Il governo dei tecnici non mi appassiona ma occorre grande determinazione e compattezza
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Il governo dei tecnici non mi appassiona in maniera particolare. Anch’io mi sento più a mio agio circondato da cosiddetti politici come me, eletti dalla gente e titolari di una rappresentanza chiara.
Bisogna vedere però come accrescere i numeri di questa maggioranza che dovrà essere determinata per portare avanti ancora una serie di riforme fondamentali per la vita della Sicilia.
Occorre cambiare il sistema in cui funziona la Regione, decentrare i poteri ai comuni, farli organizzare in liberi consorzi, reimpostare la politica agricola sui controlli ed impostare una politica del turismo del tutto diversa.
L’altro giorno ad esempio abbiamo emanato la direttiva contro la grande distribuzione organizzata che sta massacrando la Sicilia: i produttori che vendono a due lire ed i consumatori che comprano a prezzo salato. Nel mezzo chi ci sta? Quella distribuzione organizzata cui si sono aperte le porte, con qualche complicità che prima o poi verrà alla luce, per distruggere produttori, consumatori ed il piccolo commercio. Perché poi per ogni mega centro di grande distribuzione chiudono decine e centinaia di piccoli esercizi commerciali.
Si è polemizzato dalle parti di Messina ad esempio, per questo o per quell’altro soprintendente. I soprintendenti non sono stati lottizzati. Sono tutti miei fedelissimi uomini? Ormai non si lottizza il soprintendente così come un direttore di un museo per poi andargli a chiedere di fare questo o quell’altro. Tutti dovranno fare il loro dovere aiutando la Sicilia, aiutando i cittadini senza figli e figliastri. Senza amici cui dire di si e non amici a cui dire di no se non passano nella segreteria di tizio o di caio. Deve valere così per la sanità come per la cultura, per l’agricoltura e come per tutto. E’ la Sicilia che cambia e per fare queste cose io credo che ci voglia una grande determinazione e una grande compattezza.



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Cos’è, un ripensamento dopo quanto dichiarato da Miccichè e dalla Prestigiacomo?
Mi pare che anche i precedenti governi Lombardo fossero costituiti da diversi assessori “tecnici”: in che cosa, il prossimo Lombardo quater dovrebbe essere diverso dai primi tre?
Caro onorevole, parli di amici a cui dire di si ed altri a cui dire di no se non passano dalla segreteria di tizio o caio? Veramente, anche i tuoi amici,in certe circostanze sono stati trattati male. D’altra parte, così hanno potuto mettere a nudo il criterio con cui dici di si e di no. E’ stato traumatico per loro, scoprire il criterio adottato. Comunque, la parte è stata interpretata alla grande, da vero politico consumato (come è vero che sei). Governo tecnco o politico, non cambia nella sostanza nulla. E’ solo una questione politica e , come contimuava un noto cantante “una gran presa……
Mondo globalizzato, economia aperta, concorrenza aziendale…mi andrebbero pure bene ma che le regole siano uguali per tutti i Paesi del mondo. Per essere competitivi bisogna essere efficienti e veloci nelle decisioni. Indubbiamente si può anche sbagliare ma nel contempo possiamo dire “ho provato”. Ma come si fa se poi per un progetto presentato passano mesi se non anni per essere autorizzati, come si fa se i finanziamenti restano al palo perchè manca una firma, come si fa ad essere competitivi se in 2 soli anni si parla di 4 governi?
Il TGR delle ore 14 è catastrofico, operai licenziati, precari, incertezza, costi. Con i miei operai ho un rapporto sicuramente più stretto che con i parenti, mi sento la responsabilità di dare loro un futuro, mi sono indebitato tantissimo, ogni giorno rischio tantissimo, perchè i nostri politici non sentono lo stesso obbligo? Stiamo attraversando un periodo storico senza precedenti dove la mia sopravvivenza garantisce la sopravvivenza di altri 12 nuclei familiari…ma fino a quando le banche mi daranno credito, fino a quando la MPS serit non mi pignorerà ciò che i miei genitori prima ed ora noi figli abbiamo costruito IN SICILIA. Lombardo e Co. dai la possibilità alle aziende di uscire da questo tunnel, siamo in agonia, abbiamo pochissima liquidità, agevola le aziende che che non riescono più a pagare le tasse anche in considerazione che i nostri costi sono ben più alti rispetto a quello che emerge nelle nostre contabilità.
Siamo un’isola, siamo periferici, siamo imprenditori che hanno scelto di vivere in Sicilia. ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO e questo blog è l’unico mezzo che ho/abbiamo per comunicare. La mia rabbia è tanta, ci sono persone , tante, che vorrebbero fare, credere, crescere ma essere in regola ha costi talmente elevati che la gente rinuncia o fa senza regole creando concorrenza sleale. L’agricoltura è un mezzo di preservazione del paesaggio, di cultura, di occupazione, di bontà. Le ricette non sono facili nè semplici ma sicuramente occorre dare maggiore stabilità e certezza amministrativa.
Il fatto è che certe espressioni quali “efficienza degli uffici”, “ottimizzazione delle procedure” o “contenimento delle spese”, vengono spesso utilizzate per i proclami e poi, nella realtà, scarsamente applicate.
Revocando ad esempio le auto di servizio agli alti funzionari della regione (che spesso servono solo a trasportarli nel tragitto casa-ufficio), si renderebbero disponibili alcuni milioni di euro che potrebbero invece essere utilizzati ben diversamente.
E’ demagogia, questa?
La globalizzazione è la rovina di tutto il mondo occidentale!! Altro che libera competizione!! Quando sento queste frasi idiote di qualche opinionista pelato, mi prende la bestia. Parliamo di fregatura!! Come mettere in competizione sistemi economici totalmente diversi? Chi ci guadagna? I nostri impremditori italiani. Comprano ad un centesimo e vendono a caro prezzo. I politici stanno zitti. Saranno degli ascari ? Che ne dite?
La politica però (proclami a parte) qualcosa di concreto potrebbe farla.
Per rimanere nell’ambito dell’agricoltura, potrebbe ad esempio aiutare i piccoli produttori a diventare distributori di se stessi.
Nelle città, e in qualche caso già succede, le amministrazioni locali potrebbero individuare delle aree da destinare stabilmente al “mercato del contadino”, riservato ai produttori delle zone limitrofe e in cui poter vendere direttamente i frutti delle loro fatiche, senza intermediari e ad un prezzo conveniente sia per loro che per i consumatori.
In queste aree, affrancate da qualsivoglia gabella fiscale, avrebbero accesso solo gli agricoltori locali: naturalmente, nulla impedirebbe ai più piccoli di consorziarsi.
Insomma, sarebbe un aiuto concreto all’incremento dei consumi di prodotti a “chilometri zero” (o quasi) di provenienza.
Alla faccia della grande distribuzione.
Caro Cico, mio padre da anziano faceva l’agricoltore. Aveva l’abitudine di andare alle riunioni di un noto sindacato di cui lui stesso era stato in passato presidente locale e referente nell’ambito dell Democrazia cristiana. Ogni volta, mio padre aveva qualcosa di costruttivo da dire. La cosa si vede che dava fastidio a un certo politico regionale e poi nazionale. Costui infatti in una riunione disse a mio padre: tutti stanno zitti e lei ha sempre qualcosa da dire? Da quella volta, mio padre disertò queste riunioni che lasciavano il tempo che trovavano. Tanto, i soldi dei contributia favore dell’agricoltura andavano a finire dove dovevano andare…… Dalle lamentele espresse da qualcuno, a cui dimostro la mia solidarietà (se ho potuto studiare e vivere nella mia prima età lo devo all’agricoltura). La grande distribuzione si rifornisce presso i mercati generali, quindi può anche acquistare roba locale. Smetta la politica di fare entrare merce estera ei magazzini di lavorazione siciliani per farla uscire come merce locale. Basta fare le leggi e ancora meglio vigilare sulla loro attuazione. Ma ormai, il nostro sistema è talmente decadente che ho sopetto non si facciano bene nemmeno i controlli su quello che mangiamo e beviamo. Diminuiscono vertiginosamente gli organigrammi delle PA . Non si può continuare a far finta di niente. Non è il personale la causa prima dei debiti!!! Lo sapete meglio di noi cittadini!!!
Caro Presidente,il problema sta proprio nel trovare la compatezza per raggiungere obiettivi comuni di sviluppo per l’intera Regione. Purtroppo “alcune persone” tendono sempre a preservare i loro interessi, pur avendo responsabilità morale nei confronti dei siciliani, e non accolgono con entusiasmo il suo programma di grandi riforme non solo politiche ma, soprattutto, culturali. Le auguro un buon lavoro.
Quello del governo dei tecnici o dei politici non è altro che un gioco di parole poichè sempre a seguito di accordi politici avviene la scelta degli assessori ed inoltre i tecnici vi sono e restano i funzionari e gli addetti ai lavori.
La verità resta una soltanto per Lombardo, occupare la poltronsa di presidente della regione della Sicilia a tutti i costi anche a costo di svenderla come nel film Totò vendette la fontana di Trevi.
Di sicuro ci troviamo governati da politici senza alcun valore ed etica o morale davanti il soddisfacimento dei loro sogni e desideri personali.