La finanziaria 2010, un documento di grande rilievo e di grande importanza
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Con l’approvazione della legge finanziaria, l’Ars ha dato il via libera ad un documento di “grande rilievo e di grande importanza“, “grazie all’apporto del Partito Democratico e delle componenti stabili della maggioranza, ovvero l’Mpa, il Pdl Sicilia e l’Api”, ha affermato Raffaele Lombardo.
E tra i vari e tanti aspetti da evidenziare, il governatore ha citato le “norme per l’agricoltura, che non si erano mai viste“, “la riduzione dei ticket sanitari e dell’IRAP” e “le zone franche urbane, strumento importante per la crescita”.
Si tratta, perciò, di “una poderosa finanziaria, che muove 800 milioni di euro” e che “affronta il tema del lavoro, non per perpetuare il ricatto politico, bensì per stabilizzare, a costo inviariato, chi lavora alla Regione da molto tempo e a cui si deve assicurare la certezza dell’avvenire”.
Il Presidente ha sostenuto che il governo possa essere molto fiero di ciò che ha fatto, avendo agito col “Piano Casa“, sulle “cooperative edilizie“, sui “rifiuti” e sulla “ripublicizzazione dell’acqua“, individuazioni concrete dell’azione riformatrice dell’esecutivo, che punta allo sviluppo e alla difesa della legalità.
In conclusione, Lombardo ha sottolineato che “la nostra determinazione ci porterà ad andare avanti“, augurandosi che “questa maggioranza si allarghi e si determinino le condizioni affinché si lavori con agilità così da raggiungere traguardi ancora più ambiziosi per l’interesse del popolo siciliano“.


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Che significa, è stato affrontato il tema del lavoro, non per perpetuare il ricatto politico, bensì per stabilizzare, a costo invariato, chi lavora alla regione da molto tempo e a cui si deve assicurare la certezza dell’ avvenire?
Perchè non specifica Staff, chi ritiene lavora da molto tempo alla regione?
Chi lavora da oltre dieci anni e senza contratto come lavoratore ASU nei vari enti locali, rientra tra coloro ai quali sarà assicurata la certezza dell’ avvenire?
E cosa intendete per assicurare la certezza dell’ avvenire?
Già il non essere chiari su questi argomenti delicatissimi si deve intendere necessariamente come intenzione a perpetuare il ricatto politico.
Per quanto poco possa valere il mio parere, peraltro non richiesto, tengo ad esprimere al presidente Lombardo i miei complimenti per la ferma convinzione con cui è riuscito a superare il travagliato percorso dell’approvazione della finanziaria regionale.
Ben pochi avrebbero scommesso su questo risultato.
Occorre rendergli atto di una non comune abilità e astuzia politica, prerogative che gli hanno permesso di raggiungere questo obiettivo: molto probabilmente quella approvata non è la legge di bilancio migliore in assoluto, ma certamente è la migliore che si poteva ottenere con questa “maggioranza”.
Da parte nostra, non possiamo fare altro che aspettare e sperare: sarà il tempo a dirci se effettivamente era quella giusta.
Me lo auguro soprattutto per tutti quei siciliani che ancora pensano che il governo regionale serva per cercare di farli vivere meglio e non per assicurare poltrone e privilegi.
Non è forse vero che, se non fosse stato approvato il bilancio entro il 30 aprile, tutti i parlamentari regionali sarebbero andati a casa e, per giunta, senza pensione?
Pare si stia pensando a stabilizzare i precari. Nulla in contrario, per carità!! Ma gli altri? Tanto per intenderci, coloro che non hanno avuto la fortuna di essere inseriti come precari (come sono entrati i precari?) resteranno a guardare? La verità è che si sarebbero dovuti creare dei posti non stabili, ma precari (sicuri) con avvicendamento in turni rotativi semestrali. Anche gli ex art. 23 nacquero con questo obiettivo, ma successivamente, per tutelare le clientele, l’avvicendamento non c’è mai stato. Un altro aspetto del lavoro precario da preservare è il diritto di coloro che operano presso enti con contratto legato a cooperative , di avere precedenza (effettiva) nel cambio di gestione del servizio. Altrimenti, la difficile vita di un precario, all’improvviso si trasforma in un incubo. Dobbiamo percorrere un cammino guidato verso l’occupazione certa(per quanto possibile). Seguire un percorso che porti non soltanto alla stabilizzazione dei precari del passato, ma alla creazione di nuova occupazione. Se si pensasse un pò di più agli over 40, sarebbe una cosa giusta e solidale. C’è un’età in cui si viene tagliati fuori dal mondo del lavoro. Riprendere a lavorare diventa quasi impossibile. Non è giusto e morale tutto ciò. Mi fa venire in mente gli albori dell’industrializzazione, quando i figli ancora piccoli venivano ingaggiati per lavorare ed i loro genitori venivano licenziati ed esclusi dal mondo del lavoro. Il caro On. Raffaele Lombardo, quando è tediato dai suoi impegni quotidiani, ritagli un pò di spazio per affrontare “realmente questi problemi”. La solidarietà è una bella cosa, ma se rimane lì, non porta frutto alcuno. Scambiare due parole con un amico in difficoltà, non ci esimia dal pensare di venire “seriamente” in suo aiuto. Mi pare, un tale San Paolo dicesse che se incontri un fratello affamato, non puoi dirgli soltanto: fratello vai in pace. Il dono della carità di Cristo (se ancora nel cuore di un certo qualcuno alberga o sia mai albergato)ci chiede più di questo. Naturalmente, ognuno è libero di fare la propria scelta. Nessuno è obbligato al bene, caro Raffaele Lombardo!!!
La Sicilia ha bisogno del contributo di tutti noi Siciliani, ognuno deve fare la sua parte, piccola o grande che sia. Abbiamo un Parlamento e uno Statuto Speciale, ma non abbiamo una reale autonomia nè politica nè economica e questo si concretizza nella più totale ambiguità, ma se vogliamo costruire qui il nostro futuro è necessario uscire dala colonizzazione culturale che ci ha portato a permettere che la Sicilia venisse rapinata e abbandonata. Riprendiamoci questa terra ricca e meravigliosa che la Siclia e con essa la nostra dignità di popolo e Nazione.
Caro Gaetano, la storia ci insegna che il clero ed i nobili del tempo, per entrare in possesso di nuove terre e fondare nuove dinastie, “inventarono le guerre sante, al grido di : Dio è con noi!. Ma noi sappiamo come sono andate le cose…Oggi, nel 2000….
Il pericolo maggiore di assegnare alla società un valore più alto di quello di un individuo, l’azzardo di incoraggiare le persone a identificarsi innanzitutto con un gruppo, portano inevitabilmente a far sì che una persona trasferisca il biasimo derivatogli dai propri difetti a quel gruppo lì. Infatti, se uno cerca nella società la propria identità e la propria realizzazione, di sicuro reputerà la società responsabile anche per quanto riguarda le proprie insoddisfazioni, la propria mancanza d’identità, i propri insuccessi, la propria alienazione. E ciò è l’apoteosi del comodo, signore e signori. È la soluzione a tutte le frustrazioni dell’uomo: grazie alla furba invenzione della società, dell’appartenenza ad un gruppo, l’uomo può in ogni modo e momento scrollarsi di dosso quel carico di biasimi che altrimenti lo farebbe sentire un fallito, una nullità.
Ma l’uomo è l’artefice della propria felicità. Eventi e circostanze trovano la loro origine in noi stessi: sono i germogli di semi che noi abbiamo piantato. Che dunque l’uomo sappia come egli si lamenta della disposizione delle circostanze, perché è la propria disposizione che egli biasima. Una persona saggia, che conosce e segue senz’ambagi le infallibili leggi della Natura, si rifiuta di biasimare gli altri, o le circostanze, o la società, per i suoi insuccessi. L’uomo saggio sa che i propri fallimenti derivano da lui, e da lui solamente vuole anche risolverli. Per cui, se la società non può essere biasimata per ciò che “va male”, per legge d’equilibrio non possiamo neppure coprirla di lusinghe per ciò che “va bene”. Cosa rimane da fare, quindi? Considerare l’individuo. Che ciascuno sia dunque la propria società, dico io. Che ciascuno sia il capo del proprio stato. Che ciascuno sia allo stesso tempo il giudice e il carceriere di se stesso. Che ognuno, infine, prenda le sue decisioni secondo la maggioranza di se stesso.
Se noi uomini ci rendessimo conto, capissimo cioè in coscienza, che ciascuno è l’artefice della propria felicità, e quindi di fatto anche responsabile di tutto ciò che gli capita; e se inoltre, compreso ciò, cominciassimo a lavorare su noi stessi per migliorarci, solo allora, signore e signori, potremo sperare di migliorare anche la società in cui viviamo. Perfino Concord* potrebbe migliorare.
Henry David Thoreau
*la Sicilia
Sig. Presidente, complimenti per la “tenuta”, anche per avere evitato di privatizzare l’acqua, pur seguendo la maratona, non ho capito se è stato creato il dipartimento forestale con l’accorpamento dell’azienda e del corpo forestale.
Avrà la compiacenza di aggiornarci.
Ringrazio anticipatamente.
Caro Gigi, ho letto in vita mia tante idiozie, provenienti da correnti filosofiche di vario genere, ma questa dissertazione di Henry David Thoreau, mi disgusta profondamente per la sua sterilità. Meglio affermare che l’uomo fa la storia e la storia fa l’uomo, secondo un meccanismo di interazione. Questo principio è fondamentale per arrivare ad una visione concreta e profonda della realtà.
Mi pare, non si trovi facilmente il testo integrale dell’ ultima finanziaria dell’ assemblea regionale siciliana – anno 2010 – 2011.
Se qualcuno ha la possibilità di farla vedere la citata finanziaria che in questo sito internet “Raffaele lombardo “, dal 1° maggio 2010 dichiara approvata.
Hai ragione! Mario64, meglio affermare che l’uomo fa la storia e la storia fa l’uomo, secondo un meccanismo di interazione. Questo principio è fondamentale per arrivare ad una visione concreta e profonda della realtà.
Non credo che agire in propria difesa, querelando organi di stampa possa servire a dare luce alla propria integrità politica e morale. Lo trovo invece, un gesto inopportuno. Agire in giudizio per questi motivi, non rende alcuna giustizia. Il giudizio di un magistrato può lasciare nella gente il tempo che trova. Ho ascoltato sentenze di giudici andare contro lavoratori sfruttati e dare ragione al più forte. Il giudizio di un giudice, peraltro passibile di discordanza con quello di un altro, non è una garanzia. Siamo proprio certi che certi individui assolti, siano davvero innocenti? La legge li ha giudicati tali. La legge non è infallibile e in certi incresciosi casi,nemmeno incorruttibile.
mario64,
e allora? E se uno viene diffamato a mezzo stampa che deve fare.
P.S. condivido il tuo pensiero sulla giustizia italica
Per Filomenoa: Il testo della finanziaria integrale lo troverai in gazzetta ufficiale regione siciliana (www.gurs.it)…ad oggi salvo i video ed alcune parti pubblicate sui giornali non si trova altro…potrai altresì leggere il resoconto stenografico provvisorio dei lavori d’aula…ma li si possono rilevare i singoli articoli, gli interventi………..e gli atteggiamenti camaleontici di taluni deputati pdl e udc che da un lato facevano ostruzionismo tramite miriade di emendamenti…poi li ritiravano…ed in ultimo votavano a favore….salvo dichiarare alla stampa che la finanziaria e il frutto del ribaltano e dell’inciucio….Vergogna……dovrebbero vergognarsi di certe dichiarazioni….dopo che più di un’articolo e più di una modica proposta proprio dal Pdl e dall’udc sono stati approvati per far si che lo strumento finanziario abbia una valenza universalmente condivisa da tutte le forze politiche in aula, senza discrimine…
LA NOVITA’ INFATTI è stata rappresentata dalla condivisione con cui l’aula ha approvato il docunmento di programmazione e l’equilibrio e la compattezza dimostrata rispettivamente dal Presidente Cascio e dal Presidente Lombardo. Grazie
Certo Presidente, bisogna aiutare Don Di Noto per migliorare la nostra società, e da quanto emerge è stato penalizzato dai finanziamenti concessi alle Onlus, quindi bisogna recuperare al più presto.
Buon lavoro e au revoir.
Caro Presidente,
ero alla conferenza stampa di jeri pomeriggio (Catania palazzo ESA), e nel registrare ciò che Lei ha detto sui dettagli della finanziaria regionale, donai attenzione rilevante all’uomo, per trarne un breve ritratto psicologico, ad uso del lettore.
Un uomo solo, fortemente desideroso di solidarietà prettamente umana, animistica. Dietro la maschera, dietro la facciata del forte uomo politico, cipiglio estremamente deciso, tono fluente e modulato senza sbavature, emerge la solitudine plastica del capo che sa di aver ricevuto, e di doversi difendere, da minacce fisiche: tre omorni della sicurezza, dallo sguardo rutilante, lo circondano incessantemente, mentre egli incontra i noti (e siamo noti non solo fra noi, ma all’anagrafe dell’Ordine e delle forze di polizia) volti de’ giornalisti i quali gli pongono le del resto consuete domande. Vi è, si percepisce, più che del vero, nelle voci di minacce ricevute non solo da lui, in codesto clima torbido nel quale si vive. Stile militare, quello di Raffaele Lombardo: cronometrico, venti minuti di ininterrotto eloquio, dieci minuti per rispondere alle interrogazioni della stampa senza telecamere, esattamente cinque minuti per le domande alle TV. Nient’altro. Solo tre sorrisi, di cui l’ultimo ad un frequentatore del “suo blog”, di cui egli manifesta evidente compiacimento e desiderio di maggiore diffusione. Non è colpa né difetto poco sorridere -anzi: ‘risus abundat in ore stultorum’-, però è codesto un segno del dramma cosmico, di percezione indescrivibile del celato, dell’ignoto.
Oltre la camicia rosa priva di cravatta, lo stile elegante ed informale, v’ha quella apparente tranquillità dell’uomo politico che scevera dati, assicura grandi risparmi (e più grandi nel futuro…), sottolinea con chirurgica precisione l’importanza del denaro nell’attuale frangente sociale. Egli tuttavolta appare lontano, per molti versi, dalla realtà del vivere quotidiano. E’ emerso dalle stanze di lavoro ed ivi è ritornato, segno evidentissimo di una instancabile costruzione: ma anche dimostrazione della limitazione di quella libertà -intesa nel senso comune- la quale, coloro che lo ascoltavano, poco dopo godettero nel passeggiare per le vie serenamente, mentre a lui tale atto sublime è negato, per le ragioni che si conoscono. L’incomunicabilità: come si posson trasmettere a lui, che dovrebbe essere la cuspide della piramide, le esigenze della ‘base’ ovvero del popolo, senza incontrare asperità, mediazioni terrifiche, ostacoli a volte insormontabili? E’ una quaestio da risolvere, se si vuole sul serio costruire un movimento reale, ancorato alla gente vera e non a fantàsime.
Pochi giorni fa, a Malta, Papa Benedeto XVI ha pianto innanzi alle vittime di abusi da parte di preti: è un segno importante che l’uomo, se vuole, può scendere dai dorati scranni e destare sentimenti nascosti, che lo fanno sentire umile fra umili, dolorante fra doloranti, servo inutile fra inutili servi. Non erano lacrime di coccodrillo: poteva evitare quel tristo incontro. Giovanni XXIII a volte letteralmente scappava dal Vaticano, per godere un pezzettino di quella libertà che, da Pontefice, perdette per sempre. Non si può chiedere magari ciò ad un uomo politico: ma che purtuttavia non perda dalla sua rotta illuminata i valori autentici del Vangelo, che sono poi quelli del comune battesimo, lo si deve invocare. Ed il Vangelo impone l’ajuto al misero, l’obbligo di alleviare le sofferenze dei fratelli: un termine che il Presidente Lombardo ha usato per il saluto del capodanno 2010. “Di che reggimento siete, fratelli”, esclamava Ungaretti: oggi potremmo dirlo dei nostri, silenziosi, bisognosi: il reggimento è divenuto legione, è infinito. E devesi distinguere dai falsi poveri, dai falsi profeti: dai farisei. Ed il Vangelo impone di rinunziare ai fastigi di Mammòna: il denaro. Bene il risparmio, ma non si possono chiedere sacrifizi (sacrifizio è anche non dare…) a chi ha già poco. Donare a chi ha poco con dignità, levare senza pietà a chi ha il superfluo. “Date senza speranza di riavere”, è sempre voce evangelica. La grande politica, se vuole, lo può fare. Lo fece Giorgio La Pira, che era siciliano di Pozzallo, a Firenze in anni non lontanissimi: lo può fare hic et nunc Raffaele Lombardo?
Si escì dall’incontro, del resto un normale incontro di lavoro fra operatori dell’informazione e colui che in questo frangente veste il ruolo di vertice della politica regionale in Sicilia, compiaciuti nel riscontrare la umanità evidente, celata dai (non difficili da superare) veli del carattere dell’uomo, ma intristiti dall’altrettanto evidente senso di isolamento che circonda il nostro rappresentante, calato in un profilo il quale, volente o nolente, è autolimitante nel rapporto còlla realtà che in ogni modo lo circonda. Si confida nella formazione cristiana dell’uomo, e nel retroterra che ne può scaturire, per il bene della Sicilia e del suo futuro. “Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma mettete alla prova gli spiriti se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti nel mondo. Da questo conoscete lo spirito di Dio: ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto in carne è da Dio, e ogni spirito che non confessa Gesù non è da Dio ed è quello dell’Anticristo, di cui avete udito che sta per venire e ora è già nel mondo. Figliuoli, voi siete da Dio e li avete vinti, perché è più grande colui che è in voi di colui che è nel mondo; essi sono dal mondo, perciò parlano secondo il mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: colui che conosce Dio ci ascolta, colui che non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore” (Dalla prima lettera di Giovanni, 4, 1-6, vers. Bibbia concordata, 1982).
@ emanuele
Tu già l’ hai trovata pubblicata la finanziaria dove hai detto che si troverà pubblicata?
@Evarco:
Nessun medico ha prescritto a Lombardo di candidarsi a diventare presidente della regione: penso che lo abbia fatto per libera scelta, ben consapevole del fatto che, se fosse stato eletto, la sua vita sarebbe cambiata, a cominciare dal rinunziare a delle semplici passeggiate.
E nemmeno deve sorprenderci la presenza, attorno a lui, di “angeli custodi”: da tempo, ormai, i presidenti della regione siciliana girano scortati.
Semmai, ci sarebbe da chiedersi quanto costa questa sorveglianza e, soprattutto, chi la paga.
Mi risulta che a palazzo d’Orleans ci sia un presidio di polizia in servizio 24 ore su 24, anche quando il presidente non è in sede: anzi, sembra che esista una cosiddetta “batteria” di dipendenti regionali sempre presenti, anche la notte e i giorni festivi, così come i famosi “giornalisti del presidente”….
Infine, sarei proprio curioso di sapere chi sia stato il “fortunato” frequentatore del blog beneficiario di uno dei pochi sorrisi del presidente: dato che egli dichiara di compiacersene e anzi ne auspica una maggiore diffusione, perchè ogni tanto non vi interviene personalmente?
Forse capiremmo tutti qualcosa in più dell’uomo-Lombardo.
evarco,
questo si che è un bel sermone, no quelli che vengono a casa mia con il Vangelo.