni richieste. Ho gia’ avviato con i prefetti siciliani e con il Ministero dell’Interno un’interlocuzione per stipulare un protocollo d’intesa”.

Dopo l’apprezzamento della giunta, il documento passera’ alla Corte dei Conti e al Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) per l’approvazione definitiva.