Il rilancio di Termini Imerese con le auto di lusso di Rossignolo
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Nel futuro di Termini Imerese ci potrebbero essere le auto di lusso dell’imprenditore piemontese Gian Mario Rossignolo, il cui piano industriale è “uno dei più seri” tra quelli proposti per il rilancio dello stabilimento siciliano.
Il gruppo di Rossignolo ha in mente la produzione di cinque modelli di auto di lusso “per fare concorrenza a quel segmento di mercato in cui la produzione italiana è inesistente ed è occupato, ad esempio, dai tedeschi”, ha spiegato Lombardo.
In particolare, in Sicilia si prevede la realizzazione di due dei cinque modelli, di media dimensione ma di altissimo livello: “con sellerie fatte a mano, con design di lusso, con buoni motori e con un costo elevato”.
E protagonisti naturalmente saranno tecnici di elevata competenza, come Peter Arnell, colui che ha realizzato l’auto elettrica per Arnold Schwarzenegger, il governatore della California.
Lombardo ha dichiarato che in Sicilia ci sono tutte le condizioni affinché questo progetto abbia successo e che il governo farà la sua parte, ricordando la delibera di giunta che ha autorizzato l’investimento di 350 milioni di euro ma ribadendo che tutti i posti di lavoro dovranno essere salvaguardati, sia quelli direttamente impegnati che quelli dell’indotto.


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Auto di lusso in Sicilia? Bisogna comprendere chi le acquisterà, altri soggetti od i siciliani afflitti più degli altri dalla crisi economica, tranne le categorie privilegiate dei politici, degli imprenditori, dei faccendieri: in un termine, dei ricchi. Magna pars del nostro popolo a stento può permettersi di mantenere la propria modesta autovettura. Cui prodest codesta iniziativa? Salvaguardare i lavoratori di Termini va bene, ma senza far credere che in Sicilia alberghi certa ‘eccellenza’, laddove codesta iniziativa non potrà per necessità della vita reale, riverberarsi sui molti, ma sui pochi che diverranno ancòra più schiavi di Mammòna. Lasciamo perdere la citazione della California: stato degli Usa che, come si dovrebbe sapere, è tecnicamente fallito sotto il profilo economico.
Il Presidente parla, nel video, con alle spalle il Divin Bambino nella mangiatoja: egli nacque povero fra poveri, ma era un Re, ed un Re degli ultimi, degli umili, ancor più degli abbienti. Non faceva discriminazioni. Abbracciava i miserabili, sanava ciechi, storpi, zoppi, non chiedendo nulla in cambio. “Non sono i sani che hanno bisogno della medicina, ma i malati” E, come in altro post mario64 ben argomentava, “E’ più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli”. Non aggiungiamo altro, chi vuol comprendere, comprenda.
Proprio ieri il Cardinal Bagnasco alla prolusione della CEI così argomentava riguardo al lavoro: “L’altro perno essenziale è dato dal lavoro, che è la risorsa, anzi la quota parte minima di capitale fornita dalla società a ciascun cittadino, in particolare ai giovani alla ricerca del primo impiego, perché possano inserirsi e, trovando senso in ciò che fanno, sentirsi utili quali attori di crescita e di sviluppo. È questo lavoro che spesso oggi latita, creando situazioni di disagio pesante nell’ambito delle famiglie giovani e meno giovani, in ogni regione d’Italia, e con indici decisamente allarmanti nel Meridione. Il lavoro, in sostanza, è tornato ad essere, dopo anni di ragionevoli speranze, una preoccupazione che angoscia e per la quale chiediamo un supplemento di sforzo e di cura all’intera classe dirigente del Paese: politici, imprenditori, banchieri e sindacalisti”. Tuttavia il medesimo prelato alla fine chiede di “potenziare le piccole e medie industrie”, senza rendere esplicito l’intervento principe, quello dello Stato e delle Regioni, proprio nei momenti del bisogno, a favore degli svantaggiati (veri, non presunti).
Non resta che ripetere, chi vi crede sinceramente: “Veni Sancte Spiritus, et emitte coélitus lucis tuae ràdium. \ Vèni, pater pàuperum, veni, dator mùnerum, veni, lùmen còrdium…” (Vieni, Spirito Santo, mandaci dal cielo un raggio della tua luce; vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori).
Lavoro da oltre 23 anni nell’indotto fiat(LEAR CORPORATION),e dopo crisi e casse integrazioni continue,spero che finalmente,arrivi questo imprenditore, con veramente la volontà di investire ,per dare lavoro a TUTTI noi che in questa bellissima terra abbiamo investito tanto,e non vogliamo lasciare per emigrare,e sopratutto senza la preoccupazione che col ricatto di chiudere e mandarci in mezzo alla strada,dall’oggi al domani chiuda,e alla fine ci ritroviamo senza FIAT ,E SENZA ROSSIGNOLO !
Raffaele,non mi resta altro da fare,visto che fiat non vuole sentire ragioni,che accogliere assieme a tutti i miei oltre 2000 colleghi Rossignolo,sperando che sul più bello non ci molli,TUTTI QUANTI !
Spero che a valutare le proposte per il futuro delo stabilimento di Termini e dei suoi operai ci sia, oltre ai politici, anche qualche tecnico.
Questo perchè un cambio così radicale di tipologia di prodotto, passare cioè da un’auto di caratteristiche economiche ad una di lusso, non è un’operazione semplice e che si può realizzare in breve tempo.
Oltre ai macchinari cioè, deve essere cambiata anche la “mentalità” degli operatori, che poi dovrebbe sfociare in una professionalità diversa.
E per fare tutto questo, non può bastare un “corso accelerato” di pochi mesi.
Leggo su internet che questo imprenditore ha di recente acquisito il marchio De Tomaso (che fino agli anni 70 produceva vetture sportive ad alte prestazioni e, successivamente, ha acquisito la Maserati realizzando il celebre modello Biturbo nelle sue varie declinazioni) e lo stabilimento Pininfarina di Grugliasco, in provincia di Torino, dove gli operai sono da decenni abituati a realizzare auto fuoriserie.
Insomma, voglio sperare che le intenzioni siano veramente quelle di produrre auto a Termini e non di utilizzare le risorse promesse da Lombardo per rilanciare lo stabilimento piemontese.
Lombardo, attento a non farti (farci….) fregare!
Mi interessa soltanto che, comunque, tutti i posti di lavoro dovranno essere salvaguardati.
Lo stabilimento FIAT di Termini Imerese coincide che minaccia la chiusura durante la presidenza della regione di Lombardo.
I posti di lavoro di tutti i siciliani che ce l’ hanno in crisi dovrebbero essere tutelati prima del posto del presidente che altrimenti farebbe bene ad andarsene a casa prima del tempo e di non farsi più rivedere in giro.
se fossi io il presidente riserverei uno spazio anche al progetto di Simone Cimino “Sunny Car in a Sunny Region”, ed i 360 milioni li vincolerei a progetti di ricerca.
Caro Evarco, ti ringrazio per aver citato il mio commento. Non per senso di vanagloria, ma per l’attenzione prestata a quanto ho scritto. Voglio aggiungere una piccola riflessione al tuo discorso prima di passare all’oggetto del commento. bene dici a proposito del Cristo e della sua attività. Devi considerare la parte più importante della sua missione. Cristo operava gratis!!! Tutto gratis! Non chiedeva onorari ne al momento opportuno voti. Non operava secondo i meriti (portatori di voti) ma secondo i bisogni di ognuno. La grandezza di Cristo è proprio questa : donare senza condizione alcuna (escluso quindi il “do ut des”,della politica più squallida). Allo stesso modo operano i più grandi uomini, convinti che dare dia gioia e misericordia agli occhi del Padre. Scusate,questa non è una omelia, io credo fermamente in ciò che dico. Dopo questa digressione, torniamo all’arduo compito di scegliere un interlocutore valido per Termini. Chi si assumerà la responsabilità di questa scelta, rischia di attirare su di sè l’ira dovuta ad un fallimento del progetto. D’altra parte, davanti a quel popò di capitale, i mosconi non tardano a venire. Certo, siamo contro tendenza, in un periodo di crisi, produrre auto di lusso.In questo momento, i capitali dei grandi imprenditori e finanzieri italiani, si sono notevolmente ridimensionati. Le perdite azionarie in queste ultime settimane sono state disastrose. La gente vive tranquilla e non si rende conto di quello che accade. Siamo di nuovo nei guai. Sembra proprio non voler finire di abbattersi sull’economia mondiale, lo spettro della crisi. Gli scenari futuri a medio termine non sono dei più rosei. Non sò se Rossignolo abbia tenuto in serio conto questo nuovo scenario economico. In borsa, dove scommetti con i tuoi soldi, molta gente si è resa conto della situazione. Una piccola auto è più abbordabile se innovativa. Ho visto i progetti di Cimino, confrontati con le ricerche portate a compimento dalla Renault e prossime al lancio in grandi città del nord, penso sia un poco indietro.
Vorrei ricordare comunque al presidente Lombardo che i posti di lavoro a rischio in Sicilia non sono soltanto quelli relativi allo stabilimento di Termini e dell’indotto.
Attualmente, ci sono anche i 23.000 cosiddetti “precari” che hanno svolto finora attività lavorativa nei comuni e per i quali non vi è alcuna certezza di stabilizzazione o per il rinnovo del contratto che andrà a scadere il 31 dicembre 2010.
Da una parte, Lombardo ha dichiarato che intende eliminare la piaga del precariato, dall’altra però, anche alla luce di quanto sta per essere deciso a Roma, e cioè il blocco degli stipendi dei pubblici dipendenti fino al 2013, si troverà di fronte ad una situazione che può avere devastanti conseguenze qui in Sicilia.
Perchè, se la stabilizzazione di questi lavoratori si farà e, contestualmente, non si potrà contare su nuovi finanziamenti necessari per i loro stipendi, l’unica risorsa da cui attingere è quella con cui attualmente vengono pagati gli emolumenti dei 12.000 dipendenti regionali di ruolo che, tra l’altro, lamentano già un contratto economico scaduto da 4 anni.
Insomma, si profilerebbe quasi una “guerra sociale”….
PARADOSSI ECONOMICI
Se arriva Rossignolo è garantisce per 20 anni il lavoro a tutti gli attuali PADRI DI FAMIGLIA, sarebbe cosa buona è giusta.
Il populismo economico, istintivamente fa credere che, in tempo di recessione il lusso sia bestemmia. Ma, fatto “strano”, accade proprio l’opposto. In tempo di recessione economica, l’alta fascia economica della popolazione sta molto meglio che in tempi d’equilibrio è ostentare il lusso è sinonimo di POTENZA, FORZA, DOMINIO.
Se la crisi durerà parecchio a quanto pare, l’ostentazione del lusso e del possesso d prodotti di nicchia, aumenterà vertiginosamente. quindi che ben venga Rossignoli e……….noi Siciliani approfittiamone!
In che modo? Producendo vini da 200€ a bottiglia ad esempio, e la notte al posto di dormire, pensiamo a creare aziende di nicchia e del lusso made in Sicily.
E mentre scrivo mi viene un idea.
La Regione e l’assessorato al lavoro, retta dall’ottimo Leanza, promuova una sorta di luogo dove cittadini possano studiare assieme a dirigenti di banca ed economisti lo sviluppo di nuove attività economiche di nicchia e dove non si debba combattere con quei malefici CINESI.
Un’idea per un nuovo prodotto di lusso, di nicchia?
Un profumo, testimone delle fragranze dell’isola!
“Parfum de munnizz”…..
Caro Giovanni, vorrei chiederti se segui le notizie di economia giornalmente, se segui le borse valori giornalmente, se conosci e segui le quotazioni dei titoli del lusso giornalmente. Se fai tutto questo, magari accetto quello che tu dici. Se non lo fai, ti consiglio di farlo, prima di azzardare giudizi campati in aria. Anche i cinesi temono per l’economia globale. Ti ho detto tutto.
Vabbè…………..allora come al solito…………stiamocene sdraiati a cazzeggiare a S.G. li cuti, sgrafignamo le pensioni ai nostri nonni, scrocchiamo sigarette agli amici e LAMENTIAMOCI SEMPRE, e poi se qualcuno passa col Mercedes fiammante, diciamogli pure: ahhhhhhh sicuramente è un mafioso!!!!!
@Cico: sei desolante!!!!
Ma possibile che uno scatto di reni non riusciamo a farlo mai, e aspettiamo sempre il messia che arriva da fuori?
@mario64: il lusso statisticamente quando c’è crisi va meglio.
Vai al porto turistico di riposto e toccherai con mano la realtà.
Parla con i rivenditori BOSE e vedi che ti dicono……..
I MALEFICI CINESI: o si adeguano alle nostre leggi o forse è arrivato il momento di mandarli via di notte a notte senza nulla e trattenendoci tutti i loro averi.
Qualcuno mi spieghi, perchè il commerciante siculo, deve fare scontrini, deve avere il consulente e questi nessuno cerca nulla.
Come si fa a non evadere, quando il tuo amico muso giallo, non sa cos’è l’IVA, l’inps, i bolli auto e tutto il resto?
e ti vende la maglietta a 2 eulo?????? Via i CINESI DALLA SICILIA. o niente tasse per tutti.
@Giovanni:
Non sono soltanto i cinesi a vendere merci senza emettere scontrino, mi pare.
Hai visto quel che succede nei mercatini rionali di frutta e verdura?
E poi a me, le poche volte che ho accompagnato mia moglie a comprare articoli di abbigliamento nei negozi gestiti da orientali, lo scontrino lo hanno sempre dato.
Il “problema” non sono gli extracomunitari in genere, ma noi siciliani che, tendenzialmente, se possiamo in qualche modo fregare il prossimo, non ci tiriamo indietro.
Si dirà magari che si è costretti ad evadere le tasse, o comunque a pagarne meno del dovuto, per poter campare, perchè altrimenti non vi si riesce.
Io vedo però in giro troppi Suv, troppa gente seduta a gozzovigliare nei wine-bar e nei locali…. siamo proprio sicuri che questi gaudenti siano tutti in regola con il fisco?
Qualche mese fa hanno arrestato il titolare di un rinomato cantiere nautico che aveva frodato la comunità europea sull’utilizzazione dei fondi concessi per l’ampliamento della propria attività: eppure produceva beni di lusso di cui attualmente sembra esserci una buona richiesta soprattutto dall’estero.
L’istituzione che citi, l’assessorato regionale del lavoro, che dovrebbe fungere da stimolo e da intermediario nell’individuazione di nuove attività produttive in Sicilia, perdonami, ma non mi ha mai ispirato molta fiducia: chissà perchè, ma l’ho sempre immaginato come un luogo poco “limpido”, frequentato da faccendieri ed affaristi interessati ad ottenere esclusivamente finanziamenti e contributi vari.
Caro Giovanni, ti avevo fatto una domanda a cui non hai risposto. Se vogliamo parlare con nozioni di termine, dammi la fonte di questi dati statistici. Il porto di Riposto? Cos’ha di particolare? Sei davvero convinto che è tutto oro quello che luccica? In quel caso, trascorri più tempo a S.G. Li Cuti. Mandare via i cinesi? ma ti rendi conto di quello che dici? Tra una “sparata” e l’altra, hai mai pensato agli accordi commerciali e industriali esistenti? Tali accordi permettono ai nostri beneamati industriali di produrre in Cina a prezzi “stracciati” prodotti destinati al nostro mercato a prezzi “europei”. Comunque i cinesi sono molto furbi.Hanno capito come in Italia, la gente più che alla qualità del prodotto guardi piuttosto alla “firma”. Di conseguenza, compresa l’idiozia degli italiani, hanno approfittato della situazione in senso negativo…