02 mar 2010

L’impugnativa del Cdm, “Mai successo”

scritto da Staff 7 commenti

lombardo1

Dopo la diffusione delle prime notizie provenienti da Palazzo Chigi sull’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana, è intervenuto Raffaele Lombardo:

“Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Fitto, avrebbe disposto l’impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la Giunta regionale di Governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni.

Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del Ministro Fitto. Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%.

Se le notizie trovassero riscontro, saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneità al sistema istituzionale.

Infatti, secondo quanto prevede l’art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto.

Ebbene, l’art. 9, comma 8, della l.r. n. 10/2000, come modificato dalla l.r. n. 19/2008, prevede che la percentuale di dirigenti esterni che possono essere nominati dalla Regione siciliana sia pari al 30% dei posti di dirigente generale disponibili in organico e, dunque, in presenza di una norma regionale espressa, la norma statale non può trovare applicazione.

Peraltro, la legge regionale è stata positivamente vagliata dal Commissario dello Stato, che in Sicilia non è il Commissario del Governo, e, dunque, deve ritenersi perfettamente conforme alla Costituzione.

Inoltre, posto che il conflitto si svolge a livello di legislazione statale e regionale (con prevalenza di quest’ultima: lo Statuto ha infatti rango di legge costituzionale), lo strumento del conflitto di attribuzioni è inidoneo allo scopo, essendo relativo, nel frangente, ai conflitti fra Organi dello Stato e fra Regioni che si svolgano mediante atti che non siano espressione di potestà legislativa”.

7 Commenti a “L’impugnativa del Cdm, “Mai successo””

  1. filomenoa scrive:

    Non sono in grado di dare un opinione su tutto il contenuto del post odierno scritto da Staff.
    Però posso dire che dello statuto regionale siciliano risultano attualmente inapplicati vari articoli, per quanto concerne il rapporto ARS O GOVERNO della regione Sicilia e governo centrale o stato.
    Mi domando perchè tanta contrarietà se il governo non è d’ accordo su nomine del governo regionale e nessuna contrarietà, per altre inapplicazioni dello statuto regionale siciliano.
    Certo questo è il governo delle nomine importanti come pure diceva anche Cuffaro qualche mese fa.
    E’ chiaro che sarebbe politica la posizione del governo centrale e non è proprio Lombardo quello che potrebbe chiedere legalità.
    E poi ultimamente appare palese che Lombardo vorrebbe andare ancora più a sinistra di dov’ è e quindi ogni occasione sarebbe buona, per giustificare ulteriori suoi spostamenti a sinistra.

  2. mario64 scrive:

    Ogni fatto, può avere non avere una univoca chiave di lettura. La mia, tende a mettere al centro della questione il tentativo di Lombardo di spostare Miccichè verso di Lui, e magari scorporarlo dal Pdl nazionale. Fintanto che Miccichè, col benestare del suo “secondo padre” si fa strada in Sicilia col suo partito, per respingere l’ostilità delle altre frange del Pdl che lo vogliono soffocare, tutto va bene. Ma, attenzione, se qualcuno cerca di far saltare il fosso a questo signorino, c’è pericolo che qualcun’altro si arrabbi. Sarebbe come strappargli un pezzo di carne. Chi ha vissuto all’ombra di questi grossi personaggi, non può staccarsene senza destare gran clamore. Attento a chi si prefigge questo intento. Non avrà vita facile, per quanto possa contare, almeno per il momento sul sostegno di “parte” del Pd, non avrà più vita facile. Una cosa sono i “lealisti” ed una cosa è il “premier “. Non è la prima volta che, cercando di fare il passo più lungo della gamba, qualcuno sia caduto. le cadute non vanno dimenticate, perchè sono monito per non ripetere l’accadimento. Con affetto da parte di un amico poco considerato.

  3. Cico scrive:

    Sostenere la tesi della potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale, in questo caso, non mi sembra molto convincente.
    La maggioranza dei siciliani sa quali siano in realtà i criteri con cui vengono effettuate certe nomine (che poco o nulla hanno a che fare con il merito e la competenza “esclusiva”) e, anzi, avere aumentato il numero dei dirigenti esterni contrattualizzati a fronte di quello troppo elevato dei dirigenti interni già a libro paga, credo sia stato un grosso errore politico del presidente.
    Una qualunque brava massaia casalinga sa che non si può spendere più di quanto si guadagna, pena il fallimento del bilancio familiare: sembra che questo concetto, semplice ma fondamentale, risulti particolarmente difficile da comprendere da parte dei nostri governanti.

  4. [...] la diffusione delle prime notizie provenienti da Palazzo Chigi sull’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana, ecco il commento di Raffaele Lombardo. [...]

  5. filomenoa scrive:

    @Staff
    Lei ed evidentemente Lombardo sostenete che la giunta regionale di governo e non l’ ars, ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni.
    Di seguito sostenete che la regione siciliana ha potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale, nel rispetto dell’ articolo 14 dello statuto regionale siciliano.
    Mi pare che il provvedimento è del governo e non dell’ ars.
    L’ articolo 14 dello statuto regionale siciliano parla dei poteri dell’ ars e nei limiti delle leggi costituzionali dello stato.
    Pertanto se il provvedimento è del solo governo regionale siciliano senza approvazione dell’ ars, è del caso che non valeva la pena discuterne dal punto di vista della legalità sociale e autentica, visto che l’ autorità giudiziaria italiana è al 156° posto nella classifica mondiale per funzionamento e Lombardo pensa solo a sperperare soldi per nomine importanti e costose ed a vietare le assunzioni a tempo determinato nella pubblica amministrazione in Sicilia tramite i centri per l’ impiego, per la sopravvivenza dei disagiati.

  6. evarco scrive:

    Complimenti al Presidente per aver usato, nell’intervista del video, il termine ‘ascarismo’, desueto ma estremamente denso di significati, antichi e moderni. Tale parola ha sapori lontani, d’Oriente: allora erano guerrieri orgogliosi, adesso ha assunto connotati disgustosi. Difenda egli l’onore del popolo siciliano, non tanto tuttavia attraverso codeste nomine, ma con atti concreti: si è ben ripetuto in altri post quali sono. Giusta al riguardo la riflessione di cico della massaia. Anzi, sarebbe opportuno che codesti dirigenti si spogliassero in parte del loro onorario, a fini manifesti a tutta la popolazione. L’occasione è nondimeno propizia per chiarire, inesorabile strada, il rapporto fra governo nazionale e governo regionale.
    Per mario64 preciso: apprezzo il realismo, ma continuerò a credere (da ex alunno di scuole pubbliche…) che la lectio del messaggio evangelico non è mai fuori moda. I ‘politici’ come i sepolcri imbiancati? Ricordiamo loro le antiche massime. Credo sia questo il ruolo dell’uomo libero, in momenti difficili particolamente. E’ inutile? Non importa. Sarebbe come pensare che è finito tutto: sarebbe come rifiutarsi di guardare negli occhi i nostri figli per donare loro, da parte nostra, messaggi di dirittura etica intrisa di Luce.

  7. [...] governatore Raffaele Lombardo è ritornato sulla vicenda dell’impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana da parte del Consiglio dei Ministri, su iniziativa del ministro Raffaele [...]

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