Indecente e vergognoso che ci sia qualunque Segreto di Stato che ostacoli la verità sulle stragi del ’92
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In merito all’emendamento sulle intercettazioni che stabilisce di opporre il Segreto di Stato per le comunicazioni degli “007″, commentando le dichiarazioni di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, Raffaele Lombardo ha dichiarato:
“Mi sembrerebbe assurdo che ci fosse il Segreto di Stato opposto alla conoscenza di elementi che possano servire a capire e a sapere chi ha organizzato le stragi e chi ha fatto uccidere Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
È un’indecenza che ci sia qualunque segreto, una vergogna. Che si scopra chiunque sia stato, affinché venga giustamente perseguito; che si arrivi una volta per tutte alla verità, da cui ne ricaveremmo un vantaggio che gioverebbe moltissimo al nostro Paese, soprattutto ai siciliani e a quanti venerano le figure di uomini come i due giudici uccisi dalla mafia”.



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“LA MAFIA NON E’ COSA NOSTRA”
Nei fatti non c’è quasi niente che abbia potuto farci male più della mafia, che abbia potuto tarpare le ali ad una nazione antica e gloriosa come la nostra.
Con la mafia non saremo mai un popolo normale! Non saremo mai un popolo con una sua dignità! Saremo schiavi di una cricca di delinquenti posti a guardia di alcuni interessi forti. Si può anzi affermare che, se la Sicilia è stata occultata al mondo come Popolo a sè negli ultimi 150 anni, se essa sembra non ribellarsi mai, ne fare sentire la sua voce, lo si deve proprio alla mafia, il miglior puntello della dominazione italiana in Sicilia fino ad oggi.
Dalla preistoria fino al 1816, anno di cessazione de Regno di Sicilia, la mafia non era mai esistita! C’erano, certo, episodi di violenza e di sopraffazione. C’erano, certo, illegalità diffuse, occupazioni ereditarie di uffici pubblici, tentativi della feudalità di sottrarsi al potere centrale. Ma questo accadeva in tutta Europa! Lo Stato di Sicilia aveva avuto alti e bassi nell’imporre la sua legalità; alti e bassi che si ricollegano al processo coevo di costituzione degli stati moderni europei, ne più, ne meno. Finchè la Sicilia aveva le “sue” istituzioni parlare di mafia come oggi la si intende non ha alcun senso! Nel Regno delle Due Sicilie (1816-1860) si ha – è vero – come una incubazione del fenomeno mafioso: l’assenza dello stato fece moltiplicare fenomeni di brigantaggio, di malandrinaggio, i quali cominciavano a sostituirsi allo stato in una situazione di progrediente anarchia. Dove questi “malandrini” trionfarono e presero politicamente il sopravvento fu con la “Spedizione dei Mille” di Garibaldi: quello è il vero atto di nascita della mafia! In quel momento si fece un patto scellerato tra mafiosi e italiani
Cosa è la mafia? Se ne parla tanto eppure mi sorge questo interrogativo. E’ solo quella di Riina e Provenzano e poi dei Lo Piccolo etc…? No! sarebbe molto facile….! Qualcuno, ormai da un anno stà combattendo una battaglia per avere più che un’idea, dei costi della politica siciliana. Nessuna risposta. Solo silenzio, il silenzio che avvolge quest’isola e coloro che vi abitano. A nessuno viene riconosciuto il diritto di porre in discussione tale sistema. La trasparenza è un termine paludoso. Intanto sorgono i rinnovatori!!! Parlano anche loro di trasparenza. Eppure, eppure ne hanno paura. Troppi scheletri negli armadi? Tutto l’apparato sembra avere timore di mettere a nudo le sue verità. L’Italia tutta è il paese delle “mezze verità”. Forse è un modo per dare alla gente l’opportunità di stimolare l’immaginazione . Arrivare alla verità è un autentico vantaggio? Forse….! La verità è un terremoto in balia del quale tutto viene sconvolto irrimediabilmente. Ecco perchè oggi più che mai ci si stà cautelando con l’uso di misure “antisismiche”.
Totò Riina: sono il parafulmine d’Italia. Piaccia o non piaccia dice la verità. La Sicilia è soltanto lo zerbino italico dove nascondere le sporcizie della vera mafia italiota “MAFItAlia”.
Noi siciliani siamo un popolo suddito con una classe dirigente (politica ed economica) ASCARA che ha permesso e continua a permettere ai nostri colonizzatori di dominarci tra una ignorante e analfabeta “Cosa Nostra siciliana” e una raffinatissima antimafia serva dei poteri lombardo=piemontesi.
Comunque oggi sono felice perché hanno chiuso, dopo tre anni, le mie indagini antimafia che con l’applicazione di leggi “speciali” (inquisitorie e razziali) mi hanno tolto coattivamente il mio patrimonio e la mia attività, quindi il mio lavoro e la mia dignità, posso organizzarmi per ritornare a Palermo e fare un periodico regionale per sputtanare e contrastare questo indegno dominio che opprime e mortifica il popolo siciliano.
Caro Lombardo,
capisco la maraviglia dell’On. Granata, ma non capisco la sua. Quando mai, in Sicilia, dalla strage di Portella in poi, si è avuta una verità? Quando mai la Magistratura italiota ha fatto luce sulle infamie siciliane?
Dopo oltre 20 anni ci si racconta dei “servizi segreti” che noi siciliani “silenti” perché non facciamo parte della “società civile” sappiamo da sempre, infatti ai funerali dei nostri Giudici eroi prendevamo a parolacce tutti i politici venuti da Rome per i funerali di Stato.
@ amicopaolo. E’ vero, ai funerali dei nostri Giudici prendevano a parolacce i politici e cosa che non hai detto, erano le stesse forze dell’ordine a farlo. I poliziotti. Penoso, per non dire schifoso il tormento inflitto alla vedova dell’agente di polizia. Dover leggere un messaggio che non era il suo. In questo alzo il dito contro la Chiesa, supporto del potere in ogni tempo, fascismo compreso. Naturalmente, dopo il Concordato e i proficui “rimborsi economici”. Voglio ricordare una frase del Vangelo: Voi siete il sale della terra; a cosa servirebbe il sale se non fosse salato? Andrebbe buttato via……..
In Merito a questa vicenda…(stragi del 1992) è chiaro che l’azione giudiziaria del Giudice G. Falcone e P. Borsellino, e di tutto il pool antimafia….aveva fatto saltare un’equilibrio….mi permetto di dire internazionale….tra poteri politici, burocratici, finanziari, malavitosi, ed imprenditoriali di vario genere, che portò a quei tristi fatti….che a mio modesto parere…….non erano l’obiettivo……. ma furono il mezzo attraverso cui i citati poteri in contrasto fa loro, dovettero sedersi e riaccordarsi. Guardo caso da quella stagione nasce un nuovo assetto politico-istituzionale(dalla 1^ alla 2^ repubblica), nascono nuovi partiti (PDS, Forza Italia, UDER, ecc), leader politici (D’Alema, Berlusconi, ecc.) nuovi capitani d’industria (Collannino, Fiorani, Ricucci, ecc.)….la maggior parte presta nomi…Totò u curtu viene arrestato….e La Mafia si inabissa con la strategia Provenzano…..A questo punto quando il Presidente Ciampi, da presidente del consiglio dei ministri nel 1992, dice oggi, nel 2010…quella notte ho temuto il colpo di Stato….gli chiederei….Visto che pochi mesi prima, era stato anche capo della Banca d’Italia cosa pensava l’alta finanza in quel periodo?…Come tutelavano i loro Capitali e i loro investimenti in un periodo di così grande incertezza?….e poi perchè temeva il colpo di Stato….quali erano le informative ufficiali e ufficiose o addirittura confidenziali di cui era in possesso?……MMA!!….direbbe qualcuno…MMA!!
mario64,
hai ragione e condivido in pieno quello che dici sulla rabbia che hanno avuto le forze dell’Ordine in quella stagione infame. Infatti, concordo e sono convinto che le prime vittime di questo Italia infame sono proprio le forze dell’Ordine che si trovano in prima linea e con le spalle scoperte da uno Stato che dovrebbe coprirgliele invece di farli trovare allo sbaraglio e alla mercè dei nemici.
@staff
Don Raffaele Lombardo ha fatto per oltre 9 anni l’ eurodeputato e non lo sa che vi sono casi in cui nell’ interesse dello stato etc, non si possono fornire determinate informazioni?
Perchè non provvede Lui ad evitare di ingerire informazioni e provvedimenti nell’ interesse della legalità?
Stiamo andando verso una direzione che ovviamente ci porterà ad incominciare ad analizzare severamente l’ omertà Lombardiana.