04 set 2010

Stop alla grande distribuzione. Basta trivellazioni nel nostro mare

scritto da Raffaele Lombardo 10 commenti
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Oggi in giunta abbiamo approvato due provvedimenti che scateneranno le reazioni furibonde da parte dei grandi poteri e dei loro  portavoce.

Abbiamo detto stop alla proliferazione della grande distribuzione che ha ormai colonizzato la Sicilia. Ci sono ancora oggi un sacco di altre richieste di insediamento ma questo distrugge la produzione agricola e alimentare, quella artigianale, il commercio e anche la piccola produzione industriale.

La grande distribuzione non si approvvigiona sul territorio ma laddove gli conviene di più massacrando, oltre i produttori agricoli, artigianali ecc, anche i consumatori che comprano a prezzi alti visto che i grandi gruppi industriali riescono a imporre i prezzi quasi in regime di monopolio.

Allora basta con la grande distribuzione e a quella che c’è già chiediamo il coraggio di evitare ogni azione portata ad ignorare ed a prendere per il collo e a sgozzare quasi i nostri produttori locali.

Abbiamo detto basta anche alle trivellazioni nei nostri mari. Un tema nel quale occorre cura, attenzione e un rigore estremo. Ci sono grandi gruppi che richiedono le autorizzazioni, certo, hanno referenti, dipendenti,  uomini politici ben disposti ad ascoltarli. Ma vengono a prendere il petrolio da noi, e cosa ci danno? Due lire. Lo raffinano e a noi la benzina costa più cara che non nella Valle d’Aosta, dove costa la metà, ma anche nel Lazio o quant’altro. E noi per quattro posti di lavoro dobbiamo inghiottire veleno?

Ma quello che mi preoccupa però ancora di più è che non si diano autorizzazioni a perforare il mare. E se ci sono buoni rapporti con la Libia, non servano solo per le parate militari, si facciano valere questi buoni rapporti, non tanto per dare addosso ai poveri emigrati che cercano lavoro, ma anche perché nelle acque territoriali di quei paesi,  nel mare mediterraneo, non si perfori. Perché se qua, in mare chiuso, succedesse un disastro come quello del golfo del Messico, il petrolio rimarrebbe ad avvelenare per milioni di anni uno dei mari più belli e la sua flora e la fauna, che per un’isola come la Sicilia è la vita.

Niente trivellazioni quindi e un intervento forte perché il governo ottenga che il petrolio lo si vada a cercare dovunque ma non in quello che è il cosiddetto mare nostro.

10 Commenti a “Stop alla grande distribuzione. Basta trivellazioni nel nostro mare”

  1. waltergianno scrive:

    Ottima scelta. Finalmente si arresta l’avanzare dei centri commerciali a go go. Come ho scritto qualche tempo fa, “dovremmo puntare alla nostra valorizzazione, anziché concedere il nostro territorio per la valorizzazione altrui. La Sicilia non deve correre il rischio di diventare soggetto passivo del mercato. Perché non è così che si persegue lo sviluppo”.

  2. gigi scrive:

    AI POLITICI rappresentanti dei CITTADINI DI SICILIA:
    Adesso, che si è formato nel contesto nazionale uno schieramento politico favorevole al sud, serve un “tavolo per la Sicilia”. E’ necessaria una condivisione trasversale per questioni fondamentali; sulle provincie sembra esserci la maggioranza , ma ci sono altri punti di discussione più importanti, per esempio: ripristino dell’ Alta Corte, Piena attuazione dell’autonomia fiscale, Pieno controllo del territorio. Chi decide per le trivellazioni? perché non ci accordiamo con i paesi mediterranei per una legge di tutela del nostro mare? impedendone anche lo sfruttamento della pesca a speculatori molto ben organizzati. Chi decide per il nucleare? Perché non proporre dei referendum su queste scelte difficili? Un Tavolo IN SICILIA per “l’applicazione di leggi costituzionali” .

  3. gigi scrive:

    amicopaolo…dove sei? ti ho anche inviato una e-mail.

  4. Samus scrive:

    Vada avanti Presidente, condividiamo pienamente lo stop alle trivellazioni… Qualche mese fa, gli indipendentisti del M.I.S., attraverso la stampa le avevano chiesto preciso su questo tema appellandosi alla sua sensibilità ed al suo amore per la Sicilia. Oggi ci fa gioire la sua azione politica trovandola sempre più in sintonia con il nostro sogno AUTODETERMINAZIONE.
    A dimostrazione del nostro impegno riportiamo su questo blog quanto già scritto dal Coordinamento Mis Ragusa e riportato da diverse testate cartacee e online.
    “L’ENI perfora la Campagna Ragusana
    E come sempre “pecore e pecoroni” non si accorgono di nulla.
    Apprendiamo dalla stampa locale che, a sua volta rileva dalla stampa straniera, e per l’esattezza dall’autorevole quotidiano inglese The Independent, l’apertura dell’impianto di trivellazione ENI in contrada Cammarata.
    Descrivere la bellezza della zona significherebbe perdersi nei meandri di una cascata di meraviglie naturalistiche e paesaggistiche. Questo è il Val di Noto, un’area rurale della Sicilia sud-orientale.
    Il Val di Noto è anche famoso per essere la zona in cui sono ambientate le avventure dall’ispettore Montalbano, il protagonista dei romanzi di Andrea Camilleri, lo scrittore Siciliano al momento più conosciuto nel mondo.
    E proprio Andrea Camilleri ha dichiarato a The Independent : “Se i siciliani non vogliono che le trivelle distruggano la bellezza della loro regione, devono semplicemente scegliere degli amministratori che abbiano a cuore la bellezza della loro terra.”
    Siamo alle solite! sarebbe opportuno che i Siciliani ascoltassero con profonda analisi la suddetta affermazione di Camilleri.
    Il problema di quanto sopra non è circoscritto alla questione in oggetto bensì ad una gestione coloniale dei poteri politici italiani nella Terra di Sicilia: lo sfruttamento del territorio siciliano che da decenni viene avallato dagli Amministratori di turno, svendendo l’Isola ed il Popolo Siciliano per cosa? Quali benefici?
    Fino ad oggi i vantaggi che il Popolo Siciliano ne ha tratto sono: inquinamento ambientale, deturpazione territoriale, saccheggio delle risorse del sottosuolo.
    Quante parole spese durante le campagne elettorali citando “l’orgoglio Siciliano”, “la difesa del territorio”, ed poi giunti sono al potere cosa fanno?
    Troppi interrogativi senza risposte!
    «Un territorio che reca su di sé le tracce di un passato millenario – sottolinea Salvo Musumeci, Presidente Nazionale del M. I. S. –, gli insediamenti archeologici, l’ubertosità delle campagne caratterizzata dalla presenza di carrubi, mandorli, ulivi e viti. Non si può permettere che questo patrimonio subisca alterazioni di degrado irreversibili».
    Il Movimento per l’Indipendenza della Sicilia ritiene responsabili di questo ennesimo scempio la Deputazione locale, senza distinzione di appartenenza, per non essere intervenuta nell’immediatezza per evitare il suddetto sfregio alla straordinaria campagna ragusana ed al Popolo di questa provincia e di tutta la Sicilia.
    Il M.I.S., altresì, chiede alla Presidenza della Regione Siciliana nella figura del Presidente Raffaele Lombardo, affinché si attivi per fare smantellare le trivelle “senza se e senza ma.”
    Il Movimento Indipendentista invita tutti i politici locali a condividere questa battaglia in difesa del Popolo Ragusano.
    POPOLO SICILIANO MANDIAMO A CASA I FALSI PROFETI !!!

    Ragusa, 24.07.2010

    M.I.S.
    Coordinamento Provinciale di Ragusa

    Onore, dunque, al Presidente della Nazione Siciliana, Raffaele Lombardo. W la Sicilia e i Siciliani che si battono per essa.
    Samus M.I.S.

  5. peppeminardi scrive:

    PRESIDENTE RAPPRESENTO UNA PICCOLA E MEDIA IMPRESA DI FAMIGLIA E SONO UN CONSIGLIERE DEL CONSORZIO AVICOLO IBLEO, PENSO CHE LE SUE DECISIONI SULLA GRANDE DISTRIBUZIONE SIANO SACROSANTE E DI GIUSTA CONSIDERAZIONE.VOGLIO DIRE ANCHE LA MIA: QUESTI GRANDI GRUPPI CI PORTANO VIA ANCHE I NOSTRI CAPITALI VISTO CHE SI TRATTA SOPRATUTTO DI AZIENDE CON SEDI LEGALI ALL’ESTERO, E POI STANNO FACENDO SCOMPARIRE I NOSTRI ANTICHI E TRADIZIONALI NEGOZIETTI DOVE POTEVI ISTAURARE QUEL RAPPORTO UMANO E CONFIDENZIALE CHE OGGI E’ DEL TUTTO SCOMPARSO.PRESIDENTE NON CI DELUDA LA SICILIA CHE LAVORA E’ CON LEI.

  6. Salvatore23 scrive:

    All’intervento, giustissimo, dell’assessore Leanza fanno da contraltare le solite, spietate, cifre che domostrano come non siamo in grado di spendere i fondi europei che ci vengono assegnati, salvo poi scoprire che la latitanza più grande, infinitamente più grande, è quella di anas e ferrovie italiane. Presidente, visto l’intervento di qualche notabile padano che sta aspettando di utilizzare questi soldi non spesi per continuare ad arricchire ed ad attrezzare quella parte di Italia che non ci appartiene, non pensa che c’è una grossa malafede da parte di anas e ferrovie che ricordiamo sono enti statali ??? Non crede che con l’applicazione dello statuto le strade e le ferrovie le dovremmo gestire da soli creando lavoro e sviluppo per tutti ???

  7. filomenoa scrive:

    Che significa hanno detto stop alla proliferazione della grande distribuzione che ormai ha colonizzato la Sicilia?
    Per evitare equivoci d’ intesa avrebbe potuto pubblicare i due provvedimenti di cui parla, per poterli commentare noi lettori anzichè Lui stesso.
    Ormai dice e fa quello che gli pare e piace, pubblicizza in maniera occulta l’ acqua Santa Maria e mi pare da filo fascista stia diventando filo comunista.
    E’ onnipotente.

  8. confsr scrive:

    Manifestando plauso suo intento fermo per freno grandi strutture di vendita in Sicilia Le evidenzio che in provincia di Siracusa è ampiamente superata media regionale e nazionale presenza grande distribuzione come evincesi da rapporto mq grandi strutture di vendita per mille abitanti e pertanto confidasi in Suo pronto intervento per sospendere conferenze servizi comune di Melilli fissate per 14 e 16 Settembre per esame istanze società S. Sebastiano e Tecnal s.r.l et altra in itinere prevista comune Rosolini.
    Gradito Suo riscontro, con l’occasione porgo distinti saluti
    Presidente Confesercenti Siracusa Arturo Linguanti

  9. mario64 scrive:

    Incredibile ma vero!!! Prima, hanno invitato la grande distribuzione a venire in Sicilia per investire, e grazie ad essa hanno preso per i fondelli tante persone, per poi piazzare i loro pupilli nei posti migliori, ora si cambia rotta…!!! Ma chi lo dice che la grande distribuzione tiene alti i prezzi? qualcuno provi a misurarsi la temperatura prima di spararle grosse. Se è stata proprio la grande distribuzione a calmierare i prezzi. Conosciamo certe persone e non ci meraviglia più di tanto il loro parlare. Oggi dicono una cosa e domani ne dicono un’altra.Naturalmente, per giustificare le proprie azioni. Qualcuno parlava di “onnipotenza”. Forse, costui non è lontano dalla realtà. Caro Samus, su quanti sostenitori potete contare voi del M.I.S. ? Quali azioni concrete intendete avviare? Siete per caso Voi i veri profeti del popolo siciliano o dobbiamo aspettarne altri?

  10. gelese scrive:

    Se al posto delle inutili e pesanti provincie esistessero consorzi di comuni in grado di gestire politiche agricole territoriali omogenee e coerenti con le vocazioni delle varie areee, oltre che di gestire direttamente i mercati a filiera corta o nulla, sarebbe un notevole passo avanti. Ma questo comporterebbe il riconoscimento dei poteri consentiti alla Regione dallo Statuto Autonomo, quindi non si farà mai, a meno che l’Iniziativa non arrivi dal padrone del Nord

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