31 ago 2010
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C’è un pasticcio compiuto in passato. L’aeroporto è stato realizzato con fondi europei e senza il contributo del governo centrale. Esiste il sedime di quello che era l’aeroporto militare. Il pasticcio è stato fatto con una serie di storie che andranno verificate dal punto di vista giuridico, dai governi nazionali e forse anche dal comune di Comiso.

In tutti i documenti l’aeroporto di Comiso è stato considerato di rilievo nazionale e non posso consentire, perché farei un torto a Comiso, ai cittadini di quella provincia e a tutta la Sicilia, che ora di soppiatto e senza che nessuno se ne debba accorgere, venga declassato a livello regionale.

Se si tratta di trasferire il sedime e se questo non può andare direttamente al comune, la regione farà da “stazione di transito” ma non possiamo tollerare che tra le righe quell’aeroporto venga ridotto a rango regionale il che potrebbe comportare che i servizi di controllo Enac, molto costosi, e i servizi di sicurezza vengano a gravare sulla Regione. Non si capisce il motivo per cui Ancona o La Spezia che hanno un volume di traffico irrisorio debbano avere questi servizi pagati dallo stato.

Noi saremmo anche disposti a pagarceli da soli. Ma ci comincino a consentire, in omaggio al federalismo, di trattenere la corrispondente cifra delle accise petrolifere. Vogliamo cominciare con il federalizzare i trasporti? Se questi costano 100 ci consentano di trattenere 100 delle accise petrolifere. E’ questo il federalismo fiscale. Vediamo se questa amministrazione regionale è sprecona e cialtrona oppure se governa  meglio di come non sappiano fare  da Roma.

Io mi auguro che non ci siano compartamenti ascaristici della classe politica siciliana, che è messa lì con la coda in mezzo alle gambe e la lingua di fuori in attesa di firmare, purchessia.

31 ago 2010
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Su Mediterranea Holding è stato deliberato un aumento di capitale. Non ci si meravigli che la Regione Siciliana non lo abbia sottoscritto perché noi non siamo li per avere la maggioranza. A noi basta lo 0,1%. Peraltro, favoriamo l’ingresso di un gruppo di dipendenti che vogliono entrare, di qualche armatore delle isole minori della stessa Sicilia e di altri imprenditori, alcuni di Catania, che intendono sottoscrivere una parte di questo capitale e anche altri nomi.
Il fatto che qualcuno sia uscito mi dispiace, ma credo che non avessero versato ne il 30% e neppure il 10% del capitale. Ci sono stati dei soci che sono stati nella compagine sociale in attesa di vedere cosa succedesse. Io credo che con la sostituzione di questi soci la Mediterranea Holding avrà le idee più chiare e potrà procedere più speditamente. Noi intendiamo partecipare all’acquisto di Siremar e Tirrenia insieme e intendiamo dare un messaggio preciso: è sbagliato ed è grave pensare di smembrare il sistema Tirrenia – Siremar per regalicchiarlo, magari sotto mentite spoglie, a questo o a quell’imprenditorie più o meno amico.

31 ago 2010

Al termine dell’Assemblea dei soci della Mediterranea Holding, la Presidenza della Regione siciliana ha emanato la seguente nota: “La Regione siciliana ha confermato il suo interesse al piano della Mediterranea Holding di Navigazione per l’acquisizione del gruppo Tirrenia, votando favorevolmente nell’Assemblea dei Soci la delibera di aumento di capitale sociale fino alla concorrenza di 25 milioni. In tale contesto l’Assemblea ha affrontato l’argomento inerente il rafforzamento della compagine societaria, valutando l’opportunita’ di ingresso di soci finanziari, che a breve puo’ determinarsi”.

“L’Assemblea, altresi’, ha ribadito – continua la nota – la ferma volonta’ di perseguire l’acquisizione del gruppo Tirrenia partendo dall’offerta formulata al Commissario Straordinario D’Andrea e prodotta fin dal 9 agosto ultimo scorso, e, pur apprezzando le positive dichiarazioni del Ministro Matteoli che ha affermato di non essere intendimento del Governo di procedere allo “Spezzatino” del gruppo Tirrenia, ha manifestato il proprio impegno nei confronti dei lavoratori che lottano per impedirlo e delle loro rivendicazioni per il mantenimento dei livelli occupazionali attuali e il loro aumento in relazione al piano di sviluppo dell’attivita’ aziendale gia’ programmato”.

“Infine, l’Assemblea ha espresso tutta la propria contrarieta’ – conclude la nota – all’ipotesi ventilata di porre anche Siremar in Amministrazione controllata, dichiarandone l’insolvenza, per le gravissime conseguenze che cio’ determinerebbe non solo in capo a tutti i diretti interessati e fra di essi per primi gli stessi lavoratori, ma anche il complesso dell’indotto, facendo proprie le indicazioni in tal senso della Regione siciliana che propugna un rilancio del gruppo nella sua interezza anche per dare un migliore e piu’ continuo servizio di collegamento con le Isole minori”.

30 ago 2010

Sospensione di Domenico Granese dalla direzione dell’unita’ operativa complessa di ostetricia e ginecologia del Policlinico di Messina per le evidenti disfunzioni organizzative del reparto, considerato che Antonio De Vivo non aveva alcuna autorizzazione ad operare all’interno della sala parto; sospensione dall’attivita’ assistenziale di Vincenzo Benedetto in attesa delle conclusioni del procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti che dovra’ stabilire la gravita’ dei comportamenti etici e deontologici; immediata risoluzione del contratto di assegnista di ricerca nei confronti di Antonio de Vivo che non poteva svolgere attivita’ assistenziale all’interno della sala parto del Policlinico.

Sono i provvedimenti disciplinari annunciati dall’assessore regionale per la Salute Massimo Russo al termine della visita al Policlinico di Messina nel corso della quale, insieme al ministro della Salute Ferruccio Fazio, ha incontrato la signora Laura Salpietro, il marito Matteo Molonia e il figlio appena nato.

“Ho chiesto personalmente scusa alla famiglia per l’accaduto – ha detto l’assessore Russo – testimoniando la mia solidarieta’ umana a cvhi e’ stato vittima di una vicenda assurda che non deve piu’ ripetersi. A loro ho garantito che continuero’ a seguire la vicenda umana e sanitaria anche nei prossimi giorni e non posso che registrare con soddisfazione i segnali di miglioramento sia della madre che del bambino”.

I provvedimenti disciplinari sono stati decisi oggi dopo una riunione operativa svoltasi a Messina alla presenza dei vertici dell’azienda ospedaliero – universitaria, del rettore dell’ateneo messinese Francesco Tomasello e del preside della facolta’ di medicina dell’Universita’ di Messina, Emanuele Scribano.

L’assessore Russo ha anche chiesto una relazione sull’attivita’ libero professionale “intra moenia” ed “extra moenia” autorizzata all’interno del Policlinico di Messina per verificare l’eventuale esistenza di altre anomalie e per accendere i riflettori in modo esauriente sui rapporti tra l’attivita’ istituzionale e quella privata. La gestione dell’unita’ operativa verra’, nel frattempo, affidata al direttore sanitario del Policlinico Manlio Magistri.

“La riunione – ha spiegato Russo – e’ servita a chiarire i primi aspetti di una vicenda sconcertante e inqualificabile. Era doveroso e necessario assumere subito sanzioni commisurate alla gravita’ della vicenda, a prescindere dall’attivita’ della magistratura che seguira’ il suo corso. E’ evidente che saranno esperite tutte le azioni civili possibili per ottenere un risarcimento per i danni di immagine subiti dall’intero sistema sanitario regionale. E’ un’azione che voglio intraprendere a tutela della professionalita’ e della serieta’ dei tanti medici che ogni giorno lavorano con passione e dedizione per assicurare ai pazienti un’assistenza sanitaria di buon livello e che vengono mortificati da vicende del genere”.

“Mi auguro – ha concluso Russo – che questa squallida vicenda sia almeno da stimolo per accelerare la rimozione delle tante anomalie che ancora esistono e che abbiamo ereditato. Occorre soprattutto un cambiamento culturale ed e’ per questo che ho chiesto all’Ordine dei Medici interventi nella direzione del rigore professionale, proprio a tutela della stragrande maggioranza dei medici siciliani impegnati in una riforma complessa ma che portera’ presto la Sicilia al pari con le regioni italiane considerate virtuose”.

29 ago 2010

“Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi al racket rifiutandone il ricatto e per questo pagando con la propria vita”, lo dice il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in occasione del diciannovesimo anniversario dell’uccisione ad opera della mafia dell’imprenditore Libero Grassi.

“La sua lucida determinazione nell’opporsi alle intimidazioni subite rappresenta ancora oggi un monito e un esempio da seguire nella lotta contro i tentacoli delle organizzazioni criminali. Il suo consapevole sacrificio, al quale si aggiunge quotidianamente l’impegno delle forze dell’ordine, della magistratura e di tutte le istituzioni – conclude Lombardo – puo’ essere onorato, ogni giorno di piu’, grazie anche alla rinnovata coscienza civile e di tutta la societa’ che vede via via piu’ vicina la liberazione dalla mafia”.

29 ago 2010

“Libero Grassi fu assassinato perche’ era solo. Dopo le sue denunce, isolate e coraggiose contro il racket del pizzo, i primi ad abbandonarlo furono gli stessi imprenditori. La Confindustria di Palermo di quegli anni assunse una posizione disdicevole, lasciando solo Grassi. E lo sappiamo, nelle strategie di cosa nostra, l’isolamento e’ l’anticamera della morte”.

Lo dichiara l’assessore regionale alle Attivita’ Produttive, Marco Venturi, che oggi ha deposto una corona di fiori, su delega del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, in via Alfieri a Palermo, nel luogo in cui 19 anni fa i killer di cosa nostra uccisero l’imprenditore palermitano che aveva deciso di non pagare il pizzo, denunciare i suoi estorsori, invitando inoltre i suoi colleghi a fare lo stesso.

L’assessore Venturi, imprenditore e protagonista, assieme a Ivan Lo Bello e Antonello Montante, del nuovo corso intrapreso da Confidustria Sicilia, sostiene che “tuttavia il sacrificio di uomini coraggiosi, veri e propri eroi, come Libero Grassi, ha contribuito al risveglio dei siciliani e alla formazione di una nuova coscienza sociale. Un grosso contributo e’ stato dato, oltre che da magistratura e forze dell’ordine, anche dall’azione spontanea dei commercianti e degli imprenditori che resistono alla violenza mafiosa facendo rete. Le associazioni antiracket sono ormai una realta’ preziosa che andrebbe sempre piu’ aiutata, mentre chi paga il pizzo deve sapere di avere una seria alternativa nella denuncia. E’ importante, per rendere onore al sacrificio di chi e’ morto per difendere un ideale, contribuire – conclude Venturi – ognuno nel proprio piccolo, denunciando ogni sopruso, malversazione, sopraffazione, atto di prepotenza, richiesta di pizzo o tangenti. Solo cosi’ sconfiggere mo la mafia e potremo regalare ai nostri figli una Sicilia migliore “.

27 ago 2010

Emanuele Crialese sta per completare a Linosa le riprese di “Terraferma”. L’isoletta delle Pelagie e’ stata scelta dal regista di “Respiro” e “Nuovomondo” come set di grande fascino con le case da fiaba colorate e disegnate come un acquerello. Il film, prodotto da Cattleya con il contributo di Rai Cinema, sara’ uno dei pezzi forti della prossima stagione cinematografica.

“La presenza di Crialese in Sicilia – sottolinea Gaetano Armao, assessore regionale per i Beni culturali e l’Identita’ siciliana – evidenzia la sua attenzione alla profonda e antica cultura delle nostre isole ed all’identita’ siciliana. Siamo grati a lui e alla produzione del film per avere ancora investito sulla Sicilia”.

Il set di “Terraferma” e’ stato visitato dall’assessore al Turismo e allo spettacolo di Lampedusa e Linosa, Pietro Busetta, il quale ha ringraziato il regista e la produzione per l’opportunita’ offerta alla promozione dell’isola. Lampedusa e Linosa sono legate al regista romano, che nel film “Respiro” ha colto l’anima piu’ profonda e la violenza dei luoghi, l’attaccamento al proprio scoglio, l’esasperazione della doppia insularita’. Busetta ha auspicato anche che Linosa venga scelta come location per alcune riprese di “Agrodolce”.

26 ago 2010

“Siamo giunti finalmente alle decisioni importati sul federalismo, quelle che deriveranno dai decreti di attuazione. Vedremo così se c’è la reale volontà di superare il dualismo nel quale vive ancora il nostro Paese”.

Lo ha dichiarato il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, intervenendo al Meeting di Rimini al dibattito su “Federalismo e federalismo fiscale nell’Italia che cambia”, cui hanno preso parte anche i presidenti della Lombardia, Roberto Formigoni, del Veneto, Luca Zaia, e della Basilicata, Vito De Filippo.

“Mi auguro – ha detto Lombardo – che il federalismo faccia saltare il patto fra centralismo e governi locali su cui si è fondata la storia del nostro Paese e si produca in tal modo una svolta reale per le sorti di tutte le nostre regioni”.

“Noi – ha proseguito – abbiamo fatto la nostra parte, a partire dal ripianamento dei conti della sanità, ma attendiamo che dal Governo nazionale seguano scelte conseguenziali, come quelle sull’attuazione del nostro Statuto, riguardo alle accise che dobbiamo incassare. Basterebbe un decennio di questi introiti per superare anche il complesso problema dei fondi Fas che attendiamo da un anno e che ancora non ci vengono assegnati”.

O il federalismo è vero o sarà un ennesimo inganno. Siamo pronti ad assumere nuove responsabilità se ci saranno assegnate contestualmente le risorse necessarie. Ma vorremmo anche decidere sul nostro sviluppo, scegliendo noi e contrattando noi se avere o no una centrale nucleare, piuttosto che subire la decisione dall’alto. Abbiamo ereditato una difficile situazione, per esempio, in tema di precariato, cui abbiamo messo mano impedendo nuove assunzioni. Ma – ha concluso - è giunto il tempo di rendere giustizia a tanti precari che prestano da tempo la loro opera nell’amministrazione regionale. Questo è il nostro modo di metterci in regola”.