25 nov 2010

Sulla Catania-Ragusa il governo centrale rema contro la Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 10 commenti
Immagine anteprima YouTube

A noi è stata revocata la concessione per la gestione delle autostrade, molte delle quali sono state fatte con soldi della Regione.

Questo Stato oltre a non darci quello che ci spetta ci vuole togliere quello che è stato fatto con i nostri soldi. In questo contesto io voglio dire ai siciliani, e soprattutto ai ragusani, che sono stati già sobillati contro di me da qualche miserabile che si definisce politico, a proposito dell’aeroporto di Comiso. Si dice che Lombardo non vuole completare l’aeroporto, ma perché il nostro governo non lo completa e non lo dota di ulteriori strutture e finanziamenti come ha fatto con gli aeroporti del nord?

Io mi sono intestato una battaglia che ha impedito che l’aeroporto partisse declassato come aeroporto regionale. E’ rimasto un aeroporto che ha prospettive di crescita e di sviluppo nazionale e serve un’aerea territoriale tra le più ricche di tutto il sud: la provincia di Ragusa. Se non mi fossi speso in quella battaglia  a quest’ora quell’aeroporto sarebbe di serie B e ci saremmo potuti scordare gli investimenti dello Stato.

Questi politici che stanno vicini al governo vogliono spendere le loro energie perché lo stato investa per completare l’aeroporto? O hanno esaurito le loro energie attaccando Raffaele Lombardo?

La stessa storia si ripete per la Catania-Ragusa. Cosa si è congegnato a Roma? Di sottrarci la concessione delle autostrade e di sottrarla al Cas che noi stavamo cominciando a risanare. Ora il Cas non so di cosa camperà se i pedaggi delle autostrade vengono incassati dallo Stato. I dipendenti ce li paghiamo noi? Vedete che altro insulto che ci dà questo governo?

Dopo averci revocato la concessione vogliono fare la Catania-Ragusa, opera che noi vogliamo molto più di quanto non voglia lo Stato centrale. Vogliono però che questa strada venga fatta con un pezzo di finanza di progetto. E come mai, visto che tutte le altre autostrade siciliane sono state fatte con soldi pubblici? Perché c’è un disegno preciso: fare entrare un privato, che noi abbiamo detto chi è, parente di questa maggioranza, per far pagare ai ragusani il pedaggio per almeno trent’anni.

Io rilancio: la strada costa 800 milioni e dovevamo metterne 200 la Regione, 200 lo Stato e 400 il privato. Anziché 200 la Regione ne mette 400 attingendo al Fas che ci spetta e gli altri 400 li mette lo Stato. Se poi il pubblico, l’Anas, la Regione, lo Stato vogliono far pagare un pedaggio lo applicheranno altrimenti anche la Catania-Ragusa sarà gratuita come lo sono la Palermo-Catania o la Palermo-Mazara del Vallo.

In caso contrario, con la scusa dell’investimento da parte del privato succederà che questo applicherà il pedaggio, che i ragusani pagheranno salato il venire a Catania e viceversa e quel privato che si sarà insediato sarà l’unico in Sicilia e accamperà il diritto, quando dovessimo privatizzare il sistema delle autostrade, e la pretesa di far pagare al popolo siciliano il pedaggio per muoversi da una qualsiasi città ad un altra anche in quei comuni in cui già il prodotto interno lordo, il reddito pro capite e i livelli di occupazione sono tra i più bassi d’Italia se aggiungiamo di che arricchire gli sfruttatori e le sanguisughe della Sicilia allora avremo completato l’opera.

I miei amici ragusani sappiano che il disegno programmato alle loro spalle e contro la loro vita è questo, dove per vita intendo quelle risorse che sono poche e per chi si muove si assottigliano ancora di più e vengono sottratte alla propria famiglia e ai propri figli.

10 Commenti a “Sulla Catania-Ragusa il governo centrale rema contro la Sicilia”

  1. mario64 scrive:

    Purtroppo, la verità è questa. Chi non aiuta la Sicilia, non è restio ad imporre ad essa dei “pizzi” da pagare.La logica è sempre la stessa di sempre. E’ necessario però, presidente, passare dalla presa di coscienza ai fatti. Prendere posizione ed adottare una linea di attacco concreta. Aspettiamo che cada il governo centrale?

  2. amicopaolo scrive:

    Caro Raffaele Lombardo,
    in un clima come questo anche un post con una tematica così meritoria perde di consistenza. E’ vero, bisogna pur andare avanti e cercare cotinuare un percorso di riscatto per il nostro popolo, ma, per andare dove? e con chi?
    Lei, “patriotticamente”, vuole essere lo spartiacque tra il nostro passato ed una nuova stagione siciliana, ma, Lei non viene dalla luna ed ha percorso le stagioni politiche di un passato più o meno impervio e comunque in una terra come quella nostra. Malgrado la sua nobile causa, le sue sicurezze personali vengono date (secondo me) da alcuni pezzi della magistratura e frange politiche antimafia che hanno creduto nei suoi “sinceri” propositi di una nuova stagione all’insegna dell’antimafia nella P.A., infatti, i suoi percorsi politici di “Presidente della Regione siciliana” vanno in questa direzione e così i suoi neo alleati si fanno paladini (timidi) e pronti a sostenerla pur di cambiare questa martoriata terra.
    Purtroppo, dopo 150, i pericoli della Sicilia non sono solo gli Ascari (che Lei combatte bene), ma, i siciliani italianizzati come alcuni giornalisti e quelli di “addio pizzo” che non rispondono ne a Lei ne ai mestieranti dell’antimafia, ma a logiche italiote che inevitabilmente influenzeranno quelli che, in questo momento, sono i suoi “timidi” sostenitori.
    Caro Lombardo,
    o questa sua nuova compagnia politica ha la forza di costringere la Procura di Catania a politicizzare l’esito delle loro indagini e ufficialmente la ritengono estraneo a questa vicenda giudiziaria che la riguarda o Lei sarà cucinato a fuoco lento e mangiato anche da chi in questo momento “timidamente” è con Lei.
    Ps
    Per me la sua unica soluzione è quella che ho scritto nei commenti precedenti.

  3. amicopaolo scrive:

    Mario64,
    il nostro problema, da sempre, non è mai stato il Governo centrale che è invaso da mediocri figuri “Onorevoli e Ministri siciliani e meridionali”, ma il servilismo meschino della nostra classe politica siciliana alle segreterie nazionali interessate ai poteri lombardo/piemontesi.
    Il nostro Ascarismo è stata e continua ad essere la forza del Nord. Oggi, malgrado un sentimento diffuso al sicilianismo nel nostro popolo siamo deboli perché non abbiamo un “vero” leader che sappia toccare le corde giuste per risvegiare i nostri cuori e trascinarci in una stagione di “vero” riscatto.
    Questo è quello che rimprovero a Lombardo al di là di tutte le minchiate mediatiche vere o presunti tali. Infatti non è una colpa da poco specialmente per chi, come me, gli ha creduto.

  4. gigi scrive:

    Piero Lipera, pur dichiarando di non amare particolarmente il presidente Raffaele Lombardo, scrive un articolo, “Lombardo non può (e non deve) cadere per ragioni giudiziarie”, dove da merito allo stesso di aver scompigliato le carte, oltre che negli schieramenti politici, anche in quelle che erano le posizioni ufficiali sulla giustizia: …….Il tormentone, a cui gli italiani hanno assistito, è stato noioso e ripetitivo: da un lato, i puri giustizialisti di sinistra e, dall’altro, i garantisti, traffichini, di centro destra, questi sempre in attesa di una sentenza che li assolva da ogni accusa. ……Le due coalizioni, non solo si sono scambiate di posto a Palazzo d’Orleans e a Palazzo dei Normanni, ma hanno anche invertito l’angolo di visuale che nella cultura giudiziaria e politica aveva caratterizzato questi ultimi venti anni. ….In Sicilia, noti esponenti politici, PDL e viciniori, lanciano allarmi ed invitano alle dimissioni. In barba a qualsiasi principio di puro e sano garantismo. …Dall’altra parte della barricata, quella più rossa, pare che la dottrina moralista e giustizialista sia stata cancellata.
    …In sintesi, in Sicilia oggi abbiamo una sinistra finalmente garantista, sorda a qualsiasi tintinnio di manette e che paziente attende l’esito delle inchieste e dei processi ed un centro destra che impazza dalla voglia di mandare a casa Lombardo.
    …Finalmente lo strumento dell’Antimafia, secondo il quale chiunque fosse – solamente – accusato di collusione mafiosa dovesse essere anche ghettizzato ed allontanato, ha avuto termine…..Ben venga in Sicilia la fine del professionismo dell’Antimafia e con essa la fine del Giustizialismo. Il potere (per gli ex comunisti) in questo caso è stato illuminante. Finalmente, Finocchiaro e Lumia, oggi più che mai, hanno ben compreso la fallacia dei loro passati pensieri.

  5. Tommaso scrive:

    Caro Presidente,devo contraddirla in merito ad alcune sue affermazioni sul personale del CAS.
    Negli ultimi 5 anni sono andati in quiescenza oltre 200 dipendenti, quindi ritengo che non ci sia “più personale del giusto”.
    Inoltre,”noi non abbiamo assunto nessuno, abbiamo bloccato le assunzione” La invito ad approfondire le Sue conoscenze sull’argomento,in quanto, il divieto di assunzione di cui alla delibera di Giunta Regionale n. 221 del 30.09.2008 è stata applicata solo per i disoccupati nonché per i precari delle autostrade siciliane che da anni lottano per la loro stabilizzazione.

  6. gigi scrive:

    AddioPizzo non è un movimento né di destra, né di sinistra. AddioPizzo ha tutto il diritto di criticare la politica. Preferisco un’AddioPizzo critica, che passiva e omologata al sistema di potere. Devono sentirsi liberi di fare le proprie scelte anche contro Lombardo.
    Naturalmente questa scelta politica su Lombardo avrebbe dovuto richiamare altre scelte che sino ad adesso non ho visto compiere. Ad esempio, mentre su Lombardo ci sono solo indiscrezioni senza che siano emersi fatti che meritano una tale presa di posizione, per Berlusconi, le cui responsabilità morali e politiche sono accertate e inequivocabili relativamente al processo Dell’Utri, non hanno mai chiesto le dimissioni.
    “Sono sicuro che i ragazzi di Addiopizzo sapranno valutare le considerazioni di Pina Maisano Grassi, di Giosuè Marino e Tano Grasso, punti di riferimento importanti del mondo antiracket e dello stesso movimento. Allo stesso tempo credo sia necessario focalizzare l’attenzione sui fatti.

    Giuseppe Lumia intervista di Walter Giannò

  7. nebros scrive:

    E’ in corso una “campagna” contro il Presidente Lombardo e pur di colpirlo non si tiene conto del danno che si fa alla Sicilia, ai Siciliani e in qualche caso a tutto il meridione.
    Ho appreso di recente che un automobilista siciliano si è vista sequestrata l’auto a Roma perchè non aveva la revisione fatta (sebbene fatta con tanto di bollino sul libretto).
    Signori miei, allo stato attuale solo perchè c’è una disputa tra lo Stato Centrale e la Sicilia sulle competenze dei compensi sulle revisioni delle auto fatte in Sicilia, la Motorizzazione Civile dello stato Italiano non allinea gli archivi con quelli provenienti dalla Sicilia.
    Ma il FEDERALISMO che tanto invocano al nord qual’è?

  8. amicopaolo scrive:

    Gigi,
    “AddioPizzo non è un movimento né di destra, né di sinistra. AddioPizzo ha tutto il diritto di criticare la politica. Preferisco un’AddioPizzo critica, che passiva e omologata al sistema di potere. Devono sentirsi liberi di fare le proprie scelte anche contro Lombardo”.
    Intanto permettimi di avere qualche “dubbio” sull’imparzialità politica di addiopizzo.
    In ogni caso il punto è un’altro e va al di là dell’articolo propagandistico del Piero Lipera da te segnalato:
    in Sicilia, per fortuna, ci sono fermenti di cambiamento radicale che possono cambiare le sorti del nostro popolo.
    In questo processo di cambiamento che può essere una nuova alba per noi siciliani, anche se (secondo me) sbagliato nella forma e nella causa voluta o non voluta da Lombardo, tutti i siciliani dovrebbero schierarsi per questo nuovo giorno che la storia ci offre.
    Se le formazioni politiche che sostengono questo governo, anche se lontani dai miei ideali politici, non fanno quadrato attorno a Lombardo con forza, non timidamente, e governando (mediaticamente le posizioni) di queste associazioni pluripoliticizzate come Addiopizzo con prese di posizioni fuori dalle logiche del senso critico, ma in nome di un cambiamento a prescindere; allora vuol dire che abbiamo sprecato il giorno che ci offriva questa nuova alba.

    Ps
    Con questo non voglio che si possa pensare che sono contro l’operato di Addiopizzo, anzi, la ritengo un’associazione molto importante per la nostra società, ma, i venti della politica che soffiano in questo momento storico sono un’altra cosa.

  9. Cico scrive:

    Presidente Lombardo, ma vero è che Trenitalia ha dirottato, verso altre tratte nazionali, investimenti che aveva programmato per migliorare la rete ferroviaria in Sicilia a causa del mancato impegno alla partecipazione alla spesa da parte della regione?
    Finanziamenti che invece sarebbero stati dirottati e concessi per il potenziamento della ferrovia circumetnea, notoriamente a capitale privato?

  10. tony scrive:

    Quando il governo centrale rema contro,e i siciliani votano il governo bunga.bunga col 61 A 0 come possiamo farci valere?Se vendono il voto per 2 soldi?

Lascia un Commento

Per lasciare un commento su questo blog devi essere registrato.
Se ti sei già registrato, inserisci il tuo nome utente e la tua password e ti comparirà il modulo per inserire il commento.
Se ti sei già registrato, ma non ricordi la password, puoi resettarla qui.
Se non sei ancora registrato, puoi farlo subito qui.