Lombardo: “Mi auguro convergenza sul programma”
8 commentiIeri pomeriggio il presidente Lombardo ha presentato all’Assemblea Regionale Sicilia il suo terzo governo, sostenuto da 31 deputati (Mpa, Pdl Sicilia e Alleanza per l’Italia).
Ecco i punti salienti del suo intervento:
- Mi auguro che si registri una convergenza su punti programmatici importanti e fondamentali da cui dipende il destino della Sicilia. L’atteggiamento del governo si ispirerà a questo atteggiamento di collaborazione, a questa volontà costruttiva che spero possa caratterizzare l’azione di ciascuno di noi. E nulla vieta al governo di promuovere una ulteriore verifica anche con quanti, a partire dai capigruppo, intendano dare un contributo a questo percorso di innovazione.
- Abbiamo delle priorità e un termine entro il quale approvare i documenti finanziari. Testi importanti il cui obiettivo è la riorganizzazione della spesa attraverso una riduzione degli sprechi e scelte di obiettivi di efficienza e sviluppo.
Il governatore ha parlato anche di semplificazione burocratica, un disegno di legge costituito da 10 articoli che “puntano a tempi certi, trasparenza e certezza per il cittadino e l’imprenditore che si rapporta con l’amministrazione pubblica”; di rifiuti e di piano casa, annunciando che “martedì o mercoledì il provvedimento potrà essere approvato dalla commissione”, pur sottolineando di avere un orientamento diverso da quello emerso fino ad oggi: “punterei molto sul recupero di edifici e di immobili dei centri storici, molti dei quali sono abbandonati o trasformati in rifugi per extracomunitari, piuttosto che sull’aumento dei volumi di cubatura”.



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Spero che in questo nuovo governo che vuole avviare un percorso d’innovazione, Lombardo non si dimentichi di applicare un percorso vecchio: qualche nuovo strappo all’applicazione dell’autonomia.
Vedremo cosa succederà anche perché se passa quel famoso ddl saranno tempi duri per Lombardo.
Bene Presidente al recupero degli edifici nei centri storici. Evitiamo di continuare a distruggere territorio e riappropriamoci dei centri storici, che sono la storia
Quando anche in Sicilia, la pubblica amministrazione effettuava le assunzioni a tempo determinato tramite gli uffici di collocamento e vi erano anche le chiamate al lavoro tramite i politici, quando in sostanza le cose andavano meno peggio di ora, si parlava, di crisi della politica.
Ora al politico interessa la sua immunità, trovare ogni giorno parole innovative che fanno pensare ad un progetto di innovazione.
Ovviamente la sua immunità dipende sopratutto dall’ ambito della magistratura.
Niente funziona per come dovrebbe funzionare pertanto è giusto che il magistrato abbia la sua porzione di torta.
Da tempo caldeggio una politica dell’ uso del territorio che privilegi il recupero degli abitati preesistenti e riduca il consumo del territorio stesso. Mi aspetto, quindi, qualcosa di chiaro, serio e concreto nel rispetto di una rigorosa pianificazione dei vecchi centri attraverso mini piani particolareggiati o, meglio, attraverso dettagliate prescrizioni da delegare ad un decreto assessoriale e con vantaggiosi premi di cubatura e maggiori altezze da rapportare al risparmio di territorio ed alla realizzazione di servizi collettivi. Penso che i vantaggi sarebbero notevoli anche per la riqualificazione dei vecchi ambiti urbani in situazione di degrado e precarietà sismica. Starò a vedere, nella speranza che non si tratti dell’ ennesima occasione perduta.
Concordo fermamente sull’idea di promuovere innanzitutto il recupero e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Il problema principale è infatti che oggi ci sono mille buone ragioni per i privati (economiche e burocratiche innanzitutto) per costruire nuovi edifici, e pochissimi incentivi per il recupero degli edifici storici che abbiano una valenza architettonica o dei borghi che abbiano un impianto architettonico antico. Guardando poi a Messina, la mia città, ritengo che le residue testimonianze edilizie pre-Terremoto, seppur di modesto valore intrinseco, costituiscano, in una realtà alla continua ricerca di memorie e testimonianze di un passato cancellato, imprescindibili elementi di contatto, da riscoprire, curare, sottrarre al degrado e all’abbandono. Ma per fare questo servono politiche intelligenti e correttamente orientate.
Il sistema assistenziale ha portato al degrado morale e civile della Sicilia, ha mortificato le intelligenze e lo spirito di iniziativa facendoci un popolo di mendicanti che hanno vissuto consumando risorse senza nulla investire sul territorio, che anzi è stato depredato e usato come occasione di rapina, senza costrutire nessun sistema produttivo realmente in grado di dare occupazione e lavoro.
Per questo è importante fare subito riforme , perchè la Sicilia ha estremo bisogno di regole accettate, condivise, rispettate e fatte rispettare.
volete vedere che la vara finalmente si muove? ekkè dobbiamo crederci davvero che la Sicilia ha finalmente il suo Governo che provvederà alle esigenze dei siciliani? nientemeno che da destra e da sinistra ‘ammuttanu ppi fari caminari à santuzza’, non ci resta che attendere, se non miracoli, almeno ciò che normalmente si fa quando i miracoli li si chiede: si fanno VOTI…