Precari, Termini Imerese, protezione civile e rifiuti: resoconto di una giornata a Roma
18 commentiDi ritorno da Roma, Raffaele Lombardo traccia una sintesi della giornata di incontri tesi ad affrontare alcune delle questioni economiche e amministrative della Sicilia.
Insieme ai dirigenti del ministero dell’Economia è stato affrontato il tema dei 22mila precari siciliani: “Il problema si deve risolvere. Dobbiamo risolvere la questione in maniera definitiva stabilizzando i precari e sottraendoli alla logica delle proroghe”.
Raffaele Lombardo ha poi incontrato Invitalia a proposito del futuro di Termini Imerese: “Abbiamo messo in campo le risorse che erano destinate alla Fiat e che alla Fiat non sono servite perché ha fatto un’altra scelta. Queste risorse possono servire perché altra industria automobilistica si insedi a Termini Imerese. Questa azienda si impegna ad assumere tutto il personale che attualmente lavora alla Fiat.”
Nel corso dell’incontro con Guido Bertolaso e gli uomini della protezione civile sono state affrontate le questioni dei fondi per Giampilieri e San Fratello e l’emergenza dei rifiuti in Sicilia.


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Ogni volta che si parla della stabilizzazione dei precari in questo sito, ho chiesto se il progetto di stabilizzazione del governo regionale prevede i contratti anche, per quei precari che lavorano nella qualità di lavoratori ASU senza alcun contratto da oltre dieci anni negli enti locali.
A tuttora non ho avuto alcuna risposta e pare che il progetto di stabilizzazione dell’ attuale governo regionale siciliano non preveda la stabilizzazione per i citati precari che lavorano per 20 ore settimanali guadagnando E. 520,00 mensili.
Probabilmente i citati precari non sono simpatici al presidente Lombardo e quindi per Lui devono morire.
Ti rispondo io (rappresento l’.M.G.L. di Trapani). Il DDL che dovrebbe essere discusso da mercoledì prevede la stabilizzazione del personale ASU. Purtroppo, però, tutto è correlato al veto che dovrebbe arrivare da Roma. A tal proposito vorrei ricordare, visto che si parla di precariato storico, che nella nostra amata Regione ci sono ancora 250 ASU (di cui 128 nel solo Comune di Alcamo) provenienti dal bacino dell’ex art.23 che attendono di essere stabilizzati, nonostante la circolare dell’Assessorato alla Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro n.1 di quest’anno che prevedeva la riapertura dei termini per la loro stabilizzazione. Come ben sapete la mancata deroga agli Enti Locali che autirzzava allo sforamento dei parametri previsti dal Patto di stabilità ha bloccato la stabilizzazione di questi lavoratori ASU ex art.23. Tra l’altro, secondo quanto previsto dalla L.R. 16/2006, non si può procedere alla stabilizzazione dei lavoratori ASU provenienti da altri bacini (parliamo degli ex 280, 331, etc…) se prima non chiude la partita con gli ASU x art.23. E’ ovvio che il DDL, che spero possa finalmente essere approvato con le direttive “romane”, e dunque senza la preoccupazione di un ennesimo stop da parte del Commissario dello Stato, oltre che, giustamente, a stabilizzare chi un contratto ce l’ha dovrà anche prevedere la stabilizzazione di chi invece un contratto non l’ha mai avuto (perché anche queste persone fanno parte del bacino del precariato storico esattamente come i contrattisti) a prescindere da chi è precario da vent’anni, chi da quindici, chi da dieci……anche se con criteri che vada a riconoscere l’anzianità di precariato. L’ultimo invito è di non abbassare la guardia: dal Nord (è sitnomatico che non abbia parlato di Roma visto che è ormai palese che siamo governati dalla Lega) i segnali non sembrano confortantie noi precari non possiamo permetterci il lusso di farci mettere il piede sulla nostra testa da queste persone. Chiedono all’Italia di fare sacrifici. Ad oggi gli unici sacrificati siamo stati noi della Sicilia (vedi fondi FAS che non arrivano, licenziamenti nelle scuole, la FIAT che chiude con tanti padri di famiglie che rimarranno senza lavoro, e ora sembra che tocchi pure noi). E ora di dire basta! Al presidente Lombardo chiedo di avere il coraggio di fondare il Partito del Sud per schiacciare il potere nordista. Come ha detto lei stesso in una intervista i soli voti dei siciliani possono abbattere il potere della Lega Nord. Il Partito del Sud è l’unica speranza di riscatto per noi meridionali. Caso contrario la vedo davvero brutta per noi e per i nostri figli.
Schifo, non ho altre parole…sono stanco di leggere di tutti gli sprechi e non si trovano soldi per aiutare l’economia reale. Dr. Lombardo la vera riforma si avrà quando…meglio che non continuo perchè sono esasperato. Ma Lei ci crede veramente a ciò che scrive sul blog? Ma ha ancora il coraggio di vedersi in faccia la mattina e non provare un normale rigurgito? Il bello che viene pagato profumatamente da noi cittadini per fare solo danno.
A costo di apparire ripetitivo, ma nell’ottica di una costruttiva azione partecipativa (naturalmente se questo dovesse essere il vero scopo del blog…) vorrei riassumere alcune mie umili proposte che, qua e là in precedenti interventi, ho già avuto l’ardire di esprimere, disordinatamente e non senza spirito polemico.
Il presidente Lombardo, se volesse veramente, da subito, recuperare risorse da destinare ad altri fini, la cui utilità però sarebbe facilmente riconoscibile dalla gente, dovrebbe:
1) dare immediate disposizioni affinchè gli uffici di gabinetto, suo e degli assessori regionali, si astengano dall’assegnare inutili consulenze ed inquadrare più di 10 componenti (oggi sono 30 per ogni struttura);
2) revocare l’assegnazione di auto blu e di servizio a capi di gabinetto, ai relativi uffici e ai dirigenti generali dei dipartimenti, con riassegnazione degli addetti alla guida agli uffici amministrativi;
3) adoperarsi affinchè in questa legislatura venga realizzata una VERA riforma dell’amministrazione regionale, con accorpamento REALE di uffici e di postazioni dirigenziali;
4) fare approvare una legge che, a partire dalla prossima legislatura, diminuisca il numero dei parlamentari regionali da 90 a 40 e degli assessorati dagli attuali 12 a non più di 7-8.
Già con le prime 2 disposizioni, che sono nella facoltà del presidente e di immediata applicazione, verrebbero “liberate” alcune decine di milioni di euro, da utilizzare subito con ben altri e più incisivi scopi.
Con le altre 2, da attuare però in tempi più lunghi, il recupero di risorse sarebbe di gran lunga superiore.
Queste cose, la gente le deve sapere.
Caro Cico, come primo passo non c’è male. C’è ancora tanto da poter fare….. usiamo la parola spreco, per non usare quella più consona. Eppure non è tanto difficile capire cosa si può fare, naturalmente volendolo fare…
Caro Leonardo, ancora non capisci che il partito del sud non serve a nulla? Non è un partito a cambiare le cose, ma una consapevolezza comune. I partiti servono ai politici e non alla gente. Serve un’azione viva e diretta. comprendere che siamo noi i protagonisti di questa società e non il politico. Quando riusciremo a togliere il potere alla politica, allora saremo sulla buona strada per iniziare un nuovo cammino. La Sicilia si deve svegliare. Al Nord, sono sempre stati svegli e hanno avuto quello che volevano. Chi dorme non piglia pesci…… Si, serve una regia, lo ammetto!! Ma non certo di un politico di professione.
Qualcuno che difende l’operato di Lombardo sostiene che nel blog siamo solo bravi a lagnarci e non proporre nulla. La verità è che:
1. Lombardo è strapagato per prendere decisioni e pensare soluzioni (se avessi io lo stipendio di Lombardo…);
2. Eliminare i privilegi…
3. Ridurre drasticamente il costo del lavoro…mesi fa ho pagato un operaio edile € 1.100,00 (non riusciva a mantenere la famiglia) e per tasse MENSILI (inps, cassa edile) altri € 1.500,00 a cui bisogna aggiungere l’INAIL…un operaio ad un datore di lavoro dovrebbere “rendere almeno € 3.000,00 (e non considero gli studi di settore) MA DOVE è questa resa e a fronte di quali servizi???!!! Risultato: licenziati n. 8 operai professionisti. Il comparto agricolo idem…costi di mano d’opera folli a fronte di prezzi di vendita…
La politica dello Stato italiano? disincentivare l’emersione del lavoro nero e massacrare chi tenta di essere in regola costringelo a rischiare a nascondere qualcosa perchè l’alternativa è non portare nulla a casa anzi rimmetterci…
LOMBARDO FAI QUALCOSA OLTRE AI BLLLLAAAAA, BLAAAA, BLAAAA.
Caro Lombardo, riporto integralmente ciò che dice il TUO ASSESSORE alle Risorse Agricole e Alimentari…magari non ne sei a conoscenza…(http://www.terra-multimedialeagricoltura.it/news_2010/giugno/dossier-agricoltura.html)
PALERMO (9 giugno 2010) – È stato completato, dopo due mesi e mezzo di analisi, il dossier sullo stato di crisi dell’agricoltura siciliana, realizzato su proposta dell’assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci, utile a verificare i parametri economici fondamentali del settore. «Quelli che abbiamo raccolto sono numeri letteralmente spaventosi – commenta l’assessore –. Da soli danno l’idea di una situazione drammatica, che rende necessaria e non più rinviabile una politica straordinaria, a tutti i livelli istituzionali, che sia in grado di fronteggiare una crisi che rischia di cancellare agricoltura e zootecnia siciliana». Nella scheda analitica realizzata dagli uffici dell’assessorato alle Risorse agricole della Regione Siciliana, sono raccolti i dati 2009 del reddito medio di ogni ettaro di terreno, con la comparazione rispetto al triennio precedente. «Questo scenario apocalittico non ha bisogno di ulteriori commenti – aggiunge Bufardeci – e conferma, anzi aggrava ancor di più, le stime diffuse dalla rilevazione di Eurostat soltanto poche settimane fa. La difesa dell’agricoltura è la difesa delle nostre tradizioni agroalimentari, ma è anche la tutela di una parte consistente della nostra cultura e della nostra identità. Il governo siciliano ha dato un segnale chiaro con la manovra finanziaria che prevede forti interventi a sostegno del settore. È un primo passo, non sufficiente, che dovrà essere confermato e rafforzato da una visione globale delle criticità del settore a livello regionale, nazionale ed europeo, con interventi straordinari per porre freno a una crisi straordinaria che mette a rischio anche la tenuta sociale della Sicilia». L’analisi e i relativi risultati verranno trasmessi al ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali e agli uffici competenti dell’Unione europea.
I dati Secondo le stime raccolte, la produzione cerealicola subisce una contrazione dei redditi del 38%: ogni ettaro nel triennio precedente, garantiva ai produttori un reddito di 124,1 euro, a fronte dei 76,74 del 2009. Il crollo dei redditi è causato solo in parte della lievitazione dei costi di produzione, che passano dai 426,5 euro per ettaro del triennio precedente ai 447,8 euro del 2009. I coltivatori pagano molto caro il crollo del prezzo alla vendita. La rilevazione 2009 stimava un reddito di 15,77 centesimi per ogni chilo di grano prodotto e venduto, ma i primi dati del 2010 abbattono ulteriormente il valore del grano a soli 13 centesimi per chilo. Continua a crollare il valore delle produzioni dell’ulivo da olio, con le gravissime perdite subite a causa delle condizioni dei terreni. Se nel periodo 2006/2008 il reddito NEGATIVO era di 802 euro per ettaro, nel 2009 è invece del 1055,6 euro per ettaro. Confermato il trend NEGATIVO nel settore uve da vino. Ogni ettaro di terreno vale 1028 euro per i produttori, rispetto ai 1919 del precedente periodo: in questo caso la contrazione dei redditi è stimata dall’amministrazione regionale con un -46%. Meno sensibile la riduzione dei redditi per le uve da tavola, che contengono le perdite con un -25% (si passa da 1635 euro di reddito a 1230 euro). Ridotto anche il valore di produzione nel settore agrumicolo: le arance generano redditi ridotti del 17% (2575 euro contro i 3088 del triennio precedente). Unici segnali positivi arrivano dalla coltivazione di ortive da campo e di serra che riescono a raggiungere valori positivi nei redditi, con incrementi rispettivamente del 7 e del 2%. Profondo rosso anche nel settore zootecnico: i redditi crollano del 41% nel settore ovi caprino e del 39% in quello bovino
….Lombardo sforzati di leggere e fai lo zaia della situazione o VATTENE per sempre.
P.S. oggi sono andato in banca a chiedere ulteriore credito…a parità di operazione (prestito di conduzione) i tassi al SUD sono più alti dello 0,50% PERCHE’????????
Ha ragione nel suo sfogo etnagricoltura. Non è possibile che un imprenditore debba pagare al dipendente in tasse più dello stipendio (credo che sarebbe felice invece di pagare meno tasse e dare qualcosina in più al suo dipendente). Purtroppo col federalismo le cose per noi del sud peggioreranno. La fiscalità di vantaggio favorirà le assunzioni al nord che ridurrà tasse e contributi per ogni dipendente assunto, di contro, anche se c’è chi parla di perequazione (ma non ci credo proprio dopo le tante bugie dette in questi due anni da Berlusconi sul sud), qui al sud le tasse lieviteranno e di conseguenza gli imprenditori saranno costretti a chiudere bottega mandando per strada tanti padri di famiglia. Tutto questo con il compiacimento dell’accoppiata Bossi-Calderoli che della potica anti-meridionalista ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia sin dai primi anni della loro nascita politica. Caro Mario64, sono d’accordo con te. Perché allora non lo creiamo noi il partito del Sud, stacchiamoci in maniera definitiva dalle mammelle dei nostri politici-disastro-lecconi di turno e diamo una bella lezione a questi quattro spacconi nordisti che possono permettersi addirittura il lusso di parlare di secessione senza che nessuno prenda dei seri provvedimenti nei loro confronti. Finiamola di farci prendere per i fondelli ed essere sempre accondiscendenti. Siamo con l’ultimo bolla d’aria. Sranno tentando di toglierci anche quella. Prima che sia troppo tardi facciamo qualcosa per salvare la nostra Sicilia.
Vedo con grande piacere che il tono e il contenuto dei commenti è nettamente mutato.
Noi tutti, ogniuno nella propria situazione, qualunque sia,tranne qualche particolare situazione, sta pagando il prezzo di una politica scellerata degli anni passati. Inutile andarli ad elencare, ci perderemmo e litigheremmo ad aggiungerne altri.
La responsabilità è soprattutto di quanti ci hanno vendut per i propri interessi.
Però bisogna partire.
I polentoni del nord devono capire che Noi siamo pronti a prenderci le NOSTRE RESPONSABILITA’. Ma anche loro devono capire che molto di quello che ora hanno è stato fatto sulle nostre spalle e di questo ce ne devono ritornare tanto.
Al nord hanno costruito infrastrutture, al sud hanno dato posti di lavoro:con tali redditi i nostri padri acquistavano i prodotti delle industrie del nord. Ora continuamo a comprare i prodotti NON DI SICILIA, ma senza più la garanzia del posto di lavoro.
Hanno svenduto l’agricoltura senza creare i presupposti per l’alternativa.
Però bisogna partire.
Occorre snellire l’apparato burocratico, soprattutto gli sprechi a qualsiasi livello e INVESTIRE: l’ADSL, per fare un es. che poteva in alcuni settori ridurre il GAP in molte zone è ancora un miraggio; le strade di collegamento sono fondamentali.
Non sarà sicuramente la risoluzione di tutti i nostri mali, ma a mio modesto avviso il PONTE SULLO STRETTO può essere un punto di partenza, un simbolo,ma non solo, di riscatto per noi del Sud.
no, nebros, il ponte NO!!!!!!!!!!!!!
venerdì, per caso, mi sono ritrovato a Villa Igiea per la presentazione di “Generazione Italia, Sicilia”. Ho sentito: Bocchino, Granata, mi è piaciuto Briguglio, ha parlato di statuto, di art.15 (abolizione provincie, ecc.), alleanze senza preclusioni per la Sicilia. La stessa cosa, ho letto di Cardinale del PD, applicazione dello statuto, abolizione delle provincie, ecc. Tutti aspettano qualcosa, anche Cracolici e Lumia, una proposta,…………ma da chi?
Se fossi io il Presidente cavalcherei questa sorta di crociata contro le provincie per agganciarci la richiesta del ripristino dell’Alta Corte ed una reale applicazione dell’ autonomia fiscale,
autogestione delle risorse: del territorio, delle finanze, della cultura.
La storia delle pèrovincie è solo frutto di demagogia bella e buona. Non è possibile eliminarle. Troppi interessi girano intorno. Solo una dittatura potrebbe imporsi su tutto. Poi, tutto sommato, alcune provincie come Catania, sono floride. Certo, qualcuno ha approfittato di questa situazione per consulentarsi un pò. posso però affermare che durante il periodo lombardiano, la Provincia di Catania era viva e operosa, anche dal punto di vista lavorativo. Oggi sembra stagnante. Non si muove nulla che possa far sperare in un piccolo spiraglio di miglioramento. Haimè, chi stà ora a quel posto, si vede non ha bisogno di portarsi avanti. Vivere di luce riflessa è un gran peccato!!!
@gigi
Ci potresti dire il perchè di questo tuo No così allarmato.
Riportiamo il commento di Eraz lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
VOGLIAMO CHE LA SICILIA DIVENTA INDIPENDENTE!!!
Riportiamo il commento di Turi lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
SICILIA NAZIONE…cosí come DEVE ESSERE!!!
Riportiamo il commento di Pier Paolo lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
mi sa tanto che il Presidente ancora una volta si e dimenticato dei 6000 ASU….!!!!
Riportiamo il commento di Giuseppe lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
il presidente non si dimentica di nessuno, stai tranquillo.
Riportiamo il commento di Angelo lasciato sulla pagina facebook di Raffaele Lombardo:
Presidente, punti su una modificata formazione professionale che possa allinearsi alle indicazioni dell’Unione Europea e dell’Accordo stato-regioni. Da una formazione professionale di qualit… Mostra tuttoà, con collegati servizi (gli sportelli multifunzionali), si potranno ottenere risultati. Stralci il passato e con settembre avvii una nuova stagione che elevi la Sicilia. Mutuando parole della Montessori: una regione che non punti sull’educazione, sulla istruzione, sulla formazione dei giovani quale futuro avrà? Sulla materia mi sono permessa più volte di sollecitarLa. Ho chiesto di incontrarLa. I primi impegni a Catania sembrano muoversi in questa direzione. Raggiunga la meta che si desidera.