A Termini Imerese solo automobili
4 commentiÈ online la consueta edizione settimanale di Tgweb, che apre con un servizio dedicato alla vicenda dello stabilimento della Fiat di Termini Imerese.
Intervistato, Raffaele Lombardo ha spiegato la decisione della giunta di vincolare l’area in cui sorge la Fiat, nonché l’impegno a destinare 350 milioni di euro alla realizzazione di infrastrutture nel sito industriale.
“Ci sono tre, quattromila persone che hanno imparato questo mestiere e che hanno acquisito un patrimonio di professionalità che non può essere disperso. Quella di mandare in pensione la gente, di dargli il sussidio o la cassa integrazione è una storia che, francamente, impoverisce la Sicilia e il paese, se di questo paese facciamo parte. Da qui la decisione di assumere solennemente l’impegno di mettere i 350 milioni a disposizione ma di disporre, anche, che non si diano autorizzazioni per la grande distribuzione organizzata“.
Il governatore, inoltre, si augura che il Lingotto, se dovesse confermare l’intenzione di andare via dalla Sicilia, “possa cedere lo stabilimento, mollarlo, senza pretendere di essere ancora una volta pagato: se non vuole davvero restare, allora che non impedisca che un’altra casa automobilistica venga da noi a produrre le proprie vetture. La Fiat non è più italiana, prendiamone atto. A noi interessa che questo patrimonio di esperienza venga utilizzato e che la nostra Regione non diventi un deserto dal punto di vista dell’industria”.
Infine, Lombardo ha dichiarato che “c’è un advisor che ci offre ampie garanzie e così, il prossimo 5 marzo, potremo avere un’idea chiara sulle possibili soluzioni. Tutte le chiacchere saranno escluse e solo le proposte serie saranno messe sul tappetto affinché possano svilupparsi per proseguire l’attività produttiva di auto a Termini.
Da parte nostra, facciamo tutto il possibile: abbiamo attivato un credito d’imposta di notevoli dimensioni e siamo pronti a mettere le risorse necessarie a disposizione di un’impresa vera, seria, che realizzi qualcosa che duri per trent’anni”.




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Non vorrei fare il bastian cotrario ma a me pare che in assenza di un mercato per il Nord Africa la localizzazione dell’ auto a Termini Imerese non abbia futuro. Nè vale il discorso sulle professionalità acquisite perchè è noto che i giovani si formano molto velocemente e presto e qualunche futura prospettiva di un mercato dell’ auto sarebbe facilmente insediabile, forse con migliori risultati ove si dia spazio a forze giovani. Pertanto se la Regione ha risorse da investire in infrastrutture attragga capitali per un rilancio dell’ industria a Termini Imerese prescindendo della presenza del settore auto. Chi scrive ha presenti le illusioni per lungo tempo inutilmente coltivate per il mantenimento della Pirelli a Villafranca Tirrena. Quindi credo che sia meglio guardare al futuro ed investire in settori con una valida prospettiva di sviluppo, senza creare inutili illusioni sulla presenza – antieconomica – del settore auto.
Mi fa molto piacere che il presidente Lombardo sostanzialmente concordi, oggi 12 febbraio 2010, con quei pensieri che umilmente mi permettevo di esprimere al riguardo, da semplice cittadino siciliano, in un post di questo stesso forum dal titolo “Il governatore Lombardo a 360 gradi” del 24 dicembre 2009 e che di seguito ho l’ardire di riproporre.
Cico scrive il 26 dicembre 2009 alle 15:59:
Presidente, credo che Lei sappia fin troppo bene quanto importante sia che lo stabilimento di auto a Termini Imerese non cessi l’attività.
Ed è fin troppo evidente quanto un possibile risultato positivo da Lei ottenuto (con Fiat o con un altro produttore) peserebbe sull’elettorato, ancor più del piano di rientro della spesa sanitaria o della riforma degli assessorati e dell’amministrazione regionale, obiettivi senz’altro apprezzabili ma non così immediatamente avvertiti come prioritari dall’intero popolo siciliano.
Qui si parla di lavoro e di prospettiva di futuro per tante famiglie di lavoratori, che potranno anche avere qualche torto (e comunque da condividere con rappresentanti dei governi regionali precedenti e con qualche sindacato), ma che non devono essere lasciate da sole in questo difficile momento.
Il Governo Regionale deve ora, con fermezza, chiedere alla Fiat, se proprio vuole andarsene, di non procedere assolutamente alla riconversione degli impianti verso altri tipi di produzioni: troppo comodo!
Lo stabilimento di Termini e i suoi dipendenti hanno un “valore” che deriva appunto dalla produzione automobilistica: non possono e non devono essere costretti a riciclarsi e imparare a fare altro.
Credo che, oggi come oggi, un altro costruttore estero, come ad esempio è stato ipotizzato indiano o cinese o coreano, possa essere interessato a rilevare uno stabilimento e maestranze specializzate per continuare a produrre un modello di auto economica derivata dall’attuale Lancia Y, ristilizzata con il nuovo marchio, in allestimenti semplificati e con motorizzazione esclusivamente bi-fuel.
Tutti i siciliani devono fare la loro parte:
- Lei e il suo governo, favorendo questo “passaggio di proprietà” prevedendo opportuni incentivi e magari realizzando finalmente quelle strutture di servizi di cui il porto di Termini ha bisogno;
- i sindacati, concertando bene con il nuovo datore di lavoro nuovi contratti decentrati convenienti per entrambe le parti;
- noi comuni cittadini acquirenti, impegnandoci a sostenere la nuova produzione automobilistica siciliana, magari comprando meno Audi, Bmw e Mercedes.
Auguri, presidente, chissà che non si riesca, tra qualche anno, a “far mangiare le mani” alla Fiat!
Presidente, che si cominci ad andare finalmente d’accordo, noi due?
A Termini Imerese fabbricheranno Maranello?
Torno sull’ argomento per ribadire che l’ economia ha le sue regole e la politica può orientare le scelte, ma non imporle se i conti non tornano. Pertanto, innanzitutto va verificata sul piano del mercato la validità di un piano che preveda il mantenimento del settore auto a Termini Imerese. La verifica è fatta di numeri e se i conti non tornano è inutile spercare risorse dei siciliani solo per operazioni di facciata. Quindi il settore auto resti se vi sono le condizioni di mercato, altrimenti bando alla demagogia, ne abbiamo piene le tasche. Il denaro pubblico è sacro e non si spreca!