25 set 2010

La riforma sanitaria leva fondamentale per cambiare la Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 1 commento
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Si parla tanto di quattro, cinque governi, non c’è dubbio che in molti settori dell’amministrazione c’è stata la necessità di rettificare la traiettoria che forse non era quella giusta. L’assessore Massimo Russo è alla Sanità da due anni e mezzo.
Oggi è passata la linea del governo di non politici, di tecnici, e qualche politico bravo ha dovuto lasciare, ma altrove è stato un braccio di ferro continuo perché si imboccasse la strada del risanamento, della riqualificazione e dell’efficienza, che sono i criteri ispiratori della riforma sanitaria e che dovranno ispirare tutti i rami dell’amministrazione regionale.
Ci saranno le condizioni? Se non ci dovessero essere e se l’attacco micidiale che si sta scatenando senza esclusione di colpi contro di me, contro questo governo e contro questa coraggiosa esperienza, dovesse prevalere noi non demorderemo. Possiamo anche passare la mano, ma di fronte alla nostra coscienza e ai siciliani, che si renderanno conto di cosa sta succedendo, noi vogliamo restare sempre a posto con la nostra coscienza e con la Sicilia.

Un Commento a “La riforma sanitaria leva fondamentale per cambiare la Sicilia”

  1. Giovanni Di benedetto scrive:

    Egregio Presidente, Lei mi insegna che egregio deriva da “ex gregis”. Chi è Presidente della Regione esce a priori fuori dal gregge per l’unicità della carica istituzionale rivestita. Si può però accontentarsi di una piuma sul cappello? Lei non sembra il tipo. Non varrebbe la pena di fare tutta quella fatica solo per una piuma sul cappello. Un presidente, come chiunque svolga un ruolo, si differenzia da chi lo ha preceduto e da chi lo ha seguito per ciò che fa. Risanare bilanci non è abbastanza. Al di là delle emergenze, bisogna avere un’idea per lo sviluppo di una Terra, della sua sanità, del suo territorio, della sua economia, della sua gente. Se non si ha un’idea di lungo termine si fa solo burocrazia e si viene presto dimenticati, talvolta odiati. Per fare burocrazia basta essere duri, furbi e cattivi. Per rendere reale un’idea ci vuole cuore e ci vuole mente. Non basta fare carte. Ieri sera in TV alla 7 mi ha colpito il sindaco Tosi e il suo approccio alle casse di risparmio. Non condivido quasi nulla di quel punto di vista, ma Tosi un’idea ce l’ha. Cosa succede da due anni nella sanità siciliana? Complimenti per il bilancio. Complimenti per le strutture programmate, per ora solo su carta. Dispiacere per quanto è stato chiuso, senza che fosse già pronta un’alternativa per il siciliano che non ha un altro riferimento a cui rivolgersi. Questo siciliano sconosce assolutamente le carte dell’assessorato. Questo siciliano non riuscirà a capire qual’è l’idea del governo regionale per la sanità siciliana fino a quando questa idea non sarà effettivamente realizzata. La casa vecchia è stata demolita ed ora, se non viene realmente costruita la casa nuova, si può soltanto dormire all’addiaccio. Cordialmente.

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