08 lug 2010

Tremonti è come l’antibiotico: amaro, ma ci salva dalla polmonite

scritto da Staff 9 commenti
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Raffele Lombardo interviene sul dibattito sulla manovra in discussione in questi giorni in Parlamento. “So bene quanto sia pesante la manovra. Tremonti è come l’antibiotico: sarà un po’ amaro ma ci salva dalla polmonite che rischia di farci morire“.

E’ però necessario – aggiunge Lombardo – che la manovra intervenga sul problema dei precari. “A me interessa che si salvaguardi la proroga dei precari e, possibilmente, l’ipotesi di una loro stabilizzazione”.

Rispetto alle critiche e alla opposizione di alcune regioni, Raffaele Lombardo dice: “io mi sento di ricevere e di accogliere la sfida lanciata dalla manovra. E penso anche di poterla vincere. Certo è singolare che a capeggiare l’opposizione sia Formigoni, il presidente della regione più ricca d’Italia. Se si lamenta lui, noi cosa dovremmo fare? Chiedere l’annessione alla Tunisia? Oppure, si dovrebbe cominciare a parlare di separazione delle nostre strade?. Sui rifiuti aspettiamo una ordinanza di protezione civile, sui Fondi FAS aspettiamo che ci vengano reso quanto dovuto, sulla fiscalità di vantaggio siamo vincolati alle regole europee, per i precari dobbiamo aspettare le deroghe ecc. Ma se la Sicilia fosse come la piccola Malta, forse di tutte queste risorse e di tutti questi pareri non ne avremmo bisogno. Se poi fossimo sferzati anche dai cittadini allora altro che tagliare gli sprechi. Dovremmo farlo piuttosto che volerlo fare”.

9 Commenti a “Tremonti è come l’antibiotico: amaro, ma ci salva dalla polmonite”

  1. etnagricoltura scrive:

    RISATE AMARE: voglio vedere tra 1 anno cosa succederà, ho la sensazione che la Grecia non sia poi tanto lontana. Ho una brutta sensazione…io personalmente chiuderò 3 ditte. Perchè? Avevo gli operai in regola e sono fuori mercato. Sono in regola e sono fuori mercato sembra una barzelletta ma 1+1=2 sempre!!! Le spese e la tassazione per le imprese in regola è così alta che mi indebito per pagare le tasse (basta solo l’irap!!!) Più assumi personale più paghi tasse!!! La verità è solo e semplicemente questa. Non ci saranno più imprenditori disposti a lavorare in Italia/Europa per pagare solo tasse e non avere alcun servizio…magari fossimo in Tunisia o Malta…ci sto pensando seriamente…e poi mi parlate di precari…scusate già la Sicilia mantiene 20.000 dipendenti pubblici+Felice Crosta (vi ricordo la sua misera pensione…€ 1.300,00 AL GIORNO). Io da imprenditore fallisco perchè ho costi insostenibili (a malincuore ammetto che negli ultimi 7 anni ho dovuto fatturare anche la virgola con il risultato che ho licenziato e sto fallendo…) La situazione è al collasso e mi farò 4 risate amare quando anche voi politici vi renderete conto che la Sicilia onesta è al collasso e vi sbranerete tra di voi.
    La cosa ridicola è che magari tra i 20.000 precari ci sono persone che mandano avanti uffici al posto di gente che viene pagata profumatamente per non fare nulla se non chiedere mazzette. (scusate ma nel periodo della dichiarazione dei redditi non capisco perchè resto ancora qui ad impazzire per niente).

  2. mario64 scrive:

    La manovra non sarebbe stata necessaria se la classe politica italiana fosse stata un pochino responsabile. Naturalmente a tutti i livelli. Il debito pubblico non è altro che i miliardi di miliardi utilizzati per continuare a spendere e spandere (questo per non usare il termine più appropriato). La triste realtà è che a pagare è sempre il popolo sovrano e più di tutti la sua parte più debole. In questo momento tante regioni sono interessate alla loro “autonomia” e Roma non può contenerle, qualora avessero serie intenzioni di diventare autonome. Il problema in Sicilia è quello di non avere a capo di questa volontà, un uomo di grande umanità , umiltà e capacità.Proprio di questo, parlavamo con un anziano politico locale.

  3. evarco scrive:

    La Sua scelta, a nome del popolo siciliano, di sostenere le conseguenze della manovra che, salvo sorprese paventate dal capo del governo, appare ispirata dal Ministro Tremonti, è coraggiosa e di lunga strategìa. Guarda evidentemente lontano.
    L’evocare altresì “la piccola Malta” rammenta un grand’uomo che altre volte citai, quel Lord William Cavendish Bentinck de facto governatore siculo negli anni 1811-13: “fare della Sicilia la più bella perla della corona di Sua Maestà Britannica”; non vi riescì, ma grazie al suo intervento, unitamente ai nostri De Cosmi e Balsamo, avemmo la Costituzione del 1812 che -non lo si dimentichi giammaj- è il ‘serpente rosso’ da cui scaturiscono quella del 1848 e lo Statuto del 1946. Siamo oggi degni di tanto onore? Se ben guidati, i siciliani riescono sempre.
    Con le parole di un integerrimo padre dell’Autonomismo moderno: “Il nostro proposito, Maestà, è quello che si addivenga alla creazione di uno stato sovrano di Sicilia a regime repubblicano costituzionale. La Sicilia fu sempre un’entità organica a sé stante, fu il primo stato sorto nel Mediterraneo e fu di esempio a tutti gli altri… Né è dubbio per chi abbia serenamente studiato l’argomento, che la Sicilia possa vivere da sé, con le sue imponenti risorse agricole e minerarie, sviluppando le industrie che essa, con i suoi prodotti, potrebbe alimentare… L’indirizzo della costituenda repubblica siciliana, che dovrà essere guidata da uomini particolarmente degni per riconosciuto patriottismo, per prudenza di consiglio e per saggezza di decisioni, sarà quello di contemperare equamente le esigenze delle varie classi sociali in modo che non derivino al paese agitazioni e disquilibri che turbino la pace pubblica; ma è necessario, tuttavia, ed urgente che siano riguardate con particolare cura le condizioni delle classi più umili, che sono il nerbo del popolo siciliano… Così pure rinnovo la dichiarazione che noi non avremmo difficoltà, anzi ne saremmo lieti, di federare lo stato siciliano con la repubblica o le repubbliche che fossero per sorgere in Italia, naturalmente conformi nei loro principi e nelle loro finalità alla repubblica democratica siciliana” (Andrea Finocchiaro Aprile a Giorgio VI, da Palermo 22 dicembre 1943)
    Attendiamo fidenti, cònsci della realtà ma senza amarezze, ognuno nella propria trincea.
    “Terra che avvolge il corpo mortale…
    aria che aduna le nubi…
    fegato ricco di sangue…
    Afrodite che dona le biade…
    …restare digiuni di cattiveria”
    (Empedocle, Purificazioni, framm.144\151)

  4. filomenoa scrive:

    La Sicilia è una regione d’ Italia che grazie a politici come Lombardo non cresce di fatto poichè egli pensa a vendere parole, a discriminare ed allargare il suo impero economico ( vedasi la sua proprietà agricola ) in continua estensione.
    E’ un serio problema per tutti coloro che viviamo la sua persecuzione quotidiana.

  5. Cico scrive:

    Il presidente evidenzia il fatto che, in prima fila tra chi si lamenta, ci sia Formigoni, governatore della Lombardia, la regione più ricca d’Italia.
    Appunto, e lui invece, che rappresenta e vive come noi in una tra le più povere, cosa fa?
    Va a Roma a chiedere la deroga al patto di stabilità per i precari…. sollevando le ire di tutte le altre regioni e, di fatto, non rendendo credibile e produttivo qualunque altro tipo di rivendicazione.
    Presidente, faccia qualcosa di veramente compatibile con quel che rivendica di essere: un sicilianista!
    Ad esempio, non partecipi più, per protesta, ad alcuna manifestazione pubblica che si svolga in Sicilia in cui siano presenti rappresentanti istituzionali dello Stato.
    Altrimenti, prevedo un’inesorabile diminuzione di credibilità fra i suoi stessi sostenitori….

  6. RT scrive:

    La questione è storica. Dobbiamo guardare al passato per comprendere l’attuale situazione siciliana.
    Il pil, nel 1861 era all’1% al nord ed all’1% al sud!!! noi non emigravamo e da alcune regione del nord si.
    Dobbiamo riappropiarci della ns storia e quindi della ns dignità! Le battaglie vanno condotte da tutti! E’ facile criticare; è facile dare addosso al ns Presidente, ma se ognuno di noi, non fa la sua parte, i commenti restano sterili! Diamo forza al Presidente Lombardo, attraverso testimonianze, attraverso atti concreti di partecipazione attiva, nelle piazze, nelle scuole, tra di noi!!! Io sono favorevole al Ponte, ma paradossalmente contrario! e se facessimo un bel muro di pali di ficurinia, e facessimo entrare in Sicilia, solo quelli che vogliono investire, facendo sede legale sul ns terra?

  7. davide67 scrive:

    Credo che questa situazione di forte dipendenza da un governo centrale che non ha minimamente idea di quali possono essere i problemi, le difficoltà e le necessità della nostra Terra, dovrebbe infastidire prima di tutto noi siciliani e spronarci ad agire operativamente.

  8. mario64 scrive:

    Caro cico, hai pienamente ragione. Devi convenire che Raffaele Lombardo, non è l’uomo capace di fare sul serio queste cose. Lui, recita la parte, ma non è capace di andare oltre il “seminato”. Appena riceve un messaggino di confidenza da parte di Berlusconi, è pronto a tutto. Di questo, si sono accorti anche quelli della sinistra. Se Berlusconi lo riammettesse alla sua corte in cambio di un atto di abiura, lui accetterebbe subito, purchè con ampie garanzie(nessun dubbio al riguardo). Il caro Lombardo è il meno convinto di tutti nell’azione di opposizione al governo centrale. In siciliano si direbbe che stà con un piede qua ed uno là. Non è un eroe generoso il Lombardo;onde per cui, non credo proprio possa provenire dal suo modo di essere, altro che azioni misurate al proprio tornaconto e a quello di coloro che rappresentano il suo esercito politico. Uno che opera così, non potrà mai andare lontano. I suoi avversari locali, invece, senza pestare piede ad alcuno e manifestando atti di generosità, manterranno un potere quantomeno stabile.

  9. amicopaolo scrive:

    Caro Presidente,
    Tremonti salva dalla polmonite solo il nord dell’Italia e la meschina e suddita classe dirigente del Sud (Lei compreso). Ma come fa a non prendere atto o fare finta di non capire che – Tremonti – per noi siciliani è peggio dell’AIDS e della carestia messi insieme.

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