Il percorso per la stabilizzazione dei precari è iniziato e andrà in porto
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Partiamo da un presupposto: deliberatamente o meno, non è stato colto il punto che noi riteniamo fondamentale e cioè che per noi questa stabilizzazione è un fatto moralmente e finanziariamente irrinunciabile e andremo avanti fino al raggiungimento dell’obiettivo. Stiano certi quanti intendano giocare, speculare o mettersi di traverso.
Si tratta di 22.500 persone e delle loro famiglie, precari da 18 o 20 anni, che non possono essere licenziate e che non possono continuare a vivere con l’incubo e l’incertezza di una proroga che arriva o meno.
L’anno scorso rischiammo di non poter approvare l’ennesima proroga e i “quattro paladini di Francia”, i parlamentari nominati dai padroni e messi là per eseguire gli ordini e non per difendere gli interessi dei propri cittadini, si sono messi di traverso.
Più avanti si va e più difficile sarà ottenere le proroghe. Possiamo consentire che 22.500 persone che hanno quei titoli di cui gli enti locali non possono fare a meno, che non costano un euro in più, la cui stabilizzazione ci sottrae al rischio di pagarla cara, che questa gente continui così per altri cinque o dieci anni? Sarebbe stato immorale, indecente e ingiusto.
Il commissario dello Stato ha impugnato alcuni punti, gli altri domani saranno promulgati: la stabilizzazione si può fare, il finanziamento che dà la Regione non viene conteggiato ai fini del calcolo per cui la spesa del personale non può superare il 40%.
Alcune categorie di precari devono fare i concorsi? Bene. In questi concorsi c’è una riserva del 40% per i dipendenti, l’altro 60% si individua per titoli e per esami. Si può nell’individuare i titoli non tenere in conto l’esperienza portata avanti da anni? Impossibile.
Il percorso della stabilizzazione è partito grazie alla determinazione del governo e andrà in porto. Ricorreremo davanti alla Corte Costituzionale contro questa bocciatura, è nostro diritto e lo faremo.


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Dal sito internet dell’ ars risulta pubblicato il resoconto provvisorio della seduta del 14 dicembre 2010 e non è rilevabile una stabilizzazione a chi è precario da 18 o 20 anni.
Pertanto risulta palese che non è vero quanto pubblica il presidente Lombardo nel post in questione.
Risulta riconosciuto il diritto alla stabilizzazione a quei LSU che hanno svolto otto anni di LSu negli ultimi dieci anni, etc.
Purtroppo contrariamente a quanto sostiene la legge, non è stata applicata la procedura di stabilizzazione per quei lavoratori LSU prevista dalla legge di stabilizzazione che, precisamente prevedeva una deliberazione del governo regionale di approvazione di un programma regionale di stabilizzazione entro il 31 marzo 2007.
Pertanto gli LSU ai sensi della legge n° 16 del 14 aprile 2006 all’ articolo 1 ) comma 1 ) lett. b) avevano diritto al contratto a tempo determinato dal 1° aprile 2007.
Ovviamente Lombardo ed i parlamentari ars del MPA avranno interesse ad utilizzare diversamente i soldi previsti disponibili dal 1° aprile 2007 per i citati LSU.
Utilizzati ad esempio per effettuare contratti superiori alle 24 ore settimanali ad i loro amici che hanno vouto favorire e poi con tanti amici imprenditori che ha, ipotizzo che li utilizzano a scopo privato.
Ai lavoratori che secondo la legge citata hanno diritto al contratto a tempo determinato i contratti dovevano farli gli enti ai quali i soldi doveva stanziarli la regione.
Lombardo rappresenta l’ emarginatore, il discriminatore, colui che truffa i citati LSU e nemmeno ne vuole parlare del problema vero poichè appare palese che abbia come si suol dire del carbone bagnato.
I citati LSU attendono il contratto a tempo determinato dal 1° aprile 2007 ed i loro soldi relativi a differenze contrattuali, contributi, tredicesime chi se li mangia?
Mi pare che adesso il vaso sia colmo!!!
ARTICOLO 17 dello Statuto d’Autonomia Siciliana (legge costituzionale della Repubblica italiana):
1. Entro i limiti dei principi ed interessi generali cui si informa la legislazione dello Stato, l’Assemblea regionale può, al fine di soddisfare alle condizioni particolari ed agli interessi propri della Regione, emanare leggi, anche relative all’organizzazione dei servizi, sopra le seguenti materie concernenti la Regione:
a) comunicazioni e trasporti regionali di qualsiasi genere;
b) igiene e sanità pubblica;
c) assistenza sanitaria;
d) istruzione media e universitaria;
e) disciplina del credito, delle assicurazioni e del risparmio;
f) legislazione sociale: rapporti di lavoro, previdenza ed assistenza sociale,osservando i minimi stabiliti dalle leggi dello Stato;
g) annona;
h) assunzione di pubblici servizi;
i) tutte le altre materie che implicano servizi di prevalente interesse regionale.
Presidente, se non bastasse ricorrere alla Corte Costituzionale, si deve ricorrere all’Alta Corte Europea! L’Italia non può trattare lo Statuto Siciliano come fosse carta straccia. Se è vero, come è vero, che lo Statuto d’Autonomia della Regione Siciliana e parte integrale della Carta Costituzionale della Repubblica italiana, dobbiamo PRETENDERE ANCHE RICORRENDO ALLE NAZIONI UNITE che venga rispettato il “patto costituzionale” tra la Sicilia e l’Italia, oppure, non rispettato il “patto”, che ognuno vada per la sua strada!
Ai citati LSU non solo non ha fatto contratto a tempo determinato di norma previsto, ma ora non vuole riconoscergli il diritto al contratto a tempo indeterminato solo perchè prima non gli ha fatto quello a tempo determinato.
E’ Suo dovere morale e civico riconoscere il contratto a tempo determinato con effetti retroattivi dal 1° aprile 2007 ai citati lavoratori LSU.
Mi pare che in uno stato democratico queste siano cose gravi perchè creano discriminazione tra LSU ed ovviamente contrasto tra gli LSU ai quali stanno rispettando le procedure di norma previste e gli altri LSU ai quali non stanno rispettando le procedure di norma previste.
Lombardo parliamo solo di questa cosa senza confonderci perchè Lei appare persona che sta facendo del male ai citati LSU ed alle loro famiglie.
Presidente, se non bastasse ricorrere alla Corte Costituzionale, si deve ricorrere all’Alta Corte Europea! L’Italia non può trattare lo Statuto Siciliano come fosse carta straccia. Se è vero, come è vero, che lo Statuto d’Autonomia della Regione Siciliana è parte integrale della Carta Costituzionale della Repubblica italiana, dobbiamo PRETENDERE ANCHE RICORRENDO ALLE NAZIONI UNITE che venga rispettato il “patto costituzionale” tra la Sicilia e l’Italia, oppure, non rispettato il “patto”, che ognuno vada per la sua strada!
Presidente nel suo programma c’era anche il ripristino dell’Alta Corte. Chi nni fu?
Presidente la prego di spiegare al sindaco di Milazzo che con la nuova legge deve mettere solo la quota spettante all’ente tra le spese per il personale, perchè per rientrare nella quota del 38% con la delibera n. 271 del 16.12.2010 ha ridotto l’orario di lavoro da 24 a 18 ore settimanale.
Mi permetto di di suggerirle, se è possibile, di inserire nella circolare di proroga dei contratti in essere l’orario minimo deve essere 24 ore. GRAZIE
P.S. credo che l’esempio di Milazzo lo stiano seguendo anche altri comuni PER RISPARMIARE.
Quando il presidente Lombardo afferma di voler stabilizzare i precari è senz’altro sincero.
D’altronde, non si spiega diversamente la sua pervicace ostinazione nel continuare a “stabilizzare” personale esterno nei ranghi regionali: consulenti, capi di gabinetto che diventano dirigenti generali, assessori promossi dirigenti generali e viceversa, turbinio di nomine tra i componenti degli uffici di gabinetto suo e dei suoi assessori….
Insomma, un’attività frenetica quasi compulsiva che non ha eguali nella storia della burocrazia regionale.
Ma, oltre a questa girandola di nomine, il popolo siciliano ha qualche speranza che ci sia dell’altro, magari più concreto e tangibile per il bene e la prosperità di tutti e non soltanto per pochi privilegiati?
Che la Provvidenza lo illumini o illumini noi circa la strada da seguire per liberarcene.
Buon Natale a tutti i frequentatori del blog, con l’augurio e la (tenue) speranza che il nuovo anno possa essere migliore.