19 mag 2012

Al voto in ottobre

scritto da Staff 2 commenti

Pubblichiamo il video della conferenza stampa tenuta ieri da Raffaele Lombardo a Palazzo D’Orleans.

Immagine anteprima YouTube
15 mag 2012

Prima è nata l’Autonomia Siciliana e poi la Repubblica Italiana

scritto da Staff 9 commenti

Nel calendario ufficiale da quest’anno il 15 maggio è una data da cerchiare in rosso: infatti, in occasione della ricorrenza della firma dello Statuto della Regione è stata fissata la nuova festa dell’Autonomia siciliana. A spingere per questa nuova festa è stato il presidente Lombardo che in un momento di fermenti federalisti vuole cercare di riaffermare, almeno simbolicamente, la natura autonomista della nostra isola. Ma siamo veramente autonomi, cioè con leggi e disposizioni che non hanno condizionamenti esterni? A osservare come sono andate e vanno le cose la risposta non può che essere negativa. In effetti i dettami dello Statuto siciliano vengono spesso accantonati in favore delle direttive che arrivano da Roma, una consuetudine che raramente ha consentito l’applicazione della Carta siciliana. A istituire la festività – tutta siciliana – è stata la giunta regionale guidata da Raffaele Lombardo. Una festa che “non dovrà e non potrà essere solo una giornata di vacanza – dice il governatore – ma l’occasione per approfondire con confronti e dibattiti una realtà giuridica, istituzionale e storica, di cui purtroppo i siciliani spesso si dimenticano”.

Il presidente Lombardo richiama una recente indagine in cui risulta che “la percentuale dei giovani che conosce il reale valore dell’Autonomia è molto bassa, dobbiamo superare questa lacuna anche perché in vista del federalismo – conclude – è necessario sfruttare questa risorsa e farla pesare nel confronto con le altre regioni italiane”.

Le ultime vicende della politica regionale, con le impugnative del Commissario dello Stato alle norme finanziarie varate dall’Assemblea regionale siciliana, hanno riacceso il dibattito sull’Autonomia. Per Lombardo, infatti, “non è più tollerabile che noi, per distrazione o per atteggiamenti da succubi, subiamo una condizione che, nonostante il nostro statuto speciale, è molto peggiore delle regioni a statuto ordinario. Da noi il commissario dello Stato può impugnare le leggi nei cinque giorni successivi all’invio delle stesse al suo ufficio e noi, in base all’impugnativa, non le pubblichiamo non rendendole efficaci. E’ come se non le avessimo fatte. Si tratta di una limitazione dell’autonomia legislativa della nostra assemblea. Questo ci pone in una condizione di subalternità rispetto al commissario e soprattutto in uno stato di minorità rispetto alle regioni a statuto ordinario. Queste fanno le leggi e le pubblicano e solo dopo il governo può impugnarle, non facendo perdere l’efficacia, fin quando non si pronuncia la Corte Costituzionale.

Ma più in generale, lo Statuto siciliano dovrà essere visto come un investimento per il futuro. Anche in vista dell’evoluzione “federalista” prevista per il nostro Paese.

Dobbiamo accettare il Federalismo ma per attuarlo correttamente è necessaria un’eguaglianza di partenza. Tema ancora più delicato per la crisi finanziaria internazionale. Puntando sui principi sanciti nello Statuto autonomista, in Sicilia si deve puntare a favorire la crescita economica, perché quanto avvenuto in questi ultimi anni, con dati sconfortanti soprattutto riguardo ai giovani e al loro ingresso nel mondo del lavoro, è proprio figlio della bassa crescita economica. E sempre più rilevante e qualificante, sarà dunque, il rapporto tra la Sicilia e l’Europa, per un utilizzo virtuoso e strategico delle risorse che proprio l’Unione Europea mette a disposizione del nostro territorio e della nostra società.

14 mag 2012

Necessaria inversione di tendenza nella politica europea per lo sviluppo del Mediterraneo

scritto da Raffaele Lombardo 3 commenti

L’Europa sarà ancora il perno su cui far ruotare lo sviluppo dell’intera regione mediterranea se ripartirà dalla ricchezza delle sue diversità. Occorre, però un’inversione di tendenza e discontinuità nelle politiche degli stati membri mediterranei per far cambiare rotta all’Ue, sia rispetto alle sue scelte interne che rispetto ai paesi vicini. Se persisterà nel dare continuità sostanziale ai fattori della crisi, se sosterrà gli speculatori invece della crescita, se si assoggetterà ai poteri incontrollabili della finanza senza confini, allora sarà rifiutata come modello dalla nuova realtà mediterranea.

Temiamo che le risposte che l’Europa si accinge a dare saranno inadeguate alle aspettative che si nutrono a sud. Si vuole destinare soltanto poco più del 2% della politica di coesione alla cooperazione territoriale transnazionale e poche briciole alla prossimità mediterranea. Degli oltre 1.100 progetti presentati sul principale programma mediterraneo della politica di prossimità, con oltre 7.000 partner, in gran parte della riva sud, soltanto 40 potranno essere finanziati con i troppo esigui fondi fin qui destinati. Allora l’Europa deve scegliere se andare incontro a quelle società civili diventate motori del cambiamento e del processo di democratizzazione o se riproporre la scorciatoia dei rapporti bilaterali tra i governi, dei soliti grandi affari con le solite grandi imprese riprendendo un metodo sostanzialmente neocolonialista. Esiste la vera alternativa della rete dei partenariati diffusi, che ammontano già a migliaia e che possono essere la base su cui far sorgere una nuova politica euromediterranea.

Domani sarà presentata la proposta della Commissione per la nuova politica di prossimità 2014/20. Occorre sostenere con almeno il 10% della Politica di coesione la cooperazione territoriale transnazionale e destinarne almeno la metà al Mediterraneo e dotare con almeno il 10% dei fondi destinati alla prossimità i programmi multilaterali di bacino per il Mediterraneo. Così, si favoriscono i partenariati da utilizzare come base di una macroregione mediterranea, capace di darsi una propria strategia integrata.

Da parte sua la Sicilia prosegue il lavoro insieme a tutte le regioni e le istituzioni mediterranee, consolidando i rapporti, a partire da quelli umani e culturali, con i premi Al Idrissi e con l’Osservatorio per il dialogo interreligioso.

09 mag 2012

Qualche considerazione sul voto amministrativo in Sicilia

scritto da Raffaele Lombardo 22 commenti

Qualche considerazione di carattere politico sulle amministrative siciliane: l’Mpa raggiunge il 7% e la coalizione che ha appoggiato Aricò arriva al 22%. Questa coalizione, che alla Regione ha una alleanza con il Pd, aveva di fronte a sè due prospettive che, alla luce dei risultati, appaiono oggi quantomeno indebolite.

La prima, quella della foto di Vasto, l’alleanza che risultò vincente a Milano e a Napoli ad esempio, qui, guardando ai voti del Pd di Sel e di Idv e considerando non solo Palermo ma tutta la Sicilia, ne esce molto, molto sfocata e ridimensionata.

L’aggregazione di centrodestra ha visto anche la presenza di Grande Sud e dell’Udc, formazioni che però in qualche realtà hanno dato luogo ad alleanze di diverso tipo anche anomale. In queste amministrative siciliane si è determinato un ridimensionamento complessivo del Pdl notevolissimo.

Quantomeno in vista delle prossime elezioni regionali, quindi, quelle due prospettive risultano molto deboli.

La nostra alleanza con Fli, MpA, Mps e Api, alla luce dei risultati raggiunti e considerando il voto a livello regionale, o non guardando solo a Palermo, appare, in definitiva, quella con tutte le carte in regola per vincere e governare.

04 mag 2012

Non possiamo più tollerare limitazioni alla nostra autonomia

scritto da Raffaele Lombardo 47 commenti
Immagine anteprima YouTube

Non è più tollerabile che noi, per distrazione o per atteggiamenti da succubi, subiamo una condizione che, nonostante il nostro statuto speciale, è molto peggiore delle regioni a statuto ordinario.

Da noi il commissario dello Stato può impugnare le leggi nei cinque giorni successivi all’invio delle stesse al suo ufficio e noi, in base all’impugnativa, non le pubblichiamo non rendendole efficaci. E’ come se non le avessimo fatte. Si tratta di una limitazione dell’autonomia legislativa della nostra assemblea.

Questo ci pone in una condizione di subalternità rispetto al commissario e soprattutto in uno stato di minorità rispetto alle regioni a statuto ordinario. Queste fanno le leggi e le pubblicano e solo dopo il governo può impugnarle, non facendo perdere l’efficacia, fin quando non si pronuncia la Corte Costituzionale.

Si può consentire che la regione autonoma per eccellenza e che dovrebbe avere l’autonomia più grande l’abbia persa in maniera così assurda? Io avevo convenuto con il commissario che alcune norme inserite la notte dell’approvazione venissero cancellate. Ma altre non meritavano questa sorte. Dal fondo di garanzia per il fotovoltaico al decentramento della forestale, dalle norme sulla grande distribuzione per salvaguardare la nostra produzione a quelle sulla questione del precariato.

Per questo ho deciso di promulgare la legge e sollevare il caso con lo Stato in sede di Corte Costituzionale perché quantomeno la nostra regione sia equiparata con le altre.

Così non può più andare avanti. Me ne assumo fino in fondo la responsabilità in nome della prevenzione degli incendi, per i 26 mila forestali e per i 22.500 precari degli enti locali.

28 apr 2012

Contro di me solo calunnie di un delinquente

scritto da Raffaele Lombardo 29 commenti

Ieri per la prima volta ho partecipato ad una udienza e da ora in poi non intendo privarmi di questo diritto perché questo mi consente di capire cosa vanno dicendo questi signori, e ciò è molto utile, e lo rifarò perché difendersi nel processo vuol dire questo.

E sentendo gente come D’Aquino mi rendo conto di quali siano le ragioni per le quali la procura della Repubblica, sotto tre capi diversi, ha chiesto l’archiviazione per il reato che a tutti i costi mi si vuole addebbitare.

Si tratta delle dichiarazioni di un noto criminale che può essere credibile quando rivela i retroscena riscontrabili di un omicidio, di una estorsione, di una rapina. Ma in questo caso si tratta di sciocchezze e calunnie contro di me, Pistorio e altri uomini politici. Cosa avrei dato a queste persone? Posti di lavoro, favori, opportunità economiche? Ma ne citassero una di queste cose che gli avrei dato!

E’ bene che la magistratura e i cittadini si rendano conto che un pluriomicida non avrebbe neppure il diritto di essere ascoltato per le sciocchezze che dice magari sperando di ottenere sconti di pena.

26 apr 2012

Raffaele Lombardo interviene all’Ars

scritto da Staff 14 commenti
Immagine anteprima YouTube Immagine anteprima YouTube

Pubblichiamo i video degli interventi, introduttivo e di replica, pronunciati stamattina da Raffaele Lombardo all’Ars nel corso del dibattito dedicato alle comunicazioni del governatore sulla vicenda giudiziaria che lo riguarda.

19 apr 2012

Elezioni in tempi diversi per non bruciare l’esperienza autonomista

scritto da Raffaele Lombardo 6 commenti
Immagine anteprima YouTube

Non possiamo rischiare di bruciare l’esperienza autonomista che abbiamo avviato. Non possiamo bruciarla sull’altare delle logiche nazionali che uccidono la Sicilia perché sono coincidenti con interessi e poteri forti che hanno testa e cuore a nord di Roma, e mi auguro che su questo i siciliani non abbiano dubbi.

Una politica autonoma e autonomista deve imporre le regole e le conseguenze di uno Statuto che è rimasto solo sulla carta. Se vogliamo portare avanti il cammino intrapreso  dobbiamo sganciarci dalle logiche perverse che la politica nazionale e antisiciliana metterà in essere con le prossime elezioni politiche, inventando nuovi partiti e schieramenti, reclutando personalità che serviranno come specchietto per le allodole per i cittadini.

Il Movimento per le Autonomie porterà invece avanti la sua politica legata al territorio nonostante gli attacchi che mi sono stati fatti da parte di quattro squallidi speculatori ascari della politica nazionale per indebolire il movimento.

L’MpA dovrà entrare sempre più nel cuore e nella coscienza dei siciliani mettendo fuori gioco i camerieri dei partiti nazionali che in questi 65 anni hanno lasciato a bocca asciutta la Sicilia e i siciliani e che a livello nazionale lasciano l’Italia in una condizione molto simile a quella della Grecia.

Quindi tempi diversi per le elezioni. Se il governo nazionale va avanti fino alla prossima primavera-estate non c’è dubbio che noi dobbiamo attrezzarci per votare prima, cioè in autunno prossimo, e metteremo in essere le condizioni perché ciò avvenga.

Una scelta tutta politica che non ha niente a che fare con la mia vicenda giudiziaria, sulla quale renderò conto, in maniera il più possibile obiettiva, all’Ars il prossimo 26 aprile. E poi, come è giusto e doveroso che sia, cercherò di dedicarmi pienamente alla mia difesa perché, come si dice, ognuno è il miglior avvocato di se stesso perché nessuno come noi stessi sa quanto è capitato attorno a noi e quello che abbiamo fatto nella nostra vita.