Più autonomia per le Regioni
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“Credo che la politica dia la capacità di capire cosa fare e quali problemi affrontare o aggredire” che, nel caso della Sicilia, riguardano il “deficit infrastrutturale, la sconfitta della criminalità e la fiscalità diversa“, ovvero tre strumenti essenziali per superare il divario tra Nord e Sud.
“E si parla di queste cose”, ha ricordato Lombardo, “in una finanziaria che vede lo Stato oberato di tre milioni e mezzo di miliardi delle vecchie lire”.
Come risolvere questo problema? Dando alle “Regioni più autonomia per governare le proprie risorse e i propri investimenti e per far funzionare al meglio i servizi“. In più, occorre anche “l’autonomia della responsabilità, affinché si taglino gli sprechi e le risorse, quest’ultime da investire per promuovere lo sviluppo e il lavoro.
Quella di Rossignolo, ad esempio, per la Fiat di Termini Imerese è una iniziativa che s’inquadra in questo spirito“.


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Caro Raffaele pensi davvero quello che dici? Sei proprio sicuro che basti questo? Non hai parlato di una cosa importantissima. Oserei dire basilare. Una classe politica all’altezza di questo compito. Una classe politica rinnovata dove gli interssi di bottega dei politici, lascino il posto alle scelte giuste. Esiste già questa classe politica? Mah!! Parli di sprechi. La regione Sicilia, nelle persone dei suoi amministratori, nessuno escluso, in campo di sprechi (chiamiamoli così, altrimenti dovremmo usare termini diversi)è la prima in Europa. Nella classifica delle agenzie di rating, siamo in buona posizione. Se continua così, vinceremo sicuramente un premio. Comunque, tagliare gli sprechi, non significa togliere ai poveracci quel pezzo di pane dato loro.
Se dobbiamo parlare di autonomia per le regioni, non possiamo prescindere anche dai debiti che queste hanno contratto.
Nel caso specifico, il presidente dovrebbe cominciare a preoccuparsi dei mutui che la Regione Siciliana ha acceso in questi anni con istituti di credito, anche stranieri, e che vanno a sommarsi a quelli dello Stato: saremo in grado di restituire questi soldi?
“Più Autonomia per le Regioni”…
Mio zio che era un bravo autista di camion per conto proprio e con tanto di patente entrò a lavorare all’ AMAT di Palermo.
Non abbiamo mai saputo il perché, ma dopo un po di tempo che diventò dipendente dell’AMAT, non guidò più un mezzo pubblico e passò alla portineria della stessa azienda. Non guidò più nemmeno la sua macchina per accompagnare la propria famiglia per le necessità domestiche e malgrado ogni anno metteva i bolli sulla patente e ogni 5 anni la rinnovava chiedeva ai suoi parenti di essere accompagnato con la macchina per sbrigare le proprie cose.
Però predicava a tutti quelli che non avevano la patente (le mie zie o a noi nipoti che non eravamo ancora in età) che avere la patente era indispensabile e importante per essere autonomi nella vita.
Non so perché ma quando Lombardo fa queste dichiarazioni mi ricorda mio zio.
@Amicopaolo:
Ma infatti c’è il detto: “Non si può mai sapere, oggi o domani un concorso all’Amat”….
Cico,
Allora il problema della Sicilia è l’AMAT di Palermo! Ora comincio a capire tante cose. Ecco perché tutti gli autonomisti della nostra Regione Siciliana fanno come mio zio che aveva la patente e non la usava, ma predicava l’importanza della patente per chi c’e l’ha. Altrimenti non si spiega il perché sperano che ci sia più autonomia e non applicano quella che abbiamo.
Caro amicopaolo, davvero divertente la storia di tuo zio. Concordo con quanto dici. C’è solo un problema di fondo, non poco rilevante. Voglio farti una domanda. E se per poter fruire della Autonomia(quella scritta sulla carta e lì lasciata), non bastassero le chiacchiere?
mario64,
domanda intelligente che tocca il nervo scoperto di chi vuole veramente l’autonomia del “popolo siciliano” prima che della “Regione Siciliana”, e credimi la differenza è abissale.
E’ vero che le chiacchere non bastano se anteponi l’autonomia siciliana con le chiacchere. Mi spiego meglio: dopo il MIS di Canepa e fino ad oggi l’autonomia siciliana è stata ed è concepita come l’autonomia di una classe dirigente che custodisce privilegi e potere autonomi rispetto al resto del Paese italico, in poche parole, in Sicilia, si è usata l’autonomia per garantire privilegi ai proconsoli siciliani che in cambio garantivano i governi romani filo/nord.
Oggi, sfruttando il genio illuminato di Lombardo, si sta cavalcando il vento del cambiamento che la storia ci sta portando in virtù degli assetti internazionali in continua evoluzione e che coinvolgono la Sicilia come piattaforma del mediterraneo. In questa fase l’Italia è indebolita perché potentemente influenzata dai padroni anglosassoni che a sua volta sono in balìa dei riequilibri dei poteri internazionali che invadono la scena del potere economico come nuove potenze emergenti, vedi come Russia, Cina, India ecc…. In questo marasma geopolitico la Sicilia trova lo spazio nella debolezza italiota per cercare di imporre l’autonomia. Cosa che cerca di fare Lombardo, ma, a mio parere, o non ne è convinto o non trova confortato da almeno la metà dei consensi siciliani, cioè la forza.
In tutto questo però Lombardo, secondo me, fa un grande errore: si ostina a imporre la sua politica contro quella dei poteri siciliani e tradizionalmente italioti, invece di fare politica con il popolo (che è la forza), anche con una decisa opposizione e contro tutti. Insomma bisogna partire dal popolo per riuscire nell’autonomia siciliana e non con un potere politico su un’altro, perché il potere prima o poi si riequilibra e poi spazza via tutte le ideologie.
Altresì sono convinto che Lombardo è circondato da diversi problemi e a cedere a poteri italici a cui soccombe (magistratura) perché si è convinto di restare al governo siciliano per il bene della Sicilia, invece, secondo me farebbe bene a mandare tutti affanculo e fare una opposizione serrata con il popolo e mettere in difficoltà qualsiasi governo di qualsiasi colore che sia d’ispirazione nazionale. Insomma si dovrebbero creare le condizioni per costringere qualsiasi partito nazionale a sottostare ad una MPA dei siciliani e non ad un movimento politico siciliano.
ANTUDO
puntare sul ricavo delle accise petrolifere, svincolarci da finiazamenti romani e gestire in proprio tutte le entrate che lo Statuto ci permette. A quel punto potremmo aver il nostro ministro alle infrastruttture e il nostro ministro dell’agricoltura, che si siede ai tavoli internazionali e parla solo per conto della sicilia.
P.S. Via i CINESI dall’ISOLA se non rispettano le nostre leggi!
Condivido la tua posizione, caro amicopaolo. Tu sei davvero concreto. Comincio a dubitare seriamente di Raffaele Lombardo. Appunto, questo volere rimanere attaccato alla poltrona, non mi convince proprio. Le vere conquiste, non vengono dagli scranni dei parlamenti, ma dalla piazza. Lo statuto siciliano non è stato conquistato al parlamento.Fare opposizione insieme alla gente, questa è la grande svolta. Ghandi, non si servì della violenza, eppure predicando la non violenza raggiunse obiettivi mai immaginabili.
giovanni,
noi siciliani siamo un popolo notoriamente ospitale e cordiale per nostra natura. Non siamo razzisti come quelli della Lega Nord e per noi un cinese o francese o tedesco non fa differenza, e se qualcuno non rispetta le regole della democrazia ne paga le conseguenze con i rigori della legge a prescindere se è cinese o occidentale. Invece condivido in toto il tuo ragionamento sulle accise petrolifere che non solo ci spetta di diritto e garantirebbero un maggiore introito di soldi alle casse della Regione Siciliana rispetto a quelli attuali, ma la finiremmo di farci accusare di assistenzialismo quando invece è il contrario, cioè siamo noi che contribuiamo alle spese nazionali.
Mario64,
dubitare di Lombardo mi sembra eccessivo per il semplice motivo che non è facile capire e giudicare un uomo di governo nelle sue condizioni. Condizioni esasperanti per un uomo che si vede attaccato in modo spietato sia in politica quanto nella sua vita privata. Non sottovalutiamo che la sua esposizione politica contro un sistema italiota lo ha messo in contrasto e sulla graticola di una magistratura politicizzata da una parte e contro le minacce di un potere mafioso dall’altra parte.
Situazioni di questo tipo non mi portano a dubitare di Lombardo, anzi lo sostengo, ma non posso non incazzarmi quando non capisce che sta cominciando a sbagliare tutto. Quando non capisce che i siciliani non lo stanno più capendo o cominciano a capire male. Quando non capisce che il potere che lui esercita si dissolverà se sarà travolto da altri poteri. Quando non capisce che per stare con il popolo ha bisogno di fare i referendum siciliani e non raccogliere le firme da presentare a Napolitano. Quando non capisce che è arrivato il momento di sfidare anche la magistratura politicizzata con l’esercizio di un diritto che ha il Presidente della Regione Siciliana che puo richiedere il trasferimento dei giudici che lo inquisiscono per fini politici e che è dimostrato dalle parole del Procuratore del tribunale di Catania.
Come cazzo fa a non capire che se facesse tutte queste cose diventerebbe un’intoccabile perché il popolo siciliano lo vedrebbe e lo venererebbe come una divinità da salvaguardare a qualsiasi costo.