08 lug 2010

Qualcuno lavora alla mia successione mentre io punto ad un patto di legislatura per le riforme

scritto da Staff 10 commenti
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Due sono le questioni politiche critiche fondamentali in questo momento nella situazione siciliana. La prima è legata al fatto che  “il terremoto politico di cui si parla e di cui ci si lamenta è determinato da una scelta mia, ma non solo mia, di imprimere una svolta al governo della regione con una serie di riforme rivoluzionarie: dai rifiuti alla sanità, dalla gestione dell’acqua alla questione dei liberi consorzi dei comuni al taglio degli sprechi.”

Su tale svolta riformatrice è significativo che “un partito che stava all’opposizione all’inizio convenga su queste riforme e che io stesso, piuttosto che starmene comodamente sul trono del sultano di presidente della regione abbia scelto questa strada non è un capriccio e neppure una imposizione ma una scelta politica e umana di coscienza”

La seconda questione – aggiunge Raffaele Lombardo – riguarda invece “l’incertezza determinata, e le conseguenze deliberatamente programmate, con la fuga di notizie che mi riguardano. Fuga di notizie e nient’altro che hanno fatto anzitempo venire in mente a qualcuno di sostituirmi domani mattina piuttosto che fra tre anni.”

In questo quadro Lombardo si chiede se “qualcuno nel Pdl-Sicilia, non ho capito se Miccichè o altri, oltre una ricomposizione con l’altra parte del Pdl stia nel governo, da un canto, ma lavori alla mia successione. Con una alleanza nella quale chi sostiene questo governo non si ritroverebbe mai.”

A conclusione del ragionamento Lombardo intende allora proporre “alcuni punti programmatici fondamentali, riforme radicali, sulle quali chiedo la sottoscrizione a chi ci vuole stare. Miccichè è il primo alleato a cui chiederò. Che le forze politiche si impegnino in un patto di legislatura di tre anni e si impegnino in modo che, quando si andrà a votare, lavoreranno insieme con un unico candidato per vincere le elezioni. Questa sarà la discriminante.”

10 Commenti a “Qualcuno lavora alla mia successione mentre io punto ad un patto di legislatura per le riforme”

  1. Cico scrive:

    Presidente Lombardo, guardi, non sono mai stato tenero, in questo blog, nell’esprimere il mio giudizio sull’operato suo e del suo governo.
    Credo che però qualcuno glielo debba dire chiaramente, prima o dopo, dato che lei dimostra di non aver ancora afferrato un particolare importante: Miccichè NON è un suo alleato.
    Non solo, penso pure che stia “lavorando” affichè la (drammatica) vicenda dei precari possa avere una soluzione soltanto quando LEI non sarà più il presidente della regione e lo sarà diventato LUI.
    E la proroga di un anno (ma non la stabilizzazione da lei cercata) concessa da Roma ne è la prova.
    U’ capisti?

  2. filomenoa scrive:

    Una scelta politica umana e di coscienza coincide con l’ essere indagato e come dicono sovente i politici vi è magistratura politicizzata che se del caso di sinistra conduce ad un alleanza con il centro sinistra per salvare se stesso e nessun’ altro.
    Se un altro riesce ad ottenere dal governo centrale le risorse necessarie, per migliorare la qualità della vita in Sicilia ben venga e dovrebbe essere lo stesso lombardo a volerlo per il bene della Sicilia e dei siciliani.

  3. gigi scrive:

    Cico, credo che Miccichè ha diritto a dire tutto il male possibile sulla magistratura italiana. un potere politico, costituito, da combattere.
    Ha ragione Amicopaolo, non si può rimanere proni.
    Sono anch’io di sinistra ma …………, per avere la verità e la libertà, bisogna smantellare tutto.
    Ritornando alle leggi ordinarie, mantenendo anche la commissione antimafia, comincierei a chiedere chiarezza sulle vicende siciliane e italiane da “portella delle ginestre” agli “attentati del 92″. Mi sembra assurdo pensare di mantenere il segreto di stato, su delle vicende che non hanno nessun motivo di essere considerate in tal modo. La nuova commissione antimafia bisognerebbe costituirla secondo le indicazioni del Pres. Giuseppe Pisanu, che così finisce la sua relazione:
    Ma a questo punto entriamo nella seconda fase del nostro programma di lavoro: la lotta alle mafie italiane e straniere sul versante economico-finanziario: la nuova frontiera dell’antimafia.

  4. gigi scrive:

    Beppe Pisanu, presidente della Commissione Parlamentare antimafia, ha riferito che dietro alle stragi del ‘92-’93 ci fu un “groviglio” tra mafia, politica e pezzi deviati dello Stato.

    Il presidente, durante la relazione dell’ Antimafia sul periodo delle stragi, ha dichiarato: “E’ ragionevole ipotizzare che nella stagione dei grandi delitti e delle stragi si sia verificata una convergenza di interessi tra Cosa Nostra, altre organizzazioni criminali, logge massoniche segrete, pezzi deviati delle istituzioni, mondo degli affari e della politica”.

    “La spaventosa sequenza del ‘92 e del ‘93 ubbidì a una strategia di stampo mafioso e terroristico” che produsse due “effetti divergenti”: da una parte un senso di “smarrimento politico-istituzionale che fece temere al presidente del Consiglio di allora l’imminenza di un colpo di Stato”, dall’altra “un tale innalzamento delle misure repressive che indusse Cosa Nostra a rivedere le proprie scelte e prendere la strada dell’inabissamento. Nello spazio di questa divergenza si aggroviglia quell’intreccio tra mafia, politica, grandi affari, gruppi eversivi e pezzi deviati dello Stato che più volte abbiamo visto riemergere dalle viscere del paese”.

    Secondo il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, le teorie di Pisanu sono “belle ma servono prove giudiziarie”.

    articolo di Piera Scalise

  5. gigi scrive:

    Amicopaolo, ma il superprocuratore Grasso? chi voli diri? mi sentu pigghiatu pi fissa!

  6. gigi scrive:

    Secondo il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, le teorie di Pisanu sono “belle ma servono prove giudiziarie”.

    Ma….. non stiamo parlando di mafia? le prove non dovrebbero essere un problema…..

  7. Staff scrive:

    Riportiamo il commento di Rosario Filippo lasciato sulla pagina Facebook di Lombardo:
    Penso agli Ascari! A coloro che guardano al dito invece che alla luna! E’ ridicola e strumentale la volonta di una minoranza all’ars, di chiedere la sfiducia al Governatore! Qualcuno un giorno mi dovra’ spiegare perche’ nello scorso Novembre, gli assessori di riferimento al PDL, votarono in giunta a favore della finanziaria e poi in aula, votarono … Mostra tuttocontro!! Il danno a chi lo hanno fatto? A Lombardo o ai Siciliani? Che la gente le sappia queste cose! la battaglia per la libertà va fatta da tutti! sosteniamo il presidente!!!!

  8. silvio.pollari scrive:

    Caro Presidente, il suo atteggiamento di andare contro tutti e tutto sta spiazzando alcuni “signori politici” che non si aspettavano di trovare in Lei una persona realmente interessata ai problemi della Sicilia. Deve portare avanti il suo programma di riforme per offrire ai siciliani un futuro migliore magari riuscendo a coinvolgere anche quelli che non la sostengono in questo momento di crisi politica.

  9. Gioa scrive:

    Serve il Partito Siciliano, serve ragionare con l’Italia affinche la Sicilia con il suo articolo 38 dello Statuto regionale assista meno la spesa STATALE e con uno studio verifichi gli sprechi che esso fà provenienti da questi soldi, che politicamente l’Italia gestisce e avanzi consigli per dei tagli e proponga per il nostro territorio ciò che ci SPETTA secondo diritto costituzionale.

    In Sicilia mancano infrastrutture, i precari scuola si lamentano, i precari della regione pure, le aziende chiudono, i politici siciliani vengono definiti spesso incompententi, c’è chi si lamenta della troppa burocrazia, chi non vuole emigrare, chi si lamenta dei tagli ai comuni, del sequestro dei FAS, di coloro che marciano contro gli interessi siciliani a vantaggio di quelli italiani che sono da valutare certamente.Ancora della scarsa rappresentanza locale, abbiamo un territorio martoriato ambientalmente, il traffico di droga internazionale ha lasciato in Sicilia una storia culturale di sangue, stragi e di depressione sociale che dobbiamo cercare di spazzare via se Dio vuole.

    Insomma la politica italiana fà ciò che categorie siciliane non approvano, perche non si addice al nostro territorio eppure ancora i nostri politici locali da un lato danno ragione ai siciliani e ci parlano di autonomia, di federalismo, di faccende simili, e da un altro lato stanno ancora con questi partiti espressione di una politica contraria alla Sicilia.

    Il sottosegretario Miccichè prima parla di volere un partito territoriale, perche la Sicilia conta poco, e poi a quanto pare stà demordendo da questo processo riavvicinandosi a quella politica che l’avevo messo fuori. Non sò che programma costruttivo per la Sicilia abbia trovato il sottosegretario nell’area Schifani-Alfano-Vizzini, che ripeto portano politiche che non si addicono alla Sicilia e un suo governo quanto può durare nell’isola e cosa può dare?
    Il sottosegretario Miccichè è un siciliano ma non rappresenta la Sicilia.

    Mettetelo da parte prendete contatti con i gli uomini del PDL Sicilia con quelli del PD Sicilia con quelli dell’UDC-Sicilia che vuole staccarsi da una veduta nazionale e date vita a un partito che rappresenti i siciliani, MPA PD UDC PDL-SICILIA AREA FINIANA E NON, lasciate nei partiti nazionali i siciliani che volgiono portare al loro interno rappresentanza del territorio e funzionino da cuscinetto per rallentare l’espanzione di politiche ostili alla Sicilia dei loro partiti.
    Alle regionali chi non si allea con questo partito non dura in Sicilia e nel dover scegliere a destra o sinistra dovrebbe valere chi ha un programma più euqilibrato per lì’isola in modo da non spaccare e qualora non convenisse parteciperebbe da solo supportato da liste civiche o movimenti (ammetiamo penso agli agricoltori che non hanno trovato rappresentanza nel nazionale che nel regionale).
    Nel nazionale questo partito si alleerebbe con i partiti territoriali di altre regioni affinche gli si possa dare la possibilità di parlare, cercando di abbassare ormai l’istinto della casta cioè dei rappresentanti di poteri internazionali che vogliono maggiore controllo sulla penisola e l’ho esercitano in modo troppo centralmente favorendo cal’pestando anche la storia monarchica- istituzionale siciliana che nel dopoguerra ha avuto anche qualche rigurgito.

    Alle politiche nazionali fate come la Lega presentatevi sotto questo partito regionale che rappresenti industriali e liberi professionisti, artigiani, e lavoratori dipendenti privati e pubblici, disoccupati e emigranti .

    Se combattiamo per proporre qualcosa di buono penso chi gestisce il potere accetterà la cosa, se Dio lo permette.

    In Sicilia occorre pure una rivoluzione culturale, dobbiamo probabilmente riflettere dato quello che abbiamo passato di proporre la liberalizzazione delle droghe pesanti, della prostituzione e di altri settori che vedono gestire i flussi di denaro direttamente dai servizi segreti i quali hanno prodotto anche un certo livello di violenza, penso (magistrati poliziotti ucccisi, famiglie nel degrado culturale e sociale, etc).
    Certo ormai le rotte della droga avranno cambiato direzione ma noi dobbiamo affrontare gli effetti che hanno causato.
    Cosanostra o criminalità deve essere insegnato che sono cose che danno vantaggio al degrado di questa terra e chi ne fà parte collabora con quelle istituzioni che saccheggiano, deprimono il territorio, invece al contrario chi vuole contare istituzionalmente anche da civile deve difendere la terra e avere rispetto per la sua gente.

    Insomma ragionare su come poter fare queste cose, ad esempio garantendo a chi compra la droga assistenza sanitaria e cura psicologica affinche smetta, perche il fine deve essere questo non far drogare le persone e limitare la violenza che dalla droga ne deriva.
    Cioè il principio dovrebbe essere la cura della persona, pubblicizzare che la droga è un male e cercare di avvicinare chi ha problemi di questo tipo in modo privato aiutandolo ad uscire.
    Inasprire le pene per chi usa violenza con il suo prossimo insomma.

    Dico sono cose da ragionare, però è certo che non possiamo assistere a violenze da parte dei servizi segreti per gestire i flussi di denaro e il fenomeno in questo modo.
    Dobbiamo sviluppare un nuovo modo di partecipare alla vita comunitaria internazionale.

  10. amicopaolo scrive:

    Gigi,
    ci sarà qualcosa di strano, bisognerà riflettere che su 40 politici processati dalla procura di Caselli in consorteria con Violante…. solo 2 (Gorgone e Inzerillo) hanno avuto condanne per concorso esterno alla mafia. Queste cifre avranno un significato che non sfugge che a due letture: o rispondono alla totale incapacità di questi magistrati, o rispondono ad un’operazione di cecchinaggio politico mirato.
    Ma, la cosa più grave è che questi Magistrati in politica hanno risposto ad un disegno, mentre, nella popolazione siciliana con il “concorso esterno” hanno, e continuano a pescare a strascino provocando danni superiori a quelli che usano per la classe politica, poiché, il popolo è inerme, e viene trattato da suddito trovandosi in balìa di una gogna mediatiatica e di una infame inquisizione giudiziaria. L’ipocrisia di alcuni politici, la vigliaccheria di molti e l’infame giustizialismo di una minoranza rumorosa sono la causa della nascita di leggi speciali che permettono ad una magistratura corporativa e pluripoliticizzata di inquisire in modo razziale e inquisitorio il nostro popolo con provvedimenti degni del peggiore regime autoritario che il XXII secolo possa permettersi in un contesto Occidentale.

    N.B.
    Nella storia siciliana, in modo significativo, ci sono state diverse lotte giudiziarie in nome dell’antimafia ad opera di Magistrati siciliani, Forze dell’Ordine siciliani o politici siciliani. Tutti i protagonisti siciliani che si sono occupati di lottare la mafia sono morti in cause sospette con omicidi e stragi quando le loro indagini prendevano corpo fuori i confini siciliani e prendevano la via del Nord Italia. In ogni circostanza storica che ha visto i siciliani impegnati a lottare la mafia, chissà perché, i nostri eroi muoiono e vengono sostituiti da “piemontesi” che vengono mandati in Sicilia con leggi speciali per reprimere il nostro popolo e circoscrivere il fenomeno della mafia solo ed esclusivamente nei nostri territori. (Camillo Benso di Cavour – Prefetto Mori – Caselli e Violante).
    Avete mai visto un banchiere o industriale del nord indagato e colpito dai sequestri patrimoniali delle leggi speciali del “Tribunale delle misure di Prevenzioni”? Non lo vedrete mai! Eppure sono loro i veri riciclatori e detentori degli abnormi capitali della mafia.

    P.S.
    Un popolo che non lotta per libertà e giustizia e un popolo che non la merita.

    Mi sto organizzando!!!!! A Settembre!!!! “VESPRIAMO”

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