21 feb 2010

Lombardo a Giampilieri: “Occorre maggiore rispetto per il territorio”

scritto da Staff 7 commenti

- MALTEMPO ALLUVIONI -

Raffaele Lombardo oggi è stato a Giampilieri, il comune della provincia messinese devastato dall’alluvione dell’uno ottobre dello scorso anno.

Lì c’è stato un vertice, a cui hanno partecipato anche Guido Bertolaso (capo della Protezione Civile), Pietro Lo Monaco (direttore del dipartimento della Protezione Civile siciliana), Giuseppe Buzzanca (sindaco di Messina) ed alcuni amministratori locali.

Al termine dell’incontro, Lombardo ha dichiarato che “la ricognizione aerea dei comuni di San Fratello e Tortorici s’è rivelata preziosa per analizzare le proporzioni delle frane che hanno investito i due centri”, ed ha aggiunto che “servirà circa un mese per capire quali edifici di San Fratello potranno essere salvati.

Non c’è dubbio che occorre pensare alla ricostruzione di decine di abitazioni da realizzare, certamente, in un’area idonea e a prova di frana nello stesso comune di San Fratello”.

Proseguendo nel discorso, il presidente della Regione ha spiegato che “a Tortorici abbiamo riscontrato numerose frane, in zone di campagna, che devono essere oggetto di una azione di monitoraggio e di prevenzione per evitare ulteriori danni, così come in tante altre zone del messinese che vengono attualmente monitorate”.

In merito alla situazione di Giampilieri, Lombardo ha affermato che “qui è stato fatto tanto. Siamo ormai nella fase della messa in sicurezza. Molte delle case investite dalla frana di ottobre non sono più agibili ma sono state individuate le aree dove costruire le nuove abitazioni”.

Infine, il punto sui fondi necessari. “Nel corso del vertice abbiamo parlato di risorse, ne occorrono parecchie. La Regione farà la propria parte ma certamente serve anche un finanziamento congruo da parte del governo centrale che fino ad oggi ha investito solo 40 milioni di euro, a fronte di una stima di gran lunga superiore.

Ci vorrà particolare attenzione nelle edificazioni e maggiore rispetto per un territorio vulnerabilissimo che, forse, fino ad oggi non abbiamo avuto“.

Foto: Ansa.

7 Commenti a “Lombardo a Giampilieri: “Occorre maggiore rispetto per il territorio””

  1. Alessandro Catalano scrive:

    C’è una parte dell’Italia che sta franando. La natura sta facendo il suo corso, colpendo l’incuria e la cattiva amministrazione dell’uomo. E’ il momento di riparare i danni ma anche di individuare le responsabilità.

  2. etnagricoltura scrive:

    Occorre qualcuno che lavori!!! Ero un suo elettore (per campanilismo speravo che Catania trovasse dopo la sua elezione una nuova rinascita, non me ne vogliano gli altri siciliani ma un pò di egoismo..scusatemi), ero contento che fosse stato eletto con una bella maggioranza ed ho pensato magari questa volta in Sicilia si riescce a fare qualcosa di serio(poi per la nomina dei primi assessori sono passati mesi). Illusione e speranza. Era meglio quando si stava peggio…Spero proprio che non prenda un voto alle prossime elezioni. Vuole sapere il mio programma di oggi? Ritornare al’INPS per farmi rateizzare i contributi che non ho pagato (perchè non avevo i soldi) e sperarare che domani riesca ad incassare qualcosa per riuscire a pagare le rate (perchè di soldi non ne incasso da un pò e le spese corrono, corrono, corrono). Macchine blu di ultima generazione di 5 metri, io vado in giro con una di 10 anni che non supera i 3,5 metri…alla faccia della rottamazione. Ma prendete una zappa in mano per sapere cosa significa lavorare ogni tanto, avete perso la concezione della vita reale…Condono tasse, condono multe, pensate ogni tanto alle persone che pagano la benzina delle vostre auto blu. Onestamente, sarà che le cose non mi vanno affatto bene, ma mi fate un pò sch.. e prima di ritornare a votare non so quante vite passeranno (e quanti ne sento come me)

  3. vittorio1955 scrive:

    In attesa della prossima pioggia, un’altra storia di danni nel messinese. Sarebbe interessante chiedere ai geologi il perché tutto sta avvenendo ora in cosi’ poco tempo.

  4. Cico scrive:

    Credo non sia necessario chiederlo ai geologi.
    Per tanti anni, troppi, si è evitato di affrontare il vero nocciolo della questione: e cioè che in Sicilia, ma anche in tante altre parti d’Italia, non si può edificare sempre e comunque.
    Inverni piovosi qui da noi ce ne sono sempre stati come pure, purtroppo, le frane che, entro certi limiti, sono addirittura ragionevolmente prevedibili: tutto sta a fare in modo che gli eventi atmosferici, combinati alla morfologia del territorio, non possano produrre danni alle popolazioni e ai manufatti.
    Dato che invece chi aveva il compito di controllare e, se il caso, reprimere ha fatto spesso finta di non vedere, siamo purtroppo arrivati a questo punto.
    Gli effetti disatrosi di oggi hanno cause antiche, individuabili innanzi tutto nella disinvoltura con cui sono state rilasciate (ammesso che esistano….) certe concessioni edilizie su superfici che invece avrebbero dovuto essere lasciate sgombre e dalla scellerata mancanza di programmazione di rimboschimenti in terreni a rischio di frane.

  5. franco scrive:

    Con umiltà, vorrei suggerire al Presidente la strada della sistemazione idraulica forestale ha una sola direzione. La Regione ha gli strumenti per realizzare progetti di risanamento a costi irrisori.
    Le ricordo che la Regione DEVE garantire giornate lavorative ad una folta schiera di braccianti agricoli addetti ai lavori di idraulica forestale.
    Invece che intervenire sempre su terreni demaniali già consolidati, perchè non si impiegano per sistemare terreni scassati, a protezione dei centri abitati; certo dopo relativo atto di esproprio o confisca dei terreni per almeno 20 anni. Capisco che tale procedura però non consente “maniu”.
    Fino a qualche anno fà, il corpo forestale con il gruppo azienda ha mantanuto e arricchito il patrimonio boschivo demaniale. Oggi le difficoltà derivate dalla separazione scellerata, riconosciute da tutti gli addetti ai lavori, visto gli eventi, potrebbe determinare il riaccorpamento dei due dipartimenti in un unico, per meglio incidere e sopratutto per eliminare tutte le diatribe collegate per le confuse competenze dei due dipartimenti.

  6. evarco scrive:

    Approfitti l’egregio Presidente di questa tragedia, purtroppo annunciata (sinanco il Vangelo precisa che è destinato al nulla chi costruisce sulla sabbia, senza solide fondamenta), per dare un segnale lucidissimo della partecipazione dei politici locali, di tutta la Sicilia, ai disastri naturali o provocati dal’incuria dei politici medesimi: imponga, come le leggi regionali possono, una ampia tassazione (almeno del 15 per cento) dei cosiddetti ‘gettoni di presenza’ o appannaggi che dir si vogliano, dei consiglieri di quartiere, comunali, nelle città e nei grossi comuni dell’isola, nonché dei consiglieri regionali, i meglio remunerati. Nomini un ‘cassiere’ al di sopra di ogni sospetto, che gestisca con estrema trasparenza -magari pubblicando la nota delle riscossioni su questo blog- i fondi, da destinare volta per volta, motu proprio magari del Presidente medesimo, alle necessità di emergenza che si presentano.
    Il Presidente sa che un tempo i Re di Sicilia erano investiti della autorità anche sui vescovi dell’isola, e non furono pochi quelli che si trovarono, nel funebre sudario, vestiti del pàllio papale. Chi governa l’isola, storicamente, non è un viceré, ma un re. Si dimostri l’ampiezza quasi monarchica dei poteri dello Statuto regionale, anche attraverso tali atti, che senza dubbio riavvicinerebbero molte persone ad una classe politica, di là dalle appartenenze, ogni giorno più screditata poiché lontana dai reali bisogni del quotidiano.
    “Placati dunque, Signore, perché la tua collera è bontà, e la tua giustizia è misericordia. Abbi pietà della tua debole creatura” (Nicola Cusano, da La pace della fede).

  7. Gaetano scrive:

    Sono perfettamete d’accordo sul rispetto che dobbiamo al nostro territorio. E’ solo il bene comune che può fare l’interesse anche dei singoli, ma se ci ostiniamo a disprezzare tutto ciò che appartiene alla collettività, chiudendoci in noi stessi, avremo agito contro il nostro stesso personale interesse.

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