03 set 2010

La mafia si combatte anche con atti e comportamenti esemplari

scritto da Raffaele Lombardo 1 commento

Il ricordo di Carlo Alberto Dalla Chiesa è, ancora oggi, un monito per quanti ricoprono un ruolo pubblico e di governo, a qualsiasi livello: la mafia si combatte non soltanto con il quotidiano sforzo di magistrati e forze dell’ordine che frutta sempre nuovi successi investigativi, ma anche affermando, con atti e comportamenti esemplari e trasparenti, il rispetto delle leggi e delle istituzioni.

La lezione del Generale e Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa ci spinge a operare un continuo sforzo culturale tra i giovani perché senza rispetto della legalità non c’è sviluppo, non c’è libertà e non c’è riscatto sociale per la nostra Sicilia.

Accanto alla memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa, vogliamo onorare il ricordo di sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e dell’agente della scorta, Domenico Russo, assassinati con lui.

Un Commento a “La mafia si combatte anche con atti e comportamenti esemplari”

  1. placido scrive:

    ALAIMO PLACIDO

    PAPA’ DI MARCO

    PALERMO 06/09/2010

    OGGETTO:ENORME ERRORE DELLA GIUSTIZIA SPORTIVA SU UN GIOVANE
    ALAIMO MARCO

    RELAZIONE DEI FATTI

    In data 07/06/2010 presso il campo sportivo Calcio Sicilia, si disputava la gara per la categoria allievi, Calcio Sicilia vs Juventina Palermo, Arbitro della partita sig. Alberto Mazza.
    Nel corso del 1° tempo della gara, la Juventina passa in vantaggio e dopo circa 10 minuti la squadra Calcio Sicilia pareggia con un gol nettamente in fuori gioco, tale episodio provoca la reazione dell’ allenatore della juventina sig. Claudio Bragion , e in seguito alle proteste, l’arbitro si avvicina alla panchina con area minacciosa, espelle lo stesso.
    In panchina rimaniamo i 2 dirigenti Sig. Alaimo Placido e Sig. Ciprì Rosolino, alla fine del 1° tempo il sottoscritto in qualità di dirigente mi avvicinavo all’arbitro chiedendogli spiegazioni in merito a qualche episodio verificatosi durante la gara ( che tra’altro hanno fatto scaldare anche alcuni spettatori che assistevano alla partita), e per tutta risposta l’arbitro mi urlava di allontanarmi e stare distante da lui, cosa che io facevo , ma continuavo a chiedere spiegazioni anche dalla distanza; ad un certo punto sempre urlandomi e con fare minacciosa e arrogante mi diceva “ alla fine ti aspetto fuori” ( frase gridata e quindi sentita da diverse persone presenti all’evento) nel dubbio gli chiedevo se avessi capito bene la frase, e lui mi conferma “tra mezzora mi tolgo la divisa e ci vediamo fuori” .Da lì dopo essere ripetutamente istigato è continuato un susseguirsi di battibecchi.
    Durante tali contestazioni mentre ci avvicinavamo verso gli spogliatoi, l’arbitro sig. Mazza, incontrava l’allenatore Bragion Claudio, e continuavano ad insultarsi e a discutere animatamente. Al rientro in campo per il 2° tempo l’arbitro viene fischiato e insultato dal pubblico ( consapevole di tutto l’accaduto precedentemente) ma anche in quella occasione lui dimentica di essere un professionista e cede ai commenti degli spettatori, replicando e creando agitazione tra i tanti presenti.
    Mi sento di sottolineare che l’ unico a non avere vinto è stato il signor arbitro che al rientro negli spogliatoi è stato applaudito ironicamente da tutti gli spettatori delle due tifoserie, lo stesso Mazza
    ha ceduto nuovamente alle provocazioni e dopo avere lanciato sguardi minacciosi ha replicato su qualche parolaccia detta da qualcuno del pubblico, che tra l’altro io conosco e sono pronti a testimoniare l’ accaduto, ecco alcuni nomi:
    Lamia Paolo ( l’arbitro a questo spettatore ha più volte ripetute diverse offese tra cui “zitto frocio”)
    Morana Antonino,
    Longo Pietro,
    Prestigiacomo Nicola,
    Grimaudo Rosario,
    Lo presti,
    Chiovaro Padre del calciatore e Chiovaro Fratello,
    Fundarò Giuseppe
    Calabrese Meri,
    Lombardo Maria.

    A fine gara mentre aspetto mio figlio Marco (calciatore e capitano della squadra Juventina Palermo con comportamento calcistico esemplare dimostrato dal fatto che durante i 12 anni di carriera ha solo ricevuto 3 ammonizioni e mai squalifiche, tengo a sottolineare ciò per far conoscere chi è il ragazzo ) per andare a casa con il mio motorino, il sig. arbitro Mazza Alberto a tempo di record, usciva già pronto assieme ai ragazzi, allora mi veniva in mente lo sguardo e l’ atteggiamento dell’ arbitro e decidevo di volere chiarire e capire del suo comportamento. Ma comunque desisto e decido di andare a casa con mio figlio marco con me sopra il motorino, ma mentre esco dal cancello della struttura incrocio il sig. Alberto Mazza a bordo della sua auto e in modo tranquillo gli chiedevo se potevamo scambiare due chiacchiere per chiarire come sopra già spiegato (il tutto a circa 100 mt dal cancello della struttura) il signor Mazza accetta l’ invito a fermarsi e scendendo con aria arrogante mi dice la frase “ io non ho paura”, ma comunque il mio non era un atteggiamento bellico, e che non avevo nessuna intenzione di alimentare ciò che si era concluso in campo; ci siamo spostati vicino al marciapiede ma lui continuava a gridare e provocarmi e al quel punto anche io mi sono agitato e ho chiesto spiegazioni urlando sul suo comportamento personale e non più sulla partita ( visto l’ accanimento che lo stesso Mazza aveva dimostrato platealmente nei nostri confronti)e lui mi rispondeva “io non ho problemi ma che vuoi ?” ,nel frattempo le persone sopra citate passando per andare a casa propria , si soffermano a vedere tutta la scena, e il Sig Longo Pietro intervenendo cerca di calmarci; nel frattempo il Sig. Ciprì mi invita con decisione ad allontanarmi dicendomi di stare tranquillo, non vale la pena continuare questa discussione tanto no vi è esito positivo, mentre tutti gli altri chiedendo cortesemente e tranquillamente al Sig Mazza Alberto di mettersi in auto ed andare via, lui insisteva a rimanere, e solo dopo diversi tentativi si convinceva a entrare in nella sua auto ma anziché andarsene immediatamente, si soffermava sempre dentro l’auto e appuntava su un foglio il numero di targa del mio motorino, e il fatto veniva notato dai presenti tra cui mio figlio Marco, che mi metteva al corrente di ciò, io in quel momento ero distante qualche metro, visto che il signor Ciprì mi aveva allontanato, e cercando invano di avvicinarmi al sig. Mazza Alberto, non ci riuscivo per la lunga e tenace trattenuta del sig. Ciprì.
    Nel frattempo alcuni ragazzi, ma non mio figlio, perché in quel momento era distante dall’auto del sig. Mazza Alberto seduto sul motorino, hanno infilato le mani dal finestrino tentando di togliere il biglietto dove era stato annotato il numero di targa, ma senza risultato, perché il sig. Alberto Mazza riesce ad chiudere il finestrino, e a distanza di qualche metro dove eravamo io e il sig. Ciprì, si rivolge verso la mia persona e fissandomi negli occhi e in presenza di tutti mi grida sempre da dentro la macchina, “suca figlio di buttana” , e così tranquillamente mette in moto la sua auto e si avvia verso casa.
    A distanza di 10 giorni leggo il comunicato ufficiale e vengo a conoscenza tramite il referto delle sue dichiarazioni fatte in federazione dichiarando:
    1) Di essere stato inseguito da me e da mio figlio, costretto a scendere dall’auto e di essere stato circondato, e che solo grazie all’intervento del sig Ciprì, che allontanandomi e sedando gli animi è riuscito a immettersi in auto.
    2) Continua dichiarando che in quel momento io a sx e mio figlio a dx del finestrino della sua auto, lo abbiamo schiaffeggiato contemporaneamente, ma tutto ciò è veramente incredibile, sia per l’invenzione dei fatti e soprattutto l’abuso di potere di arbitro/agente di polizia che ha avuto nei miei e nei confronti dell’incolpevole mio figlio, che oggi si ritrova con 4 lunghissimi anni di squalifica per un fatto che non ha commesso, è colpevole solamente di essersi trovato nel motorino del padre per andare a casa sua.
    Colpe che mi assumo pienamente, per essere caduto nella provocazione, e che sto piangendo amaramente trovandomi un figlio che non ride, più non vive più, non si diverte più e che spera sempre di ritornare ad allenarsi e giocare, avendo una passione enorme per il calcio.
    Non è corretto che un uomo, il sig. Mazza Alberto, tra l’altro anche lui molto giovane, agente di polizia, per ripicca e per quel potere che ha dal suo lavoro, decida il futuro in negativo di un ragazzo, che frequenta i campi di calcio dall’età di 4 anni, mettendolo protagonista senza colpe e senza partecipazione , abusando della sua professione dentro il campo e fuori dal campo.
    Mio figlio Marco, passa le notti in bianco, perché non riesce a spiegarsi di tutto questo accanimento nei suoi confronti, sia dal sig. Mazza Alberto con il suo fasullo referto, sia dagli stessi giudici, Tripi e Fiore, che danno una squalifica senza precedenti e cosa ancora più grave, in ricorso confermano pienamente la sentenza, non avendo un pò di cuore verso un ragazzo impeccabile nella vita privata e in quella calcistica, di 16 anni, non riducendo di solo un mese della squalifica inflitta ( 4 anni).
    Avere dato ad un ragazzo, innocente, 4 anni di squalifica per un errore del genitore, sono veramente esagerati, in tutto ciò non siamo stati mai chiamati da nessuno per avere la possibilità di dare la nostra versione avallata dai tantissimi testimoni presenti all’ evento.
    E ancora di più mi fa rabbia perché deve essere presa in considerazione solo la versione dell’ arbitro senza nessuna replica.
    Sono veramente disperato nessuno mi vuole ascoltare.
    VI CHIEDO COSA FARA’ MIO FIGLIO MARCO SENZA IL CALCIO NELLA TRISTE VITA DI OGGI E DEI GIOVANI DI OGGI?????????????

    Contatti e.mail palaimo@unipa.it tel. 3297974979.

    Alaimo Placido

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