Il Prof 2010 non si fermerà
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“Il Prof 2010 non si può fermare. Ci vuole una legge. Era una proposta colta dall’assessore Mario Centorrino (da sottoporre al confronto coi sindacati e gli operatori) ma tecnicamente impossibile”.
Questo l’annuncio di Raffaele Lombardo sulla formazione in Sicilia, che quindi “non si bloccherà di punto in bianco“.
Tuttavia, “bisognerà lavorare per modificarla radicalmente“, “anche se non sarà facile, perché ci sono molti interessi in campo“.


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Abbiamo il più ricco patrimonio archeologico, storico, culturale e momumentale, ma questi beni sono quasi sempre difficilmente fruibili o chiusi del tutto e spesso gli operatori, quando ci sono, non possiedono alcuna professionalità, mentre di contro si spendono miliardi per finanziare corsi di formazione, ma l’unico obbiettivo che sicuramente viene raggiunto è il pagamento di stipendi agli operatori e guadagni per le società di formazione.
Perchè non utilizzare tale enorme risorsa finanziaria per formare l’enorme massa di precariato gia stipendiato dalle casse regionali al fine di qualificare e valorizzare al massimo l’offerta turistica?
Ottimo, presidente! Decidere di mettere mano sulla formazione è una buona cosa per evitar gli sprechi. Sono certo che sarà modificarla a dovere.
E’ un avventura quella dell’ attuale governo regionale siciliano, senza una mera visibile maggioranza in aula.
Quanti fantasmi nel campo della formazione professionale e chi comanda, nel settore da decenni, ne sa qualche cosa perchè è proprio Lui uno dei fondatori del sistema dei fantasmi anche nella formazione professionale.
Ancora 3 anni e poi dovrà fermarsi necessariamente: dopo quella data, infatti, verranno a mancare i finanziamenti europei, o almeno si ridimensioneranno completamente, e allora sì che non ci saranno più soldi per sprechi, clientele e faccendieri.
Speriamo solo che la Regione Siciliana non fallisca prima.
Per qualunque scuola di specializzazione si paga. chi frequenta un corso vero vuole pagare, meglio se poco, e ricevere una formazione. pagare anche i corsisti mi sembra una cosa assurda. Se si pensa a questa struttura come qualcosa che deve funzionare comunque, se non altro come ente di assistenza, sicuramente si sbaglia. Meglio allora sarebbe riconoscere a chi ne ha diritto un reddito di cittadinanza. Tra l’altro coniando una moneta locale costerebbe molto poco.