Per sconfiggere la mafia puntiamo su educazione e formazione culturale
13 commentiLa sconfitta definitiva della mafia passa non solo attraverso la strada giudiziaria e di repressione poliziesca ma anche, e forse soprattutto, per la presa di coscienza e l’assunzione diretta di responsabilità delle nuove generazioni.
E’ con questa motivazione che, in occasione del 18° anniversario della strage di via D’Amelio, il governo della Regione, in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione, distribuirà in tutte le scuole della Sicilia le foto che ritraggono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, veri eroi civili della nostra regione.
Quelle immagini, che sono diventate ormai simbolo, anche a nome di tutti i caduti per mafia, nella coscienza collettiva dell’impegno vincente della Sicilia contro la criminalità organizzata, potranno essere collocate nelle aule degli istituti scolastici siciliani. Abbiamo anche voluto incitare i dirigenti scolastici, nel pieno rispetto della loro autonomia didattica, a dedicare la prima ora del nuovo anno scolastico alle figure dei due giudici assassinati dalla mafia.
Riteniamo che questa iniziativa possa concretamente e fattivamente intervenire sul processo formativo delle giovani generazioni in modo che i concetti di legalità e di lotta alla mafia diventino patrimonio fondamentale e irrinunciabile di tutta la nostra società civile.


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Sono d’accordo che occorri puntare su educazione e formazione culturale.
Un pò meno sull’iniziativa della distribuzione nelle scuole delle foto che ritraggono i 2 giudici: non possono essere delle statiche immagini, peraltro già ampiamente diffuse in questi anni, a scuotere gli animi delle nuove generazioni.
Molto di più potrebbero fare i comportamenti e le azioni da parte di chi amministra: in altre parole, l’ESEMPIO.
Usare le figure di due magistrati assassinati dalla mafia, per dare di se un immagine diversa di quella reale è un peccato.
Giusto l’onore a questi uomini integerrimi: la loro vita privata era uno specchio, come quella pubblica. Incorruttibili sotto tutti i rispetti, solo la morte poteva spegnerne le azioni, non l’adamantino esempio. Meritorio che la scuola debba assumersi l’incarico di perpetuarne la memoria e l’impegno civile: auspicio che verrebbe assaj meglio fatto proprio dagli scolari, se riscontrassero nei propri genitori prima, negli insegnanti poi, negli uomini politici successivamente, il medesimo rigore morale, la medesima inflessibile virtù etica della vita nelle piccole e grandi cose. Dei cui ultimi punti, nei lustri recenti, appar più che lecito purtroppo dubitare.
Desidero in questa circostanza, nel giorno della dipartita della signora Eleonora vedova Moro, ricordare il sacrificio e l’esempio intemerato di un grande uomo politico, statista della DC, notoriamente refrattario alla corruzione materiale e morale, che proprio il suo partito, tranne Fanfani e pochi altri, costrinse, con la cosiddetta ‘linea della fermezza’, a subir la tragica morte. Le scuole d’Italia e non solo in Sicilia ricordino, con Falcone e Borsellino, anche l’indiscussa trasparenza etica di Aldo Moro e di quei politici di un tempo (ma se si vuole, possono esserci anche oggi: basta vivere col poco, ovvero l’indispensabile: pane, vestito, casa, nella propria vita privata…) che alle lusinghe di Mammòna preferivano, con orgoglio e dignità, servire sino all’estremo la propria Patria. “Et lux in tenebris lucet, et tenebrae eam non comprehenderunt” (Ioann.1, 5).
Belle parole, seppure non nuove.Spero, Raffaele Lombardo, non creda davvero in quello che ha detto. Magari, usare queste frasi in una commemorazione, tanto per fare effetto sulla gente e colpire i cuori delle persone, da buon politico (?). Penso lui conosca il perchè della delinquenza e della mafia. Non è certo problema culturale. Provi ad andare nei qaurtieri degradati di catania, magari in occasioni diverse dalle elezioni.per quanto, in qusti quartieri la persona fisica conta poco. Alla base della civiltà, cosa ci stà? La cultura? Potremmo accettare la risposta, ma uno che ha fame, sete, non ha vestiti degenti e quant’altro, cosa vuoi che gli importi della cultura? Vive in un regno dove l’unica legge è quella dell’homo hominis lupus. Una educatrice mi raccontava che un ragazzino voleva imparare l’inglese per muoversi bene nel mercato dello spaccio.Ecco a cosa serve la conoscenza della lingua straniera in queste realtà. Volete risolvere il problema della mafia? Bene!! Ripulite questa gente e i loro quartieri, formateli professionalmente, secondo le loro capacità(c’è gente molto capace, proprio perchè la necessità aguzza l’ingegno)e poi, inseriteli nel mondo del lavoro. Troppo difficile? Meglio far finta di aiutarli che farlo realmente? Naturalmente, la logica del politico è questa. L’ipocrisia la sua religione. Bravo cico!!! hai usato una parola “magica”. Il termine che produce da solo tanta credibilità: l’ESEMPIO!!! Attenzione, caro Raffaele Lombardo, non basta l’esempio degli altri, magari sacrificati (loro malgrado) per diventare “exempla”,le loro foto. Non è una croce appesa su un muro a far ricordare di essere cristiani. Se non lo senti dentro, a nulla servirà.
La mafia, mi chiedo cosa sia oggi. Si legge sui giornali di corruzione, di case regalate, di appalti truccati ed anche di carte da produrre in continuazione, di lentezza burocratica, di vessazioni continue, di prostituzione davanti gli occhi di tutti (non penso di essere l’unico a vedere delle povere ragazze nere sulla Ct-Gela, od in prossimità del “faro” di Catania, o di via delle finanze o di…). mi chiedo perchè tanta ipocrisia, mi chiedo se per ogni appalto truccato, per ogni regalo al politico di turno ogni singolo cittadino italiano non abbia diritto ad un rimborso. Ho chiuso 2 aziende e licenziato operai, presto farò con altre 3 ditte solo perchè ho tentato di lavorare onestamente…Venerdì ho visto piangere dalla rabbia una donna di oltre 50 anni (imprenditrice) per l’immobilismo politico ed amministrativo, per la totale mancanza di programmazione, per l’enorme peso e sforzo che ogni giorno dobbiamo sostenere per fare gli imprenditori, dare lavoro e creare valore aggiunto alle nostre piccole produzioni. Tutto inutile, la mafia con questa crisi diverrà più forte, le banche ci stritolano, la P.A. assente, tassi usurai delle cartelle esattoriali, delle banche. Il giorno che chiuderò e svenderò tutto il lavoro ed il risparmio dei miei genitori sarò forse di nuovo un uomo libero di lasciare questa meravigliosa terra ed iniziare nuovi progetti altrove. La MAFIA!!!Boh non credo sia quella di Provenzano nascosto dentro una stalla…GOVERNATORE VERGOGNATI DI ESSERE SICILIANO, VAI NEGLI UFFICI, TOCCA CON MANO L’ESASPERAZIONE DELLA PERSONE, DURANTE LE TUE VACANZE (VISTO CHE TE LE PUOI PERMETTERE) RECUPERA QUALCHE CREDITO FORMATIVO (CELEBRALE), VAI IN GIRO A VEDERE QUANTI TURISTI CI SONO IN SICILIA, SIAMO AL TRACOLLO NON HAI ANCORA CAPITO????? VAI NELLE CAMPAGNE SICILIANE, ALLA CIA, ALLA COLDIRETTI, IN TUTTE LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, VEDI E CHIEDI ALLA GENTE CHE FA LA FILA IN CHE SITUAZIONE SONO!!!! COME DOVREI PAGARE LE TASSE SE CON LA SOLA VENDITA NON COPRO I COSTI DELLA RACCOLTA!!! VERGOGNATI E BASTA (oggi vorrei scriverLe tante di quelle parole poco carine che è meglio se chiudo qui) P.S. non vedo l’ora di vendere tutto, licenziare 14 persone e sentirmi libero da questo peso che ho ogni giorno, la mia vita così non ha senso 13-14 ore di lavoro tutti i giorni per essere pieno di debiti….LOMBARDO & CO ANDATE…
e no Evarco, il peggior torto che si può fare alla memoria di Aldo Moro è definirlo uomo di stato. Piuttosto uomo di partito con una grande coscienza, uomo del compromesso, nel senso migliore del termine. Con l’altissimo onore di uomo di stato lo hanno seppellito.
Per capire cosa significa quello che dico basta pensare allo scambio di spie tra Stati Uniti e Russia avvenuto qualche giorno fà. Una prassi non degli ultimi tempi nel diritto internazionale. Era questo che chiedeva l’uomo Aldo Moro nelle sue lettere. ma il grande uomo di stato evidentemente non era più in sè secondo i suoi integerrimi compagni di partito.
Il procuratore Lari: “Sulla strage di via D’Amelio colossale depistaggio”
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/97022/procuratore-lari-sulla-strage-damelio-colossale-depistaggio.htm
copia/incolla del, per ora, unico commento all’articolo:
Noi siciliani soccombiamo sotto i duri colpi della mafia e del suo fedele alleato, lo stato italiano.
Invece il presidente ha fatto bene a far distribuire le foto dei nostri eroi, perchè ci sono ragazzi che non sanno neanche come sono in faccia Falcone e Borsellino, e questa è una grave lacuna da colmare, bisogna che tengano bene a mente quelle facce, che gli rimangano impresse, perchè come dice un detto siciliano “lontani dagli occhi- lontani dal cuore”, per cui se non siete in grado di capire il motivo di questo gesto, significa che siete troppo prevenuti, non solo nei confronti del presidente che ci può stare, ma in realtà non siete neanche in pace con voi stessi.
Ottima l’ora di educazione di legalità, i ragazzi vanno formati sui banchi di scuola e non certo per strada, quindi chi vede sempre nero capisca che è un problema suo, del suo modo di essere, della propria apertura mentale, e dei propri limiti.
Caro Presidente,
condivido che la formazione e l’educazione sono gli elementi essenziali per poter sconfiggere la mafia, ma, farlo in modo servile e ipocrita al regime italiota è infame nei confronti del popolo siciliano.
Caro Lombardo,
un leader politico sicilianista che accampa l’idea di far riscattare il nostro popolo dovrebbe fare informazione ed educazione per sconfiggere la mafia partendo dalla verità e non da una verità mistificata dalle propagande di un regime colonico. Lei, se ne ha il coraggio, deve denunciare e spiegare il concetto giusto su quello che è “cosa nostra siciliana” e quello che in effetti è la “mafia”.
La prima è quell’organizzazione di analfabeti criminali che è stata spavaldamente protagonista nei nostri ambiti sociali e territoriali grazie all’impunità che i nostri colonizzatori italioti gli concedevano in cambio del controllo della loro colonia siciliana.
La seconda, quindi la vera mafia, è quell’organizzazione italiota lombardo/piemontese che in consorteria con le segreterie politiche romane servili al loro potere capitalistico hanno usato quella banda di analfabeti siciliani criminali chiamata “cosa nostra”, che, con politici siciliani senza onore e dignità, quindi ascari al servizio della partiticrazia nazionale filo nord, hanno creato tutte le condizioni per colonizzare e sottomettere il nostro popolo al dominio italiota.
Aggiungo che a partire dalla strage di Portella, questi infami italioti, si sono serviti e hanno usato gli analfabeti e ignoranti criminali della “cosa nostra siciliana” per fare diventare la Sicilia il tappetino italico dove nascondere tutte le sporcizie di questa infame Patria matrigna.
P.S.
Ebbene ricordare a questa classe dirigente siciliana (politici e industriali) una cosa molto importante: è vero che i vostri servigi ai nostri colonizzatori vi permettono di diventare importanti nei nostri ambiti economici e territoriali, ma, sappiate che non contate nulla nel panorama economico e politico del(comunque)nostro Paese. Siete solo dei servi sacrificabili all’occorrenza e al bisogno dei vostri padroni.
Caro chameleon, penso tu non conosca i ragazzi di oggi. Non è con la foto dei due magistrati che li impressioni. Non siamo ai tempi del libro cuore. E, cosa ancora più importante, finiamola con i “santini”. Cultura retrograda e pseudocristiana. Certo, per qualcuno si tratta di una rimembranza culturale del periodo scolastico. Apprendere e non metterci il cuore non dà frutto alcuno. lo dice lo stesso Cristo: non con la mente ma col cuore.
@Mario64, ti assicuro che conosco i ragazzi, e se chiedi loro chi sono Falcone e Borsellino hanno le idee confuse, figurati se ricordano il loro volto, invece è giusto per diritto morale e per dovere morale nei loro riguardi, che sappiano chi sono e che faccia abbiano, tutto il resto nasce da se.
chameleon,
ai ragazzi delle nuove generazioni bisognerebbe dire la verità sulle cose che hanno distrutto la nostra Sicilia. Solo così si potrà dare il vero valore a due autentici eroi siciliani come Falcone e Borsellino. Invece, adesso sono diventati due figure di marketing politico come Padre Pio per la Chiesa.
Innanzitutto condivido pienamente l’intervento di amicopaolo. Troppi figure usate per il marketing politico. Giusto ricordare alle nuove generazioni i due personaggi. ma quello che ci tocca e tocca tutta la nostra soietà schifosetta, per la verità, è non rendere inutile il loro sacrificio. Questo non si fa con le commemorazioni “facili”, ma portando avanti la loro opera e “vendicandoli” con indagini che mettano in luce le verità e non le favole destinate alla gente. Questo obiettivo è molto difficile!! Sappiamo tutti perchè. D’altra parte, la mafia non ha operato da sola. facile, fino ad oggi, far ricadere su di essa tutte le responsabilità. I politici sanno!!! Anzicchè fare chiacchiere e propinare santini, si adoperino per mettere in luce la verità, sperando di non essere essi stessi parte di questa realtà mostruosa.