La Corte Costituzionale nega le imposte alla Sicilia
16 commenti“La Corte costituzionale, con la sentenza n.116 depositata in cancelleria il 25 marzo, ha negato il diritto della Regione Siciliana a percepire il gettito dei tributi erariali, spettanti alla Regione secondo il suo statuto, il cui presupposto impositivo si realizza in Sicilia. Secondo la Corte, invece del criterio del luogo della manifestazione della capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta, deve seguirsi, ai fini della determinazione della spettanza del tributo, il criterio del luogo di riscossione”.
Lo ha reso noto Raffaele Lombardo, aggiungendo che: “Secondo questo criterio, seguito dalle amministrazioni finanziarie dello Stato, si realizzano esiti paradossali. Le ritenute d’acconto, operate dalle amministrazioni dello Stato o da altri enti pubblici con sede fuori dal territorio regionale, su stipendi ed altri emolumenti corrisposti a favore di dipendenti o altri soggetti che abbiano espletato stabilmente la propria attività lavorativa in Sicilia, non saranno attribuite alla Regione. Egualmente la Regione sarà privata dell’IVA sulle operazioni imponibili il cui presupposto si realizza in Sicilia, ma che, in relazione alla residenza fiscale del soggetto passivo dell’imposta, viene riscossa al di fuori del territorio siciliano”.
“È evidente come, in questo modo”, ha proseguito Lombardo, “la Regione non potrà ottenere le risorse che le sarebbero spettate secondo un lettura lineare del suo statuto. Somme superiori ad un miliardo di euro, indispensabili per fare fronte agli oneri finanziari che deriveranno dal trasferimento alla Regione di nuove, ampie competenze amministrative, in attuazione del disegno federalista costituzionalizzato dallo Statuto siciliano e dalla riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione approvata nel 2001.
Ciò che sorprende, nella decisione della Corte, è la sottovalutazione della norma di attuazione dello statuto secondo cui nelle entrate spettanti alla Regione sono comprese anche quelle relative a tributi maturati nell’ambito regionale che affluiscono, per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori del territorio della Regione. La sentenza supera la precedente giurisprudenza costituzionale che ha sempre affermato il criterio del luogo della manifestazione della capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta (sentenze nn. 306/2004 e 138/1999).
Certamente, la Regione Siciliana, anche in questa occasione, non può che prestare ossequio alle decisioni della Corte costituzionale, ma non può fare a meno di rilevare la gravità della situazione finanziaria in cui si trova e che è destinata ad aggravarsi in assenza di meccanismi di riequilibrio come quelli prospettati dalla Regione davanti alla Corte”.
Inoltre, il Presidente della Regione ha sottolineato che “nessuna tolleranza deve esistere per gli sprechi e le inefficienza della spesa pubblica regionale che in passato ci sono stati, ma, da tempo la Regione ha intrapreso la strada del risanamento finanziario, del contenimento dei costi, della ricerca dell’efficienza, come dimostrano i lusinghieri risultati ottenuti con l’attuazione del “piano di rientro” in Sanità. Ora che si sta seguendo la difficile via del risanamento finanziario e la scelta univoca a favore dell’efficienza, del merito, della lotta al parassitismo, i siciliani non possono essere oltremodo penalizzati per le scelte dei governanti del passato“.
Senza adeguate risorse c’è il rischio di un aggravamento della crisi finanziaria che attanaglia gran parte dei comuni e rischia di provocare il blocco dei servizi pubblici essenziali. In un periodo in cui la crisi economica globale sta producendo i suoi nefasti effetti sul debole tessuto produttivo siciliano, com’è evidenziato in modo eclatante dalla vicenda della Fiat di Termini Imerese. Una classe dirigente che abbia senso di responsabilità ed abbia a cuore la coesione sociale e la pace interna, dovrebbe affrontare con equilibrio e prudenza questa difficile situazione“.
Infine. il presidente si è rivolto “all’autorevolezza morale e istituzionale del nostro Presidente della Repubblica, affinché, nel suo ruolo di rappresentante e di garante dell’unità nazionale, possa richiamare tutti i soggetti investiti di responsabilità pubbliche a considerare con animo più equanime i problemi del nostro Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia, affinché si eviti il rischio, che vedo grandissimo, della disgregazione del Paese e di una conflittualità sociale ingovernabile“.



Repubblica Sicilia: i possibili schieramenti per le regionali di ottobre ilVelino/AGV NEWS (Comunicati Stampa) Ma l'attesa è quella del verdetto del giudice sulla vicenda giudiziaria che vede […]
Termini I.: incontro Lombardo -Passera alle 18h00 al Mse Borsa Italiana Il tavolo, spiega l'ufficio stampa della Regione Siciliana che sara' rappresentata dal governatore Raffaele […]
di Sicilia LiveSicilia >> Politica > GOVERNO. Il rimpastino è già partito Di ... Live Sicilia “È il momento della politica”, ha scritto il tecnico entrato in giunta per ultimo, in un […]
E ci sono voluti 60 anni di (dis)applicazione dello Statuto regionale per capire che lo Stato non rinunzierà mai alle imposte “raccolte” in Sicilia?
Già in passato altri avevano tentato questa strada, illudendo il popolo siciliano con vane rivendicazioni, tutte prive di esito.
Addirittura il precedente presidente aveva messo in bilancio somme simili come già disponibili e che invece, puntualmente, non sono arrivate.
Bisogna mettersi il cuore in pace e cercare altre forme di tassazione.
Ad esempio, perchè non si quadruplicano (o quintuplicano….) i canoni di attingimento delle acque sotterranee oltre una certa soglia, quindi “lasciando in pace” i contadini per le irrigazioni dei loro campi ma “colpendo” invece le multinazionali delle acque minerali che vengono in Sicilia a rilevare le piccole aziende (vedi ad esempio la Nestlè-Acqua Vera con la sorgente Santa Rosalia)?
I canoni attuali sono ridicoli e i grossi produttori ne approfittano: vengono qua, rilevano stabilimenti, decuplicano la quantità di acqua attinta (tanto pagano una miseria), contribuiscono ad impoverire le falde acquifere per cui magari fanno seccare i pozzi di tutto un comprensorio e noi stiamo a guardare.
Anzi, poi compriamo proprio quell’acqua al supermercato perchè è quella che costa meno!
Per potere dare un commento al post odierno intendo riportare di seguito integralmente l’ articolo 37 dello statuto regionale siciliano.
Articolo 37 par. 1 ):
Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’ accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.
par. 2 ) : L’ imposta relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli orgaqni di riscossione della medesima.
L’ impresa finanziaria o assicurativa non è impresa commerciale o industriale.
Riconvertire i poli petrolchimici di Milazzo, priolo e Gela. La Sicilia non sia mai più la pattumiera d’Italia.
Caro Lombardo,
non capisco il suo stupore e tantomeno il suo atteggiamento remissivo in una sentenza che “la Corte Costituzionale” attua come volontà politica e non “Costituzionale”.
Se “Lei” come Governatore della Regione Siciliana, come leader di un partito autonomista e come cooprotagonista del Partito del Sud – insieme a Micciché – organizzereste una mega manifestazione con presidio permanente nei palazzi del Governo romano, affinchè una volta e per tutte ci prenderebbero in considerazione politica, invece di lamentarci sempre in modo sterile e in posizione prona. Anche perché alla Lega si sono convinti che a noi piace così e forse ci godiamo pure.
Lombardo, se è veramente un siciliano per i siciliani questa è un’occasione da non perdere in tutti i sensi.
Certamente, la Regione Siciliana, anche in questa occasione, non può che prestare ossequio alle decisioni della Corte costituzionale,
PERCHE’?
Perchè non contestare per la cancellazione illeggittima dell’Alta Corte? Sicuramente ci si potrà appellare ad un qualche tribunale dell’Unione Europea.
gigi,
come perché? Non lo sai? Te lo devo spiegare io? Ok!
Berlusconi è uno che gli piace darla -insomma – è uno che caccia e Bossi ha 25 anni che dice che c’e l’ha duro.
Per rispondere alle esigenze della natura e dei ruoli che essa impone, con chi pensi che potevano immagginarsi come “alleato” Presidente in Sicilia?
Spero che Lombardo non si limiti più a spiegargli che avevano capito male ma che sfrutti questa circostanza per dimostrarglielo e spiegarsi bene con chi lo accusa di opportunismo sicilianista.
P.S. Il tutto con delle battaglie contro un sistema avverso alla Sicilia e non contro Berlusconi
gigi,
ci sono molti mezzi legali e altrettante sedi Istituzionali per discutere le nostre ragioni, oramai pluri tradite, calpestate e che rispondono ad un sistema che ci avversa per continuare a destinarci ad un neocolonialismo italico. Sono convinto che la nostra unica possibilità è politica e nella politica.
Voglio vedere ORA cosa farà il ministro Miccichè,fiduciario di berlusconi,se si farà valere per la Sicilia,in quanto a Roma tutto va bene quando la Sicilia la inquinano,facendola diventare una pattumiera,ora anche con le centrali nucleari che vogliono portare,che Zaia è vota a favore purchè non si mettono nel territorio di casa sua,nel Veneto,e noi con tutto il sole che abbiamo qui,con le centrali eoliche e i pannelli solari,possiamo produrre energia a sufficienza,per noi Siciliani e per l’Italia.Invece,leggo che vogliono uccidere principi dell’Autonomia in Sicilia ,perchè ”La Corte costituzionale, con la sentenza n. 116 depositata in cancelleria il 25 marzo, ha negato il diritto della Regione siciliana a percepire il gettito dei tributi erariali, spettanti alla Regione secondo il proprio Statuto, il cui presupposto impositivo si realizza in Sicilia. Secondo la Corte, invece del criterio del luogo della manifestazione della capacità contributiva del soggetto passivo d’imposta, deve seguirsi, ai fini della determinazione della spettanza del tributo, il criterio del luogo di riscossione”
Complimenti alla Corte Costituzionale,e a chi la manovra !
Cimino dice:
La mortificazione dell’Autonomia siciliana inizia con la scomparsa dell’Alta Corte, prevista dalla Statuto siciliano, ma mai attuata.
Che si fà?
Cimino e Lombardo parlano a vanvera. Lombardo ha il potere di nominare i membri dell’Alta Corte. Perche’ non lo fa?
marco1973,
per il semplice motivo che l’Alta Corte non esiste più
per fortuna la Corte Costituzionale ha negato altre vagonate di miliardi alla sicilia, e nessuno mi venga a dire, ci spettavano.. alla sicilia i soldi spettano come la droga a un drogato..
I siciliani, indirettamente non avrebbero visto nessun beneficio, e parliamo di qualche decina di miliardi di euro l’anno, la sanita’ avrebbe fatto ugualmente schifo, cosi come le scuole, le infrastrutture di trasporto, la distribuzione idrica, non sono i miliardi in piu’ che fanno, ad esempio buona la sanita’.. o le infrastrutture, ci sono regioni, che non hanno nessun statuto speciale, che non hanno nessun allattamento dello stato, eppur hanno, ad esempio una sanita’ decente..
In Lombardia, nel comune di vimercate, in meno di 3 anni hanno costruito un ospedale da 500 posti….