26 ago 2010

Federalismo: noi abbiamo fatto la nostra parte. Ora attendiamo le scelte del governo nazionale

scritto da Staff 39 commenti

“Siamo giunti finalmente alle decisioni importati sul federalismo, quelle che deriveranno dai decreti di attuazione. Vedremo così se c’è la reale volontà di superare il dualismo nel quale vive ancora il nostro Paese”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo al Meeting di Rimini al dibattito su “Federalismo e federalismo fiscale nell’Italia che cambia”, cui hanno preso parte anche i presidenti della Lombardia, Roberto Formigoni, del Veneto, Luca Zaia, e della Basilicata, Vito De Filippo.

“Mi auguro – ha detto Lombardo – che il federalismo faccia saltare il patto fra centralismo e governi locali su cui si è fondata la storia del nostro Paese e si produca in tal modo una svolta reale per le sorti di tutte le nostre regioni”.

“Noi – ha proseguito – abbiamo fatto la nostra parte, a partire dal ripianamento dei conti della sanità, ma attendiamo che dal Governo nazionale seguano scelte conseguenziali, come quelle sull’attuazione del nostro Statuto, riguardo alle accise che dobbiamo incassare. Basterebbe un decennio di questi introiti per superare anche il complesso problema dei fondi Fas che attendiamo da un anno e che ancora non ci vengono assegnati”.

O il federalismo è vero o sarà un ennesimo inganno. Siamo pronti ad assumere nuove responsabilità se ci saranno assegnate contestualmente le risorse necessarie. Ma vorremmo anche decidere sul nostro sviluppo, scegliendo noi e contrattando noi se avere o no una centrale nucleare, piuttosto che subire la decisione dall’alto. Abbiamo ereditato una difficile situazione, per esempio, in tema di precariato, cui abbiamo messo mano impedendo nuove assunzioni. Ma – ha concluso - è giunto il tempo di rendere giustizia a tanti precari che prestano da tempo la loro opera nell’amministrazione regionale. Questo è il nostro modo di metterci in regola”.

39 Commenti a “Federalismo: noi abbiamo fatto la nostra parte. Ora attendiamo le scelte del governo nazionale”

  1. mario64 scrive:

    Il discorso sta in piedi da solo. Non possiamo non condividerlo nei propositi almeno…
    Sarei contento se avessero voglia di fare una centrale nucleare in Sicilia.Avrei modo di verificare nei fatti quanto il popolo siciliano sappia difendere almeno la sua stessa esistenza (per quanto riguarda la dignità, stendiamo un velo pietoso). Comunque la colpa è anche dei politici che ancora oggi, tengono in sogezione il popolo siciliano in vari modi.Parlo di tutti, nessuno escluso.

  2. Samus scrive:

    Continui Presidente, realizziamo il “Sogno”…
    Quando diversi anni fa, cominciammo a parlare, su diverse testate giornalistiche e sul web, di Storia della Sicilia e in particolare dell’opera svolta dal Mis (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia) che portò, dopo aspre battaglie, lo Stato Italiano a concedere lo Statuto Speciale di Autonomia alla Sicilia, eravamo quasi una “voce fuori coro” nostalgici non del passato ma di un futuro che non c’è stato. In effetti, contro la storia contemporanea della Sicilia e contro lo Statuto c’è stata una “damnatio memoriae” anche da parte di non pochi intellettuali siciliani.
    Di certo, non pensavamo minimamente che sul finire del primo lustro del terzo millennio sarebbe scoppiata una forte “voglia di autonomia” capace di suscitare l’interesse di quanti (soprattutto uomini politici) in sessant’anni avevano continuamente disconosciuto lo Statuto Siciliano, strumento giuridico che, se applicato integralmente, avrebbe reso la Sicilia un “quasi-stato”, così come affermava l’on. Attilio Castrogiovanni nel corso della prima legislatura regionale.
    D’innanzi ai nuovi equilibri politici determinatesi all’Assemblea Regionale Siciliana corre d’obbligo una riflessione: in molti è esplosa la “voglia della sicilianità”, ma sono in pochi a ricordarsi che lo Statuto Speciale della Regione Siciliana approvato il 15 maggio 1946 con decreto-legge luogotenenziale n° 455, a conclusione della trattativa fra lo Stato Italiano e i Siciliani in armi per l’indipendenza (guidati dal Mis e dall’Evis), ha il valore sostanziale di un trattato internazionale fra due entità nazionali.
    Già nella travagliata stesura, quanto più nelle ore che lo videro introdotto nella Costituzione della neonata Repubblica Italiana e nei mesi ed anni successivi, che lo hanno visto disatteso, inapplicato, sostituito dalla prassi politica clientelare ed antisiciliana, lo Statuto è stato oggetto di un vilipendio continuo, proprio a causa del suo essere la vera e propria Costituzione di uno Stato (quello Siciliano, con la sua quasi millenaria storia di statualità) associato ad un altro Stato, quello Italiano.
    La Sicilia, su quella carta costituzionale, sarebbe stata un vero e proprio “stato federato”, come più volte lamentato anche da Luigi Einaudi, che pure invano cercò di bloccare l’approvazione dell’articolo 38 in quanto avrebbe potuto consentire alla Sicilia di «battere moneta».
    E oggi, mentre la Catalunya ha visto la conferma di un suo Statuto che, per quanto insoddisfacente, sancisce la realtà della Nazione Catalana, lo Statuto Siciliano ha corso e continua a corre gravi rischi.
    Ricordiamo all’On. Presidente quanto scritto dal dott. Giuseppe Lazzaro Danzuso sull’argomento, in “La Sicilia” di venerdì 9 gennaio 2009 a pag.17, come pure il pensiero dello storico Tino Vittorio: « (…) se Raffaele Lombardo raccoglie l’assist lanciato mezzo secolo fa dagli indipendentisti (…) e riesce a far applicare gli articoli 37 e 38 dello Statuto (…), la Sicilia può vincere la partita». Ma sia chiaro, ciò deve avvenire in tempi molto brevi e prima che passi il federalismo fiscale così come concepito dalla Lega Nord, che assimilerebbe la Sicilia alle altre regioni mortificandola e penalizzandola ancora di più. E che si chieda nel contempo la riattivazione dell’Alta Corte.
    Infatti, l’art. 24 dello Statuto istituisce, con sede a Roma, l’Alta Corte per la Regione Siciliana con sei membri e due supplenti, oltre che il Presidente ed il Procuratore Generale, nominati in pari numero dalle Assemblee Legislative dello Stato e della Regione, e scelti fra persone di particolare competenza giuridica.
    L’Alta Corte giudica sulla costituzionalità: a) delle Leggi emanate dall’Assemblea Regionale; b) delle Leggi e dei Regolamenti emanati dallo Stato, rispetto alle competenze statutarie ed ai fini della efficacia dei medesimi entro la Regione (art.25).
    L’Alta Corte ha pure una speciale competenza in materia penale perché giudica sui reati compiuti dal Presidente e dagli Assessori Regionali nell’esercizio delle rispettive funzioni, e a seguito di accuse formulate dall’Assemblea Regionale (art.26).
    Un Commissario, nominato dal Governo dello Stato, promuove i giudizi di competenza dell’Alta Corte, anche in mancanza di accuse da parte dell’Assemblea Regionale (art.27). Il Presidente della Regione ed il Commissario dello Stato, possono impugnare per incostituzionalità, davanti all’Alta Corte, le Leggi e i Regolamenti dello Stato, entro trenta giorni dalla loro pubblicazione (art.30).
    È opportuno ricordare che l’Alta Corte verme insediata il 31 maggio 1948, dopo due anni dalla promulgazione dello Statuto, e durante la sua attività (1948-56) sono state emesse ben 91 sentenze. L’Alta Corte ha assolto, dunque, egregiamente i compiti previsti dallo Statuto, fino a quando è stato reso impossibile il suo ulteriore funzionamento per la mancata integrazione dei suoi componenti.
    A tal fine il 4 aprile 1957 avrebbe dovuto tenersi una riunione della Camera e del Senato, in seduta comune, per l’elezione di un membro effettivo e di uno supplente. Senonché, con un messaggio datato 3 aprile, l’allora Presidente della Repubblica on. Giovanni Gronchi consigliò un rinvio “sine die” della seduta.
    Successivamente la Corte Costituzionale, con propria sentenza n. 38 del 9 marzo 1957, giudicò la competenza dell’Alta Corte “travolta”, sostituendosi ad essa in modo arbitrario. Considerato che l’Alta Corte, di fatto, non è stata mai abrogata, ne riteniamo legittimo il possibile ripristino.
    I Siciliani, cui non interessano i bizantinismi costituzionali italici, chiedono dignità, vivibilità, libertà, e lo fanno consapevoli di avere una vera e propria Carta Costituzionale, lo Statuto Speciale, che garantisce loro ampia governabilità. I Siciliani non credono in quanti (ascari in buona o in mala fede), sostengono la superfluità, o addirittura la dannosità, dell’Autonomia e sono sempre meno disposti a cogliere e seguire le campagne tricolori di italoassimilazionismo che tutti i partiti hanno proposto ad ogni appuntamento elettorali, dalle “politiche” alle “regionali”.
    Questo lo diciamo e sottolineiamo soprattutto a quanti oggi governano e “rappresentano” la Sicilia tanto a Palermo quanto a Roma: si parla di nuove riforme costituzionali in tempi brevi, ma bisogna tenere bene a mente una certa prassi, per il momento pressoché aliena al sistema politico italiano, sull’argomento.
    Auguriamo al Presidente Lombardo, a costo di apparire provocatori, di fare sul serio, di trasformarsi in quel “De Valera” profetizzato dal leader storico del Mis, Andrea Finocchiaro Aprile, nel suo Testamento Spirituale, e di agire da capo di Stato. Solo così si ricomincerà a riscrivere la storia della Nazione Siciliana – federata all’Italia –, e del suo Popolo secondo i principi statutari accordatici, virtualmente, nel 1946.
    Si provveda, dunque, a recuperare nella sua pienezza quanto c’è già: lo Statuto Speciale d’Autonomia, nato dal “pactum” fra il Popolo siciliano in armi e lo Stato italiano, con funzione “riparatrice” per i danni derivati alla Sicilia dall’annessione del 1860, e per dare una via d’uscita – dopo una lunga trattativa –, pacifica ed onorevole, ad una situazione conflittuale determinatasi dal 1943 in poi. Dalla totale applicazione dello Statuto può iniziare, dunque, il percorso giuridico verso la piena indipendenza e/o sovranità della Sicilia.
    Certo ci sono anche altre vie giuridico-istituzionali, ma rese volutamente farraginose, di conseguenza, meglio approfittare di ciò che è stato normato, con il sacrificio dei caduti per la “causa siciliana”.
    Presidente Lombardo: “We have a dream”… e La seguiremo, con stima e fiducia, per realizzarlo.
    AnTuDo! Samus M. I. S.

  3. Samus scrive:

    Desidero ringraziare l’amico fraterno Santo Trovato per aver citato la bellissima e profonda frase “I have a dream” pronunciata da Martin Luther King, nel suo commento a “Cento risposte per cento domande” e che io ho ripreso all’inizio ed alla fine del mio sopraespresso pensiero. Avere un sogno, significa vivere intensamente la propria vita per realizzarlo.
    Grazie, Santo, per avercelo ricordato.
    AnTuDo! Samus M.I.S.

  4. filomenoa scrive:

    Raffaele Lombardo è contro i precari senza contratto della pubblica amministrazione risultando contrario alla loro assunzione, per avere messo mano all’ impedimento della loro assunzione che per diritto hanno da anni poichè di fatto utilizzati come dipendenti dagli enti locali.
    Lombardo è contro i lavoratori onesti e sfruttati impdendogli di ottenere il regolare contratto di lavoro di cui hanno diritto ed è contro l’ applicazione dello statuto regionale siciliano che non applica provvedendo ogni volta che ne è obbligato nella qualità di presidente della regione siciliana.
    Pertanto mi pare per nulla attendibile a proposito del federalismo nei fatti.

  5. ROSTOM scrive:

    Dai conti fatti, se ne deriva, che se ci facessero applicare l’autonomia, lo stato siciliano, dovrebbe incassare circa 10.000.000.000,00 di euro( dicasi diecimliliardi di euro) solo dalla accise petrolifere che oggi, come ieri, raggiungono le sedi legali, alla faccia dell’art,37 del ns statuto, che ricordo non è una concessione ma una concertazione! non un regalo, ma un’esigenza dell’italia! Bastano intanto 10 miliardi all’anno solo dalla raffinazione del petrolio, per stare meglio noi, levandoli a quelle regioni che oggi sono quelle ricche, a danno dei ns conterranei, che prendono invece il cancro?

  6. mario64 scrive:

    Chi ha mai fatto la voce grossa per ottenere il rispetto dello Statuto? Chi ha mai mobilitato la gente per dimostratre in piazza? Chi ha compiuto atti in nessun modo ambigui per riscattare le ragioni della nostra terra? Nessuno, proprio nessuno. Recitare la parte per “sembrare” non è lo stesso di agire nella realtà. Certo, i politici sono bravi a sembrare e molto poco ad essere. Il loro mondo è fatto solo di ipocrisie ed egoismi. E nei fatti smentiscono i “recitati” propositi. A volte, quasi pensano di dire la verità.

  7. Samus scrive:

    Caro Mario, suppongo dal tuo nome che sei del 1964, ebbene tu in 46 da siciliano che cosa hai fatto oltre a lamentarti? Prova un pò a spiegacerlo…
    Samus M.I.S.

  8. LucioCanepa scrive:

    Per filomenoa: Non hai altre cose da fare nella vita, oltre che scrivere robaccia? Tutti i tuoi commenti nascondono (e poi neanche così velatamente)un tuo giudizio aprioristico e parziale sul Presidente. Ti posso dire che ho già capito da un pezzo che Lui non ti piaccia e che, a parere tuo, è un re del malaffare e blah blah blah. Ora potresti contribuire alla discussione con qualcosa di più come posso dire… nobile?

  9. ROSTOM scrive:

    prego tutti gli amici, di non cadere nelle facili polemiche che stumentalemte qualcuno/ a fa su qeusto blog. Concentriamoci sulle tante cosa da fare.
    Sono per la critica ma che questa sia costruttiva e condivido il dire del ns samus, che prima di parlare, bisognrebbe agire. Mario 64, per caso eri con noi, a dimostrare a Gela, per rendere la centrale che produce il pet cok, a norma contro l’inquinamento che produce? eri forse a roma, per manifestare a favore delle ns rivendicazioni? eri per caso a Messina, per rivendicare la tua volontà di fare il ponte? ci vuole critica, ma una critica partecipata. Leggete le leggi e le iniziative proposte da un presidente autonimista e poi, criticate! RT

  10. Samus scrive:

    Condivido pienamente il pensiero di Lucio e sono convinto che è tempo di scendere noi popolo sulle piazze e di cominciare a fare la voce grossa richiedendo l’applicazione integrale dello STATUTO SPECIALE. Vi ricordo che il 30 ottobre p. v. si manifesterà a Palermo proprio per questo e che l’evento è organizzato da singoli siciliani di buona volontà e non da sigle e questa scelta ha una forte valenza. Aderiamo… non tiriamoci come al solito indietro.
    AnTuDo! Samus M.I.S.

  11. ROSTOM scrive:

    Cari Amici, lancio un’idea: nel fare lo speling, nel compitare, usiamo da oggi in poi, le lettere dei paesi siciliani:
    A come Altofonte, B come Barcellona pozzo di gotto………C come Catania, D, come Delia( provincia di CL)…….ecc…ecc….

  12. ROSTOM scrive:

    Dobbiamo sempre di piu, arrabbiarci e chiedere l’applicazione del ns Statuto! Le parole, pronunciate dal ministro della salute, fazio, per quanto scabrosa è la situazione che si è venuta a creare al policlinico di messina, sono dettate piu da un fattore politico!!!

  13. Cico scrive:

    Il ministro della salute Fazio ha agito doverosamente peraltro, come dichiarato, d’intesa con l’assessore regionale Russo, ordinando un’ispezione presso il nosocomio di Messina.
    E se c’è qualcuno che ha sbagliato, deve pagare: la politica deve stare fuori dalle sale operatorie.

  14. ROSTOM scrive:

    Condivido perfettamente quando detto da Cico che forse però non ha sentito quando detto da fazio, sul lassismo e sulle regioni del sud, che poteva non dire, a maggior ragione di una regione, che è rientrata!!!!

  15. gigi scrive:

    Presidente, la battaglia sulla legalità, innalzata come vessillo non è detto che non si possa ritorcere contro.
    Il paradosso dei paradossi è che hanno inculcato al popolo siciliano il pregiudizio razziale su se stesso. la stragrande maggioranza dei siciliani ha ormai accettato l’assioma mafia=sicilia; così possiamo vedere il leghista Maroni, una riedizione mal riuscita del prefetto Mori venire a Palermo per vantarsi dei successi ottenuti contro la mafia. Grazie alle leggi speciali i delinquenti siciliani diventano capro espiatorio di tutti i mali del mondo.
    Samus, non credo sia questa la direzione giusta. Il cambiamento in sicilia e quindi la rottura degli equilibri nazionali si è avuta grazie al supporto di Miccichè e Cracolici che hanno agito nell’interesse della nostra isola contro i partiti centrali. I giustizialisti Lumia e Granata con la loro battaglia per la legalità (finta), che è cosa ben diversa dal diritto, stanno spostando nuovamente l’epicentro delle decisioni fuori dalla sicilia.
    Daniele Capezzone, qualche anno addietro:
    «Il vero dolore di queste ore è che si conferma una convinzione e constatazione antica: BERLUSCONI E I SUOI AVVERSARI, INQUISITI E INQUISITORI, PM E IMPUTATI, COSTITUISCONO ALTRETTANTI CAPITOLI DI UNO STESSO LIBRO, IL LIBRO NERO DEL “CASO ITALIA”. Un paese libero, liberale, liberato si sarebbe già – appunto – liberato insieme degli uni e degli altri».

  16. Samus scrive:

    Caro Gigi, citi Capezzone che è il modello perfetto del camaleontismo imperate della politica italiana, ma il mio pesnsiero va oltre: siccome io amo la sicilia, mi auspicherei la nascita di un vero partito dei Siciliani per la politica della Sicilia e dei Siciliani, cosa che ha saputo fare la Lega per il suo territorio, che io ammiro ed invidio. Loro hanno le palle, noi purtroppo no! Ciò, evidentemente, non significa che io condivida la loro politica, soprattutto, nei confronti della Sicilia e del Meridione. Anziché blaterare senza conclusione, mostriamo se abbiamo le palle oppure è meglio tacere per sempre. Così è… non ci sono altre strade.
    AnTuDo! Samus M.I.S.

  17. ROSTOM scrive:

    Caro Samus, non abbiamo bisogno di fondare un nuovo partito del popolo siciliano: vi è già il MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE! Basterebbe far capire a tutti i politici siciliani, che il tempo è questo! Questo è il momento per butare a mare i vecchi partiti contenitori e portare avanti la causa siciliana e meridionale, attraverso un movimento come MPA.

  18. mario64 scrive:

    Caro Samua, io sono un sicilianista dell’ultim’ora. Il centralismo non mi dispiace se praticato con rispetto di tutti. oggi, ormai è saltato tutto il vecchio apparato assistenzialista e sono venuti fuori i “nervi” di una regione che non ha fatto nenache un passo in avanti. In risposta alle critiche di qualche “autonomista” (meglio usare il termine lombardiano, così non cadiamo in equivoco), vorrei dire che non vado dove si strumentalizza la realtà e le sue amare piaghe. Io guardo le azioni, non quelle che lasciano il tempo che trovano, ma quelle che vanno a fondo nel problema. Queste manifestazioni avevano un compito strumentale e basta. Chi le ha organizzate, aveva altri scopi.. Posso dirti caro R. che queste manifestazioni possono colpire certe persone, ma non di certo me. Hai sbagliato caro Samus. Non è la lega ad avere le palle. E’ la storia a rendere possibili le azioni degli uomini. L’interazione tra l’uomo e la Storia. Il Nord è figlio di una storia lontana anni luce dalla nostra. Non facciamo confronti inutili. Dietro la gente in strada c’è sempre un’organizzazione che a monte, predispone i piani e quant’altro. Altrimenti, quest’ultima si trasformerebbe in una bolla di sapone e nient’altro. Come è vero che qualcuno aiutò camillo Benso Conte di Cavour nell’unione dell’Italia, così è vero che anche i separatisti avevano alle spalle “qualcuno”. Per non tornare ai nostri giorni ed alle cruente guerre in vari paesi, dove arrivano “aiuti” da fuori. Il resto , sono solo chiacchiere di persone che vogliono sfruttare la situazione per “emergere”.

  19. filomenoa scrive:

    La Lega nord ha vari ministeri ed è forza di governo, eppure al momento in cui è chiamata a decidere se aprirsi ad un altra forza, per la rottura del PDL, ha detto di rimanere come voluti dagli elettori o al voto.
    In Sicilia vi è un governo cocktail che non esprime la volontà degli elettori.
    Questa è la differenza tra chi porta avanti le istanze dell’ Italia settentrionale e chi dice di portare avanti le istanze dei siciliani ma in realtà porta avanti esclusivamente le Sue istanze personali.

  20. cyberpolice scrive:

    il federalismo?
    applichiamo lo’ statuto speciale e quello che interessa ai siciliani la lega sta cercando di copiare il nostro statuto e di sicuro ce la fara e voi parlate di federalismo ..PRESIDENTE SI ESPONGA FACCIA APPLICARE IL NOSTRO STATUTO E VEDRA CHE CONSENSI AVRA NON ABBIA TIMORE E NON SCENDA A COMPROMESSI DI BOTTEGA NOI SICILIANI SIAMO STANCHI

  21. Samus scrive:

    Caro Rostom, premetto che non ho nulla in contrario all’MpA, guando parlo di una grande forza politica della Sicilia per la Sicilia e i Siciliani, mi riferisco al ragionamento del Presidente Raffaele Lombardo: Lui ha parlato in convergenza con altri di un possibile Partito del Sud, io credo di più ad un grande partito siciliano per la Sicilia… ma soprattutto occorre smuovere la coscienza dei siciliani che politicamente preferiscono dormire… a Mario64, rispondo di chiarirsi meglio le idee: se si è sicilianisti, si è autonomisti o indipendentisti e non può esistere nessuna giustificazione storico-politico-filosofica per il “centralismo” buono o brutto che sia.E, poi, anziché commentare ad muzzum cerca di proporre qualcosa di concreto che coinvolga tutti i siciliani, compreso te. Vogliamo dimostrare che siamo veramente incazzati? Credo che sia ora di dire basta!
    AnTuDo, Samus M.I.S
    P.S. per Mario64: una avvertenza: prima di parlare del separatismo, leggiti un bel pò di libri e poi ci confrontiamo… cerca di essere meno focoso nei giudizi… perchè troppo spesso si sbaglia in buona fede.

  22. LucioCanepa scrive:

    Sono per l’Autonomia perchè voglio che noi Siciliani siamo artefici dei nostri successi e delle nostre sconfitte.

  23. LucioCanepa scrive:

    Le chiacchiere stanno per finire.

  24. ROSTOM scrive:

    Caro Samus, condivido il tuo pensiero. Resta il fatto che vi è una base di partenza, con il MPA, per poi andare verso il partito del popolo siciliano e del sud. Con questa ultima riflessione, rispondo anche a Filomena: la volontà del popolo, si chiama dignità e per aver dingità bisonga che ci sia il lavoro. Un vecchio detto siciliano, dice, cu potta u mangiari, si chiama papà. La volontà degli elettori non è partitica, ma vogliono un gruppo di politici, che facciano la politica! Stacchiamoci dagli schemi dei partito contenitori( PD e DPL) e andiamo verso l’Autonomia realizzata. A quel punto, non avremmo bisongo di nessuno. Leggiti, se trovi il tempo cosa dice l’art. 37 della ns “costituzione”. RT

  25. gigi scrive:

    Caro Samus,
    hai ragione, cito Capezzone che è il modello del camaleontismo, e probabilmente lo faccio proprio per questo. Mi sembrava una sottile provocazione proporre questa sua affermazione perfettamente bipartisan e quindi “OLTRE” gli schieramenti.

    Riguardo la Lega, che tu invidi e ammiri, per me è il modello negativo da non seguire, anzi da contrastare. Il federalismo fiscale così come si vuole attuare è un imbroglio, ed il modo migliore per smascherarlo è proporre la Sicilia, con il suo statuto speciale, come modello di vero federalismo.

    Riguardo” il partito per la Sicilia” ho una convinzione, che debba essere strutturato come una federazione di partiti siciliani secondo una logica trasversale. Se vuoi puoi approfondire la discussione che si è avuta qualche mese fa su questo stesso blog. Tra l’altro in quell’occasione chiedevo di avere informazioni su qualcosa che tu potresti spiegarmi meglio di tutti, il “patto federativo e d’azione” tra l’MpA e la “Federazione Sicilia Libera – Nazione Siciliana”.

    http://www.raffaelelombardo.it/2010/04/23/il-partito-del-sud-sempre-piu-indispensabile/#comments

    http://www.raffaelelombardo.it/2010/04/26/partito-del-sud-a-me-la-tessera-numero-1-000-000/

    Non credo di aver blaterato nel mio commento di ieri, forse sono stato poco chiaro. Nel secondo link segnalato c’è un commento di amicopaolo che vorrei tu leggessi (del 27 aprile 2010 alle 13:09). Se vuoi posso sforzarmi e spiegarmi meglio ma comunque non ho nessuna intenzione di tacere.
    Vorrei sapere qualcosa di più anche sulla manifestazione di Ottobre a cui potrei partecipare.

    Salutamu. egidio salsedo

  26. filomenoa scrive:

    @ROSTOM
    Mi pare risulti che non avevo fatto alcuna domanda,affinchè qualcuno potesse dire correttamente di rispondermi.

  27. ROSTOM scrive:

    QUANTO SOTTO E’ CIO’ HA SCRITTO FILOMENA, ED A QUESTE AFFERMAZIONI HO “COLLOQUIATO” CON LA NOTA DI CUI SOPRA DELLE 12,11. Buona giornata.
    “In Sicilia vi è un governo cocktail che non esprime la volontà degli elettori.
    Questa è la differenza tra chi porta avanti le istanze dell’ Italia settentrionale e chi dice di portare avanti le istanze dei siciliani ma in realtà porta avanti esclusivamente le Sue istanze personali.”

  28. mario64 scrive:

    Bravo ROSTOM, hai usato un termine concreto: IL LAVORO. Se ci fosse il lavoro nella nostra isola, non ci sarebbero tanti altri problemi. Ti chiedo, chi sono questi politici che stanno mirando all’obiettivo del lavoro? Magari, stanno servendosi di questo problema per aumentare i consensi. A chi viene dato il lavoro? La risposta la conosce il “Presidente”. Si proprio lui!! A chi non viene dato il lavoro? La risposta la conosce anche in questo caso lui. Comunque, dopo avere giustamente parlato del lavoro e dei suoi indiscussi effetti benefici, cominci a parlare di politica e per l’appunto, colei che ha combinato gran parte dei guai della Sicilia. Non ditemi colpa di… o colpa di….. Il Presidente dov’era quando si compivano tanti atti contrari ? Forse non stava alla destra di qualcuno?
    Caro Samus, io non ho commentato. Nel mio giudizio, ho fatto mie delle considerazioni di ben alta fascia culturale e storica. Il tuo caro separatismo, trova negli storici anche diverse chiavi di lettura, come tutti gli episodi della storia antica e dei nostri giorni. Naturalmente, chi ha fatto la storia, ha sempre sventolato bandiere ed ideali 8il resto lo ha tenuto segreto..)

  29. gigi scrive:

    staff, perchè il mio commento delle 12:59 è ancora in attesa di moderazione?

  30. Samus scrive:

    Caro Egidio, ti ringrazio per la tua risposta argomentata, ma consentimi di ribadire che io ammiro ed invidio la Lega per la sua efficienza organizzativa, per la sua militanza (cosa che non esiste in Sicilia), per come ostenta il suo orgoglio di appartenenza, ma non certamente per i suoi contenuti politici (e mi pare di averlo già scritto ed in modo chiaro). La “Federazione Sicilia libera – Nazione Siciliana” Costituita dal MIS, PPS, PAS ed altre Associazioni Sicilianiste, dialoga con l’MpA sui temi della politica siciliana avanzano serene proposte ed anche critiche in termini costruttivi e non demolitori, come spesso fanno gli “inbecilli bastiancontrari” di cui, purtroppo, è piena la Sicilia (quindi, per essere chiari, nessun patto federativo)- ma capacità di di ineragire per la Sicilia. E’ chiaro che la “FSL-NS” è aperta allo stesso dialogo e confronto con qualsiasi forza politica, svingolata dalle logiche delle segreterie romane, su temi che riguardano la Sicilia.
    A Mario64 , sicilianista dell’ultimaora,rispondo: per chi votavi (quando il Presidente Lombardo militava nei partiti italiani “Dc o Udc”)? sicuramente hai votato per uno di quei partiti che si sono dimostrati ascari nei confronti della Sicilia. Ebbene, Lombardo ha preso coscienza del suo passato, così come è successo a te. E, allora, dov’è lo scandalo? Cerca di essere propositivo, anziché fare il purista santone di turno. Abbiamo bisogno di critici concreti e… tu non lo sei proprio.
    AnTuDo! Samus M.I.S.

  31. mario64 scrive:

    Caro Samus ti rispondo senza difficoltà. Dalla prima candidatura di Raffaele Lombardo alle regionali ho votato ed ho invitato a votare sempre per Lui. Anzi, ti dirò di più. Prima di conoscerlo, ero stato avvicinato da un candidato alle regionali del mio paese, ma ho scelto di appoggiare Lui. Anche quando i miei amici locali erano collegati ad altri partiti. Ho creduto in questa persona sbagliandomi.

  32. Samus scrive:

    Caro Mario64, qual è dunque la tua soluzione per la Sicilia?
    AnTuDo! Samus M.I.S.

  33. mario64 scrive:

    Se non si prospetteranno le condizioni giuste, nessuna soluzione può avere successo. Alla fine, sarà la classe economica siciliana a stabilire cosa vuole e con chi vuole stare. Sappiamo tutti bene, quali personaggi stanno dietro a certi grossi politici siciliani. Fino a quando costoro,riusciranno a tenere in soggezione i loro “subordinati” , il loro potere non vacillerà. Come d’altra parte accade a livello nazionale. La gente, si renderà conto di avere il “vero” potere allorchè non riuscirà più a sopravvivere a queste condizioni attuali e dalla disperazione nascerà una nuova volontà. Non deve per forza di cose essere sicilianista, ma dovrà a tutti i costi, “pretendere” il rispetto da parte di tutti. Il rispetto significa condizioni di vita accettabili e riconoscimento della propria dignità. La dignità, non ha connotati regionali nè nazionali, ma appartiene all’uomo ed al genere umano tutto!!!!

  34. Samus scrive:

    Caro Mario64,
    la tua soluzione di attendismo è tipica dell’ignavia dei Siciliani, amanti del quieto vivere… peccato, ti credevo diverso…
    Saluti, Salvo M.I.S. (ho evitato AnTuDo, perchè mi rendo conto che non sai coglierne il significato).

  35. Cico scrive:

    La “soluzione per la Sicilia”, tanto cara al nostro amico Samus, non può prescindere, secondo me, dall’educazione dei siciliani, in primo luogo, al senso civico.
    Noi siciliani, purtroppo, ne abbiamo un concetto abbastanza vago.
    Dopo, e solo dopo, si può tentare di parlare di federalismo, autonomia ecc. ecc.
    Che probabilità di essere ascoltato (e capito…) avrei, se provassi a discutere di simili argomenti con chi non vuole, per pigrizia o autocompiacimento della propria libertà di azione, rispettare ad esempio gli orari di conferimento dei rifiuti nei cassonetti o, là dov’è già praticata, la raccolta differenziata degli stessi?
    Quale altro sentimento, se non la rabbia o la costernazione, dovrei provare nel vedermi sfrecciare accanto, sul marciapiede che percorro a piedi ogni giorno, decine di centauri su motocicli, incuranti dei pedoni, e che si ritengono, in questo modo, più furbi degli altri loro colleghi o degli automobilisti incolonnati al semaforo?
    Eppure, illudendomi che possa servire ancora a qualcosa, parlo, cerco di spiegare, talvolta urlo ed impreco, ricevendo nel migliore dei casi sorrisi di scherno e derisione…
    Dobbiamo ammetterlo: la mia generazione (parlo dei 50enni…) ha perso.

  36. Samus scrive:

    Perde chi non ha la forza di ricominciare, ovvero di rimettersi in discussione… noi indipendentisti, pur comprendendo gli errori generazionali commessi, non ci arrendiamo!
    Caro Cico, se ti ritieni perdente… è anche inutile continuare a commiserarti su questo blog… che senso ha? Abbiamo perso solo tempo senza osare idee di tentativi concreti.
    AnTuDo (lo sai cosa significa?)! Samus M.I.S.

  37. mario64 scrive:

    Caro Cico, condivido il tuo intervento, fino ad un certo punto.Come dice una canzone di Morandi (una canzone che mi dà forza) : finchè non suona la campana vai!! In punto di morte potremmo dire che non abbiamo fallito, ma che quel che abbiamo fatto nel nostro piccolo non è bastato.
    Caro Samus, ti ringrazio per il tuo giudizio un poco risentito. Non sono on stato di ignavia, stò solo aspettando l’autobus. Non uno qualsiasi che passa dalla fermata, ma il mio autobus. A proposito di comprendere i significati delle parole, posso solo dirti, soprassedendo sulla tua affermazione, che conosco l’italiano, il greco antico, il latino, il francese e un pò di inglese. Conosco gran parte delle etimologie dei termini italiani. Ho studiato poco poco di filosofia del linguaggio e mi fermo qui. Mi dispiace di non essere arrivato al tuo livello. Sarà per un’altra vita. In questa, ciò che ho appreso, specialmente approfondendo un pò di filosofia moderna, mi basta per comprendere la realtà in cui vivo. Non cambierò il mondo, ma non sarà nemmeno succube di ideologie altrui. Sono entusiasta di avere gli strumenti per vedere con i miei occhi e di capire con il mio piccolo cervello. tante volte sono stato zitto, non per codardia , ma per senso di responsabilità verso chi mi stava accanto.

  38. Samus scrive:

    Caro Mario64, ci siamo vicendevolmente provocati abbastanza, non credi che sia più proficuo prendere un caffè assieme e ragionare de visu. Tra l’altro, non si tratta di convincere nessuno, ma di capire cosa si possa fare per la nostra Sicilia e quale possa essere l’autobus “giusto”.
    Ciao, Mario, fammi sapere.

  39. romis scrive:

    concordo con Samus e mi farebbe piacere incontrarlo assieme a Mario64 fatemi sapere ANimus TUus DOminus!Ciao a tutti

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