31 ott 2010

“Non si scandalizzi il Times, ma per colmare il divario infrastrutturale che separa la Sicilia dall’Europa servirebbero risorse almeno dieci volte superiori a quelle che ci hanno assegnato. Con i fondi di agenda 2000, sono stati realizzati investimenti per tentare di colmare l’ormai secolare divario con il resto del Paese”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, che cosi’ commenta l’inchiesta del quotidiano londinese Times sulla spesa comunitaria in Sicilia.

“Servono piu’ risorse che vanno investite nel segno di rigore, efficienza e legalita’- sottolinea il presidente – e proprio per questo, siamo intervenuti per riformare radicalmente la macchina regionale, tagliando sprechi e riorganizzando l’amministrazione per renderla sempre piu’ in grado di qualificare la spesa, anche quella comunitaria”.

Ma per il presidente Lombardo, le risorse comunitarie non sono sufficienti a cambiare lo scenario socio economico della Sicilia: “Per rilanciare la Sicilia e la sua economia e’ necessaria una fiscalita’ che aiuti l’insediamento delle imprese. Per noi, la fiscalita’ di vantaggio e’ molto piu’ importante dei contributi a fondo perduto, che possono aiutare le imprese a nascere, ma non cambiano il contesto complessivo. Con la fiscalita’ di vantaggio raggiungeremmo un duplice scopo: attrarre imprenditori nel nostro territorio e arginare il peso della criminalita’ organizzata che, come raccontano le cronache, punta ad aggredire la capacita’ di spesa dell’amministrazione pubblica e ad infiltrarsi nella gestione degli appalti”.

29 ott 2010

“Ancora una volta, grazie al prezioso lavoro di magistrati e inquirenti, per i siciliani onesti arriva la dimostrazione che non esistono piu’ forzieri della mafia impossibili da scardinare. E’ la strada da seguire, e’ una priorita’ assoluta”. Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che cosi’ commenta il sequestro dei beni per un valore di 30 milioni di euro effettuato questa mattina dall’ufficio misure di prevenzione della Questura di Palermo.

“Aggredire i beni illeciti dei padrini e dei loro prestanome – continua – significa privare la mafia del potere di condizionamento e inquinamento del sistema economico e della societa’ siciliana”.

29 ott 2010

“Il federalismo fiscale se lo si vuole realmente deve essere equo e solidale. Caso contrario sara’ uno strumento che dividera’ il Paese in due: italiani di serie A e italiani di serie B”. Sintetizza cosi’l'assessore per l’Economia, Gaetano Armao,il leit motiv dei lavori romani sul federalismo.

“Cosi’ come e’ stato impostato dal governo – prosegue l’assesssore incontrando i giornalisti per informarli sull’andamento delle trattative – avremo subito una refluenza negativa di 400 milioni.

I due schemi di decreto attuativo sul federalismo sui quali si e’ lavorato ci fanno pensare che, sia quello municipale sia quello regionale, siano estremamente carenti. Abbiamo con forza illustrato nel corso della conferenza Stato-Regioni le nostre perplessita’ e avanzato rilievi, ma sembra che il governo voglia proseguire sulla propria strada, cosi’ come ha fatto con gli enti locali”.

“La Sicilia, comunque, non e’ assolutamente disponibile, cosi’ come le altre Regioni e Province a Statuto speciale, a dare il beneplacito a questo federalismo che in molte sua parti appare incostituzionale. Si accenna, per esempio, alla perequazione fiscale e non si parla assolutamente di perequazione infrastrutturale. Giovedi’ prossimo avremo – conclude Armao – l’ultima conferenza utile. Sapremo se il governo intendera’ proseguire il colloquio con le Regioni. Se dovesse saltare l’intesa apriremmo una serie di conflitti, ai vari livelli, per evitare iniquita’ e appesantimento di costi che i bilanci regionali non possono piu’ sopportare”.

28 ott 2010
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I giovani dell’Mpa si ritrovano nell’idea autonomista e pongono un tema importante: rinnovare profondamente il movimento e non tenere palle al piede fatte di uomini o deputati che vivono di vecchie logiche, di vecchi sistemi, dello scambio continuo. Mi chiedono di non aspettare che, andato male il ricatto, poi se ne vadano loro.
Credo che un lavoro di trasformazione e di radicamento del movimento nel territorio, che non deve essere più affidato a questo o quel potentello locale, sia importante da fare.

28 ott 2010
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Non disconosco l’importanza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Noi, a cominciare dalla visita del presidente Giorgio Napolitano, abbiamo ricordato e ricorderemo i 150 anni e lo sbarco dei Mille. Ci sono tante manifestazioni in programma per ricordare, anche criticamente, quegli avvenimenti.

In molti insistono sulla secessione come minaccia per liberarsi di questo peso morto rappresentato dal sud e dalla Sicilia: terroni, spreconi, incapaci, possibilmente dotati di un quoziente intellettivo più basso, tendenti a delinquere.

Ho risposto a questo continuo stillicidio di accuse e di critiche dicendo: ma andatene al diavolo voi, dateci questa benedetta secessione, così vediamo se da soli e senza il vostro aiuto non ce la caviamo meglio, senza questo governo centrale che va avanti scambiando qualche elemosina con una struttura clientelare e inefficiente delle nostre amministrazioni.

Se solo incassassimo le tasse per la raffinazione del petrolio, che ammontano a 10 miliardi, forse potremmo pagarci una ferrovia meno penosa di quella che abbiamo.

Qualcuno dei nostri conterranei si scandalizza di ciò, soprattutto quelli che, oggi o domani, aspirano a godersi un qualche privilegio alla faccia dei siciliani e dei nostri figli che si devono sentire insultare a Milano o a Bruxelles.

Si comincia, da parte degli storici, a rivedere con occhio critico quella storia che non fu rose e fiori. E’ costata al sud lacrime e sangue, emigrazione, guerra civile definita brigantaggio ecc.

Noi ricorderemo. Ma farebbero bene, alcuni, a non nascondersi dietro i luoghi comuni della storia dei vincitori e a leggere qualche saggio per cominciare a capire che, forse, le cose andarono diversamente da come i vincitori imposero che fossero raccontate dagli storici dell’epoca e da quelli degli anni successivi.

28 ott 2010

La giunta regionale guidata dal presidente, Raffaele Lombardo, ha nominato, ad interim, Giovanni Bologna Segretario generale della Presidenza della Regione siciliana.

La giunta di governo ha inoltre nominato direttore del dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti Enzo Emanuele, che mantiene l’interim del dipartimento al Bilancio ed Economia, e Gesualdo Campo quale dirigente generale del dipartimento regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale ad interim. L’interim del dipartimento regionale della Pesca e’, invece, affidato a Salvatore Barbagallo.

Nel corso della stessa seduta, la giunta ha stabilito che la Venere di Morgantina, al suo rientro in Sicilia, sara’ trasferita direttamente ad Aidone.

Infine, la giunta ha deliberato la dichiarazione di stato di calamita’ per i danni causati dall’alluvione del 18 e 20 ottobre scorso nell’area comnmpresa tra Brolo e Acquedolci, nel messinese.

28 ott 2010

“Giovanni Spampinato aveva anticipato tutto e tutti. Con una grande sete di conoscenza, scrisse per raccontare e far conoscere vicende di connivenza e meccanismi criminali, fino al sacrificio della sua vita”. “Le sue analisi e i suoi articoli sono un esempio concreto di informazione libera e di memoria per il presente e il futuro.

La sua morte e’ l’affermazione di un principio imprescindibile per la vita di una qualunque societa’ civile: non puo’ esserci democrazia senza la ricerca della verita’ e, se muore un giornalista muore l’informazione della verita’. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando il cronista ragusano, corrispondente del giornale l’Ora e de l’Unita’, ucciso dalla mafia.

“Rendere omaggio a Spampinato e’ il modo migliore per ricordarci che tutti dobbiamo continuare a lottare quotidianamente contro qualsiasi forma di violenza mafiosa, pretendendo sempre quell’informazione che il giovane cronista ci ha insegnato: una informazione libera e mai superficiale.

28 ott 2010

Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, esprime la propria solidarieta’ e quella dell’intero governo regionale al sindaco di Vittoria ed al corpo di vigili urbani della cittadina dopo che stamani un ordigno rudimentale e’ stato ritrovato davanti alla caserma della polizia municipale di Vittoria (Ragusa).

” Il gravissimo episodio di stamani, che segue l’episodio intimidatorio dei giorni scorsi, quando erano stati danneggiati l’auto del sindaco Giuseppe Nicosia e alcuni scuolabus del Comune, ci induce ad intensificare i nostri sforzi nel ripristino della legalita’ in tutti i settori della vita pubblica della nostra regione. Non tollereremo che il malaffare possa in qualche modo intaccare la serenita’ di quanti lavorano in favore della nostra terra. Il sindaco Nicosia, prosegua nel suo lavoro con la consapevolezza che il governo regionale, sara’ sempre al fianco di quanti ogni giorno si impegnano per far crescere questa regione, nel segno della legalita’ e del rispetto delle regole.