La Tirrenia a Palermo per tornare ad essere il fulcro del Mediterraneo
17 commenti“Abbiamo avuto una buona intuizione. La Regione ha partecipato con dei privati, in quota di minoranza, alla gara per l’acquisizione della Tirrenia, la compagnia che fu dei Florio e che ci fu sottratta. La sede sarà Palermo. Palermo e la Sicilia devono tornare ad essere, per quanto riguarda le autostrade del mare, il fulcro del Mediterraneo.”
“Il nostro mondo è il Mediterraneo. Abbiamo dedicato la nostra Autonomia a riaprire il dialogo con il Mediterraneo e in questa strategia si inserisce la vicenda della Tirrenia.”


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Spero solo che questa “intuizione” non costi, tanto e inutilmente, alla collettività.
Abbiamo visto come sono finite tante società partecipate dalla Regione….
Non vorrei che fra qualche anno, dopo tante promesse e altrettante delusioni, rimanessero solo delle navi arrugginite in disarmo e tanti dipendenti ex Tirrenia da sistemare negli uffici regionali.
Condivido il commento di Cico.
Speriamo non ci siano altri scopi.
è un ottima opportunità per palermo per la Sicilia ma soprattutto è un ulteriore tassello per la riscoperta della nostra identità
Personalmente penso ad un affare tra taluni in rappresentanza della regione e taluni privati che Staff, opportunamente, non menziona.
“Quella gente di Sicilia, oh non temer
che volti faccia alla morte, là dove manca il cuore
anco a’ lioni degli eserciti.
Quando altri abbandona la vera via del dovere,
essi vi corron diritti: eppure, anco tra lucide stelle
non mancano le erranti!”
Ibn Hamdis, dal Canzoniere
Non vi è alcun dubbio che il nostro futuro, come comunità siciliana, è nel Mediterraneo: qui è stata la nostra storia e, se nel recente passato siamo stati discriminati, adesso ci spetta un posto preminente nello scacchiere del ‘mare nostrum’. Per cui non si può che plaudire all’iniziativa presidenziale vòlta alla acquisizione della Tirrenia. Un tempo queste navi -rammento un viaggio di trent’anni fa Catania-Napoli- erano vere e proprie carabàttole galleggianti: magari nel futuro torneranno confortevoli ed accettabili, come altre adesso in linea. Indispensabili i collegamenti, accennati dal Presidente nel video, con la Libia, la Tunisia e l’Egitto: forieri di commerci che potranno essere utilissimi. E però, prima di sognare, si tengano i piedi fermi nella realtà: le strutture diplomatiche sono disponibili a fornire agevolmente visti di soggiorno turistico ed aziendale a nostri operatori che vogliano intrattenere rapporti proficui còlle Nazioni vicine e frequentemente collegate via mare? In primis il governo di Tripoli è disposto ad agevolare gli scambi (rammentiamo l’opera attivissima di Rino Nicolosi in tal senso)? Ed infine, dovranno aumentare i lavoratori della Tirennia, in navigazione e negli uffici a terra. Con quale criterio saranno assunti i nuovi? E’ indispensabile ottenere preventiva trasparenza in materia. Si faccia a tal proposito un ‘libro bianco’, con i riparti a disposizione del popolo siciliano. Chi ne ha diritto acceda. Non certo chi ha od ha avuto altri incarichi ed agevolazioni. C’è la crisi: ed allora si privilegino coloro che non hanno lavorato negli ultimi due o tre anni, a fronte di taluni che ottengono contratti uno di seguito all’altro.
Caro Presidente, se si vuole si può. Lei lo sa. Senza tante storie. Sennò, dovremo ripetere con il Don Carmelo de “I Viceré” di De Roberto: “Me n’hanno cacciato… me n’hanno cacciato… Venne il Priore, e gli ha dato tutte le chiavi, Eccellenza: della chiesa, della sacrestia, dei magazzini, del museo, della biblioteca… E tutto venduto, sulla pubblica piazza: le tavole, le seggiole, i servizi, la lana, il vino, i letti, quasi fossero di nessuno!…” Questa la fine di una autentica reggia, il Monastero di S.Nicolò la Rena di Catania, dopo l’esproprio da parte dello Stato (1867). La nostra gente rischia, lo osserviamo ogni giorno nonostante le maschere, di finire come quelle suppellettili: venduta all’incanto. Impegnamoci tutti perché ciò mai avvenga.
Magari! Avremmo finalmente la Sicilia effettivamente centro del Mediterraneo e non chiusa, relegata dal lungo, tante volte inutile, obbligato attraversamento dello Stivale! Si potrebbe anche baipassare “l’embargo” che l’Italia sta di fatto realizzando nei confronti della Sicilia, vedi per esempio la storia del legname fermo a Napoli da mesi. Un’altra cosa a proposito delle recenti bizzarre uscite della c.d. Corte costituzionale: l’idea non è mia, ma l’ho sentita, non ricordo da chi, ad un convegno. A pensarci, non è male. Ma perchè non lavorare per rappresentare all’Italia i tre designati dalla Sicilia dell’Alta Corte nelle persone, sempre per esempio, di un influente britannico, di un influente libico e di un influente siciliano?
Caro Evarco, non te ne avere a male, ma il tuo parlare è pesante, ampolloso, poco pratico. Scendi dall’olimpo, tra i comuni mortali. Siamo sicuramente convinti della tua cultura? Non diciamo cultura, termine troppo importante, ma erudizione. Quindi, usa un linguaggio più adatto ad un forum. Per quanto, non starei dietro a te di un passo, dal punto di vista culturale, amo ben poco questo stile, poco avvezzo ad un ambiente di gente comune. Nessuno ti ha insegnato che è bene adattare la propria capacità espressiva e di comunicazione al soggetto interlocutore?
Emanuele, ci vuole molto più di questo per far riscoprire la propria identità. Anzi, ultimamente,sarei ben lieto se mi offrissero un lavoro al centro nord, magari in Toscana, con uno stipendio in grado di farmi vivere discretamente, lascerei immediatamente quest’isola “destinata” dalla propria gente ( classe dirigente) a languire. Sono stanco di sentire le solite notizie e vedere il solito teatrino della politica in azione. Solo una rivoluzione potrebbe cambiare le cose in Sicilia. Naturalmente , una rivoluzione che parte dal basso e non dall’alto. Alla quale non potrebbero partecipare tutti coloro i cui cognomi sono blasonati in questa isola.
mario64, straparli!
evarco, hai tutta la mia stima e simpatia! a me il tuo commento ha fatto tutt’altra impressione.
nino, premesso che accetto le critiche mi hai mosso ma non le condivido, devo dirti che mi sembra tutto estremamente banale e scontato, la politica dell’emigrazione professionale è un fenomeno destinato ad esaurirsi e non è la soluzione al problema, ad ogni modo ti do atto che in mancanza di vacche grasse bisogna adottare una strategia, poi vorrei dirti che il tempo dei clichè è finito e che dovremmo adottare una politica di sensibilizzazione della nostra terra dovremmo restare in trincea e lottare affinchè qualcosa cambi perchè qualcosa cambierà, ed oggi tu puoi scegliere di essere protagonista attivo oppure spettatore passivo aldilà dello stretto.Decidi tu
il mio ultimo commento è rivolto a Mario 64
Concordo con il fatto che per Palermo potrebbe essere una buona opoortunità ed inoltre penso che sia una bella notizia anche per i lavoratori della Tirrenia.
Presidente, mi permetta di dirle “impariamo dalla nostra storia”.Buon lavoro
Riportiamo il commento di Rosario lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
è necessario l’acquisto di 1 nave veloce che permetta di trasportare auto e passeggeri in 4 ore da napoli a palermo e viceversa a prezzi concorrenziali. In questo modo sarebbe superfluo anche il ponte sullo stretto.
Riportiamo il commento di Salvatore lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
il ponte è necessario per l’economia della nostra terra non basta qualche nave per risolvere il problema è fondamentale insieme alle infrastrutture quali autostrade e ferrovie veloci, porti e quant’altro possa consentirci di essere competitivi nel mediterraneo.
Riportiamo il commento di Giuseppina lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
Continua a piacermi, Lombardo! Bella inuizione…..continui…e LASCI PERDERE IL PONTE!
NON ci leghi con una corda al Continente, che Dio non lo ha voluto,che Dio ha creato la nostra Sicilia Libera!
Riportiamo il commento di Turi lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
il ponte non serve. oltre ad essere irrealizzabile, per problemi sismici insormontabili, dannoso per l’ambiente marino e un poderoso pugno nell’occhio, non porterebbe a un bel niente. quello di cui ha bisogno la Sicilia é di strade, autostrade, porti, aereoporti e linee ferroviarie. é molto pi… Mostra tuttoú veloce mandare le merci siciliane via aereo che su strada, lo stesso turismo non se ne farebbe niente del ponte dato che la maggior parte della gente viaggia in aereo. il ponte serve solo alla impresa che lo costruirebbe, alle mafie a e all’ego del berluska.
Riportiamo il commento di Riccardo lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
il MEGAPONTE ci collegher… Mostra tuttoà all’Europa! E finalmente saremo benestanti come i calabresi ed i lucani che in europa ci sono già. Ok, poi per andare da CT a TP se non hai l’automobile e l’età giusta per viaggiare su asfalto per 4 ore, prendi 2 pulmann e, coincidenza permettendo, ci impieghi 5 ore e mezza, oppure col treno una giornata. MA AVREMO IL PONTE!!!! Tutta l’economia siciliana avrà un sussulto. (Pare che il ponte sarà più lungo del previsto…si dice che colleghera Agrigento con Milazzo, Catania con Trapani e Palermo con Ragusa…finalmente potremo lavorare, trasportare e spostarci dentro la Sicilia come fanno in Veneto e Lombardia..)(a proposito, oggi 15 minuti in coda io e altre 100 auto al passaggio a livello della circumetnea a veder passare il trenino senza nessuno a bordo)