01 set 2010

Sulle riforme non si torna indietro, azzerarle sarebbe la rovina della Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 7 commenti
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Si è tanto scritto anche in mancanza di vere notizie. Si è tanto fantasticato e sono state dette mille cose inesatte. Sono convinto che ci sia bisogno di un rilancio forte dell’azione riformista senza se e senza ma, molto rigorosa e dura.

Questa compagine governativa deve sottoscrivere un patto di legislatura sottraendosi ai capricci di chicchessia, me compreso.

Se l’azione di governo deve puntare a riformare un sistema di falsa o mezza autonomia che si è consolidato in 60 anni, questa ha bisogno di un lungo tempo e chi intraprende tale cammino deve impegnarsi a continuarlo non per tre anni ma per trenta, se fosse possibile, passando il testimone a persone che siano degne e capaci di continuare questo percorso difficile e faticoso che non può essere azzerato.

Tornare indietro come se niente fosse sarebbe la rovina della Sicilia e dei siciliani che emigrano e che non hanno lavoro e ai quali dobbiamo assicurare il lavoro qui facendo valere le regole e assumendoci le nostre responsabilità.

Nei prossimi giorni o nelle prossime ore mi auguro di poter incontrare i nostri alleati in modo da definire questi punti e far sì che finalmente il nodo venga sciolto facendo giustizia delle sciocchezze che si sono sentite e lette.

7 Commenti a “Sulle riforme non si torna indietro, azzerarle sarebbe la rovina della Sicilia”

  1. mario64 scrive:

    Caro onorevole, il tuo discorso, stavolta non convince nessuno (tranne i fans). Si parla di riforme molto in generale, senza tracciare un concreto percorso e “concreti” punti. Fra l’altro, dobbiamo cercare di capire “in concreto” cosa intendi per riforme. Quindi, una risposta concreta con termini concreti. Cosa realizzare e con quali mezzi. Lo sò che a te bastano pochi anni di governo, ma aspettare 30 anni per vedere i risultati, non ti sembra una comoda prospettiva? Comoda per chi non ha avuto l’astuzia di cercare il cambiamento lasciando che la macchina burocratica continuasse a marciare, anzi, aumentasse la sua lenta andatura. Invece, hai usato la tecnica del boicottaggio, ai danni di tutto il popolo siciliano. Al di fuori dei tuoi sostenitori, non vedo gente acclamarti per quanto hai fatto finora. Parlo di cose concrete e non di Autonomismo, Sicilianismo etc… Ricordati che la gente pensa anche se è muta come un pesce.Assicurare il lavoro? Assicurare il lavoro? Chi tu? Le tue frasi le hanno pronunciate tantissime persone che non erano nè peggio e nè meglio di te. Quindi, nessuna novità in quello che dici….A questo punto, entra in gioco la credibilità del personaggio. Dalle mie esperienze personali, vecchie e nuove, non mi sento di affidarti la mia fiducia. Sai, la fiducia si può affidare ad un “amico” un paio di volte, ma ad un politico nemmeno una. Poco ti tange la sofferenza di chi è costretto ad emigrare perchè ormai non ha nessuna prospettiva. ormai è sulla bocca di tutti questo termine. Lo sento quotidianamente. Soffro insieme a loro e come loro.

  2. gigi scrive:

    Presidente, invece che …… RIFORME! RIFORME! RIFORME!

    Applicazione dello Statuto! RIFOME! Applicazione delle Riforme!

  3. gigi scrive:

    Sicchè, caro Samus, è questa la considerazione che hai dei siciliani?
    Ci vorresti come quelle scimmie dispettose, dandoci qualche bandierina giallorossa?

    Noi, vittime di molti Verre e di moltissimi Giuda, tuttavia non siamo figli dell’odio sterile o del passato che brilla di tutte le glorie e ci piega su tutte le sventure; noi siamo figli della speranza feconda e dell’avvenire che luce di mirabili promesse. (Attilio Castrogiovanni)

  4. filomenoa scrive:

    Non è vero che la sanità funziona in Sicilia e non vi è alcuna azione ufficiale del governo regionale, per fare rispettare l’ articolo 37 dello statuto regionale siciliano.
    Non vi è prospettiva di alcuna riforma migliorativa, vi è prospettiva eclusivamente di peggioramenti, per noi siciliani.

  5. demetra scrive:

    basterebbe guardare la riforma della burocrazia regionale, dove qualche illustre accademico direttore, ha applicato la riforma alla rovescia, per non nemicarsi nessuno, lasciando tutti al loro posto
    Bella riforma, che prevedeva la rotazione degli incarichi dirigenziali.
    come dire questa riforma non mi piace, e io ne faccio una tutta mia!!!!!!!!!!!!!!
    RIFORMA – PAROLE-PAROLE-PAROLE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Come al solito

  6. Cico scrive:

    E della riforma Gelmini che, di fatto, taglia altri posti di lavoro qui in Sicilia, il presidente Lombardo non parla?
    Certo, non è direttamente opera sua, ma l’Mpa ha contribuito a renderla legge, in quanto alleato del governo nazionale.
    Perchè non prova a spiegare il motivo di tale scelta almeno ai precari che stanno praticando lo sciopero della fame a Roma?

  7. Cico scrive:

    Guardi, presidente Lombardo, siccome si è capito che a Lei e agli altri parlamentari isolani non gliene può fregare di meno di questi poveri disgraziati precari della scuola (che per anni però sono tornati utili anche a certe “operose” province lombarde e venete per colmare lacune nelle “loro” scuole…) mi permetto di suggerirle una proposta che potrebbe contribuire ad alleviare le sofferenze di qualche decina di questi docenti.
    E gliela do GRATIS, alla faccia dei suoi prezzolati consulenti ed esperti.
    Sono a conoscenza del fatto che, nei suoi assessorati regionali, molte dipendenti donne hanno il problema di dove e come accudire i figli in tenera età.
    Lei certamente saprà quanto sia difficile riuscire ad accedere al servizio gratuito offerto dagli asili nido comunali, soprattutto laddove certi comuni sono costretti ad operare sensibili tagli all’assistenza sociale.
    Bene, la mia umile proposta di semplice cittadino è che, all’interno delle sedi dei 12 assessorati regionali di Palermo, vengano attrezzate altrettante aule in grado di accogliere i bimbi figli dei dipendenti che là prestano servizio, assistiti da personale qualificato scelto tra quanti oggi hanno perso l’incarico di insegnamento a seguito della riforma Gelmini.
    Insomma, 12 assessorati regionali con altrettanti asili nido riservati ai figli dei dipendenti: nulla impedirebbe, tuttavia, di estendere tale servizio anche ai residenti della zona.
    Si avrebbero diversi vantaggi: intanto, dimuinirebbe, da parte della dipendenti-madri, il ricorso al congedo parentale, spesso elemento critico nell’efficienza complessiva degli uffici regionali.
    In secondo luogo, la regione interverrebbe direttamente in un settore (quello dell’assistenza ai minori) spesso carente nell’offerta da parte del comune.
    Senza contare che la regione, di fatto, già finanzia da tempo l’istruzione: ha mai sentito parlare delle scuole regionali e dei suoi insegnanti?
    Credo che in un momento di grave crisi sociale come l’attuale e di cui il governo centrale non sembra voler accorgersi, un’azione del genere, supportata da una corretta informazione e dai necessari strumenti giuridici, sarebbe di grande aiuto anche a Lei, che finalmente potrebbe dimostrare, con atti concreti, quanto tenga veramente alla gente di Sicilia.

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