Su Termini Imerese la Fiat riveda le proprie posizioni come ha fatto a Pomigliano d’Arco
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Come presidente della Regione Siciliana, insieme a tutto il mio governo, ho assunto un impegno solenne nei confronti degli operai della Fiat di Termini Imerese, insieme a tutti quelli che lavorano nel suo indotto, e alle loro famiglie: garantire loro il lavoro, la professionalità acquisita e la dignità di sentirsi cittadini di questa Regione. Diverse sono le soluzione allo studio così come certa ed acquisita è la disponibilità e l’impegno economico deciso dalla Regione.
Pochi giorni fa è stata siglata l’intesa su Pomigliano d’Arco. Salutata dalla maggior parte dei commentatori, istituzionali e non, con dichiarazioni dal tono assolutamente positivo per l’impegno profuso da parte di tutti i soggetti coinvolti alla ricerca di una soluzione che potesse, in un modo o in un altro, salvaguardare il lavoro di migliaia di persone tra operai e loro famiglie, ha addirittura fatto registrare una spaccatura all’interno di alcuni settori del sindacato tanto da essere sottoposta ad un referendum tra gli operai che si svolgerà a breve.
Non posso far altro che rallegrarmi per l’esito che si sta profilando su tale vicenda, soprattutto perché l’obiettivo della salvaguardia del lavoro e delle famiglie che del proprio lavoro vivono è, e sempre dovrebbe essere, primario nell’azione di qualsiasi governo che abbia a cuore il bene dei propri cittadini.
E’ per queste ragioni che chiedo alla Fiat di rivedere le posizioni assunte su Termini Imerese. E per le stesse ragioni mi appello al governo nazionale e al ministro del lavoro perché facciano il possibile, e anche l’impossibile, per trovare una soluzione concordata a tutela degli operai e per il lavoro e lo sviluppo della Sicilia.
Non vorrei che, per citare il bel libro di Carlo Levi, ancora una volta si debba poter ripetere che Cristo si sia fermato un po’ più a nord di Eboli.



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Dagli anni 70 si sono prodotte milioni di vetture,qui a Termini Imerese,ma ora,Fiat ha deciso di chiudere,e noi operai fiat e indotto,siamo rassegnati ed aspettiamo DICEMBRE 2011.
Sappiamo che una proposta e’ quella legata al gruppo che fa capo all’industriale Giammario Rossignolo (De Tomaso), la seconda e’ quella di Cimino,con il piano Sunny Car in a Sunny Region ,mentre la terza e’ arrivata dalla Map Engineering, una societa’ che prevede di realizzare un impianto di stampi nelle aree attualmente occupate dagli stabilimenti Fiat.
Tutti conoscono l’elevata qualità delle vetture uscite da Termini Imerese,e molti stati europei preferivano le nostre vetture per le attenzioni su ogni particolare,ma Marchionne pensa che per i costi della logistica,è meglio chiudere senza neppure parlare a un tavolo di varie soluzioni per risolvere il problema,e penso che difficilmente riveda la sua posizione,anche se l’auspicio e che lo faccia.
Rossignolo ? Cimino ? Che ben vengano,(anche entrambi) con l’apertura di 2 fabbriche,ma a condizione che non sia per fregarsi i soldi e poi chiudere come hanno fatto tutti gli altri IN SICILIA.
Vedremo cosa succederà,non rimane altro da fare che essere fiduciosi.
So che Cimino partira’ nei prossimi giorni con la sperimentazione di una stazioni solare di ricarica delle vetture,la prima area prescelta e’ quella dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani Birgi,e a questa potrebbero seguire numerose altre stazioni di ricarica, visto che il manager di origine siciliana intende individuare in tutta la Sicilia circa 2 mila siti ideali per piazzare altrettante piazzole di ricarica di vetture elettriche, e nei prossimi decenni quando scarseggerà il greggio,sicuramente sara il futuro della mobilità cittadina,e contemporaneamente verranno azzerate le emissioni nocive dei tubi di scappamento delle autovetture,ma non si potrà fare il tutto subito e nell’immediato,ma è importante partire !
Speriamo che venga davvero qualcuno a “salvare” lo stabilimento di Termini e i suoi operai.
E il presidente Lombardo, secondo me, sbaglia a continuare a tirare per la giacca (pardon, il pullover) Marchionne: alimenta vane illusioni a cui ormai crede solo lui.
I lavoratori di Termini, da parte loro, dovranno fare un bagno di umiltà: se davvero, come dice AntonioGaipa, “l’elevata qualità delle vetture” prodotte nello stabilimento siciliano é universalmente riconosciuta, come mai la concorrente fabbrica polacca viene considerata il punto di riferimento di tutta la produzione Fiat?
Se uno o più imprenditori si faranno avanti per rilevare lo stabilimento, sindacati e operai facciano un passo indietro: dimostrino con i fatti, anche a costo di qualche iniziale rinuncia, di voler assolutamente salvaguardare il proprio futuro.
Mi pare meglio che si debba sperare, su Termini Imerese la FIAT riveda le proprie posizioni come ha fatto a Pomigliano d’ Arco.
….garantire loro il lavoro, la professionalità acquisita e la dignità di sentirsi cittadini di questa Regione…
non ho più parole…
C’è una certa somiglianza di impostazione tra questo blog e quello di Gianfranco Miccichè, che talvolta frequento, come se entrambi fossero “curati” dalle stesse persone o, come credo si dica con termini tecnici, perchè utilizzano la stessa “piattaforma”.
In comune c’è anche una certa riluttanza a scrivere, da parte degli estensori dei thread ma anche tra gli stessi commentatori, nei giorni festivi.
Se per i primi posso anche comprendere le motivazioni, dato che penso (e spero bene per loro…) siano pagati per farlo, al contrario non me ne faccio una ragione per i secondi, di cui immodestamente faccio parte.
Forse che i problemi che affliggono la nostra Sicilia si “sublimano” nei giorni non lavorativi?
Oppure, lo scoramento che ci pervade è tanto grande da lasciarci tutti senza parole?
A mio avviso il caso Fiat di Termini Imerese è un caso emblematico del Sud.
La Fiat, come tutte le imprese, è una impresa che deve produrre, vendere e fare utili.
Ora, la Sicilia per il suo posizionamento non risulta essere la localizzazione ideale perchè le componenti devono essre portati, assemblati, e le auto trasportate nuovamente direzione Nord.
A tutto ciò si è supplito da sempre con contributi Statali e Regionali. Cioè noi compriamo, al solito, il posto di lavoro.
In Sicilia, invece, se vogliamo attrarre imprese, o fare sviluppare quelle nostrane, che ci sono, DOBBIAMO CREARE UN SISTEMA FATTO DI:MINOR COSTO DELLA CONTRIBUZIONE E FORSE ANCHE DELLA RETRIBUZIONE (la manodopera in Sicilia costa esattamente quanto quella di Torino!), INFRASTRUTTURE (soprattutta sistema dei trasporti).
Se noi riusciamo a creare i presupposti, legittimi e uguali per tutti, poi non ci sarà bisogno di pregare la Fiat perchè resti, ma ci saranno tantissimi che chiederanno di poter produrre in Sicilia.
Scusate la sintesi, ma in questo contesto mi sembra opportuno.
purtroppo solo fiat potrebbe assicurare stabilità e laboro all’indotto. non si tratta qua delle sorti dei soli operai fiat ma delle migliaia di addetti dell’indotto
Penso che alla fine, la FIAT proporrà le sue condizioni…..
…. e la Regione siciliana assorbirà i lavoratori che non hanno i requisiti per accedere ai prepensionamenti nel “fantomatico” ente RESAIS.
E’ già stato così per migliaia di dipendenti di imprese private di una certa rilevanza che, da 25 anni a questa parte, hanno chiuso i battenti (Dagnino, OMG, Spatafora, Fenicia ecc. ecc.), con buona pace di chi ancora non vuole credere che l’amministrazione regionale sia in realtà un ente assistenziale.
Cristo è con i lavoratori, Cristo è con gli ultimi, Cristo è per la giustizia sociale, come Lei sa, caro Presidente: quindi Egli è tra noi, oltre che a nord di Eboli (per rimanere nella parafrasi del noto libro). I tre pani e due pesci sono per tutti senza distinzione. Abbiamo sentito la giusta indignazione dei lavoratori di Termini, offesi dalla arroganza dell’industriale Marchionne, dimèntico, evidentemente, di dover rendere conto prima a Dio e poi alla sua coscienza del precetto evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Giusta la assicurazione del Presidente che garantirà la dignità del lavoro: lo vedremo volontieri, anche solo per un’ora, seduto al fianco di operai e disoccupati, di cassintegrati e bisognevoli di conforto: in un contesto di decadimento assoluto, ove l’opera dell’uomo politico torna ad essere preponderante come e più che in decenni passati, mentre si attraversano nebule di enorme incertezza. Tuttavolta i lavoratori di Termini pensino, lo si scrive con estrema fraternità, che il futuro dei nostri figli è, anche, nell’auto elettrica ed in varie forme di mobilità ecologica, o non è. Ogni dì ci rendiamo partecipi della catastrofe inimmaginabile (adesso la BP ammette che la “falla” petrolifera nel golfo del Messico è di 100.000 barili al giorno… una quantità spaventosa, le cui conseguenze saranno a nostro carico per un tempo amplissimo…) provocata dalla bramosìa del potere dell’oro nero, per cui non è più dissertazione accademica progettare un futuro senza alimentazione da carburante. “Infatti la radice di tutti i mali è l’amore per il denaro” (Lettera I a Timoteo, 6-10). Come risolvere l’aporìa? Sempre il Vangelo dona la risposta: “Chi fra di voi è più piccolo è grande” (Lc.9,48), dimostrando con l’esempio adamantino dell’infanzia, la semplicità dei costumi e dell’Etica. Non pare vi sia altro modo, anche per chi s’aggira nel dubbio, anche per chi non crede: l’Etica non ha dogmi. Per cui dal video post ove il Presidente manifesta giusto apprezzamento per l’entusiasmo dei bimbi delle scuole caltagironesi per il legittimo orgoglio della nostra sicilianità (citando Milazzo e Sturzo: sarebbe non male rammentare pure Andrea Finocchiaro Aprile), si può prendere spunto per migliorare, i cosiddetti ‘grandi’: facciamoci piccoli e semplici come i fanciulli, e comprenderemo meglio molte, moltissime cose che l’essere, o sentirci, ‘adulti’, ci fa dimenticare, in ambasce di orgoglio e pregiudizio. Certo il Presidente non può pensare a tutto e tutti: ma chi può intendere, intenda.
Caro Evarco, non si vive solo di chiacchiere. Le tue parole e gli argomenti che esponi, sono ideali. la realtà è purtroppo ben altra cosa. Parli di Dio. prima di farlo, poniti una domanda semplice semplice. Quanta gente ha ancora timore di Dio? Quanti borghesi, capitalisti, politici, e pure prelati, hanno ancora timore di Dio? Molti recitano la parte dei credenti, solo per estare in sintonia con la nostra società , nella sua parte ancora legata “culturalmente” alla religione cristiana. Conoscere Cristo è una cosa, seguirlo è un’altra. E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un politico entri nel regno dei cieli. Questo pensiero non fa eccezione alcuna di persona,nel campo dei politici. Certo, c’è chi si vuole appalesare come uomo timorato di Dio, ma è solo un ipocrita della peggior specie. Non credo ci sia un solo borghese capitalista o un solo politico che abbia paura di rendere conto a Dio. Chi lotta per gli operai o per i precari, lo fa unicamente perchè ci vede la politica in mezzo, altrimenti rimarrebbe al proprio posto con lo sguardo fisso in avanti, nella sua altezzosa maniera. caro Evarco, Dio apre le porte a tutti, vero.
Ma in cuor suo sa che solo gli umili lo ascolteranno.
“…E per le stesse ragioni mi appello al governo SICILIANO e al ministro del lavoro perché facciano il possibile, e anche l’impossibile, per trovare una soluzione concordata a tutela degli operai e per il lavoro e lo sviluppo della Sicilia…”
BLAAAAAAA, BLAAAAAA, BLAAAAA, non è che il nostro governatore vuole farsi prete????
Continuo a vegognarmi di essere Siciliano ed ora a fine mese arriva il mutuo…come lo pago? Mi fai un prestito caro Lombardo? Penso che almeno 350.000 te li porti a casa per fare tutti questi disastri e vendere chiacchere, ma non ti si asciuga mai la bocca? non sei stanco? io tanto, troppo, ogni mattino (se dormo) è sempre peggio, sogno di trovare un lavoro da dipendente pubblico per iniziare a VIVERE (con poco forse ma almeno sicuro) avere tempo libero, non doversi più arrampicare sugli specchi…mi vergogno di lavorare.
Lombardo ogni tanto leggi anche i commenti di noi poveri sudditi magari rinsavisci…
bellissima azienda agricola vendesi insieme al cuore e l’anima di chi l’ha realizzata
Voglio dire a Cico che le concessionarie Tedesche e non PRETENDEVANO LE VETTURE DI TERMINI IMERESE,e chiudendo voglio essere brevissimo,siamo disposti anche noi a confrontarcicon la FIAT ,e fare un passo indietro,per salvaguardare il lavoro di migliaia di persone tra operai e loro famiglie,SIAMO PRONTI A DISCUTERNE,TUTTI QUANTI!
“Nolite iudicare, ut non iudicemini. In quo enim iudicio iudicaveritis, iudicabimini: et in qua mensura mensi fueritis, remetietur vobis” (Mt.1,3).
“Nolite iudicare, ut non iudicemini. In quo enim iudicio iudicaveritis, iudicabimini: et in qua mensura mensi fueritis, remetietur vobis” (Mt.cap. VII 1,3).
Comunque,mi fa piacere che il presidente Raffaele Lombardo,tramite il suo blog,dà la possibilità di poter parlare liberamente dei vari problemi,come questo del lavoro (Fiat Termini Imerese)che mi tocca personalmente,lavorando nell’indotto,e concludendo ,come dice il presidente di confindustria Sicilia Ivan Lo Bello:
Credo che la vicenda di Termini Imerese sia diversa da quella di Pomigliano” perche’ “la Fiat ha anticipato da tempo che chiudera’ lo stabilimento. Spero in soluzioni industriali alternative che salvaguardino il patrimonio di competenza e di cultura industriale che a Termini c’e’ ed e’ importante”