12 ago 2010

Riforme, patto di legislatura e un’alleanza per il bene della Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 30 commenti

Leggo notizie di agenzie che mi attribuiscono, a proposito di una intervista da me rilasciata ad una televisione locale, valutazioni in merito al fatto che Gianfranco Miccichè dovrebbe rompere con Silvio Berlusconi.

Mi sono limitato a ribadire che, a proposito del dibattito sulla formazione del nuovo governo, saranno alleate quelle forze politiche che accetteranno un programma di riforme serie per la Sicilia, che sottoscriveranno un patto di legislatura per portare il governo alla sua scadenza naturale e che si impegneranno a stare insieme anche per il dopo.

Queste sono le uniche condizioni che pongo per il bene della Sicilia a prescindere dai rapporti e dalle amicizie che chiunque può naturalmente coltivare.

30 Commenti a “Riforme, patto di legislatura e un’alleanza per il bene della Sicilia”

  1. ROSTOM scrive:

    La fine delle ideolgie di destra e sinistra e di centro! Finalmente!
    Sono collocazioni, oggi, esclusivamente logistiche! Il perno sono e saranno i partiti, i movimenti che insistono nel territorio!
    Non e’ qualunquismo, come alcuni vogliono farci intendere, ma reale intenzione di dare e di riprenderci la ns dignita’ di Siciliani.
    Noi siamo la Regione Siciliana( la nazione Siciliana)! Noi siamo un hub naturale per il bacino del mediterraneo.
    Oggi, la Sicilia, ha un “mezzo” per raggiungere l’autonomia e la l’autoderminazione:
    Si chiama Raffaele Lombardo! E non e’ l’esaltazione del Leader ma la convinzione scaturente dall’impegno,
    Che ci mette!

  2. filomenoa scrive:

    Lombardo insieme alla sua coalizione elettorale proponeva un programma, alle scorse elezioni.
    Qualche settiamna fa proponeva un documento, da sottoscrivere, nel quale dichiarava che stava rispettando il programma elettorale.
    Oggi parla di un programma di riforme che dovrebbero accettare i suoi alleati.
    Quindi di un altro programma.
    In realtà non ha alcun programma per il bene della Sicilia ma bensì ha solo belle parole che utilizza, per imbrogliarci.

  3. gigi scrive:

    Rostom, pienamente d’accordo!

    CONOSCERE IL NEMICO………Lega Nord su tutti i fronti, forse paga anche Filomenoa….

    LEGA NORD CERCA CONSENSI AL SUD
    http://www.ilgiornale.it/interni/dal_lazio_calabria_lega_conquista_sud/basket-afghanistan-jj/13-08-2010/articolo-id=466818-page=0-comments=1

    RADIO PADANIA
    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/99523/sicilia-rafforza-presenza-delle-radio-comunitarie-mancano-polemiche.htm

    IL VENETO COME LA CATALOGNA
    http://www.repubblica.it/politica/2010/08/13/news/veneto_catalogna-6258709/?ref=HREC1-6

    mi sembra evidente come la lega nord stia cercando di spacciare come federalismo una nuova forma di colonialismo italiano.
    Perchè Luca Zaia allora guarda alla Catalogna e non si accorge dello “Statuto della Regione Siciliana”? Sarebbe più facile per le altre regioni ottenere quello che per la Sicilia è già legge costituzionale, solo inapplicata. Perchè allora sono supportati dalle banche e non denunciano più tutti quei poteri forti, compresa l’Europa delle nazioni, che sono i nemici naturali dei popoli?

    ……forse Mario64 è in ferie sul lago di garda!

  4. filomenoa scrive:

    @gigi
    Magari fosse come dici Te, per me pagato dalla Lega.
    Purtroppo non sono pagato, cerco di evidenziare il pericoloso Lombardo & company, per quel che posso.
    La Lega nord sovente ha parlato contro il meridione e no nel periodo in cui Lombardo vi candidò alcuni suoi uomini.
    Secondo me occorre un Lega Sud federata alla Lega Nord, contro Lombardo & company che vorrebbe identificarsi come colui che lotta per il bene della Sicilia ed invece è uno dei forti mali della Sicilia poichè è uno di coloro che comandano da oltre 25 anni e poi basta vedere il regresso socio – politico ed economico durante l’ attuale governo siciliano.
    Una Lega Sud per il bene della Sicilia nei fatti alternativa al dominio di Lombardo ed innanzitutto per una sanità funzionante, innovativa verso le fasce sociali deboli oppresse dall’ attuale governo regionale.

  5. tiziano scrive:

    ho ascoltato micciche a tgs, e non si capisce niente.
    l’unica cosa su cui siamo d’accordo che bisogna smuoversi. fare qualcosa, salvare la sicilia ed il sud. ma miccicè mi pare confuso su tutto tranne che su una cosa: di castiglione e compagnia bella non ne vuole nemmeno parlare. e’ lui, o si ritiene tale, l’unico padrone della sicilia

  6. mgbrandara scrive:

    L’ITALIA VIVE IL SUO STATO PARTICOLARE NELL’ESEMPIO REGIONALE ED AGRIGENTINO

    Convengo con l’on. Mannino che, allo stato, l’alternativa a questo governo non è pronta ma l’arbitro non è Berlusconi ma il Presidente della Repubblica.
    La maggioranza di centrodestra, oggi, è costituita da quel che resta del PdL e della Lega Nord: maggioranza risicata soggetta ad una navigazione a vista.
    Il nuovo raggruppamento politico Futuro e Libertà ha rivendicato per sé una piena autonomia di giudizi sugli atti governativi che, di volta in volta, saranno presentati al Parlamento: autonomia significa, quindi, distacco dalla maggioranza costituita nella fase elettorale.
    A questo governo la critica (oltre che legittima, doverosa) parte dalla dimostrazione che esso ha dato nel suo carattere antimeriodionalista ed a trazione Lega. I fatti più dimostrativi di questo posizionamento “padano” sono dati dal blocco di tutti i finanziamenti annunciati e congelati riguardanti le aree meridionali e la Sicilia, così come la filosofia di una finanziaria che ha previsto-in 3 anni- il collasso definitivo degli EE.LL.dell’Italia del sud.
    Questi ultimi aspetti avrebbero dovuto incontrare una netta opposizione da parte della deputazione nazionale dell’ex Forza Italia che ha, in Agrigento come in Sicilia, uomini con responsabilità di governo alte e decisive: senza l’acquiescenza e la subalternità dei senatori e deputati del meridione, della Sicilia, di Agrigento mai la linea di politica economica dell’asse Berlusconi-Tremonti-Bossi avrebbe potuto trovare in Parlamento i voti per passare.
    Sono d’accordo con l’on. Mannino sul fatto che il Paese si trova prigioniero di “un sistema istituzionale ibrido” e che Berlusconi è fortemente tentato, insieme a Bossi, di prendere la scorciatoia delle elezioni anticipate per annientare titubanze, riserve e osservazioni interne nonché l’attuale rappresentanza di Futuro e Libertà conquistando, con tutti i mezzi di cui dispone, una forma “moderna” di democrazia autoritaria.
    Ma, per fortuna, l’arbitro non è affatto il Presidente del Consiglio né il separatista Bossi ma il Presidente della Repubblica a cui la Costituzione affida il diritto ed il potere di valutare o meno il ricorso anticipato alle urne.
    Condivido la posizione di Casini il quale, dopo aver preso atto del’implosione della maggioranza relativa e di fronte all’autunno che pericolosamente è davanti a questi giorni sul piano finanziario e della scadenza dei titoli di stato, “lavora” per tutelare il Paese da speculazioni di tipo greco, attraverso un governo di transizione che esalti il sentimento più alto della responsabilità nazionale a tutela del sistema-Paese e persino delle stesse Istituzioni costituzionali.
    L’Italia vive il suo stato particolare nell’esempio regionale ed agrigentino dove le maggioranze espresse dall’elettorato sono evaporate o, comunque, sono messe a soqquadro al loro interno: vedi il governo Lombardo, vedi il nascente Patto per il territorio ad Agrigento.
    Le contraddizioni e la politica degli equivoci possono essere superate solo attraverso una fase di transizione dentro la quale prevalga l’interesse generale del Paese, della Sicilia e della provincia di Agrigento.
    Solo dopo vengono le nuove formazioni a destra, a centro ed a sinistra: sta qui la chiave di tutto e, per tutti noi “drogati di politica” l’astinenza rispetto a logiche di potere e di gruppi non può produrre crisi d’identità, semmai fortifica il senso di una politica che guarda alla persona, alla famiglia, alla collettività prima ancora che agli interessi personali e di rappresentanza politica.
    Perché prima di tutto viene l’Italia, la Sicilia, Agrigento.
    Nel mio piccolo e spero nel piccolo di ognuno di noi, questo è il solo orizzonte che dà dignità al nostro impegno sociale.
    Agrigento 15 ago. 10 Mariagrazia Brandara
    già deputato UDC Assemblea Regionale Siciliana

  7. etnagricoltura scrive:

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    caro lombardino, domani mi sveglierò alle 4 del mattino per andare a “lavorare”, 300 km, 30 € di gasolio per iniziare la vendemmia…un tempo era una festa, oggi per me è un incubo…non riesco a trovare qualcuno che compri uva di alta qualità o che proponga dei prezzi o che la paghi ad un prezzo solo vagamente dignitoso…Lei che è in vacanza, se non mi crede, venga con me e si faccia quattro risate… amare.
    p.s. quando i nuovi dirigenti inizieranno a firmare le pratiche? aspetto dal 2009 un pagamento…devo pagare mutuo ed operai. Grazie, Suo ammiratore (in realtà è vero: guadagnare tanto senza far nulla è anch’essa arte: BRAVO)
    bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla,bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla,bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla,bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla,bla, bla, bla…

  8. etnagricoltura scrive:

    siccome sono cretino, qualcuno può dirmi in questi anni cosa ha fatto lombardo per la sicilia? ho letto alcuni commenti che difendono il suo operato e a questo punto vorrei capire anch’io che di politica mi interesso molto poco e vedo (nel mio ambiente lavorativo) solo lo schifo più assoluto.
    ribadisco: nel settore turistico, agricolo, artigiano, industriale, edilizio, trasporti, psr, etc. cosa ha fatto la politica in questi anni? spiegate ad un cretino disinformato

  9. gigi scrive:

    Il federalismo può essere una potenziale via di rinascita del Mezzogiorno. Bisogna però essere in grado di proporre un modello alternativo a quello proposto dalla lega nord.
    il «vero punto critico» è il federalismo fiscale, ovvero il finanziamento delle regioni in base alla capacità fiscale pro-capite degli abitanti. Sistema che comporterebbe un finanziamento nullo alle regioni del Sud. Soprattutto non risponde ad una logica federalista uno stato centrale che assorbe tutte le ricchezze per distribuirle in un secondo momento a propria discrezione.

  10. tiziano scrive:

    cosa ha fatto lombardo in quetsi anni?
    ha riportato la sicilia all’attenzione ed al centro della politica nazionale. dice da anni ormai che se i deputati siciliani lavorassero per la sicilia e non per il padrone di turno “faremmo ballare la samba” a tutti. lavornaod per le infrastrutture e per una fiscalità di vantaggio.
    è l’unico che porta avanti sul serio un discorso autonomista per la sicilia e per le regioni del mezzogiorno. dialoga con tutti, da destra a sinistra, perchè questa è la soluzione al problema.
    certo se si continua a dare fiducia ad alfano e compagnia bella…

  11. marco1973 scrive:

    Presidente dei Siciliani? Presidente Autonomista… quasi Indipendentista? Cosa ha fatto per scongiurare la cancellazione del Banco di Sicilia e le imposte pagate in Lombardia?

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/economia/100172/banca-dimenticata-cancellato-banca-intesa-sicilia-arretra-unicredit-paga-imposte-lombardia.htm?a=comment&idQuote=87586#newComment

  12. mario64 scrive:

    Caro Gigi, ti ringrazio per aver sentito la mia mancanza ed ipotizzato il mio soggiorno sul lago di Garda. Purtroppo, haimè…. i tempi sono durissimi e la mia situazione lo è ancor di più. Di conseguenza, devo deluderti, dicendoti che sono rimasto in loco(purtroppo!!). Posso dirti che di fronte a tante chiacchiere inutili, non vedrei male un governo della Lega al Sud e in Sicilia. Forse darebbe un impulso risolutivo alle vicende stagnanti e alla inettitudine “volontaria” della nostra pessima classe politica. Naturalmente, in questo contesto, non sò che parte toccherebbe ai lecchini. Personalmente, sono un uomo libero di pensare e di agire secondo coscienza. Forse, è l’unica cosa che mi è rimasta. Non ho da dire grazie a nessuno ed ho avuto modo di verificare la vera natura di certe persone, sul cui conto, ho capito (amaramente) di essermi sbagliato. Come diceva un certo Qualcuno : chi non è fedele nel poco, come lo sarà nel molto?

  13. massimo031961 scrive:

    Io continuo a non vedere nulla, da quando è nata questa maggioranza non ha fatto nulla, Lombardo continua a cambiare giunte senza una logica chiara.
    Veramente soltanto chiacchiere considerando che i problemi endemici della Sicilia si sono soltanto accentuati.
    Paradossale poi la situazione Tirrenia, ulteriore problema sommato ai problemi siciliani, ma per piacere ci mancherebbe soltanto questo, farsi carico di un carrozzone in aggiunta ai tantissimi carrozzoni a gestione siciliana.
    Invece di piangere continuamente miseria caro presidente proponga programmi seri e credibili soltanto così la Sicilia ed i siciliani possono uscire dalla situazione di stallo che vivono.
    Le soluzioni non sono le varie giunte Lombardo 1 poi 2 poi 3 poi…, così si arriva soltanto alle prossime elezioni senza la soluzione di nessun problema anzi…
    Se la maggioranza uscita dai seggi non esiste si abbia il coraggio di andare al voto, così si perde soltanto tempo e la situazione peggiora costantemente.

  14. Cico scrive:

    @Mario64:
    Non sarei tanto sicuro che con la Lega in Sicilia le cose andrebbero tanto meglio.
    Ho degli amici che vivono nei territori dove Bossi e compagni spadroneggiano e, mi dicono, diversi “verdi” rappresentanti non sono poi così estranei a certi “maneggiamenti”: solo che la gente non se ne accorge (o fa finta di non capire).
    Noi, forse, siamo un pò più smaliziati….

  15. Samus scrive:

    Cari Amici,
    noto che, purtroppo, si sconosce la nostra Storia di Popolo e di Nazione abrogata. Siamo sempre pronti a chiedere, legittimamente, cosa fa questo o quel Presidente di turno per la Sicilia, senza mai chiederci che cosa facciamo noi siciliani per costruire un futuro migliore. Sempre pronti a criticare… ma ASCARI nei comportamenti. Il problema nostro non è la presenza della Lega Nord e delle sue rivendicazioni federaliste. La “Storia” ci insegna che la Sicilia e i Siciliani non sono mai stati “unitari”, ma indipendentisti, o se volete possiamo tradurre questo termine in AUTONOMISTI, tanto è vero che per natura pattizia, a riparazione dei danni economici subiti con la forzata annessione ed il falso plebiscito del 1860 e per il sangue versato dai “Martiri Siciliani” dell’EVIS, il 15 Maggio 1946 abbiamo ottenuto lo Statuto Speciale di Autonomia, che se applicato nella sua totalità, renderebbe la Sicilia uno Stato federato con l’italia e non solo, addirittura per gli effetti di ricaduta economica derivanti dall’art. 37, diventeremmo perequativi per le altre regioni. Tutto ciò significa che la Sicilia è oltre il modello di federalismo fiscale tanto osannato dalla Lega Nord. Il Presidente della “Nazione Siciliana” (perchè tale dovrebbe essere, non sono mie elucubrazioni… per questo vi invito a leggere e meditare lo Statuto Speciale), Raffaele Lombardo, checchè se ne dica, ha avuto il merito di riaccendere i riflettori sulla CAUSA AUTONOMISTA.Ora una questione si pone in modo evidente. Se la Sicilia non è stata mai in grado di affrontare esperienze più grandi di lei, come l’attuazione dello Statuto autonomistico, pur avendo avuto come altre Regioni un ordinamento speciale; se questa terra martoriata è sempre stata preda della mafia e delle consorterie politiche abbastanza scatenate durante la temperie delle elezioni regionali, sicuramente anche dei Siciliani. Occorre risvegliare l’orgoglio identitario, manifestare per la richiesta delle norme attuative dello Statuto per tornare ad essere PADRONI IN CASA NOSTRA. Non è una chimera! Dovremmoo prestare fede alla bontà di un progetto di autonomia che intanto sta passando sulla testa di tutti i siciliani… prima che sia troppo tardi! AnTuDo!
    Samus, M.I.S

  16. mario64 scrive:

    Caro Cico, se gli amministratori, nel loro maneggiare, riescono a creare condizioni di favore per l’economia e la vita delle persone di un territorio, chiudendo un occhio, possiamo pur passarci sopra. Da noi, l’agire dei politici non ha creato null’altro che vantaggi personali, per non dire proprio posizioni di potere (lotte per la supremazia: Lombardo-Firrarello). In questo contesto, non è nato nulla di positivo per la gente. Anzi assistiamo ad una desertificazione dilagante. Non sarà Raffaele Lombardo il salvatore del popolo siciliano. Lui, insieme ad altre persone sono solo dei “personaggi” e non dei soggetti politici. Tutto ciò che operano è imperniato intorno alla loro persona e nulla più. Sono degli aspiranti “berlusconi”. Gli strisciano ai piedi e se ne allontanano allorquando non vengono ripagati e tenuti in debito riguardo, per poi ritornare di nuovo … Prima di parlare di AUTONOMIA, consiglierei al nostro Samus di fare una riflessione sulla nostra identità.Chi siamo, la nostra storia passata, il nostro presente…. Tutto ciò non con le solite chiacchiere che lasciano il tempo che trovano, ma con concretezza. Senza facili ipocrisie (vedi qualcuno ). Quando il popolo siciliano metterà in atto questo atteggiamento preliminare, si renderà conto della sua reale condizione. oggi, basta stare bene economicamente per dimenticare tutto il resto. Ognuno pensa solo a “cavarsela” in questo contesto cinico e meschino. La voglia di cambiamento è solo “platonica”. La parola AUTONOMIA, deve assumere un significato non politico (tornaconto dei politici e rafforzamento del loro potere), ma un significato sociale. Deve assurgere al ruolo di giustizia sociale. In questo momento il popolo siciliano è umiliato e messo all’angolo. Non ha nessuna certezza per il domani. Non è Roma a dover dare sempre una risposta ai problemi. E noto come,per quanto sempre affollato di richieste, Berlusconi non ha mai parlato di file di questuanti alla sua corte. Lui è molto più intelligente….

  17. Samus scrive:

    Caro Mario, premesso che non era e non è mia intenzione ingenerare nessun tipo di querelle, mi preme puntualizzare due cose: 1)quando parlo di APPLICAZIONE DI STATUTO SPECIALE DI AUTONOMIA mi riferisco in pieno al significato politico-economico-sociale che essa dovrebbe avere per tutti i Siciliani, poichè il richiederne l’applicazione non è, e non può essere, un progetto politico di destra, centro o sinistra, ma è aspettativa legittima ed inalienabile del Popolo Siciliano, sancita dalla Costituzione; e la mancata applicazione del nostro Statuto è, da 62 anni, una continua violazione della stessa carta costituzionale. 2) Anzicchè limitarsi a criticare semplicemente il sistema politico corrente, che è quello che è, occorre porre in essere un progetto politico-amministrativo alternativo e soprattutto credibile capace di scuotere l’animo dei siciliani, per lo più mancanti di orgoglio identitario, e ciò non è cosa facile… ma non disperiamo. La rivoluzione culturale che tu auspichi, io la inseguo e la proclamo da più di 30 anni, con ricerche e pubblicazioni storiche e saggi giornalistici, e sono giunto all’amara conclusione che i peggiori nemici della Sicilia sono gli stessi siciliani, poichè nei 150 di unità italiana hanno abiurato completamente alla loro storia ed alla loro identità di popolo.Come vedi, con la modestia che mi contraddistingue nella vita di ogni giorno, stai parlando con un “addetto ai lavori”, ovvero con una persona che per vocazione (leggasi AMORE PER LA SICILIA), per passione e per professione ha scelto di fare il ricercatore di Storia della Sicilia, senza mai piegarsi ai voleri della storiografia ufficiale e questo mio modo di essere mi ha precluso di divenire prof. ordinario… ma sono contento lo stesso perchè ho sempre detto la mia, a testa alta. Quindi, è ora di progettare per costruire… prima che sia troppo tardi. Usciamo dal web, incontriamoci e sicuramente troveremo la forza della concretezza.
    Umilmente, Samus M. I. S.

  18. Samus scrive:

    Caro Mario, premesso che non era e non è mia intenzione ingenerare nessun tipo di querelle, mi preme puntualizzare due cose: 1)quando parlo di APPLICAZIONE DI STATUTO SPECIALE DI AUTONOMIA mi riferisco in pieno al significato politico-economico-sociale che essa dovrebbe avere per tutti i Siciliani, poichè il richiederne l’applicazione non è, e non può essere, un progetto politico di destra, centro o sinistra, ma è aspettativa legittima ed inalienabile del Popolo Siciliano, sancita dalla Costituzione; e la mancata applicazione del nostro Statuto è, da 62 anni, una continua violazione della stessa carta costituzionale. 2) Anzichè limitarsi a criticare semplicemente il sistema politico corrente, che è quello che è, occorre porre in essere un progetto politico-amministrativo alternativo e soprattutto credibile capace di scuotere l’animo dei siciliani, per lo più mancanti di orgoglio identitario, e ciò non è cosa facile… ma non disperiamo. La rivoluzione culturale che tu auspichi, io la inseguo e la proclamo da più di 30 anni, con ricerche e pubblicazioni storiche e saggi giornalistici, e sono giunto all’amara conclusione che i peggiori nemici della Sicilia sono gli stessi siciliani, poichè nei 150 di unità italiana hanno abiurato completamente alla loro storia ed alla loro identità di popolo.Come vedi, con la modestia che mi contraddistingue nella vita di ogni giorno, stai parlando con un “addetto ai lavori”, ovvero con una persona che per vocazione (leggasi AMORE PER LA SICILIA), per passione e per professione ha scelto di fare il ricercatore di Storia della Sicilia, senza mai piegarsi ai voleri della storiografia ufficiale e questo mio modo di essere mi ha precluso di divenire prof. ordinario… ma sono contento lo stesso perchè ho sempre detto la mia, a testa alta. Quindi, è ora di progettare per costruire… prima che sia troppo tardi. Usciamo dal web, incontriamoci e sicuramente troveremo la forza della concretezza.
    Umilmente, Samus M. I. S.

  19. mario64 scrive:

    Caro Samus, accolgo le tue precisazioni ed apprezzo la tua scelta di vita. Naturalmente, come tutti sappiamo (Kant esprimeva la scomodità della sequela della morale) chi esce dal mucchio e si sottrae al controllo di chi ne stà a capo, viene allontanato dai ruoli “superiori”. Gli rimane però, la dignità e la consapevolezza di essere ugualmente insigne, al di fuori dei titoli, ormai tediosi, che chi è a capo di questa società promuove per piegare anche gli intellettuali. Apprezzo anche la tua esortazione all’azione politica di sensibilizzazione. Ci sarà un momento ideale per concretizzare certe affermazioni.

  20. Samus scrive:

    Caro Mario, ti ringrazio per la tua profonda risposta, ma mi preme sottolineare che “Ci sarà un momento ideale per concretizzare certe affermazioni” solo se sapremo osare, anche in funzione del tempo: io ho già superato da un anno il mezzo secolo e avverto più che mai la necessità della concretezza.
    Comunque, mi hai convinto che sei un “siciliano verace”, per cui mi farebbe piacere incontrarti. Io sono catanese… ma per la “CAUSA SICILIANA” ho girato, e ancora continuo a farlo, in lungo ed in largo la Sicilia. Dimmi, dunque, dove raggiungeti e sarà un arricchimento ragionare con te. Chi ha tempo non aspetti tempo, perchè non si è mai padroni del tempo. A buon intenditore…
    Un abbraccio fraterno, Samus M.I.S.

  21. LucioCanepa scrive:

    etnagricoltura il fallimento fa parte della economia capitalista dove hai scelto di creare una attività commerciale.

  22. LucioCanepa scrive:

    Caro Samus. In relazione al tuo intervento (mi prendo la confidenza di darti del tu), sto leggendo i miei primi libri sulla storia siciliana. Ho 25 anni e, come molti siciliani, non ho mai avuto la possibilita di studiare a scuola la storia della nostra terra (Chissà perchè?!). Quello che traspare dai miei studi è la mancanza di capacità del popolo siciliano nell’arco degli ultimi almeno 600 anni di poter collaborare tra loro per trovare una soluzione che significhi il bene comune. Tutto ciò si traduce in faide e lotte fraticide volte alla ricerca del bene egoistico delle frangie coinvolte nelle medesime. Non parte 150 anni fa il problema (semmai si amplifica “storicamente” per una maggior possibilità di avere documenti storici). Sei daccordo?

  23. Samus scrive:

    Caro Lucio, diceva l’on. Concetto Gallo, successore di Canepa nel comando dell’EVIS (Scondo Turri) – che ho avuto l’onore di conoscere -, che agli indipendentisti si deve dare sempre del tu… ed io sono orgogliosamente indipendentista. Per quanto riguarda il tema da te affrontato, mi permetto di evidenziarti che il Popolo Siciliano ha fatto due grandi rivoluzioni: il Primo Vespro nel 1282 contro gli Angioini ed il Secondo Vespro nel 1848 contro i Borbone (con la e… gli storici ufficiali scrivono erroneamente e ignorantemente Borboni, ti faccio l’esempio che porto all’università: se uno ha il cognome Sessa si dice “contro i Sessa” e non certamente “contro i Sessi”,… un aneddoto per farti sorridere),perchè avevano ridotto il vetusto Regno di Sicilia in “provincia” napoletana e non certamente perchè reputassero migliore il Savoiardo, per gli storici di regime “Re Galantuomo”, per i ricercatori seri: figlio di un macellaio, poiché l’enfant era morto nel rego della regia di Firenze. Come puoi notare nel nascente Regno dell’Italia Unita anche il monarca era un “falso d’autore”. Pure io, che ho scelto la ricerca storica, ai miei tempi come avviene anche oggi, ho frequentato la “scuola d’ignoranza”. Mi fa piacere sentire che ti stai appassionando alla conoscenza storica e mi permetto di suggeriti tre libri: Salvatore Musumeci, TRA SEPARATISMO E AUTONOMIA, Armando Siciliano Editore – Messina 2005; Salvatore Natoli Sciacca e Maria Rosaria De Stefano Natoli, LA NAZIONE CHE NON FU, Armenio Editore – Brolo (Me) 2010; Pino Aprile, TERRONI, Edizioni Piemme 2010. Per adesso bastano questi… Infine, il limite dei Siciliani è sempre stato quello di essere, per vocazione inaudita, sempre “BASTIANCONTRARI”, ovvero pronti a criticare, a lamentarsi, a piangersi addosso… e mai disponibili a rischiare qualcosa. Si potrebbe concludere che: chi è causa dei propri mali pianga se stesso… ma io non riesco ad accettare questa situazione e di contro non mi stanco mai di ripetere: MA QUANDO LA FINIREMO DI FARE I MINCHIONI?
    Un abbraccio fraterno, AnTuDo! Samus M.I.S.

  24. Samus scrive:

    Errata corrige: figlio di un macellaio, poiché l’enfant era morto nel rogo della reggia di Firenze e quindi sostituito con un bambino proveniente dal popolo (he purtroppo aveva il sangue rosso e non blu). Samus M.I.S.

  25. ROSTOM scrive:

    Caro Samus, siamo genti paradossali! Condivido in pieno il tuo dire ed il tuo argomentare! Abbiamo un mezzo oggi, che prima non avevamo! Bisogna insistere! La gente vuole il pane, e noi dobbiamo darglielo, ma insegnandogli come si fà! Anzi, riinsegnandoglielo! La gente ci domanda lavoro, ma il diritto è anche dovere! Non gettare una carta per terra è rispetto per la tua gente e per il tuo territorio! La cultura del bene, passa attraverso la volontà di chi crede nel POPOLO SICILIANO, nella nostra NAZIONE SICILIANA, di argomentarla! Noi, io, tu, ti do del tu essendo, anche se vorrei a volte essere indipendentista, AUTONOMISTA convinto, parlare con la gente, far conoscere la ns realtà e che l’unico modo per riportare a casa la dignità! Quella di guardare al bene comune, alla collettività! Saremo insegnanti, ma è fondamentale, inziare dalle nuove generazioni! A presto! RT

  26. Samus scrive:

    Caro Rostom, il mio Indipendentismo potrebbe benissimo convergere con il vero autonomismo in cui credi tu, ovvero piena ATTUAZIONE DELLO STATUTO SPECIALE DELLA SICILIA. Credo che sia importantissimo uscire dal web ed incontrarsi. Non avrei nessuna difficoltà a darti i miei numeri di telefono o e-mail personali per un contatto più umano, ma le regole di questo blog lo vietano e, quindi, vanno rispettate. Comunque, se ti fai un giro sul veb, prestando attenzione alla mia firma, non ti sarà difficile scoprire con chi stai interloquendo. Vediamo se hai il fiuto di un buon segugio siciliano… oppure, se mi dai una traccia, potrei provarci io.
    Un fraterno abbraccio. AnTuDo! Samus M.I.S.

  27. Cico scrive:

    Bene, a leggere gli ultimi commenti, sembrerebbe che finalmente questo blog riesce a rendere un servizio utile, dopo mesi di sfoghi ed improperi vari, e cioè quello di tentar di mettere in contatto 2-3 persone aventi in comune l’ideale dell’indipendentismo (o dell’autonomia, non ho capito bene…) della Sicilia.
    Augurando loro la miglior fortuna e che riescano a trovare ulteriori proseliti alla nobile causa, vorrei chiedere, umilmente e senza alcuna polemica: ma di che cosa potrebbe CAMPARE una Sicilia indipendente (o autonoma…)?

  28. Samus scrive:

    Cico, se sei siciliano, stai dando prova, purtroppo, di essere un ASCARO della peggiore specie, mi auguro che non sia così. Continuii ad essere MINCHIONE tra i minchioni che non credono nelle proprie capacità e non si pone minimamente la curiosità di andarsi a leggere un pò di storia (quella vera)e di studiarsi il testo dello STATUTO SPECIALE DI AUTONOMIA formato di appena 43 articoli. La Sicilia verace con l’applicazione degli artt. 37 e 38 potrebbe vivere di Turismo, di rendita reinvestita a favore delle attività produttive pubbliche e private. Ma fin quando anche tu pretendi che le risposte te le diano gli alri, stai pur certo che esse non arriveranno mai. Occorre prendere coscienza della propria IDENTITA’ e dei propri DIRITTI. Sei disposto a cominciare a fare qualcosa per la Sicilia? Vieni anche tu a manifestare a Palermo per l’APPLICAZIONE DELLO STATUTO il prossimo 30 ottobre. Ti dico subito che si tratta di una maifestazione di popolo non organizzata da sigle partitiche, ma da sicliani liberi per il riconoscimento dei nostri diritti sotto un’unica bandiera: quella giallo-rossa della nostra terra. Sarà anche un momento per contarci: vedremo quanti hanno veramente gli attributi -speso artificialmente esposti sul veb-, e quanti no!
    Riflettici e, magari, mi fai sapere.
    Sei sempre un fratello… AnTuDo! Samus M.I.S.

  29. mario64 scrive:

    Non credo la Sicilia non potrebbe vivere senza l’Italia. Abbiamo tante risorse, e se cominciamo ad usarle per noi stessi, vedete che forza!!! La classe politica siciliana tutta ha fatto in modo di tenere sotto controllo la popolazione, dandole le briciole di quel che invece ha a disposizione. Naturalmente, il prezzo c’è sempre stato.

  30. Samus scrive:

    Quando la discussione stava cominciando ad arricchirsi di proposte progettuali si è bloccata… Come mai? Rinnovo l’invito: usciamo dal web ed incontriamoci per dare concretezza alle idee.
    Affettuosamente, Samus M.I.S.

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