Alla Commissione antimafia il mio contributo per l’accertamento della verità
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Queste le valutazioni di Raffaele Lombardo a conclusione di una giornata nel corso della quale è stato ascoltato per alcune ore dalla commissione antimafia.
Oggi ho avuto un confronto molto interessante e soddisfacente con la Commissione antimafia alla quale ho reso conto di ciò che avevo anticipato durante la scorsa mia audizione.
Avevo detto che saremmo andati avanti sulla riforma sanitaria e lo abbiamo fatto uscendo dalla lista nera delle regioni cosiddette canaglia o sperperatrici.
Poi la grande riforma dei rifiuti. Abbiamo avuto il coraggio di denunciare l’infiltrazione mafiosa alla magistratura palermitana competente e con atti amministrativi coerenti abbiamo demolito un sistema in cui è provato che la mafia si era infiltrata.
Rispondendo ai commissari ho poi affrontato la vicenda che mi riguarda personalmente. Una vincenda incredibile per la quale nessuno credeva che io non avessi ricevuto alcuna notizia ufficiale, dove l’unico reato che ufficialmente esiste è quello della fuga di notizie. Fuga di notizie che ha dato luogo ad una campagna di aggressione che doveva far fallire la finanziaria, legge nella quale c’è la copertura della riforma dei rifiuti, la gestione dei servizi idrici e tante norme fondamentali sul fotovoltaico, e soprattutto il piano energetico, campo in cui abbiamo saputo dire di no alla schifezza delle pale eoliche che portavano benessere ad alcuni speculatori e pochi vantaggi ai cittadini.
Il disegno della fuga di notizie era finalizzato a far cadere quella finanziaria e a portarmi alle dimissioni. Mi auguro che questa vicenda si possa concludere consentendomi di fare ciò che ho chiesto fin dal primo momento: partecipare all’accertamento della verità venendo sentito e offrendo i riscontri necessari perché la verità emerga.
Se io avessi aiutato, e non contrastato concretamente con azioni amministrative che sono sotto gli occhi di tutti, questa maledetta mafia, non sarei degno di essere il Presidente della regione. Avendo fatto esattamente il contrario, quello che si è verificato va letto con un’ottica diversa, che renderemo nota al popolo siciliano tornando ad esprimere fiducia nella magistratura che deve restare autonoma, forte e libera di intercettare.
L’augurio che rivolgo alla Sicilia è quello di riprendere a lavorare con una serenità che in queste ultime settimane è certamente mancata.



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Dal sito del MPA risulta che manca l’ articolo che proponeva la spaccatura del pDL su Lombardo ed auspicava anche quella del centro sinistra per essere tutti spaccati su Lombardo.
Il citato articolo è stato ingerito perchè evidenziava chiaramente la politica di Lombardo finalizzata a mettere zizzania nei partiti.
Sono profondamente dispiaciuto a leggere nel post odierno l’ istigazione alla libertà di intercettare.
Senza alcuna regola, per una dittatura all’ antica promossa da un politico vecchio qual’ è Lombardo poichè esercita dittatura politica da oltre 25 anni in Sicilia.
Non si tratta della libertà di intercettare. Ma è onoesto e corretto fornire ai magistrati onesti e non politicizzanti gli strumenti di indagine utili a risolvere le questioni criminali di questo paese.
Non ci si può arrendere al malaffare ed alla mafia.
Non so se un politico può in Sicilia raccogliere voti e amministrare la cosa pubblica senza nemmeno entrare in contatto con la mafia. Ma se è vero come sembra che Lombardo non ha ricevuto ad oggi nemmeno un avviso di garanzia allora la sua vicenda prende contorni definiti dal fatto che ha rotto molto le palle sulla vicenda termovalorizzatori e smontato affari milionari anche in sanità. Non lo amo, non ti amo Presidente, ma quando è tua è tua.
Non ho capito, Lombardo è stato ascoltato su sua richiesta o è stato convocato dalla Commissione Antimafia?
Raffaele ha chiesto di essere ascoltato dalla Commissione antimafia anche se nessuno, sulla sua inchiesta presunta di Catania, ha chiesto di interrogarlo. Se non sbaglio li ha fatto dichiarazioni spontanee.