30 maggio 2010 Pesca. La ricerca della Sicilia per ribaltare il regolamento dell’UE

Dal prossimo martedì 1 giugno entra in vigore il Regolamento Mediterraneo 1967/2006 sulla Pesca dettato dalla Commissione europea.

Le nuove regole per il settore prevedono l’utilizzo di maglie più larghe nelle reti, procedure che renderanno impossibile, ad esempio, la cattura di parecchie specie ittiche particolarmente diffuse nella marineria siciliana. Per rispondere con argomentazioni scientifiche al dettato del nuovo regolamento, il dipartimento Pesca della Regione siciliana avvierà con Ispra e Cnr, in collaborazione con le marinerie locali, una campagna di ricerca per provare l’inefficacia di alcune delle norme contenute nel regolamento comunitario.

“In un momento cosìdelicato di crisi economica”, ha spiegato l’assessore regionale alle risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci, “stiamo lavorando per garantire un futuro alla nostra flotta peschereccia. Le regole dell’Unione Europea vanno rispettate, ma possiamo rassicurare i nostri pescatori.

Innanzitutto appoggiamo l’iniziativa del Ministro Galan di richiedere una proroga. Inoltre, in autunno, a Bruxelles, quando si riaprirà la discussione sul regolamento, ci presenteremo con forti argomentazioni scientifiche per spiegare le nostre ragioni e modificare queste regole estremamente penalizzanti per la nostra marineria”.

“Vogliamo salvare”, ha aggiunto Bufardeci, “la tradizione legata ad alcune specie ittiche che sono anche patrimonio della gastronomia siciliana, come il cappuccetto, il calamaricchio e il cicirello. Si tratta di tre specie, vale la pena ricordarlo, che vengono catturate già adulte”.

La campagna di ricerca finanziata dalla Regione siciliana costerà 300 mila euro e si baserà su studi compiuti da Sciacca a Trapani.

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