Una Sicilia autonomista può pesare più della Padania
20 commenti
Raffaele Lombardo interviene nel dibattito in corso sulla Lega, la Padania e la questione del nord sostenendo che “la Padania è una invenzione propagandistica dal punto di vista della storia e della geografia”. La realtà però è che esiste un’area dell’Italia, il nord, che è la più forte da un punto di vista economico, dello sviluppo, dell’occupazione, delle infrastrutture ecc. e quest’area è rappresentata politicamente dalla Lega, “una forza che non scherza e non fa sconti”.
Su questo tema, sostiene Lombardo, “non possiamo limitarci a dire che così si rompe l’Unità d’Italia ma dovremmo organizzarci politicamente di conseguenza a partire dalla Sicilia”. Una regione di 5 milioni di abitanti che produce energia, che raffina il petrolio utilizzato in tutta Italia e che rappresenta un punto centrale nel contesto e negli equilibri geopolitici dell’area del mediterraneo. E’ per questo che “una formazione autonomista legata al territorio potrebbe quindi pesare tanto quanto la Lega e la Sicilia tanto quanto la Padania”.
Rispetto al tema dell’Unità d’Italia poi, Raffaele Lombardo afferma che questa “è virtuale, una invenzione, una falsificazione di cui prima o poi qualcuno avrebbe dovuto prenderne atto, perché esisistono almeno due Italie: quella ricca e quella povera, quella fortunata e quella emarginata, quella con la piena occupazione e quella con la piena disoccupazione”. Su questi presupposti, se la Lega chiedesse un riconoscimento formale di tale situazione allora la Sicilia forse “avrebbe tanto da guadagnarne se volessero la secessione e a noi dessero la nostra libertà di autogovernarci”.


di Sicilia Consenso Pd a Raffaele Lombardo sempre più vacillante Quotidiano di Sicilia Invito il presidente Lombardo - ha detto Fiorenza - a convocare tutti gli attori, a partire dai temi d […]
Lombardo al telefono con Passera Dal ministero ultimatum a Dr Motor Live Sicilia Si è conclusa così la riunione convocata al ministero dello Sviluppo economico che avrebbe dovuto far sedere […]
Cracolici: “Data certa per le dimissioni” SiciliaInformazioni.com Onorevole, leggo su un quotidiano che lei, con Beppe Lumia ed altri, siete andati a fare visita a Raffaele Lom […]
Secondo me, di Italie ne esistono almeno 3: una ricca e prospera, localizzata al nord, una povera e sottosviluppata, tipicamente rappresentata dal profondo sud ed una, che potremmo individuare al centro e più precisamente nella capitale e nei suoi salotti, che “intercetta” e “distribuisce” le risorse prevalentemente provenienti dal nord (Italia ed Europa).
E noi oggi, purtroppo, oltre alle “eventuali” risorse che potrebbero derivare da una rimodulazione delle accise sulla raffinazione del petrolio ed un minimo ricavo dal turismo, non abbiamo altro di particolarmente significativo.
Occorrerebbe quindi, nel brevissimo periodo, sfruttare al meglio queste limitate risorse, anche con proteste e fatti eclatanti, esattamente come fa la Lega.
Ad esempio, si potrebbero inviare ispettori del lavoro e tecnici dell’Arpa regionali a fare sopralluoghi e rilievi all’interno delle raffinerie o delle centrali Enel dell’isola, con il compito assegnato di riscontrare inadempienze ed elusioni delle normative specifiche in tema di sicurezza sul lavoro o di emissioni nocive nell’ambiente.
Sono sicuro che facilmente si potrebbero individuare elementi tali da rendere inevitabile il fermo temporaneo degli impianti: e allora, la lobby dei petrolieri e dei padroni dell’energia in genere diventerebbe disponibile alla trattativa cioè, in definitiva, concedere vantaggi economici e fiscali ai residenti siciliani.
Questo sarebbe un vero atto “sicilian-leghista”!
A mali estremi, estremi rimedi.
http://www.generazioneitalia.it/2010/06/22/la-padania-non-esiste-c%E2%80%99e-solo-la-nostra-italia/
Fini su Generazione Italia produce più o meno le stesse riflessioni. che sia arrivata l’ora di mollare gli ormeggi?
La storia recente ci ha mostrato il vero volto di Lombardo e precisamente il volto di una persona che usa la politica dell’ autonomia per ingannare il popolo e crescere economicamente e politicamente lui e qualche suo amico.
Ha governato con tutti in due anni cambiando formazioni dei governi ed approfittandosi della debolezza individuale di chi sta all’ ars con un mandato di 5 anni ed ovviamente non vuole andarsene prima.
Si copre di due ex magistrati al governo che stranamente precedentemente non avevano fatto politica e non si spiega come dall’ oggi al domani sono diventati politici.
Cosidetti tecnici.
Ritiene di avere un accordo con magistratura politicizzata, per chiudere occhi ai suoi eventuali reati.
Non ha un principio, non è persona definibile seria poichè la sua politica attuale mira a colpire le classi sociali deboli.
In pratica se ne frega dell’ autonomia che utilizza a scopo elettorale esclusivamente.
Non ci dimentichiamo che si trova in parlamento grazie agli accordi fatti con la Lega ed il PDl.
Per quanto concerne la sua presenza alla camera non aveva raggiunto il due% che di norma è previsto per avere deputati alla camera.
Certe affermazioni, pur facendomi sorridere un tantino, in questi tempi assai bui, mi irritano. Perchè? perchè rappresentano nè più nè meno il tentativo di catalizzare l’opinione pubblica siciliana su temi propsettati come risolutivi della grave crisi in cui versa la Sicilia. Un Raffaele Lombardo che mi parla di fortuna, mi rende alquanto nervoso. Lui, proprio lui parla di fortuna? Siamo proprio sicuri che esprima quello che pensa? La fortuna espressa come fatalismo? Sarebbe il massimo per uno che è contro questa formulazione e contro quella parte della cultura siciliana letteraria che ne trae ispirazione. Per quanto, ogni sua affermazione, ormai non mi stupisca più di tanto… Caro Raffaele, non ti sei mai chiesto perchè è accaduto tutto quello che tu riferisci tra Nord e Sud? Non mi raccontare la solita storia del Nord che spreme il Sud…. Sarebbe una condizione accettabile. Sfruttatori e sfruttati. No!! Non vengono dal Nord, o solo da lì, gli sfruttatori di quest’isola.Ci sono anche i residenti!!!! Provate a vivere per qualche tempo al Nord, Bologna, tanto per fare un esempio. Ma solo un esempio, uno tra i tanti. Qualsiasi realtà del Nord, è ispirata agli stessi principi, non solo culturali, ma imprenditoriali e civili. passato un pò di tempo, tornate qui, in Sicilia, e vi accorgerete di aver trovato il caos più assoluto, da tutti i punti di vista. La Padania non esiste? Sbagliato!!! La Padania è un riferimento non geografico, ma culturale e di vita. Se in certe località turistiche marinare del Nord si è investito notevolmente sul turismo, affrontando tutti i rischi connessi all’investimento, qui da noi, si preferisce appoggiare la speculazione edilizia. Perchè? perchè rende molto e subito (oggi con la crisi non tanto)per tutti, ma proprio “tutti” (il mio tutti contempla anche i politici”) Prima di costruire la casa, accertiamoci che il luogo sia adatto a ciò. Prima di fare la Sicilia,creiamo le condizioni perchè sorga una cultura meridionale “esemplare”. Poi. si penserà al resto. Per quanto “il resto” sia più interessante dal punto di vista del potere e del denaro.Finchè in Sicilia tutto , passa per questo infernale binomio, non sarà la nostra indipendenza a salvarci. Anzi, affogheremo irrimediabilmente, senza speranza di alcun aiuto (anche interessato).Caro Raffaele con la tua espressione :”Su questi presupposti, se la Lega chiedesse un riconoscimento formale di tale situazione allora la Sicilia forse “avrebbe tanto da guadagnarne se volessero la secessione e a noi dessero la nostra libertà di autogovernarci”, ti rendi conto di cosa dici? La nostra indipendenza politica, concessa dalla Padania? La libertà è diritto di ogni uomo, per quanto, per renderlo proprio, ogni uomo,deve ,purtroppo, combattere.La libertà come frutto di concessione, è solo una misero dono rivolto a miseri uomini. Forse, qualcuno pensa di essere tale?
Carissimo presidente,
prima di tutto bisognerebbe dimostrarci quanto ci mette a far rispettare almeno lo statuto, non solo parzialmente ma integralmente, dopo di che possiamo prepararci ad aprire la bocca per come si deve, se no caro presidente tutte le belle chiacchiere che lei fá vengono interpretate come tali cioé CHIACCHIERE, solamente per rimanere al suo comodo posto di presidente.
Cordiali saluti
Dillu ca voi fari u dittaturi oramai ca to età iungi no piaciri quannu rinesci a fari u dittaturi.
Mi rendo conto che noi onesti servi ci sbattiamo tutti i giorni per sopravvivere. I commenti parlano da soli.
La Sicilia ha un solo compito: diventare autonoma dalla persona più inefficiente (per i cittadini non certo per le sue tasche) della storia…W Cuffaro (non ci resta che piangere se ancora abbiamo lacrime da versare, tra un pò tasserà anche quelle)
Il bello è che quando fu eletto, nella mia ignoranza, con quella maggioranza…mi son detto forse potrà far cambiare le cose…ebbene sì le ha fatte cambiare in peggio.
Sig., Dr., On., Lombardo rispondi alle domande dei tuoi servi o non siamo degni neanche di questo.
VERGOGNATI DI ESSERE SICILIANO
Il Lombardo quater, che tanti auspicano, dovrebbe essere posto come un esecutivo pro-statuto. nel senso che non ci serve fare nessuna nuova legge ma piuttosto attuare le vigenti leggi costituzionali. Con l’accordo di forze politiche trasversali, per il territorio, non è utopia pensare ad una attuazione piena dello statuto. si potrebbe cominciare con il richiedere, tutti insieme, il ripristino dell’ Alta Corte di sicilia.
Caro etnagricoltura, Vergognarsi di essere siciliano? Non lo conosci proprio…. Lui stà sempre in piedi… In qualunque posizione lo metti….. Gigi, ma ancora non hai capito? Credi ancora alle favole? Ecco come vanno avanti i politici…
“L’Alta Corte non fu abolita con una revisione costituzionale ma con un comunicato stampa”.
È tranchant il giudizio di Massimo Costa sul fatto storico che ha portato all’assorbimento dell’Alta Corte siciliana e di fatto all’abolizione della stessa. L’autore del libro sull’autonomia tradita porta avanti la tesi secondo la quale “l’Alta Corte è stata – per così dire – disattivata” per ragioni politiche, non per ragioni giuridiche”.
http://www.qds.it/index.php?sez=articolo&skip_interstitial=true&id=255
mercoledì 23 giugno 2010
Senza Alta Corte. Sicilia perennemente “commissariata”
di Liliana Rosano (qds.it)
L’assorbimento delle funzioni dell’Alta Corte comporta una serie di conseguenze non irrilevanti per l’ordinamento legislativo siciliano e per la sua attività giurisprudenziale. Se si pensa all’articolo 27, quello che istituisce la figura del commissario nominato dal governo dello Stato per promuovere presso l’Alta Corte i giudizi, le conseguenze, secondo Massimo Costa sono “paradossali”. “Sapendo che qualunque censura del Commissario sarà accolta dalla Consulta, argomenta Costa, proprio perché non c’è più l’Alta Corte, i presidenti regionali promulgano solo le parti delle leggi regionali non impugnate dal commissario.
Così siamo l’unica regione in Italia ad avere una censura preventiva in via amministrativa da parte di un funzionario dello Stato. Insomma, senza l’Alta Corte siamo sì una Regione a statuto speciale, ma nel senso che abbiamo come specialità di essere perennemente commissariati, e quindi meno autonomi delle Regioni a statuto ordinario. Insomma, un vero possedimento d’oltremare”.
Caro Gigi, tu sei convinto che l’alta corte, sia la soluzione ai nostri problemi? Riflettici bene. Ti sei guardato intorno, per vedere che classe politica abbiamo noi siciliani? Non se ne salva nemmeno uno!!!! Purtroppo è così! Ancora prima di pensare a leggi libere, pensiamo a creare una classe politica efficiente e non vorace. Non chiacchieroni fasulli in tutto quello che dicono. La vera libertà, prima di quella autonomistica, è quella caratterizzata dalla sconfitta dei poteri locali. Non parlo della mafia. A quella ci stanno pensando i politici del Nord. Parlo di quella che passa per le mani della politica della Sicilia. Guarda i nomi di certi politici. Sono espressione di un potere locale. Una classe sociale che prevale anche in politica. Interessi di pochi portano syull’altare del sacrifico i diritti di molti. Lo spreco, per usare un termine eufemistico, è una prerogativa della nostra isola. C’è pure altrove, ma da noi raggiunge dimensioni incredibili. La legalità è l’eccezione. Non certo solo per i mafiosi, ma anche per i colletti bianchi. Anzi, in questo caso è ancora più grave. E’ inutile, caro raffaele a sventolare bandiere per poi continuare a fare la stessa politica, per niente legata alle bandiere.E’ inutile dire oggi una cosa e domani farne un’altra. Andiamo alle elezioni. Non sei tu , solitamente, a decidere di scommettersi?
buongiorno a tutti….Non scrivo e non leggo questo blog da qualche tempo…ma vedo che siete sempre gli stessi….il rancore per il Presidente Lombardo cresce…la lagnusia aumenta….l’azione propositiva quasi del tutto inesistente….ECCO PERCHE’ LA SICILIA E’ DESTINATA A ANDAR DI MALE IN PEGGIO. Come dico i Padani….I TERRONI SEMPRE BUONI A LAMENTARSI…come dicono i Catanesi…a chiangiri lastimi…come dicono i Palermitani…a rinculiarsi…Tutto questo non aiuta di certo ne la nostra terra ne chi si spende per lei o quanto meno ci tenta…..Voi non sareste contenti neanche di Federico II di svevia l’illuminato Re che fu apprezzato in tutto il mondo….ma che in Sicilia non era (cronache del tempo) visto di buon occhio… Meditate gente meditate……
@emanuele
Quelli che te ritieni si spendono per la Sicilia, lo fanno solo a parole, per i loro fini anche evidenti tra i quali gli alti stipendi ed indennità oltre alle immense somme che gestiscono.
Grazie a coglioni come te ed anche come me ed anche a voialtri.
E’ in atto una mera rivoluzione di coloro che gestiscono potere contro i ceti sociali deboli.
Bravo filomenoa, quel che dici lo approvo. Non mi ritengo di fare più parte di quelle persone che tu definisci c……. Ho avuto modo di rendermi conto che non si salva nessuno e nemmeno in minima parte. caro Emanuele, propositivi? Sei per caso un pò orbo? Qui c’è gente propositiva. Esempio: rettitudine, onestà, umanità,verità, rinuncia alla voracità, alla stronzaggine (per riprendere un termine del grande Fini), e quanto altro di positivo possa esistere,rivolto ai politici tutti.Ti pare poco? Ma come dice Cristo pare proprio siano uomini dalla dura cervice.Rancore per Lombardo? Mi ricordi qualcuno che ha l’abitudine di rigirare il discorso (un certo raffaele). Sono sempre gli altri i cattivi. Mai a mettersi uno specchio davanti e vedersi, nella sua diamantina essenza. Sai, penso che quando una persona si sia comportata bene e viene ripresa e trattata male, sia legittimo inveire contro i suoi accusatori. Quando invece, a titolo preventivo, ci si comporta male, cosa si pretende di ricevere? baci e abbracci? Certo, non è il tuo caso……Su questo non abbiamo nessuno dubbi. Ti posso dire con fermezza che, di fronte ad una persona che mi ha beneficiato( senza guardare il mio peso elettorale) ho sempre avuto il coraggio di dire cosa pensavo. I veri amici sono coloro che ti fanno rilevare i difetti, anzicchè adularti.
Leggo dai commenti sino ad ora che prevale un rancore, poco umano -non dico cristiano- per il Presidente ed il suo operato. A mio parere si può criticare, non demolire per principio. Credo di poterlo dire, “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”.
La prima parte del video suggerisce una interessante ed importante visione geostrategica della Sicilia, che data da oltre duemila anni (come sa il Presidente ed altri): Roma per essere una potenza dovette sconfiggere Cartagine sul nostro suolo, ed Ottaviano per divenire Augusto battè Sesto Pompeo il quale per il primo innalzò il vessillo triforme, la triscele o triquetra, stampandolo sulle monete del tempo: allora nacque la Sicilia nazione. La Padania è una mera invenzione geografica, senza dubbio: ma ha il suo peso economico finanziario in un mondo invescato tra le spire di Mammòna.
Che l’Unità d’Italia non esista, afferma il Presidente, e vi siano almeno due ‘patrie’, sotto il rispetto delle risorse è innegabile: ma il sentimento dice altro. Abbiamo tutti in famiglia avuto degli emigranti che nei primi del Novecento partivano “con i bastimenti” ed il tricolore nel cuore: l’ultima immagine era il porto di Napoli, e poi Long Island. I nostri nonni hanno combattuto sul Piave e nella fronte di Grecia, servendo l’Italia del Re; i nostri genitori hanno servito la Repubblica nel suo Stato. L’Italia ci ha dato il pane. Siamo stati educati all’idea di Patria, commovente, signora delle genti, dalla Letteratura, dalla Storia. Sia il disoccupato che il miliardario provano il medesimo fremito di calore, assistendo alla corsa dei Bersaglieri. Per i nostri figli, forse, sarà diverso.
Il futuro può serbare, è innegabile, dei cambiamenti anche radicali, anche inimmaginabili jeri: vedi quel che è pochi dì fa avvenuto in Belgio. L’autonomìa che diviene secessione, o indipendenza, l’avemmo nel passato (ove la Storia deve esserci magistra vitae) mercé le potenze, in primis la Gran Bretagna: Lord Bentinck progettava addirittura di farne “la più bella perla della corona” di Sua Maestà. Sarebbe altresì maraviglioso tornare, da parte del Presidente (e siamo convinti che il carattere della gran parte dei siciliani lo consentirebbe: anche in tempi apparentemente alieni da ciò…) alle prerogative cesaropapiste del Gran Conte Ruggero, che nel 1098 ottenne l’Apostolica Legazìa: in Sicilia egli, ed il figlio Ruggero II, erano come e più del Papa. Il Re aveva diritto ad anello, bastone pastorale e dalmatica, perché ebbe potere di nominare i vescovi ed assegnare i feudi, appoggiandosi, grazie al diwàn ereditato dall’amministrazione araba, ad una ferrea e fedele burocrazìa, giungendo persino a limitare le funzioni dei baroni (i politici di oggi). Molti non sanno, o conoscono a sprazzi, la nostra storia. La quale è bene sapere per intiero: bisogna però aver avuto ed avere ancora, tanto tempo per studiarla.
Se avremo uno Stato indipendente siciliano che rinverdisca i fasti della Corte normanna, o sia espressione di quel sogno mancato degli indipendntisti, un po’ goliardi, un po’ idealisti, molti sinceri, dell’EVIS e del MIS degli anni 1944\46 ( e però non si ometta di rammentare che alle elezioni nazionali del 1948, proprio perché già ottenuto lo Statuto, il partito indipendentista sparisce dalle assemblee parlamentari, a favore della potentissima, e da allora preponderante, DC…), non sappiamo, ritengo, ancora con precisione. Tuttavia si è liberi di sperare, e magari di lavorare per questo nobile obiettivo?
Leggendo questi messaggi “LAGNOSI” mi viene veramente da piangere.
Certa una certa categoria di persone che riescono a criticare tutto e tutti.
Bisogna avere fiducia e dare forza a chi ci governa e rappresenta.
Dobbiamo essere vigili e chiedere il conto.
Ma il vero giudizio si deve dare con il voto.
Dobbiamo essere orgogliosi che qualcosa di nuovo c’è nell’aria.
Una nuova mentalità di VERA AUTONOMIA, che significa rinunciare a qualche piccolo favore personale per il bene della collettività.
Io credo che il Presidente Lombardo ha tracciato una strada che non può lasciare. E’ nostro DOVERE DARGLI FORZA PER OTTENERE CIO’ CHE CI SPETTA DAI POLENTONI.
Il fatto è che talvolta si parla senza sapere tutto quello che invece occorrerebbe conoscere.
Chi ad esempio si congratula con Lombardo per la riforma della burocrazia regionale dimostra, esattamente come il nostro presidente, di non conoscere la realtà degli uffici dell’amministrazione.
Forse perchè si è limitato ad ascoltare qualche frettolosa e parziale relazione di un prezzolato consulente, senza invece accertarsi di persona di come (non) funzionano gli uffici.
Voglio (ancora…) sperare che ci sia il reale interesse e la buon fede, da parte del presidente, a far sì che l’amministrazione regionale funzioni meglio.
Di fatto però, con la reiterata proroga nella fase di transizione tra vecchio e nuovo ordinamento degli uffici ha generato uno smarrimento generale (per usare un eufemismo) in quanto i vertici stessi, cioè i dirigenti, sapevano che presto avrebbero ricevuto un diverso incarico.
Ciò ha comportato, in un fatale processo a catena, che tutti i dipendenti, anche i pochi volenterosi rimasti, hanno progressivamente tirato i remi in barca, ritrovandosi senza direttive e fortemente demotivati.
E peggio andrà nel momento in cui effettivamente si attuerà il nuovo assetto organizzativo, dato che in questi mesi di proroga nulla è stato programmato e realizzato per favorire tale transizione.
Insomma il caos più totale.
Per quanti dicono che non siamo propositivi, che ci lagnamo…la mia proposta è: LOMBARDO VATTENE!!!
Ieri ho fatto il mio giro di uffici pubblici, lo sconforto è TOTALE non solo da parte di noi utenti ma anche dei funzionari ABBANDONATI, persone che amano la Sicilia e che si alzano la mattina non solo per portare (o cercare) di portare il pane a casa ma anche per portare avanti la Sicilia nel mondo, finanziare progetti…ma il TOTALE ABBANDONO regna sovrano…che cosa starà orchestrando il nostro amato governatore??? Per quelli che non conoscono il mondo agricolo ed i fondi europei sapete quanti progetti sono stati finanziati e collaudati ad oggi? sapete quanti KG di grano devo vendere per pagare 1 solo litro di benzina? sapete che significa lavorare per un anno intero e lasciare i prodotti nelle piante perchè i “ricavi” non coprono i costi della sola raccolta (figuriamoci i costi dell’intero anno). Imprese agricole chiudono, piccoli artigiani chiudono, piccole imprese edili chiudono, piccoli studi professionali chiudono, etc, etc, etc,
LOMBARDO SI DEVE SOLO VERGOGNARE DI ESSERE SICILIANO, ha fatto solo la sua fortuna e dei suoi 4 amici al bar. (chiedete quanto costano le consulenze esterne…volete esempi concreti?) SPRECO, SOLO TANTO SPRECO OPS SOLO TANTI VOTI ELETTORALI, e la gente che lavora onestamente abbandonata.
Il rimedio per cominciare a risolvere i problemi siciliani: LOMBARDO LONTANO DALLA SICILIA E UN GOVERNO CHE SAPPIA PROGRAMMARE
Caro Nebros, la fiducia si deve guadagnare. Darla senza cautela, è da stupidi. Nel commercio, si da la fiducia a chi, ormai si è dimostrato, per una serie di circostanze affidabile.La fiducia incondizionata, a scatola chiusa, porta solo danni. Certo, comprendo il tuo commento, fumoso, quanto quelli di certa altra gente di mestiere politicante. Lagnosi? Certo, a noi nessuno dà da mangiare. Dobbiamo lottare ogni giorno per sopravvivere. Ecco perchè siamo lagnosi.Non apparteniamo alla categoria dei parassiti della politica. Non viviamo di consulenze lucrose, nè di stipendi non guadagnati. Si vede che appartieni alla categoria di quelli che vivono all’ombra del grande albero (Lombardo).